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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

68 schede

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Questo sistema sarà abolito. Non sarà più il contribuente a dover dimostrare a proprie spese la sua innocenza

Il programma descrive l'obbligo di versare un terzo della somma contestata per impugnare un accertamento e promette che sia lo Stato a dover provare le violazioni. La seconda parte è stata attuata sotto il governo Draghi. L'art. 6 della legge 31 agosto 2022, n. 130 (GU n. 204 del 1° settembre 2022, in vigore dal 16 settembre) ha aggiunto all'art. 7 del d.lgs. 546/1992 il comma 5-bis: l'amministrazione prova in giudizio le violazioni contestate, e il giudice annulla l'atto se la prova manca, è contraddittoria o è insufficiente. È rimasta invece la riscossione provvisoria in pendenza di giudizio. L'art. 15 del DPR 602/1973 consente di iscrivere a ruolo un terzo delle imposte accertate dopo la notifica dell'atto, e l'art. 68 del d.lgs. 546/1992 prevede il rimborso d'ufficio di quanto pagato in eccesso se il ricorso è accolto. Nel Conte I non risultano modifiche a queste norme.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

da un minimo del 6% ad un massimo del 25% del dovuto con un’aliquota intermedia del 10%.

Il governo Conte I ha introdotto il saldo e stralcio, ma con percentuali diverse da quelle promesse. La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 184-198) l'ha riservato alle persone fisiche con ISEE familiare fino a 20.000 euro. Potevano estinguere i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2017 per imposte dichiarate e non versate e per contributi previdenziali degli autonomi, senza sanzioni né interessi di mora. Pagavano il 16, il 20 o il 35 per cento di capitale e interessi secondo la fascia ISEE, e il 10 per cento se erano in liquidazione per sovraindebitamento: non dal 6 al 25 per cento come promesso. La legge non prevede il tetto di 200.000 euro indicato nel programma. Lo stesso governo aveva annullato i debiti fino a 1.000 euro affidati dal 2000 al 2010 (decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, art. 4). Il governo Draghi ha poi annullato quelli fino a 5.000 euro dello stesso periodo per chi aveva un reddito imponibile 2019 fino a 30.000 euro (decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, art. 4, comma 4).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

istituendo un Ruolo Autonomo con l’obiettivo di aumentare la coerenza nei giudizi e raggiungere un giusto adeguamento dei compensi per i magistrati tributari

La legge 31 agosto 2022, n. 130 (GU n. 204 del 1° settembre 2022, in vigore dal 16 settembre), approvata sotto il governo Draghi, ha istituito i magistrati tributari professionali. Il nuovo art. 1-bis del d.lgs. 545/1992 ne fissa l'organico in 448 unità nelle corti di primo grado e 128 in quelle di secondo grado, reclutate per concorso (art. 4). L'art. 13-bis applica loro il trattamento economico dei magistrati ordinari. Per i giudici tributari già in servizio la legge ha aumentato del 130 per cento i compensi fissi dal 1° gennaio 2023, con un tetto di 72.000 euro lordi annui. La legge è in vigore dal 16 settembre 2022, ma nessun magistrato tributario di ruolo era in funzione al 22 ottobre 2022, quando il governo Draghi ha lasciato l'incarico, e l'aumento dei compensi vale dal 2023. I primi magistrati tributari dovevano arrivare con il transito di magistrati di altre giurisdizioni, tramite una procedura da bandire entro due mesi dall'entrata in vigore, e poi con i concorsi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

contraddittorio preventivo sempre

La legge 58/2019 del 28 giugno 2019, che ha convertito il decreto-legge 34/2019, ha aggiunto l'art. 4-octies, che inserisce nel d.lgs. 218/1997 l'art. 5-ter, che obbliga l'ufficio a invitare il contribuente al contraddittorio prima di emettere l'avviso di accertamento. Il mancato invito rende invalido l'avviso se il contribuente dimostra le ragioni che avrebbe potuto far valere. La regola vale però solo per gli avvisi emessi dal 1° luglio 2020, quindi dopo la fine del governo Conte I, ed esclude i casi in cui è stata data copia del verbale di chiusura della verifica, gli accertamenti parziali e i casi di particolare urgenza o di pericolo per la riscossione. Non è quindi un contraddittorio preventivo «sempre». Nel governo Draghi non risultano ulteriori interventi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Modifica dello split payment rendendo neutra l’applicazione dell’IVA su tutta la filiera di produzione.

