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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

334 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Reintroduzione del cosiddetto super bonus.

Il programma non spiega la misura. Con il nome di «superbonus» era noto l'incentivo previsto per il periodo 2004-2007 dalla legge 243/2004 (art. 1, comma 12): i lavoratori dipendenti del settore privato che avevano i requisiti per la pensione di anzianità e restavano al lavoro potevano ricevere in busta paga i contributi che il datore di lavoro avrebbe versato all'INPS. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che lo reintroducano. Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019) ha puntato su «quota 100» per l'uscita anticipata e, nelle sue norme su pensioni (articoli 14-25), non prevede incentivi a rinviare il pensionamento. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) ha sostituito «quota 100» con «quota 102» senza prevederli.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Revisione degli importi delle pensioni di invalidità equiparati alle pensioni e assegni sociali

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che rivedano gli importi delle pensioni di invalidità civile per equipararli a quelli delle pensioni e degli assegni sociali. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 268) esclude le pensioni di invalidità dal taglio delle pensioni più alte, ma non ne cambia gli importi, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) non interviene su di essi. L'aumento per gli invalidi civili totali è venuto dopo la sentenza 152/2020 della Corte costituzionale, attuata dal decreto-legge 104/2020 (art. 15) del governo Conte II, quando la Lega era all'opposizione: dal 20 luglio 2020 l'incremento delle pensioni più basse previsto dalla legge 448/2001 è stato esteso agli invalidi civili totali a partire dai 18 anni, invece che dai 60.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Ultima salvaguardia per la platea di esodati esclusi dai precedent otto provvedimenti.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che abbiano varato una nuova salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi dalle precedenti. La nona salvaguardia è stata introdotta dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, commi 346-348, GU n. 322 del 30 dicembre 2020), cioè durante il governo Conte II, quando la Lega era all'opposizione. Né la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018) né quella 2022 (legge 234/2021) ne contengono una.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Opzione donna: proroga per tutto il 2018.

Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019, convertito dalla legge 26/2019), art. 16, ha prorogato l'opzione donna alle lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età (59 per le autonome). La proroga copre quindi tutto il 2018, come promesso. La legge di bilancio 2018 non l'aveva estesa oltre i requisiti maturati nel 2015. Il testo prevede anche che il personale della scuola e dell'AFAM presenti domanda entro il 28 febbraio 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Eliminazione dell’Agenzia Nazionale dell’Ispettorato nella quale sono confluiti gli ispettori del Lavoro, dell’Inps e parte dell’Inail

L'Ispettorato nazionale del lavoro non è stato soppresso, ed è stato anzi rafforzato. Il decreto-legge 146/2021 (GU n. 252 del 21 ottobre 2021), art. 13, ha ampliato le sue competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e lo ha autorizzato ad assumere 1.024 ispettori nel biennio 2021-2022. Nel Conte I non risultano atti che ne prevedano l'eliminazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Unificazione di tutto il corpo medico attualmente in Inps, nell’Inail alla quale è affidato il compito di accertare le invalidità civili

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che unifichino in INAIL il corpo medico dell'INPS per l'accertamento delle invalidità civili. La legge 227/2021 (GU del 30 dicembre 2021) ha solo dato una delega al Governo sulla disabilità, da esercitare entro venti mesi: tra i criteri c'è l'affidamento a un unico soggetto pubblico della competenza medico-legale sulla valutazione di base, senza indicare l'INAIL. Durante il governo Draghi non è stato adottato alcun decreto attuativo: il primo schema di decreto è stato presentato alle Camere solo nel 2023.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

E’ contestualmente abolita la possibilità di assegnare le pensioni di invalidità a commissioni regionali.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che aboliscano la possibilità di affidare l'accertamento delle invalidità a commissioni regionali. La legge 227/2021 (GU del 30 dicembre 2021) delega il Governo a unificare in un'unica procedura gli accertamenti di invalidità civile e ad affidarli a un unico soggetto pubblico, ma non abolisce subito le commissioni. Durante il governo Draghi non è stato adottato alcun decreto attuativo: il primo schema di decreto è stato presentato alle Camere solo nel 2023.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

eliminare qualsiasi forma di decontribuzione ai fini previdenziali [...] da sostituire con “credito d’imposta”

