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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

28 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Reintroduzione delle PENSIONI di ANZIANITA’ (accesso alla pensione con più di 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica)

La riforma Fornero aveva sostituito la pensione di anzianità con 40 anni di contributi con la pensione anticipata, sempre senza limiti di età ma con requisiti più alti. Il governo Conte I non ha riportato il requisito a 40 anni, né l'ha fissato a 41 come proponeva la Lega con «quota 41»: il decreto-legge 4/2019 (art. 15) ha mantenuto la pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, bloccando l'adeguamento alla speranza di vita (nel testo originario fino al 31 dicembre 2026) e aggiungendo una finestra di tre mesi. Il governo Draghi ha introdotto per il 2022 «quota 102» (64 anni di età e 38 di contributi, legge 234/2021), non una soglia di 40 o 41 anni. L'uscita con 41 anni restava limitata ai lavoratori precoci già previsti dalla legge 232/2016.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

QUOTA 100 senza penalizzazioni (accesso alla pensione al raggiungimento di quota 100 quale somma di età anagrafica + età contributiva)

Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019, convertito dalla legge 26/2019) ha introdotto «quota 100»: pensione anticipata con almeno 62 anni di età e 38 di contributi (art. 14), senza penalizzazioni sull'assegno. Non vale quindi qualsiasi combinazione che dia 100, ma la soglia minima di 62 più 38. La misura era sperimentale per il triennio 2019-2021, con finestre di decorrenza e divieto di cumulo con redditi da lavoro; chi ha maturato i requisiti entro il 2021 conserva il diritto anche dopo. Ha riguardato anche i lavoratori della gestione separata e, con il cumulo, chi ha contributi in più gestioni. Per il 2022 il governo Draghi l'ha sostituita con «quota 102» (64 anni e 38 di contributi).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

PENSIONI di VECCHIAIA ante Fornero

Il requisito per la pensione di vecchiaia è rimasto quello della riforma Fornero: dal 1° gennaio 2019 era di 67 anni, per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita già disposti. I governi Conte I e Draghi non hanno ripristinato i requisiti precedenti la riforma. Gli adeguamenti del 2021 e del 2023 non sono scattati perché i decreti direttoriali del 5 novembre 2019 e del 27 ottobre 2021 hanno applicato i dati sulla speranza di vita, che non comportavano aumenti. Non sono interventi che riportano alle regole precedenti la riforma Fornero.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Cristallizzare l’adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita

Il decreto-legge 4/2019 (art. 15, comma 2, e art. 17) ha sospeso l'adeguamento alla speranza di vita dei requisiti contributivi per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi, 41 anni e 10 mesi per le donne) e per i lavoratori precoci, nel testo originario fino al 31 dicembre 2026. Non ha però congelato il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia (67 anni dal 2019). Gli adeguamenti del 2021 e del 2023 non sono scattati per decreti direttoriali basati sui dati della speranza di vita, non per una norma di blocco. Il blocco generale del meccanismo non è stato disposto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riduzione del parametro di 2,8 volte l’assegno sociale a 1,8 volte

La soglia di 2,8 volte l'assegno sociale riguarda l'accesso alla pensione anticipata di chi è nel sistema contributivo (decreto-legge 201/2011, art. 24, comma 11). Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che la abbiano portata a 1,8 volte. Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019), che ha introdotto «quota 100», non la modifica. Il testo dell'art. 24, in vigore dal 30 marzo 2019 al 31 dicembre 2023, indica ancora 2,8 volte.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Per le donne madri riduzione della età di pensionamento o dell’anzianità contributiva di 9 mesi per ogni figlio con un massimo di 3.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che riducano di 9 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di tre, l'età di pensionamento o l'anzianità contributiva delle madri. Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019) ha introdotto «quota 100» con gli stessi requisiti per tutti e ha prorogato l'opzione donna senza sconti legati ai figli. Lo stesso decreto (art. 18) e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 91) hanno prorogato l'APE sociale, l'indennità che accompagna alla pensione alcune categorie di lavoratori: per le donne vale la riduzione dei contributi richiesti di 12 mesi per figlio, fino a un massimo di due anni, introdotta dalla legge di bilancio 2018 (legge 205/2017), prima del governo Conte I. È una misura già esistente, limitata all'APE sociale e diversa da quella promessa. La legge 234/2021 (art. 1, comma 87) ha poi sostituito «quota 100» con «quota 102», sempre senza riduzioni per figlio.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Reintroduzione del cosiddetto super bonus.