Il decreto-legge 87/2018 (art. 12, in vigore dal 14 luglio 2018, convertito dalla legge 96/2018) ha escluso dallo split payment le prestazioni di servizi dei professionisti i cui compensi sono soggetti a ritenuta d'acconto o alla fonte. È una modifica del meccanismo, ma limitata a quella categoria: per le imprese che forniscono le pubbliche amministrazioni e le altre società interessate l'IVA ha continuato a essere versata direttamente dal committente. Fino al 22 ottobre 2022 l'art. 17-ter del DPR 633/1972 non ha avuto altre modifiche, quindi l'IVA non è stata resa neutra su tutta la filiera.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Cristallizzare l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita

Il decreto-legge 4/2019 (art. 15, comma 2, e art. 17) ha sospeso l'adeguamento alla speranza di vita dei requisiti contributivi per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi, 41 anni e 10 mesi per le donne) e per i lavoratori precoci, nel testo originario fino al 31 dicembre 2026. Non ha però congelato il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia (67 anni dal 2019). Gli adeguamenti del 2021 e del 2023 non sono scattati per decreti direttoriali basati sui dati della speranza di vita, non per una norma di blocco. Il blocco generale del meccanismo non è stato disposto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere la condivisione delle banche dati (AFIS e SDI) con la Polizia locale.

L'art. 18 del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (in vigore dal 5 ottobre 2018) ha consentito al personale della polizia municipale dei comuni con più di 100.000 abitanti, addetto ai servizi di polizia stradale e con qualifica di agente di pubblica sicurezza, di accedere al CED interforze del Ministero dell'interno per verificare se sulle persone controllate esistono provvedimenti di ricerca o di rintraccio. La legge di conversione 1° dicembre 2018, n. 132 ha previsto l'estensione progressiva nel 2019 agli altri capoluoghi di provincia e, con un decreto ministeriale, ad altri comuni; le modalità di collegamento sono rinviate a un decreto del Ministro dell'interno. La norma riguarda un accesso limitato al CED, non una condivisione generale delle banche dati AFIS e SDI con la polizia locale. Il decreto del Ministro dell'interno 28 aprile 2022 (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 2022) ha aggiunto solo la verifica, tramite il CED, di ordini di allontanamento e divieti di accesso alle aree urbane.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Diniego allo sbarco per le ONG che si pongono ai margini del mare territoriale libico per procurato allarme su naufragio autoindotto

Il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (art. 1, in vigore dal 15 giugno 2019) ha dato al Ministro dell'interno il potere di limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per violazioni delle leggi sull'immigrazione. La legge di conversione 77/2019 (8 agosto 2019) ha fissato per la violazione del divieto una sanzione da 150.000 a 1.000.000 di euro per il comandante e la confisca della nave. La norma è generale e non lega il divieto alla condotta indicata nella citazione (navi ONG ai margini delle acque libiche per un allarme procurato). Deve rispettare gli obblighi internazionali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere la perdita di diritto alla domanda di protezione internazionale e la revoca [...] nel caso di commissione di reati

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 7, in vigore dal 5 ottobre 2018) ha esteso i reati per cui lo straniero condannato in via definitiva è escluso dalla protezione internazionale o la perde per revoca (d.lgs. 251/2007, artt. 12 e 16): violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni gravi, mutilazioni genitali, lesioni a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, furto aggravato dal porto di armi o narcotici e furto in abitazione, quest'ultimo anche senza aggravanti dopo la legge di conversione 132/2018. Rapina e spaccio di stupefacenti contano ora anche nelle forme non aggravate. L'art. 10 ha introdotto un procedimento immediato davanti alla commissione territoriale per chi è condannato, anche in via non definitiva, o è sotto procedimento penale ed è ritenuto pericoloso, con obbligo di lasciare il territorio anche in pendenza di ricorso. Non sono stati aggiunti il danneggiamento e l'invasione di terreni o edifici, citati come esempi nel programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Predisporre una lista dei Paesi ritenuti sicuri come limite all’accoglimento alle domande di protezione internazionale.

