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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

334 schede

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vincolo di bilancio secondo il quale per il “rifugiato” lo Stato non potrà impegnare risorse superiori a quelle destinate ad una pensione d’invalidità al 100%

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano introdotto un vincolo di bilancio che leghi la spesa per ciascun rifugiato all'importo di una pensione di invalidità al 100%. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha cambiato il sistema di accoglienza, e la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 767) ha chiesto al Ministero dell'interno di ridurre il costo giornaliero dell'accoglienza e la spesa per i centri, con risparmi di almeno 400 milioni di euro nel 2019, 550 nel 2020 e 650 dal 2021. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 approvata nel periodo del governo Draghi, fissa un tetto per persona collegato alla pensione di invalidità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Non sarà inoltre possibile stabilire maggiori contributi per l’accoglienza degli stranieri rispetto a quelli rivolti alle politiche a sostegno degli italiani in povertà

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano vietato di destinare all'accoglienza dei migranti contributi superiori a quelli per gli italiani in povertà. Nel Conte I la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha istituito il fondo per il reddito di cittadinanza, con 7,1 miliardi di euro per il 2019 (art. 1, comma 255), e ha chiesto risparmi sulla spesa per i centri di accoglienza (comma 767); il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha ristretto il sistema di protezione e accoglienza. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 del periodo Draghi, collega però le due spese con un vincolo, e il reddito di cittadinanza non è riservato ai cittadini italiani.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Revocare la delibera dell’ex Ministro Alfano che concede la facoltà di rilasciare la carta di identità ai migranti

L'atto a cui il programma si riferisce è con ogni probabilità la nota del 17 agosto 2016 del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno (ministro Alfano). La nota confermava che i richiedenti asilo potevano iscriversi all'anagrafe del Comune che li ospitava, e quindi ottenere la carta d'identità. Il governo Conte I ne ha superato l'effetto con una legge, senza un atto formale di revoca: l'articolo 13 del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha stabilito che il permesso di soggiorno per richiesta d'asilo vale come documento di riconoscimento ma non è titolo per l'iscrizione anagrafica. Ha anche abrogato la norma del 2017 sull'iscrizione dei richiedenti ospitati nei centri. Senza iscrizione anagrafica i richiedenti non potevano avere la carta d'identità, come ha ricordato anche l'Avvocatura dello Stato davanti alla Corte costituzionale. La circolare del Ministero dell'interno n. 15 del 18 ottobre 2018 ne ha dato applicazione. L'articolo 13 è stato poi dichiarato incostituzionale con la sentenza n. 186 del 2020 (depositata il 31 luglio 2020), durante il governo Conte II.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Impegno ad ospitare in Italia una conferenza di pace permanente sulla Libia coinvolgendo tutte le forze coinvolte nella guerra civile.

Il governo Conte I ha ospitato in Italia la Conferenza di Palermo «per e con la Libia», il 12 e 13 novembre 2018, con le delegazioni delle principali parti libiche (Consiglio presidenziale e governo di Tripoli, Camera dei rappresentanti, Alto Consiglio di Stato ed Esercito nazionale libico); il generale Haftar non ha preso parte ai lavori, ma ha incontrato al Serraj in una riunione a margine. Le conclusioni non hanno creato un organismo o una conferenza permanente: hanno sostenuto la proposta dell'inviato dell'ONU di una Conferenza nazionale libica da tenere in Libia nelle prime settimane del 2019. Nel periodo del governo Draghi non risulta una conferenza analoga ospitata in Italia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere una nuova fattispecie di reato specifica finalizzata a sventare le organizzazioni internazionali per la tratta degli esseri umani

Non risulta che il governo Conte I o il governo Draghi abbiano introdotto una nuova fattispecie di reato specifica contro le organizzazioni internazionali della tratta. Nel Conte I il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 77/2019) è intervenuto sulle indagini: con l'articolo 3 ha attribuito alle procure distrettuali anche le indagini sulle associazioni finalizzate al favoreggiamento semplice dell'immigrazione clandestina (art. 12, comma 1, del testo unico), rendendo possibili le intercettazioni preventive. È una modifica di competenza e di strumenti d'indagine, non un nuovo reato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

ampliare la facoltà di utilizzo di prove anche al di fuori di quelle raccolte dalla polizia giudiziaria