I governi Conte I e Draghi hanno ampliato la decontribuzione invece di eliminarla. Il decreto-legge 4/2019 (GU n. 23 del 28 gennaio 2019), art. 8, ha previsto un esonero dei contributi previdenziali per chi assume beneficiari del reddito di cittadinanza. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 121) ha esonerato i lavoratori dipendenti da 0,8 punti dei contributi previdenziali a loro carico nel 2022. Non risultano atti che li sostituiscano con un credito d'imposta.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) in non meno di uno per ogni Regione

Le Regioni con un centro per i rimpatri non sono aumentate durante i governi Conte I e Draghi. Il decreto-legge 113/2018 (art. 2, comma 2) ha permesso per tre anni di affidare senza bando di gara i lavori per costruire, completare e ristrutturare i centri. Durante il governo Conte I il centro di Trapani-Milo è stato trasformato da hotspot in centro per i rimpatri (settembre 2018) e a Roma-Ponte Galeria è tornata in funzione la sezione maschile (fine maggio 2019), ma in Regioni che avevano già un centro. Il centro di Palazzo San Gervasio era stato aperto nel gennaio 2018, prima del governo. Gradisca d'Isonzo (dicembre 2019), Macomer e Milano (2020) sono stati aperti durante il governo Conte II, e sotto il governo Draghi non ne risultano di nuovi. Secondo il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, nel 2022 erano in funzione dieci centri in otto Regioni su venti: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

prolungare il termine per il trattenimento almeno sino a 6 mesi

Il decreto-legge 113/2018 (GU n. 231 del 4 ottobre 2018, convertito dalla legge 132/2018), art. 2, ha portato da 90 a 180 giorni, cioè circa sei mesi, la durata massima del trattenimento nei centri per i rimpatri. Il decreto-legge 130/2020 (GU n. 261 del 21 ottobre 2020), adottato dal governo Conte II, ha poi ridotto il limite a 90 giorni, prorogabili di 30 per i cittadini di Paesi con accordi di rimpatrio. Durante il governo Draghi il limite era quindi già tornato a 90 giorni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere che la circostanza dell’assenza di documenti per i richiedenti asilo comporti il trattenimento presso il CIE ai fini dell’identificazione

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2018, in vigore dal 5 ottobre), all'art. 3 ha inserito l'art. 6, comma 3-bis, nel d.lgs. 142/2015. Il richiedente asilo può essere trattenuto, per determinarne o verificarne l'identità o la cittadinanza, fino a 30 giorni nei locali delle strutture di primo soccorso alla frontiera. Se l'identità non è accertata, può essere trattenuto nei centri di permanenza per il rimpatrio (i CIE della citazione, oggi CPR) fino a 180 giorni. La legge di conversione 132/2018 ha confermato la norma. Il trattenimento è una facoltà («può») e comincia nei locali di frontiera: la misura non è quindi automatica per ogni richiedente privo di documenti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Trasferire le competenze per il controllo e la gestione dei CIE alle Regioni con il coordinamento delle forze dell’ordine sul territorio

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che trasferiscano alle Regioni il controllo e la gestione dei centri di permanenza per il rimpatrio (i CIE della citazione), né disegni di legge del governo in questo senso. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 2) ha invece portato da 90 a 180 giorni la durata massima del trattenimento in questi centri e ha autorizzato per tre anni la procedura negoziata per costruirli o ristrutturarli, senza modificarne la gestione. Lo schema di capitolato per i servizi dei centri, approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018, comprende anche i centri di permanenza per il rimpatrio e ne affida i servizi con gara delle Prefetture.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere la condivisione delle banche dati (AFIS e SDI) con la Polizia locale.