La base legale è stata adottata nel Conte I: l'articolo 7-bis del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, inserito in conversione dalla legge 1 dicembre 2018, n. 132, ha introdotto nel d.lgs. 25/2008 l'articolo 2-bis sui Paesi di origine sicuri, da individuare con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con i Ministri dell'interno e della giustizia. Per i richiedenti di questi Paesi la domanda segue la procedura accelerata e può essere dichiarata manifestamente infondata. Nel Conte I il Ministero dell'interno ha trasmesso, il 3 aprile 2019, le informazioni per compilare l'elenco, ma l'elenco non è stato adottato nei periodi valutati: il decreto del 4 ottobre 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2019), che indica 13 Paesi, è del governo successivo, il Conte II. Nel periodo del governo Draghi l'elenco non è stato aggiornato: il decreto successivo, del 17 marzo 2023, richiama come unico elenco precedente quello del 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Impegno ad ospitare in Italia una conferenza di pace permanente sulla Libia coinvolgendo tutte le forze coinvolte nella guerra civile.

Il governo Conte I ha ospitato in Italia la Conferenza di Palermo «per e con la Libia», il 12 e 13 novembre 2018, con le delegazioni delle principali parti libiche (Consiglio presidenziale e governo di Tripoli, Camera dei rappresentanti, Alto Consiglio di Stato ed Esercito nazionale libico); il generale Haftar non ha preso parte ai lavori, ma ha incontrato al Serraj in una riunione a margine. Le conclusioni non hanno creato un organismo o una conferenza permanente: hanno sostenuto la proposta dell'inviato dell'ONU di una Conferenza nazionale libica da tenere in Libia nelle prime settimane del 2019. Nel periodo del governo Draghi non risulta una conferenza analoga ospitata in Italia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vietare lo sbarco a quelle che la rifiutano

Il governo Conte I ha adottato lo strumento per impedire l'approdo delle navi: l'articolo 1 del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 8 agosto 2019, n. 77) permette al ministro dell'Interno di limitare o vietare ingresso, transito e sosta delle navi nel mare territoriale, con sanzioni per chi viola il divieto. Il divieto però vale in generale, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sull'immigrazione, e non è legato al rifiuto di ospitare personale di polizia giudiziaria: quell'obbligo non è mai stato introdotto. Nel periodo del governo Draghi non risultano atti in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Espulsione dei carcerati extracomunitari con facoltà di fare accordo con i Paesi di origine nel periodo di detenzione ed espulsione con accompagnamento.

Nel periodo del governo Draghi è stata pubblicata la legge 29 marzo 2021, n. 49, che ha ratificato il Protocollo addizionale alla Convenzione sul trasferimento delle persone condannate (Strasburgo, 1997) e il suo Protocollo di emendamento (2017); il disegno di legge era stato presentato dal governo Conte I il 18 aprile 2019. Il Protocollo permette di trasferire nel Paese di origine, anche senza il suo consenso, il detenuto straniero colpito da espulsione, perché sconti lì la pena. Vale però solo nei rapporti con gli altri Stati che lo hanno ratificato ed è in vigore per l'Italia dal 1° ottobre 2021. Le regole interne sull'espulsione non sono cambiate: l'articolo 16, comma 5, del testo unico sull'immigrazione, che prevede l'espulsione del detenuto con pena residua fino a due anni, è rimasto lo stesso dal 2017 per tutti e due i periodi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto della possibilità di ottenere l’accesso ai benefici assistenziali [...] per gli immigrati extracomunitari attraverso semplici autodichiarazioni

La legge 28 marzo 2019, n. 26, che ha convertito il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (governo Conte I), ha aggiunto all'art. 2 i commi 1-bis e 1-ter: i cittadini extra Ue che chiedono il reddito o la pensione di cittadinanza devono provare i requisiti di reddito e di patrimonio e la composizione del nucleo familiare con una certificazione dell'autorità del loro Paese, tradotta e legalizzata, invece della sola autodichiarazione usata per l'ISEE. Sono esclusi i rifugiati, i casi previsti da convenzioni internazionali e i Paesi in cui è impossibile ottenere i documenti. Il decreto attuativo del 21 ottobre 2019, adottato dopo la fine del governo Conte I, ha poi limitato l'obbligo ai cittadini dei Paesi elencati e al patrimonio immobiliare all'estero. La misura riguarda solo questa prestazione: per gli altri benefici assistenziali citati dal programma, come le case popolari e gli sgravi contributivi, non risultano divieti analoghi. Il governo Draghi, con la legge di bilancio 2022, ha previsto un piano annuale dell'INPS per verificare i beni all'estero dichiarati da tutti i richiedenti, senza abolire l'autodichiarazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

inserire nel procedimento di naturalizzazione [...] un esame di conoscenza della lingua, della cultura e tradizioni italiane