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano ampliato la possibilità di usare nei processi per immigrazione clandestina prove raccolte da soggetti diversi dalla polizia giudiziaria italiana; il programma precisava che si trattava anche delle prove della polizia giudiziaria di altri Paesi europei. La misura più vicina è l'articolo 4 del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, che ha stanziato fondi per il concorso di operatori di polizia di Stati esteri, sulla base di accordi, nelle operazioni sotto copertura in Italia, anche contro il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È però un'autorizzazione di spesa: non cambia le regole sull'uso delle prove.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Stabilire la facoltà per la polizia giudiziaria di raccogliere prove sul contrasto all’immigrazione clandestina attraverso la presenza di personale sulle navi ONG

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che consentano alla polizia giudiziaria di raccogliere prove con proprio personale a bordo delle navi delle ONG. Il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, il principale intervento del Conte I sulle navi, ha invece dato al ministro dell'Interno il potere di vietarne l'ingresso nel mare territoriale (articolo 1) e ha previsto sanzioni per chi viola il divieto (articolo 2). Il dossier parlamentare sul decreto non contiene una norma sulla presenza di personale di polizia giudiziaria a bordo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vietare lo sbarco a quelle che la rifiutano

Il governo Conte I ha adottato lo strumento per impedire l'approdo delle navi: l'articolo 1 del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 8 agosto 2019, n. 77) permette al ministro dell'Interno di limitare o vietare ingresso, transito e sosta delle navi nel mare territoriale, con sanzioni per chi viola il divieto. Il divieto però vale in generale, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sull'immigrazione, e non è legato al rifiuto di ospitare personale di polizia giudiziaria: quell'obbligo non è mai stato introdotto. Nel periodo del governo Draghi non risultano atti in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Espulsione dei carcerati extracomunitari con facoltà di fare accordo con i Paesi di origine nel periodo di detenzione ed espulsione con accompagnamento.

Nel periodo del governo Draghi è stata pubblicata la legge 29 marzo 2021, n. 49, che ha ratificato il Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate (Strasburgo, 1997) e il suo Protocollo di emendamento (2017); il disegno di legge era stato presentato dal governo Conte I il 18 aprile 2019. Il Protocollo permette di trasferire nel Paese di origine, anche senza il suo consenso, il detenuto straniero colpito da espulsione, perché sconti lì la pena. Vale però solo nei rapporti con gli altri Stati che lo hanno ratificato ed è in vigore per l'Italia dal 1° ottobre 2021. Le regole interne sull'espulsione non sono cambiate: l'articolo 16, comma 5, del testo unico sull'immigrazione, che prevede l'espulsione del detenuto con pena residua fino a due anni, è rimasto lo stesso dal 2017 per tutti e due i periodi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Rivedere il sistema delle quote per adottare meccanismi di mercato, subordinando le richieste alla verifica della disponibilità dei cittadini italiani

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che abbiano sostituito il sistema delle quote con meccanismi di mercato. Gli ingressi per lavoro sono rimasti regolati dai decreti annuali sui flussi: il DPCM 12 marzo 2019 (governo Conte I, 30.850 ingressi) e il DPCM 21 dicembre 2021 (governo Draghi, Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2022, 69.700 ingressi). La richiesta nominativa del datore di lavoro e la verifica preventiva al centro per l'impiego che non ci siano lavoratori disponibili già presenti in Italia erano previste dal testo unico sull'immigrazione (art. 22, comma 2) già prima del 2018. Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (artt. 42 e 44) ha accelerato il rilascio del nulla osta e semplificato le verifiche sui datori di lavoro, senza cambiare il sistema delle quote.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Affidare ai Comuni, con il coordinamento delle Regioni e non alle Questure, la competenza a rilasciare il permesso di soggiorno di breve periodo

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che affidino ai Comuni il rilascio del permesso di soggiorno di breve periodo. Il testo unico sull'immigrazione (art. 5, comma 2), nella versione in vigore sia nel 2019 sia a fine legislatura, prevede che il permesso sia richiesto al questore della provincia in cui si trova lo straniero. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (convertito dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132) e il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 non hanno toccato questa competenza, né risultano disegni di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Affidare alla Direzioni provinciali del Ministero del Lavoro [...] e non alle Prefetture le funzioni di disbrigo delle pratiche di prima assunzione dei lavoratori stranieri

