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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

27 schede

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di prevedere trattamenti diversi in ragione di assunte regole religiose nei servizi pubblici, come ospedali, pubbliche amministrazioni, mense ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di trattamenti diversi per ragioni religiose nei servizi pubblici, come ospedali, uffici e mense. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Divieto dell’istituzione di partiti che si caratterizzano per essere rivolti solo a mussulmani

Non risultano atti del governo, nei periodi del Conte I e del governo Draghi, che vietino la costituzione di partiti rivolti solo a persone di religione musulmana. La disciplina dei partiti, vigente al 12 ottobre 2022 (decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, art. 3), elenca i contenuti dello statuto e non contiene alcun requisito o divieto legato alla religione degli aderenti. Non risulta nemmeno un disegno di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

porre come questione prioritaria nell’agenda di Governo l’ottenimento [...] di maggiore autonomia, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione

Nei periodi valutati non è stata firmata alcuna intesa definitiva né approvata la legge prevista dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione. Con il governo Conte I le trattative con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, avviate con gli accordi preliminari del febbraio 2018, sono riprese con un ampliamento delle materie richieste. Nel febbraio 2019 il ministro per gli affari regionali ha illustrato al Consiglio dei ministri i contenuti delle intese, che però non sono state concluse. Il governo Draghi ha scelto di far precedere le intese da una legge-quadro e ha istituito una commissione di studio (decreto del 25 giugno 2021), ma il disegno di legge non è stato presentato alle Camere entro la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si proporrà una modifica della Costituzione volta a rafforzare e consolidare l’autonomia delle Regioni

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che rafforzino l'autonomia delle Regioni. Nella XVIII legislatura sono entrate in vigore solo le leggi costituzionali sul taglio dei parlamentari (n. 1/2020), sull'età per eleggere i senatori (n. 1/2021) e sull'ambiente (n. 1/2022); la riforma sull'insularità, approvata il 28 luglio 2022, riguarda gli svantaggi delle isole. Nessuna delle proposte costituzionali esaminate e non concluse ampliava l'autonomia regionale: quella sugli articoli 116 e 117 (S. 1825) prevedeva invece una clausola di supremazia della legge statale. Una proposta di senatori della Lega per uno Stato federale (S. 1869) è stata presentata il 4 luglio 2020, durante il governo Conte II, e non è mai stata esaminata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

garantire la rappresentanza democratica con l’elezione diretta del Presidente

L'elezione diretta del presidente della Provincia non è stata ripristinata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 la legge 56/2014 (Delrio) prevede ancora che il presidente sia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia (art. 1, comma 58). Il disegno di legge S. 294, di iniziativa di senatori della Lega (primo firmatario Romeo, tra i firmatari Salvini, Centinaio e Calderoli), reintroduceva il suffragio universale per Province e città metropolitane. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Superamento del ruolo del Prefetto e delle Prefetture, le cui competenze saranno ripartite tra gli Enti Locali e i vertici delle Forze dell’Ordine.

Il ruolo delle Prefetture non è stato superato. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 il decreto legislativo 300/1999 (art. 11) prevede ancora la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, con funzioni di coordinamento degli uffici periferici dello Stato e di raccordo con gli enti locali. Il disegno di legge S. 294, presentato da senatori della Lega, delegava il Governo a riorganizzare funzioni e competenze degli uffici periferici dello Stato e delle prefetture. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre un capo dell’esecutivo forte, direttamente scelto dal popolo, che non debba passare dalla fiducia delle Camere e che possa nominare e revocare i ministri.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che introducano un capo dell'esecutivo scelto direttamente dal popolo e senza fiducia delle Camere. L'unica proposta di elezione diretta esaminata nella legislatura, la proposta di legge costituzionale C. 716 (Meloni e altri, presentata l'11 giugno 2018), prevedeva l'elezione diretta del Presidente della Repubblica ed è stata respinta dalla Camera il 10 maggio 2022. Una proposta di senatori della Lega su Stato federale e forma di governo presidenziale (S. 1869), presentata il 4 luglio 2020 durante il governo Conte II, non è mai stata esaminata. L'articolo 94 della Costituzione continua a richiedere la fiducia delle due Camere al Governo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I giudici costituzionali devono essere nominati oltreché dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, per il restante terzo da una Conferenza delle regioni.

La composizione della Corte costituzionale non è cambiata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 135 della Costituzione prevede ancora quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né proposte costituzionali approvate che affidino un terzo delle nomine a una Conferenza delle regioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

È bene che Camera e Senato vengano ridotti nel numero da 630 a 400 e da 315 a 200.