La legge 1° dicembre 2018, n. 132, che ha convertito il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, ha inserito nella legge 91/1992 l'art. 9.1, in vigore dal 4 dicembre 2018: la cittadinanza per matrimonio o per concessione, compresa quella per residenza, richiede una conoscenza dell'italiano non inferiore al livello B1. La conoscenza si prova con un titolo di studio o con la certificazione di un ente riconosciuto, non con un esame nel procedimento, e ne è esentato chi ha firmato l'accordo di integrazione o ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. È stata quindi introdotta una verifica della lingua. Non è stato introdotto alcun esame su cultura e tradizioni italiane, né nel governo Conte I né nel governo Draghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

prevedere la revoca della cittadinanza italiana per i soggetti responsabili di terrorismo islamico o apologia del terrorismo islamico

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 14), in vigore dal 5 ottobre 2018, ha introdotto nella legge 91/1992 l'art. 10-bis: la cittadinanza acquisita per matrimonio, per concessione (compresa quella per residenza) o, da chi è nato in Italia, con la dichiarazione al compimento dei diciotto anni, è revocata dopo una condanna definitiva per i delitti con finalità di terrorismo indicati dall'art. 407, comma 2, lettera a), n. 4 del codice di procedura penale e per quelli degli artt. 270-ter e 270-quinquies.2 del codice penale. La revoca va disposta entro tre anni dalla condanna definitiva. La norma vale per ogni terrorismo, non solo per quello islamico citato dal programma. Non riguarda però chi è cittadino per nascita e non richiama espressamente l'apologia del terrorismo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

RIDUZIONE STRUTTURALE DEL CUNEO FISCALE

Nel Conte I la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 1121) ha finanziato la revisione delle tariffe dei premi INAIL pagati dalle imprese per il periodo dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, con minori entrate di 410 milioni di euro nel 2019, 525 nel 2020 e 600 nel 2021. Nel governo Draghi la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 2) ha rivisto in modo permanente aliquote e detrazioni dell'IRPEF, con una riduzione del gettito. Il comma 121 della stessa legge ha previsto «in via eccezionale», per il solo 2022, un esonero di 0,8 punti dei contributi a carico dei dipendenti con retribuzione fino a 2.692 euro al mese, aumentato di 1,2 punti da luglio a dicembre 2022 dal decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 20). La riduzione permanente riguarda le imposte dei lavoratori, mentre gli interventi sul costo del lavoro sostenuto dalle imprese, a cui il programma legava la promessa, sono stati temporanei (il taglio del Conte II, decreto-legge 3/2020, vale solo come contesto).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partelavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Creazione di una figura Tutor [...] con il compito di monitorare e coordinare le azioni di ricollocamento

Una figura di accompagnamento alla ricerca di lavoro è stata creata, ma per i beneficiari del reddito di cittadinanza e non per chi riceve l'indennità di disoccupazione, e con personale esterno invece che con quello già in servizio negli uffici. Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (art. 12, comma 3) ha autorizzato ANPAL Servizi a selezionare con procedura pubblica, e a incaricare con contratti di collaborazione, personale per l'assistenza tecnica ai centri per l'impiego: i cosiddetti «navigator», il cui avviso di selezione è stato pubblicato il 18 aprile 2019. Il beneficiario decadeva dal reddito se non accettava almeno una di tre offerte congrue (artt. 4 e 7). Nel governo Draghi non risultano atti che istituiscano un tutor per chi riceve l'indennità di disoccupazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partelavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

sarà creata una nuova banca dati realizzata in collaborazione con l’INPS e le imprese sul territorio

Il Conte I ha istituito con il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (art. 6) il sistema informativo del reddito di cittadinanza, con una piattaforma digitale presso l'ANPAL alimentata anche dai dati dell'INPS; i datori di lavoro privati potevano comunicarvi i posti vacanti per ottenere l'incentivo previsto dall'art. 8. Nel governo Draghi la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 74) ha integrato la piattaforma con i dati dell'INPS su chi riceve sostegni per la disoccupazione involontaria, per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, aprendola anche alle agenzie accreditate. La banca dati resta però uno strumento dei servizi per l'impiego: le imprese non vi sono iscritte e non copre tutta la domanda e l'offerta di lavoro.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

obblighi di legge che prevedano un investimento minimo di alcuni punti percentuali (in uno spettro compreso tra il 3% e il 5%)