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che trasferiscano alle Direzioni provinciali del lavoro, o alle Regioni, le pratiche di prima assunzione dei lavoratori stranieri. Nel testo unico sull'immigrazione in vigore dal 2018 a fine legislatura il responsabile dell'intero procedimento è lo sportello unico per l'immigrazione istituito presso la prefettura (art. 22, comma 1). Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (governo Draghi) ha fissato tempi più brevi per il nulla osta (art. 42) e ha affidato le verifiche sui requisiti del datore di lavoro all'asseverazione di professionisti e associazioni datoriali, lasciando all'Ispettorato nazionale del lavoro i controlli a campione (art. 44). La competenza sulle pratiche è rimasta allo sportello unico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere che le Questure rilascino le informative ai Comuni

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano informative delle Questure ai Comuni ai fini del rilascio del permesso di soggiorno. Nel programma la misura serviva al passaggio ai Comuni della competenza sul permesso, che non è avvenuto: il rilascio è rimasto al questore (art. 5 del testo unico sull'immigrazione). Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 18) ha consentito alla polizia municipale dei comuni con più di 100.000 abitanti, e nel 2019 progressivamente degli altri capoluoghi, di consultare il Centro elaborazione dati interforze durante i controlli, per verificare eventuali provvedimenti di ricerca: è uno strumento di controllo di polizia, non riguarda il permesso di soggiorno.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto della possibilità di ottenere l’accesso ai benefici assistenziali [...] per gli immigrati extracomunitari attraverso semplici autodichiarazioni

La legge 28 marzo 2019, n. 26, che ha convertito il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (governo Conte I), ha aggiunto all'art. 2 i commi 1-bis e 1-ter: i cittadini extra Ue che chiedono il reddito o la pensione di cittadinanza devono provare i requisiti di reddito e di patrimonio e la composizione del nucleo familiare con una certificazione dell'autorità del loro Paese, tradotta e legalizzata, invece della sola autodichiarazione usata per l'ISEE. Sono esclusi i rifugiati, i casi previsti da convenzioni internazionali e i Paesi in cui è impossibile ottenere i documenti. Il decreto attuativo del 21 ottobre 2019, adottato dopo la fine del governo Conte I, ha poi limitato l'obbligo ai cittadini dei Paesi elencati e al patrimonio immobiliare all'estero. La misura riguarda solo questa prestazione: per gli altri benefici assistenziali citati dal programma, come le case popolari e gli sgravi contributivi, non risultano divieti analoghi. Il governo Draghi, con la legge di bilancio 2022, ha previsto un piano annuale dell'INPS per verificare i beni all'estero dichiarati da tutti i richiedenti, senza abolire l'autodichiarazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

inserire nel procedimento di naturalizzazione [...] un esame di conoscenza della lingua, della cultura e tradizioni italiane

La legge 1° dicembre 2018, n. 132, che ha convertito il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, ha inserito nella legge 91/1992 l'art. 9.1, in vigore dal 4 dicembre 2018: la cittadinanza per matrimonio o per concessione, compresa quella per residenza, richiede una conoscenza dell'italiano non inferiore al livello B1. La conoscenza si prova con un titolo di studio o con la certificazione di un ente riconosciuto, non con un esame nel procedimento, e ne è esentato chi ha firmato l'accordo di integrazione o ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. È stata quindi introdotta una verifica della lingua. Non è stato introdotto alcun esame su cultura e tradizioni italiane, né nel governo Conte I né nel governo Draghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

prevedere la revoca della cittadinanza italiana per i soggetti responsabili di terrorismo islamico o apologia del terrorismo islamico