Entro la fine del governo Conte I (5 settembre 2019) erano state votate tre delle quattro deliberazioni richieste dall'articolo 138 della Costituzione per ridurre i deputati a 400 e i senatori elettivi a 200. Il Senato aveva approvato il testo (tra i proponenti i senatori della Lega Calderoli e Romeo) e lo aveva trasmesso alla Camera l'8 febbraio 2019; la Camera lo aveva approvato il 9 maggio e il Senato in seconda deliberazione l'11 luglio 2019. Nello stesso periodo la legge 27 maggio 2019, n. 51 (Gazzetta Ufficiale n. 135 dell'11 giugno 2019) aveva reso la legge elettorale applicabile a qualunque numero di parlamentari. Il voto finale della Camera (8 ottobre 2019) e la legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 (Gazzetta Ufficiale n. 261 del 21 ottobre 2020) sono del governo Conte II, di cui la Lega non faceva parte, e valgono qui solo come contesto, anche se la riduzione si è applicata dalle elezioni del 25 settembre 2022, durante il governo Draghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

rendere obbligatoria la pronuncia del Parlamento sui disegni di legge di iniziativa popolare, con obbligo di rapida calendarizzazione

L'obbligo per il Parlamento di pronunciarsi sulle leggi di iniziativa popolare non è stato introdotto. La proposta di legge costituzionale C. 1173, che modificava gli articoli 71 e 75, prevedeva che una proposta popolare firmata da 500.000 elettori andasse a referendum se le Camere non l'avessero approvata entro diciotto mesi. È stata approvata dalla Camera in prima deliberazione il 21 febbraio 2019 (Conte I), ma il Senato (S. 1089) non l'ha approvata prima della fine della legislatura e nessuna modifica è entrata in vigore. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questo punto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

innalzando a 200.000 il numero di sottoscrizioni necessarie per la loro proponibilità

La soglia di 200.000 firme per le leggi di iniziativa popolare non è stata introdotta. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 71 della Costituzione richiede ancora la proposta di almeno cinquantamila elettori. La proposta di legge costituzionale C. 1173, approvata in prima deliberazione dalla Camera il 21 febbraio 2019 e non conclusa, usava le 200.000 firme solo come soglia per il controllo preventivo della Corte costituzionale; per le proposte rinforzate ne richiedeva 500.000. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questa soglia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione del Vincolo di Mandato con la riforma dell’art. 67 del Costituzione.

Nel periodo valutato l'articolo 67 della Costituzione non è stato modificato: il testo in vigore a fine legislatura prevede ancora che ogni membro del Parlamento eserciti le sue funzioni «senza vincolo di mandato». Le leggi costituzionali approvate nella legislatura hanno riguardato altri temi, come la riduzione del numero dei parlamentari (legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1). Non risultano disegni di legge costituzionale del governo sull'articolo 67. La proposta di legge costituzionale A.C. 3297 (Fascina), presentata il 28 settembre 2021 per introdurre il vincolo di mandato, è rimasta all'esame della commissione Affari costituzionali (iniziato il 25 novembre 2021) e la legislatura si è chiusa senza una sua approvazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Eliminazione del quorum per la validità dei referendum popolari, rendendone così più facile l’esercizio.

Il quorum di partecipazione per i referendum abrogativi (articolo 75 della Costituzione) è ancora in vigore. La Camera ha approvato il 21 febbraio 2019, in prima deliberazione, la proposta costituzionale A.C. 1173 (D'Uva, Molinari e altri, di M5S e Lega), che sostituiva il quorum con una soglia: maggioranza dei voti validi, purché superiore a un quarto degli aventi diritto. Al Senato (A.S. 1089) l'esame in commissione non è andato oltre il 23 luglio 2019 e non c'è stata la seconda deliberazione. Il disegno di legge costituzionale del senatore Calderoli sulla validità dei referendum (A.S. 516) è stato ritirato il 6 marzo 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione della figura del “difensore del popolo/avvocato del popolo” che difenda i cittadini davanti agli abusi delle grandi imprese private [...] della pubblica amministrazione

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che istituiscano un difensore civico nazionale o un «difensore del popolo». Nella legislatura sono state presentate alla Camera due proposte di legge per istituire il Difensore civico nazionale, entrambe di iniziativa parlamentare: la A.C. 145 (Paolo Russo), assegnata alla commissione Affari costituzionali il 26 giugno 2018 senza che ne iniziasse l'esame, e la A.C. 1415 (Francesco Silvestri), presentata il 5 dicembre 2018 e mai assegnata a una commissione. Non risultano disegni di legge del governo sul tema. Come ricorda la relazione della proposta A.C. 1415, la figura del difensore civico esiste solo a livello locale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

gli unici riferimenti ammessi saranno quelli a “madre”, “padre”, “marito e “moglie”. Non saranno ritenuti validi [...] termini generici come “genitore 1” o “genitore 2”.