Il programma non spiega la misura. Con il nome di «superbonus» era noto l'incentivo previsto per il periodo 2004-2007 dalla legge 243/2004 (art. 1, comma 12): i lavoratori dipendenti del settore privato che avevano i requisiti per la pensione di anzianità e restavano al lavoro potevano ricevere in busta paga i contributi che il datore di lavoro avrebbe versato all'INPS. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che lo reintroducano. Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019) ha puntato su «quota 100» per l'uscita anticipata e, nelle sue norme su pensioni (articoli 14-25), non prevede incentivi a rinviare il pensionamento. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) ha sostituito «quota 100» con «quota 102» senza prevederli.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Revisione degli importi delle pensioni di invalidità equiparati alle pensioni e assegni sociali

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che rivedano gli importi delle pensioni di invalidità civile per equipararli a quelli delle pensioni e degli assegni sociali. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 268) esclude le pensioni di invalidità dal taglio delle pensioni più alte, ma non ne cambia gli importi, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) non interviene su di essi. L'aumento per gli invalidi civili totali è venuto dopo la sentenza 152/2020 della Corte costituzionale, attuata dal decreto-legge 104/2020 (art. 15) del governo Conte II, quando la Lega era all'opposizione: dal 20 luglio 2020 l'incremento delle pensioni più basse previsto dalla legge 448/2001 è stato esteso agli invalidi civili totali a partire dai 18 anni, invece che dai 60.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Ultima salvaguardia per la platea di esodati esclusi dai precedent otto provvedimenti.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che abbiano varato una nuova salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi dalle precedenti. La nona salvaguardia è stata introdotta dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, commi 346-348, GU n. 322 del 30 dicembre 2020), cioè durante il governo Conte II, quando la Lega era all'opposizione. Né la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018) né quella 2022 (legge 234/2021) ne contengono una.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Opzione donna: proroga per tutto il 2018.

Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019, convertito dalla legge 26/2019), art. 16, ha prorogato l'opzione donna alle lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età (59 per le autonome). La proroga copre quindi tutto il 2018, come promesso. La legge di bilancio 2018 non l'aveva estesa oltre i requisiti maturati nel 2015. Il testo prevede anche che il personale della scuola e dell'AFAM presenti domanda entro il 28 febbraio 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Unificazione di tutto il corpo medico attualmente in Inps, nell’Inail alla quale è affidato il compito di accertare le invalidità civili

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che unifichino in INAIL il corpo medico dell'INPS per l'accertamento delle invalidità civili. La legge 227/2021 (GU del 30 dicembre 2021) ha solo dato una delega al Governo sulla disabilità, da esercitare entro venti mesi: tra i criteri c'è l'affidamento a un unico soggetto pubblico della competenza medico-legale sulla valutazione di base, senza indicare l'INAIL. Durante il governo Draghi non è stato adottato alcun decreto attuativo: il primo schema di decreto è stato presentato alle Camere solo nel 2023.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

E’ contestualmente abolita la possibilità di assegnare le pensioni di invalidità a commissioni regionali.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che aboliscano la possibilità di affidare l'accertamento delle invalidità a commissioni regionali. La legge 227/2021 (GU del 30 dicembre 2021) delega il Governo a unificare in un'unica procedura gli accertamenti di invalidità civile e ad affidarli a un unico soggetto pubblico, ma non abolisce subito le commissioni. Durante il governo Draghi non è stato adottato alcun decreto attuativo: il primo schema di decreto è stato presentato alle Camere solo nel 2023.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vincolo di bilancio secondo il quale per il “rifugiato” lo Stato non potrà impegnare risorse superiori a quelle destinate ad una pensione d’invalidità al 100%

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano introdotto un vincolo di bilancio che leghi la spesa per ciascun rifugiato all'importo di una pensione di invalidità al 100%. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha cambiato il sistema di accoglienza, e la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 767) ha chiesto al Ministero dell'interno di ridurre il costo giornaliero dell'accoglienza e la spesa per i centri, con risparmi di almeno 400 milioni di euro nel 2019, 550 nel 2020 e 650 dal 2021. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 approvata nel periodo del governo Draghi, fissa un tetto per persona collegato alla pensione di invalidità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Non sarà inoltre possibile stabilire maggiori contributi per l’accoglienza degli stranieri rispetto a quelli rivolti alle politiche a sostegno degli italiani in povertà