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, GU n. 302 del 31 dicembre 2018, art. 1, commi 211-213) ha posto un vincolo di investimento ai piani individuali di risparmio (PIR) costituiti dal 1° gennaio 2019: almeno il 5% del valore complessivo del piano in quote di fondi di venture capital, che investono in piccole e medie imprese non quotate attive da meno di sette anni, e almeno il 5% in strumenti di piccole e medie imprese negoziati sui sistemi multilaterali. La quota rientra nella forbice indicata dal programma. Per i fondi pensione e le casse di previdenza la stessa legge (comma 210) non ha introdotto un obbligo: ha alzato dal 5 al 10% la quota dell'attivo che possono destinare, con esenzione fiscale, a investimenti qualificati, compresi i fondi di venture capital. Il vincolo sui PIR è stato poi eliminato per i piani costituiti dal 2020 dal decreto-legge 124/2019 (art. 13-bis), adottato dal governo Conte II.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riforma della legittima difesa secondo il DDL già depositato, con divieto di appello in caso di assoluzione in primo grado

La legge 26 aprile 2019, n. 36 (GU n. 102 del 3 maggio 2019, in vigore dal 18 maggio 2019) ha riformato la legittima difesa: nel domicilio e nei luoghi di lavoro la proporzione tra difesa e offesa sussiste «sempre» e agisce sempre in legittima difesa chi respinge un'intrusione con violenza o minaccia (art. 52 del codice penale); la punibilità è esclusa in caso di grave turbamento (art. 55); le pene per violazione di domicilio, furto in abitazione e rapina sono aumentate; onorari e spese di difesa di chi è prosciolto o archiviato per legittima difesa sono liquidati a carico dello Stato. La legge non contiene però il divieto di appello contro l'assoluzione in primo grado previsto dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partegiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Ristrutturare le carceri inutilizzate e ampliarne il numero.

Il decreto-legge 113/2018 (art. 22-bis, inserito dalla legge di conversione 1° dicembre 2018, n. 132) ha stanziato 2 milioni di euro per il 2018, 15 milioni per il 2019 e 25 milioni l'anno dal 2020 al 2026 per gli interventi urgenti sulle strutture penitenziarie, compresi ristrutturazione e manutenzione degli edifici. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (art. 7, convertito dalla legge 12/2019) ha affidato all'amministrazione penitenziaria, dal 2019, la progettazione delle ristrutturazioni, delle nuove strutture e degli aumenti di capienza, e l'individuazione di immobili dismessi da riconvertire, nei limiti delle risorse già disponibili. Il decreto-legge 59/2021 (art. 1, comma 2, lettera g) ha poi destinato 132,9 milioni di euro tra il 2022 e il 2026 alla costruzione e al miglioramento di padiglioni e spazi nelle carceri. Sono atti di finanziamento e organizzazione: non dispongono la riapertura di specifiche carceri inutilizzate né l'apertura di nuovi istituti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Videocamere nelle scuole

L'art. 5-septies del decreto-legge 32/2019, inserito dalla legge di conversione 14 giugno 2019, n. 55 (GU n. 140 del 17 giugno 2019, in vigore dal 18 giugno 2019), ha istituito un fondo di 5 milioni di euro per il 2019 e 15 milioni annui dal 2020 al 2024 per installare la videosorveglianza a circuito chiuso in ogni aula delle scuole dell'infanzia statali e paritarie e dei servizi educativi per l'infanzia. La misura non riguarda le altre scuole e l'uso del fondo è rinviato a un apposito provvedimento normativo. La proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili approvata dalla Camera il 23 ottobre 2018 non risulta approvata dal Senato entro la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Dotare le forze di polizia di armi non letali come teaser o key defender, nonché di armi adeguate e di giubbotti antiproiettile resistenti ai kalashnikov.

Sulle armi non letali la promessa è stata attuata in parte. Il ministro dell'Interno ha autorizzato con decreto del 4 luglio 2018 la sperimentazione del Taser, svolta dalle forze di polizia dal 5 settembre 2018 al 7 giugno 2019 in dodici città, e l'art. 19 del decreto-legge 113/2018 ha permesso ai comuni capoluogo e a quelli con più di centomila abitanti di sperimentarlo per la polizia locale. Con il governo Draghi sono stati consegnati, nel novembre 2021, 4.482 dispositivi per le forze di polizia, distribuiti dopo la formazione a partire dai reparti di 18 capoluoghi. Non risultano invece atti sul key defender né un piano per giubbotti antiproiettile resistenti ai kalashnikov.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026