Il decreto del ministro dell'Interno Salvini del 31 gennaio 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 79 del 3 aprile 2019, in vigore dalla pubblicazione), di concerto con i ministri Bongiorno e Tria, ha sostituito «genitori» con «padre» e «madre» nel decreto sulla carta d'identità elettronica e nei suoi allegati; la richiesta per l'espatrio dei minori spetta al padre e alla madre congiuntamente. È l'unico atto trovato: riguarda solo la carta d'identità elettronica, non tutti gli atti ufficiali, la modulistica degli enti e i documenti pubblici previsti dal programma. Non risultano atti del governo Draghi in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Allo scopo si propone un Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla disabilità

Nel governo Conte I il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Zoccano, nominato con Dpr 13 giugno 2018, aveva l'incarico per famiglia e disabilità. La delega formale delle funzioni del Presidente del Consiglio in materia era però del ministro senza portafoglio per la famiglia e le disabilità (Lorenzo Fontana con Dpcm 27 giugno 2018, poi Alessandra Locatelli con Dpcm 16 luglio 2019): i decreti dicono solo che le funzioni possono essere esercitate anche tramite il sottosegretario. Nel governo Draghi non c'era un sottosegretario: la materia è stata affidata a un ministro senza portafoglio, Erika Stefani, in carica dal 13 febbraio 2021. Il programma indicava un sottosegretario con delega: la figura c'è stata solo nel Conte I e senza delega propria.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

non può non avere un Ministro del Turismo, con portafoglio

Il decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 (art. 6, in vigore dal 2 marzo 2021, governo Draghi) ha istituito il Ministero del turismo, con le funzioni prima esercitate dal ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. L'art. 7 gli ha trasferito risorse umane e finanziarie e ha previsto un proprio stato di previsione della spesa: il ministro è quindi a capo di un ministero con bilancio proprio. Massimo Garavaglia, fino ad allora ministro senza portafoglio per il coordinamento di iniziative nel settore del turismo, è stato nominato ministro del turismo con Dpr 2 marzo 2021. Nel Conte I il turismo era invece abbinato alle politiche agricole (ministro Gian Marco Centinaio).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Lo Stato si dota di un’unica Autorità delle Comunicazioni. L’Autorità delle Comunicazioni sostituisce la vigente AGCOM, [...] il commissario per il digitale e l’innovazione, AGID

Non è stata istituita un'unica Autorità delle comunicazioni in sostituzione di AGCOM, AgID e commissario per il digitale: AGCOM e AgID sono rimaste in funzione per tutto il periodo valutato. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12), all'articolo 8 ha trasferito alla Presidenza del Consiglio la gestione della piattaforma per i pagamenti elettronici alla pubblica amministrazione e i relativi compiti svolti da AgID, e ha disposto che dal 1° gennaio 2020 le funzioni del Commissario straordinario per l'Agenda digitale passino al Presidente del Consiglio o al Ministro delegato; non ha soppresso AgID né AGCOM. Il decreto-legge 14 giugno 2021, n. 82 ha poi creato l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, senza assorbire AGCOM o AgID.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Nella prossima legislatura risulta fondamentale con una legge organica sullo sport, riprendere e rivedere i vari progetti di legge presentati in Parlamento

La riforma organica dello sport è stata adottata nel periodo valutato, ma la sua parte principale non era ancora applicabile alla fine del governo Draghi. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (Gazzetta Ufficiale n. 191 del 16 agosto 2019, governo Conte I) ha delegato il Governo a riordinare il CONI, gli enti sportivi e il lavoro sportivo. Il governo Draghi ha emanato cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 (nn. 36, 37, 38, 39 e 40, Gazzetta Ufficiale del 18 e 19 marzo 2021), tra cui il n. 36 sul riordino degli enti sportivi e sul lavoro sportivo, in vigore dal 2 aprile 2021. Le norme sul lavoro sportivo dovevano applicarsi dal 1° luglio 2022; il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha rinviato l'applicazione del decreto n. 36 al 1° gennaio 2023, salvo poche disposizioni dal 1° gennaio 2022. La data è stata spostata al 1° luglio 2023 con una modifica successiva alla fine del governo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Agevolare i Comuni disagiati con l’inserimento nella riforma organica, che l’impianto sportivo locale è di fatto un servizio pubblico locale.