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano vietato di destinare all'accoglienza dei migranti contributi superiori a quelli per gli italiani in povertà. Nel Conte I la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha istituito il fondo per il reddito di cittadinanza, con 7,1 miliardi di euro per il 2019 (art. 1, comma 255), e ha chiesto risparmi sulla spesa per i centri di accoglienza (comma 767); il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha ristretto il sistema di protezione e accoglienza. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 del periodo Draghi, collega però le due spese con un vincolo, e il reddito di cittadinanza non è riservato ai cittadini italiani.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto della possibilità di ottenere l’accesso ai benefici assistenziali [...] per gli immigrati extracomunitari attraverso semplici autodichiarazioni

La legge 28 marzo 2019, n. 26, che ha convertito il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (governo Conte I), ha aggiunto all'art. 2 i commi 1-bis e 1-ter: i cittadini extra Ue che chiedono il reddito o la pensione di cittadinanza devono provare i requisiti di reddito e di patrimonio e la composizione del nucleo familiare con una certificazione dell'autorità del loro Paese, tradotta e legalizzata, invece della sola autodichiarazione usata per l'ISEE. Sono esclusi i rifugiati, i casi previsti da convenzioni internazionali e i Paesi in cui è impossibile ottenere i documenti. Il decreto attuativo del 21 ottobre 2019, adottato dopo la fine del governo Conte I, ha poi limitato l'obbligo ai cittadini dei Paesi elencati e al patrimonio immobiliare all'estero. La misura riguarda solo questa prestazione: per gli altri benefici assistenziali citati dal programma, come le case popolari e gli sgravi contributivi, non risultano divieti analoghi. Il governo Draghi, con la legge di bilancio 2022, ha previsto un piano annuale dell'INPS per verificare i beni all'estero dichiarati da tutti i richiedenti, senza abolire l'autodichiarazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

L’Asilo Nido dovrà essere accessibile gratuitamente. La frequentazione gratuita dell’Asilo non sarà subordinata a parametri di reddito almeno fino ai 60.000 euro

L'asilo nido non è diventato gratuito né accessibile senza vincoli di reddito fino a 60.000 euro. La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 488) ha solo portato da 1.000 a 1.500 euro l'anno il buono per il pagamento delle rette, per il 2019, il 2020 e il 2021. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 172) ha destinato risorse ai comuni per aumentare i posti nei nidi fino a un livello minimo del 33 per cento dei bambini da 3 a 36 mesi, ma senza prevedere la gratuità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

garantirà priorità di accesso alle mamme che lavorano e che sono residenti nel Comune da più di 5 anni

Non risultano atti del governo che diano priorità di accesso al nido alle madri che lavorano e sono residenti nel comune da più di cinque anni. La priorità era legata all'asilo nido gratuito promesso nello stesso passo, che non è stato introdotto. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 172) finanzia l'aumento dei posti nei nidi comunali, ma non fissa criteri di precedenza: le graduatorie di accesso restano definite dai singoli comuni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Estensione del programma Inps “Home care premium” [...] a una platea vasta di beneficiari, oggi ristretta ai dipendenti e i pensionati pubblici.

Il programma «Home care premium» dell'INPS non è stato esteso oltre i dipendenti e i pensionati pubblici. Il bando 2019, valido dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2022, e quello del 2022, valido fino al 30 giugno 2025, restano rivolti a dipendenti e pensionati pubblici e ai loro familiari. L'avviso INPS 2022 richiama il compito dell'Istituto di erogare prestazioni sociali «in favore dei dipendenti e dei pensionati pubblici e dei loro familiari». Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che estendano la misura a una platea più ampia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riconoscimento di 400 euro al mese (detassati) ai genitori per ogni nuovo nato.

Un sostegno mensile per ogni figlio è stato introdotto, ma con importi molto inferiori a 400 euro. Nel governo Conte I il decreto-legge 119/2018 (art. 23-quater) ha solo prorogato ai nati nel 2019, per il primo anno di vita, l'assegno di natalità di 80 euro al mese per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, aumentato del 20 per cento per i figli successivi al primo. Nel governo Draghi sono arrivati la legge delega 1° aprile 2021, n. 46, di iniziativa parlamentare, e il decreto legislativo 21 dicembre 2021, n. 230: dal 1° marzo 2022 l'assegno unico e universale vale al massimo 175 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 15.000 euro, e scende a 50 euro oltre 40.000 euro, con maggiorazioni per esempio dal terzo figlio. L'importo pieno è meno della metà dei 400 euro promessi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Incentivi ad asili nido condominiali e aziendali