L'art. 18 del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (in vigore dal 5 ottobre 2018) ha consentito al personale della polizia municipale dei comuni con più di 100.000 abitanti, addetto ai servizi di polizia stradale e con qualifica di agente di pubblica sicurezza, di accedere al CED interforze del Ministero dell'interno per verificare se sulle persone controllate esistono provvedimenti di ricerca o di rintraccio. La legge di conversione 1° dicembre 2018, n. 132 ha previsto l'estensione progressiva nel 2019 agli altri capoluoghi di provincia e, con un decreto ministeriale, ad altri comuni; le modalità di collegamento sono rinviate a un decreto del Ministro dell'interno. La norma riguarda un accesso limitato al CED, non una condivisione generale delle banche dati AFIS e SDI con la polizia locale. Il decreto del Ministro dell'interno 28 aprile 2022 (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 2022) ha aggiunto solo la verifica, tramite il CED, di ordini di allontanamento e divieti di accesso alle aree urbane.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Gestione dei centri di accoglienza da parte delle Regioni e non con affidamento a privati in specie cooperative.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che affidino alle Regioni la gestione dei centri di accoglienza o ne escludano le cooperative. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 12) ha riservato il sistema di protezione degli enti locali (ex SPRAR) ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati: i richiedenti asilo sono rimasti nei centri governativi e straordinari, i cui servizi sono affidati con gara dalle Prefetture. Il nuovo schema di capitolato, approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018, ha cambiato servizi e costi dei centri senza toccare chi li gestisce, e la legge 1° dicembre 2018, n. 132 (art. 12-ter) ha imposto alle cooperative sociali che lavorano con gli stranieri obblighi di trasparenza, senza escluderle. Si veda anche la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

potranno affidarsi nella gestione dei richiedenti asilo solo a soggetti di esperienza certificata e consolidata [...] che saranno raccolti in un apposito albo

Non risulta istituito alcun albo dei soggetti ammessi a gestire l'accoglienza dei richiedenti asilo. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto solo obblighi di trasparenza: l'art. 2, comma 2-quater, impone ai gestori dei centri di pubblicare ogni sei mesi il rendiconto delle spese di gestione, e l'art. 12-ter impone alle cooperative sociali che lavorano con gli stranieri di pubblicare ogni tre mesi l'elenco dei soggetti a cui versano somme. Lo schema di capitolato approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018 disciplina l'affidamento con gare delle Prefetture, senza un albo. Nel periodo del governo Draghi non risultano atti diversi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Denuncia degli accordi internazioni di aiuto per i Paesi non collaborativi

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi con cui l'Italia abbia denunciato accordi di aiuto con Paesi che non collaborano sui rimpatri. Secondo dati del Ministero dell'interno elaborati da Pagella Politica, tra il 6 giugno 2018 e il 9 settembre 2019 i rimpatri forzati sono stati 8.383, circa 18 al giorno, lo stesso ritmo del periodo precedente. Oltre il 60% riguardava Tunisia, Albania e Marocco, con cui gli accordi di riammissione erano già in vigore. Il decreto-legge 113/2018 (art. 6) ha destinato al Fondo rimpatri somme già stanziate dalla legge di bilancio 2018.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Diniego allo sbarco per le ONG che si pongono ai margini del mare territoriale libico per procurato allarme su naufragio autoindotto

Il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (art. 1, in vigore dal 15 giugno 2019) ha dato al Ministro dell'interno il potere di limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per violazioni delle leggi sull'immigrazione. La legge di conversione 77/2019 (8 agosto 2019) ha fissato per la violazione del divieto una sanzione da 150.000 a 1.000.000 di euro per il comandante e la confisca della nave. La norma è generale e non lega il divieto alla condotta indicata nella citazione (navi ONG ai margini delle acque libiche per un allarme procurato). Deve rispettare gli obblighi internazionali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Divieto comunque di sbarco dalle navi ONG per i passeggeri che non sono muniti di documenti identificativi.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che vietino lo sbarco dalle navi ONG delle persone prive di documenti di identità. Il decreto-legge 53/2019 (art. 1) consente al Ministro dell'interno di vietare l'ingresso delle navi nel mare territoriale per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o per violazioni delle leggi sull'immigrazione, senza collegare il divieto al possesso di documenti da parte dei passeggeri. Il decreto-legge 113/2018 (art. 3) tratta la mancanza di identità con il trattenimento del richiedente asilo, non con il divieto di sbarco.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Approvare il DDL 3657/2016 [...] che prevede la cancellazione delle commissioni territoriali e la competenza del Giudice Onorario di Pace

La procedura d'asilo non è stata affidata al giudice onorario di pace e le commissioni territoriali non sono state soppresse. La proposta di legge C. 3657 della XVII legislatura (Fedriga e altri, presentata il 4 marzo 2016) non è mai stata esaminata oltre l'assegnazione alla commissione ed è decaduta con la fine della legislatura; il governo non ha presentato disegni di legge con lo stesso contenuto. Il decreto-legge 113/2018 ha invece mantenuto le commissioni: l'art. 10 ha introdotto un procedimento immediato davanti alla commissione territoriale per i richiedenti sotto procedimento penale o condannati per reati gravi, e l'art. 9 ha consentito di istituire fino a cinque sezioni aggiuntive per le domande presentate alla frontiera o nelle zone di transito.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere la perdita di diritto alla domanda di protezione internazionale e la revoca [...] nel caso di commissione di reati

