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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
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57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

334 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

prevedendo sanzioni per il mancato raggiungimento degli stessi, che includano un intervento sostitutivo dello stato [...] ed il commissariamento delle stesse regioni

Non risultano atti del governo che prevedano sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi nella gestione dei rifiuti con intervento sostitutivo dello Stato e commissariamento delle regioni. Il decreto legislativo 152/2006 prevedeva già un potere sostitutivo dello Stato limitato all'approvazione o all'adeguamento dei piani regionali dei rifiuti (art. 199, comma 9) e, per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, un'addizionale del 20 per cento sul tributo per il conferimento in discarica a carico dei comuni (art. 205). Il governo Conte I non ha modificato i due articoli; nel periodo del governo Draghi l'articolo 205 è cambiato solo per la soppressione delle parole «e assimilati» (decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, art. 35) e le modifiche all'articolo 199 non riguardano sanzioni per le regioni. Il potere sostitutivo introdotto per i progetti del PNRR (decreto-legge 77/2021, art. 12) riguarda i ritardi nell'attuazione del Piano, non il mancato raggiungimento degli obiettivi sui rifiuti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Sottoscrizione di protocolli d’intesa con ANCE per la gestione di particolari tipologie di rifiuti, quali ad esempio i rifiuti da demolizione

Non risultano protocolli d'intesa tra il governo e l'ANCE, l'associazione dei costruttori, sulla gestione dei rifiuti da demolizione sottoscritti nel periodo dei governi Conte I e Draghi. Nel settembre 2019 l'ANCE ha riferito alla Camera di aver collaborato con il Ministero dell'ambiente alla definizione delle condizioni per riutilizzare i materiali da demolizione e costruzione, senza citare alcun protocollo e indicando che la disciplina era ancora in fase di stesura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Interventi normativi per semplificare e tutelare maggiormente la gestione dei fanghi di depurazione delle acque reflue di impianti civili ed industriali.

Il governo Conte I è intervenuto sui fanghi di depurazione con l'articolo 41 del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito dalla legge 16 novembre 2018, n. 130. Per l'uso dei fanghi in agricoltura la norma conferma i limiti dell'allegato IB del decreto legislativo 99/1992, che riguardano sei metalli pesanti, e fissa un limite per gli idrocarburi (C10-C40); la legge di conversione ha aggiunto limiti per altre sostanze (IPA, diossine e furani, PCB, toluene, selenio, berillio, arsenico, cromo totale e cromo VI). L'intervento riguarda solo l'uso agricolo e vale «nelle more di una revisione organica della normativa di settore», che i governi Conte I e Draghi non hanno adottato: il decreto legislativo 99/1992 è rimasto invariato. È quindi un intervento parziale e provvisorio sulla gestione dei fanghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Si considera prioritaria l’istituzione di un fondo nazionale per la transizione energetica, che sostenga cambiamenti concreti attraverso meccanismi premiali ed incentivi.

Non è stato istituito un fondo nazionale generale per la transizione energetica, ma due fondi limitati all'industria. Il decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101 (Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2019, art. 13), adottato dal governo Conte I, ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, alimentato con una quota dei proventi delle aste delle quote di emissione (fino a 100 milioni nel 2020 e 150 milioni l'anno dal 2021) per la decarbonizzazione e l'efficienza energetica dell'industria, rinviando i criteri a decreti ministeriali. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, commi 478-479), con il governo Draghi, ha istituito il Fondo per il sostegno alla transizione industriale, con 150 milioni di euro l'anno dal 2022, per agevolare gli investimenti delle imprese in efficienza energetica e riuso di materie prime; il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 21 dicembre 2022. Il Fondo italiano per il clima (comma 488) finanzia invece interventi nei Paesi in via di sviluppo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Stesura di un piano nazionale di interventi da adottare per ottenere la riduzione dell’inquinamento atmosferico sulla scorta dell’accordo del bacino padano

Un piano nazionale contro l'inquinamento atmosferico è stato adottato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2021, che ha approvato il Programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico (avviso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2022). Il programma indica misure per la produzione di energia elettrica, gli edifici e il riscaldamento, compreso quello a biomassa, i trasporti e l'agricoltura, e richiama tra le politiche in corso gli accordi per il bacino padano. In precedenza, il 4 giugno 2019 a Torino, il governo Conte I aveva firmato con le Regioni il protocollo «Aria pulita», un piano d'azione di due anni articolato in cinque ambiti. L'impegno è attuato nella sostanza.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Adozione di norme specifiche che pianifichino il divieto di circolazione (2030 è la data [...] ) per le auto maggiormente inquinanti (diesel e benzina)

Non risultano norme statali che pianifichino un divieto di circolazione per le auto a benzina e diesel, al 2030 o ad altra data. Il governo Conte I ha puntato sugli incentivi all'acquisto di auto a basse emissioni (legge di bilancio 2019, commi 1031-1041). Con il governo Draghi il Comitato interministeriale per la transizione ecologica ha deciso, il 10 dicembre 2021, che le auto nuove con motore a combustione interna dovranno uscire dal mercato entro il 2035: è un indirizzo sulla vendita, non una norma sulla circolazione. Il Programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico del dicembre 2021 riporta solo i divieti concordati dalle Regioni del bacino padano per i diesel fino all'Euro 5, dal 2025.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Incentivi per le immatricolazioni di nuove auto elettriche ed ibride volti a favorire lo sviluppo di reti infrastrutturali adeguate

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 1031-1041) ha introdotto, per chi acquista e immatricola in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, un contributo per i veicoli nuovi con emissioni fino a 70 g/km di CO2: da 6.000 euro (0-20 g/km) o 2.500 euro (21-70 g/km) con rottamazione, da 4.000 o 1.500 senza. Le soglie coprono le auto elettriche e le ibride plug-in. L'incentivo è in vigore nel periodo del Conte I.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Implementazione a livello nazionale di una rete di monitoraggio in continuo delle emissioni degli impianti maggiormente a rischio