Non risultano incentivi specifici per gli asili nido condominiali e aziendali. Gli atti dei periodi valutati riguardano altro: la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 488) ha alzato da 1.000 a 1.500 euro l'anno il buono per pagare le rette di asili nido pubblici e privati, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 172) ha finanziato l'aumento dei posti negli asili nido dei comuni. Sono misure generali per le famiglie o per i servizi comunali, non incentivi a nidi condominiali o aziendali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

per famiglia e demografia verranno triplicati gli investimenti attuali. [...] le misure previste in questo programma compongono quasi il 3% del Pil

La spesa per famiglia e figli non è stata triplicata. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche per funzione dell'ISTAT (funzione famiglia e figli), la spesa era di 16.965 milioni di euro nel 2018, circa l'1 per cento del Pil, e di 16.685 milioni nel 2019, alla fine del governo Conte I. Durante il governo Draghi è salita a 18.838 milioni nel 2021 e a 26.621 milioni nel 2022, circa l'1,3 per cento del Pil, soprattutto per il primo anno dell'assegno unico. In nessun anno la spesa si è avvicinata al triplo del livello del 2018 o al quasi 3 per cento del Pil indicato dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si prevede un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza, prestando particolare attenzione al “dopo di noi”

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, governo Draghi) ha integrato il Fondo per le non autosufficienze di 15 milioni di euro per il 2022 (comma 677) e di altri 100 milioni nel 2022, 200 nel 2023, 250 nel 2024 e 300 a decorrere dal 2025 (comma 168); quest'ultima integrazione è destinata ai servizi per le persone anziane non autosufficienti previsti dai commi 162 e 163, fermi restando gli interventi già finanziati dal Fondo per la disabilità gravissima. Sul «dopo di noi» non risultano aumenti di risorse: il fondo della legge 112/2016 vale 56,1 milioni di euro l'anno dal 2018 e la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 455, governo Conte I) ha solo fissato la dotazione del 2019 a 56,1 milioni; la legge di bilancio 2022 (commi 169-171) ha inserito i progetti per il «dopo di noi» e per la vita indipendente tra i livelli essenziali delle prestazioni sociali da definire, finanziati con risorse già destinate a tale scopo e con fondi europei e PNRR. La legge di bilancio 2019 ha aggiunto 5 milioni l'anno per il 2019-2021 al fondo per i caregiver familiari (comma 483). Il rafforzamento dei fondi è stato quindi parziale: ha riguardato soprattutto la non autosufficienza, non il «dopo di noi».

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Serve una riforma delle pensioni che riduca i tipi di prestazioni e che, soprattutto, faccia della pensione lo “strumento cardine”

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che riformino le pensioni di invalidità civile riducendo le prestazioni a due fasce e istituendo una pensione d'inabilità. Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (art. 15) ha esteso dal 20 luglio 2020 ai maggiorenni invalidi civili totali l'incremento delle pensioni previsto per i soggetti disagiati dalla legge 448/2001 (art. 38, comma 4), ma è del governo Conte II, fuori dal periodo valutato, e non cambia i tipi di prestazione. La legge delega 22 dicembre 2021, n. 227 (governo Draghi) riguarda la definizione di disabilità, la valutazione di base e il progetto di vita, non una riforma delle pensioni di invalidità civile in due sole fasce.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si provvederà ad eliminare la soglia di aumento minimo dei salari del 10%, prevedendo un’unica rivalutazione annuale con decorrenza 1° luglio

La soglia del 10% non è stata eliminata. L'articolo 11 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 prevede la rivalutazione annuale delle rendite INAIL con decorrenza 1° luglio e il riassorbimento degli incrementi quando scatta una variazione retributiva minima non inferiore al 10%; il testo è identico a quello del 2000 salvo l'organo che delibera. Il decreto del Ministro del lavoro 23 settembre 2021, n. 188 (governo Draghi) e la circolare INAIL n. 36 del 14 dicembre 2021 applicano questo meccanismo: la variazione del 12,47% tra la retribuzione media giornaliera del 2020 e quella del 2011 ha fatto scattare la rivalutazione, con riliquidazione del 4,9% dal 1° gennaio 2021. Nella legge di bilancio 2019 non risultano modifiche alla norma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026