Non risulta che la riforma dello sport abbia qualificato l'impianto sportivo locale come servizio pubblico locale. Il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 38 (governo Draghi, in vigore dal 3 aprile 2021) all'art. 6 dispone che gli impianti degli enti locali siano aperti a tutti i cittadini e, se l'ente non li gestisce direttamente, affidati in via preferenziale a associazioni e societa' dilettantistiche, federazioni ed enti di promozione sportiva. La formula «servizio pubblico locale» non compare ne' in quel decreto ne' nella legge delega 86/2019 e nei decreti legislativi 36 e 39/2021. Non risultano misure specifiche per i Comuni disagiati.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riforma Coni/CIP. Rivedere le competenze del CONI/CIP all’interno dell’intero mondo sportivo e rapporti con altri Ministeri

Il governo Conte I ha ridefinito i rapporti tra CONI e società strumentale con la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629-633): CONI Servizi è diventata Sport e salute Spa, con compiti e finanziamento propri (almeno 410 milioni l'anno, di cui 40 al CONI). La legge 86/2019 (art. 1) ha poi delegato il governo a riordinare il CONI e a definire gli ambiti di CONI e federazioni, ma i cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 attuano gli articoli da 5 a 9 della legge e non risulta un decreto basato sull'art. 1. Sul CONI il governo Draghi è intervenuto con la legge 234/2021: cessione al CONI di contratti di lavoro del personale (commi 917-920), controlli governativi e adeguamento dello statuto (comma 970). Non risultano atti sul Comitato paralimpico né sui rapporti del CONI con gli altri ministeri.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

è necessario che il Governo sia compartecipe delle modalità con le quali vengono spesi e destinati i contributi pubblici assegnati al CONI

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 633, che riscrive l'art. 8 del decreto-legge 138/2002) ha dato al governo un ruolo diretto sui contributi pubblici allo sport. Il presidente di Sport e salute, societa' controllata dal Ministero dell'economia che riparte le risorse alle federazioni sulla base degli indirizzi generali del CONI, e' nominato dall'autorita' di governo per lo sport; la stessa autorita' puo' revocare in tutto o in parte i fondi in caso di gravi irregolarita'. Gli importi per CONI e Sport e salute sono rimodulabili con decreto del Presidente del Consiglio (commi 631-632). Il governo Draghi ha rafforzato i controlli con la legge 234/2021 (comma 970).

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

occorre che la società Coni Servizi disponga di una maggiore autonomia rispetto all’Ente Coni

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629 e 633) ha ribattezzato CONI Servizi in Sport e salute Spa e ne ha accresciuto l'autonomia rispetto all'ente CONI. Prima, il presidente e il consiglio di amministrazione della società erano designati dal CONI e le cariche di vertice potevano coincidere; dopo la riforma il presidente è nominato dall'autorità di governo per lo sport, previo parere delle commissioni parlamentari, i vertici della società sono incompatibili con quelli del CONI e delle federazioni, e la società gestisce con un sistema separato il riparto dei contributi alle federazioni. La legge 234/2021 (governo Draghi, commi 917-920) ha in seguito ceduto al CONI i contratti di lavoro del personale della società che prestava servizio presso l'ente, per dargli piena autonomia organizzativa: un atto che rafforza l'autonomia del CONI, non quella della società.

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in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Sia il CONI che Coni Servizi devono fornire periodicamente al Governo relazioni dettagliate e circostanziate [...] la loro attività deve essere monitorata attentamente

Nei testi di legge consultati non risulta un obbligo di relazioni periodiche e dettagliate del CONI e di Sport e salute al governo sull'uso delle risorse pubbliche. Il controllo del governo è stato però rafforzato. La legge 145/2018 (art. 1, comma 633) rende efficace il contratto di servizio tra CONI e Sport e salute, già annuale, solo dopo l'approvazione dell'autorità di governo e le attribuisce il potere di revocare i fondi in caso di gravi irregolarità. La legge 234/2021 (comma 970) consente all'autorità di avvalersi di Sport e salute per i controlli sull'uso delle risorse e di nominare un componente dei collegi dei revisori delle federazioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026