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 14), in vigore dal 5 ottobre 2018, ha introdotto nella legge 91/1992 l'art. 10-bis: la cittadinanza acquisita per matrimonio, per concessione (compresa quella per residenza) o, da chi è nato in Italia, con la dichiarazione al compimento dei diciotto anni, è revocata dopo una condanna definitiva per i delitti con finalità di terrorismo indicati dall'art. 407, comma 2, lettera a), n. 4 del codice di procedura penale e per quelli degli artt. 270-ter e 270-quinquies.2 del codice penale. La revoca va disposta entro tre anni dalla condanna definitiva. La norma vale per ogni terrorismo, non solo per quello islamico citato dal programma. Non riguarda però chi è cittadino per nascita e non richiama espressamente l'apologia del terrorismo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

bocciatura per gli studenti che rifiutano di partecipare a determinate materie obbligatorie

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano la bocciatura degli studenti che rifiutano di partecipare a materie obbligatorie. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di occupare il suolo pubblico per pregare

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di occupare il suolo pubblico per pregare. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di prevedere trattamenti diversi in ragione di assunte regole religiose nei servizi pubblici, come ospedali, pubbliche amministrazioni, mense ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di trattamenti diversi per ragioni religiose nei servizi pubblici, come ospedali, uffici e mense. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

revoca, quindi, dell’accordo tra Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) ed Ente Nazionale per il Microcredito

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi, né dell'Ente nazionale per il microcredito, che abbiano revocato il protocollo d'intesa con la Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), firmato nel luglio 2017 secondo le cronache dell'epoca. Il protocollo è un accordo amministrativo dell'Ente e il suo testo non è pubblicato: per questo la verifica si basa sull'assenza di notizie di una revoca e di atti del governo sul tema, non su un documento che attesti che l'accordo è rimasto in vigore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Obbligo di trasparenza degli investimenti provenienti da alcuni Paesi come Qatar, Arabia Saudita, ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano obblighi di trasparenza sugli investimenti provenienti da Paesi come Qatar e Arabia Saudita. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022. Il governo Draghi ha rafforzato i poteri speciali sulle operazioni nei settori strategici (decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, artt. 24-28), ma si tratta di un controllo del governo sulle singole operazioni, valido per tutti gli investitori, non di un obbligo di trasparenza per gli investimenti di determinati Paesi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Divieto dell’istituzione di partiti che si caratterizzano per essere rivolti solo a mussulmani

Non risultano atti del governo, nei periodi del Conte I e del governo Draghi, che vietino la costituzione di partiti rivolti solo a persone di religione musulmana. La disciplina dei partiti, vigente al 12 ottobre 2022 (decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, art. 3), elenca i contenuti dello statuto e non contiene alcun requisito o divieto legato alla religione degli aderenti. Non risulta nemmeno un disegno di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione per Legge di un “salario minimo” orario

Nel Conte I e nel governo Draghi nessuna legge ha introdotto un salario minimo orario e il governo non ha presentato disegni di legge in materia. Il disegno di legge S. 658 (iniziativa parlamentare, prima firmataria Catalfo, M5S), con un minimo di 9 euro l'ora, è stato assegnato alla commissione Lavoro del Senato e alla fine della legislatura risultava ancora «in corso di esame in commissione». Il 18 gennaio 2022 il ministero del Lavoro ha presentato la relazione di un gruppo di lavoro sulla povertà lavorativa che proponeva, tra l'altro, di «garantire minimi salari adeguati», ma non ne è seguito alcun atto normativo. La direttiva europea sui salari minimi è del 19 ottobre 2022, dopo il periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

i cosiddetti “stage” di comodo che spesso sfruttano i giovani, così come gli apprendistati per le libere professioni non possono essere più gratuiti

Il programma legava il divieto di stage e apprendistati gratuiti al salario minimo per legge, che non è stato introdotto. Per i tirocini extracurriculari una «congrua indennità», con sanzione da 1.000 a 6.000 euro se non pagata, era già prevista dalla legge 92/2012 (art. 1, commi 34 e 35). La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, commi 720-726) ha riscritto queste regole confermando indennità e sanzione, ha punito i tirocini usati in modo fraudolento al posto del lavoro dipendente e ha affidato a un accordo tra Governo e Regioni, entro centottanta giorni, nuove linee guida, che non risultano adottate nel periodo valutato. Le nuove regole non riguardano i tirocini curriculari e non risultano atti del Conte I o del governo Draghi sul compenso dei praticanti nelle libere professioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026