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 7, in vigore dal 5 ottobre 2018) ha esteso i reati per cui lo straniero condannato in via definitiva è escluso dalla protezione internazionale o la perde per revoca (d.lgs. 251/2007, artt. 12 e 16): violenza o minaccia a pubblico ufficiale, lesioni gravi, mutilazioni genitali, lesioni a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, furto aggravato dal porto di armi o narcotici e furto in abitazione, quest'ultimo anche senza aggravanti dopo la legge di conversione 132/2018. Rapina e spaccio di stupefacenti contano ora anche nelle forme non aggravate. L'art. 10 ha introdotto un procedimento immediato davanti alla commissione territoriale per chi è condannato, anche in via non definitiva, o è sotto procedimento penale ed è ritenuto pericoloso, con obbligo di lasciare il territorio anche in pendenza di ricorso. Non sono stati aggiunti il danneggiamento e l'invasione di terreni o edifici, citati come esempi nel programma.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

nonchè revoca dei benefici anche in caso di inosservanza delle regole del centro di accoglienza

I governi Conte I e Draghi non hanno esteso la revoca dell'accoglienza a ogni inosservanza delle regole del centro. L'art. 23, comma 1, lettera e), del d.lgs. 142/2015 ha continuato a prevedere la revoca solo per «violazione grave o ripetuta» delle regole della struttura, compreso il danneggiamento doloso di beni e i comportamenti gravemente violenti. Il decreto-legge 113/2018 (art. 12) ha modificato l'art. 23 solo nei riferimenti alle strutture di accoglienza, e il testo della lettera e) era lo stesso anche nell'ottobre 2022.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Predisporre una lista dei Paesi ritenuti sicuri come limite all’accoglimento alle domande di protezione internazionale.

La base legale è stata adottata nel Conte I: l'articolo 7-bis del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, inserito in conversione dalla legge 1 dicembre 2018, n. 132, ha introdotto nel d.lgs. 25/2008 l'articolo 2-bis sui Paesi di origine sicuri, da individuare con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con i Ministri dell'interno e della giustizia. Per i richiedenti di questi Paesi la domanda segue la procedura accelerata e può essere dichiarata manifestamente infondata. Nel Conte I il Ministero dell'interno ha trasmesso, il 3 aprile 2019, le informazioni per compilare l'elenco, ma l'elenco non è stato adottato nei periodi valutati: il decreto del 4 ottobre 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 235 del 7 ottobre 2019), che indica 13 Paesi, è del governo successivo, il Conte II. Nel periodo del governo Draghi l'elenco non è stato aggiornato: il decreto successivo, del 17 marzo 2023, richiama come unico elenco precedente quello del 2019.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Effettuare accordi anche con le Tribù del sud della Libia

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano concluso accordi con le tribù del sud della Libia. Gli incontri documentati del ministro dell'Interno con interlocutori libici nel Conte I sono con il governo di Tripoli: a Tripoli il 25 giugno 2018 (ministro dell'Interno Ashour e vicepremier Maitig) e al Viminale il 28 febbraio 2019 (ministro dell'Interno Bashagha). Le note ufficiali parlano di controllo delle coste e dei confini, non di tribù. L'intesa con i capi tribù del Fezzan (Tebu, Tuareg, Awlad Suleiman) era stata siglata a Roma nel marzo 2017, sotto il governo precedente.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Applicazione del protocollo spagnolo per il controllo rigoroso delle frontiere sul mare, con strumenti tecnologici e conseguente esternalizzazione delle frontiere

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che adottino un sistema di controllo delle frontiere marittime sul modello spagnolo. Nel Conte I la cooperazione con la Libia è proseguita nel quadro del memorandum d'intesa del 2 febbraio 2017, firmato dal governo precedente: il decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84 (convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 98) ha autorizzato la cessione gratuita al governo libico di un massimo di 12 motovedette per il controllo delle coste e il contrasto all'immigrazione illegale. Le altre misure del Conte I sul mare sono state di tipo diverso: il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 8 agosto 2019, n. 77) ha dato al ministro dell'Interno il potere di limitare o vietare l'ingresso delle navi nel mare territoriale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026