Non risultano atti del governo che abbiano istituito una rete nazionale di monitoraggio in continuo delle emissioni degli impianti a rischio. Nel periodo valutato il monitoraggio in continuo resta previsto impianto per impianto: l'art. 271 del d.lgs. 152/2006 lo disciplina caso per caso nelle autorizzazioni, con le modifiche già introdotte dal d.lgs. 183/2017. Le linee guida sui sistemi di monitoraggio in continuo sono del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (delibera n. 170/2022 del Consiglio SNPA), non del governo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vanno adottate misure di semplificazione che consentano interventi rapidi ed efficaci [...] sulla base di un Piano Nazionale delle Bonifiche

Un Piano nazionale delle bonifiche non è stato adottato, ma sono state approvate semplificazioni e un piano per i siti orfani. Il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (art. 37, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108) ha semplificato le procedure di bonifica (certificazione anche a stralcio, interventi PNRR nei siti in bonifica). Il decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 (art. 17) ha previsto il Piano d'azione per la riqualificazione dei siti orfani, adottato con il decreto ministeriale 4 agosto 2022 (Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12 ottobre 2022). Restano fuori un piano nazionale complessivo e le bonifiche non orfane.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

incentivi di carattere economico-fiscale al fine di favorire la realizzazione degli interventi di bonifica in capo a soggetti privati

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto incentivi economico-fiscali per i soggetti privati tenuti a bonificare i propri siti. La misura più vicina è il credito d'imposta del 65 per cento della legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 156-158): spetta a persone fisiche, enti non commerciali e imprese che fanno donazioni per bonifiche di edifici e terreni pubblici, su progetti degli enti proprietari, non a chi bonifica in proprio. La legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) finanzia bonifiche con fondi pubblici, senza agevolazioni fiscali per i privati.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre adottare delle linee guida che favoriscano gli enti locali, limitando la dispersione di costi e risorse

Non risultano atti del governo che abbiano adottato linee guida nazionali per gli enti locali sulle bonifiche. Gli interventi statali del periodo sono stati soprattutto finanziamenti (legge 145/2018, commi 800-801), semplificazioni delle procedure (decreto-legge 77/2021, art. 37) e un piano per i siti orfani rivolto alle Regioni (decreto ministeriale 4 agosto 2022).

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

la concessione di finanziamenti che aiutino i comuni ad affrontare le spese legali per le azioni di rivalsa nei confronti dei soggetti responsabili della contaminazione

Non risultano atti del governo che abbiano concesso finanziamenti ai comuni per le spese legali delle azioni di rivalsa contro i responsabili della contaminazione. I finanziamenti statali del periodo per le bonifiche riguardano gli interventi: la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 800-801) aumenta il Fondo bonifiche e prevede un programma di bonifica dei siti orfani. Non vi è una voce per le spese legali di rivalsa.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

con la predisposizione di apposite Linee guida nazionali

Le linee guida nazionali per la valutazione di impatto sanitario (VIS) dei progetti sono state adottate con il decreto del Ministro della salute 27 marzo 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2019), in attuazione dell'art. 5, comma 1, lettera b-bis, del decreto legislativo 152/2006. Il decreto è entrato in vigore il 30 luglio 2019, durante il governo Conte I. È obbligatorio per i grandi impianti sottoposti a valutazione statale (raffinerie, impianti di gassificazione e centrali oltre 300 megawatt) e, secondo il decreto stesso, è un modello di riferimento per i progetti valutati dalle Regioni.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Definizione di misure compensazione e riequilibrio ambientale per gli impianti più impattanti a livello territoriale

Il programma indicava come esempi gli stoccaggi di gas nel sottosuolo, gli impianti di trattamento dei rifiuti e le grandi derivazioni idroelettriche. Per queste ultime il governo Conte I ha adottato una disciplina: la legge 11 febbraio 2019, n. 12, di conversione del decreto-legge 135/2018 (art. 11-quater), ha riscritto le regole delle concessioni idroelettriche e stabilito che le leggi regionali fissino misure di compensazione ambientale e territoriale, anche finanziarie, a favore dei comuni interessati. Ha anche consentito alle Regioni di obbligare i concessionari a cedere loro gratis 220 kWh di energia all'anno per ogni kW di potenza di concessione. Per gli stoccaggi di gas e gli impianti di rifiuti non risultano misure nuove: resta il principio generale della legge 239/2004, che prevede eventuali compensazioni per le infrastrutture energetiche ad alto impatto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Attuazione del D.lgs 85/2010 sul Federalismo demaniale consentendo alle Regioni di non essere più solo “gestori” ma anche “proprietarie” dei beni del demanio idrico

Non risultano atti del governo che abbiano trasferito alle Regioni la proprietà dei beni del demanio idrico con i decreti del Presidente del Consiglio previsti dagli artt. 3 e 5 del decreto legislativo 85/2010: la proprietà è rimasta allo Stato e alle Regioni spetta solo la gestione, come prima. Nel Conte I la legge 12/2019, di conversione del decreto-legge 135/2018 (art. 11-quater), ha stabilito che alla scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche le opere passino senza compenso in proprietà alle Regioni. È una misura diversa, che riguarda le opere delle concessioni e non il demanio idrico in generale.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riconoscere maggiori competenze territoriali in materia di concessioni idroelettriche in modo da sostenere la partecipazione diretta alla gestione degli impianti

Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 (Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12 febbraio 2019), ha inserito l'art. 11-quater. La norma riscrive l'art. 12 del decreto legislativo 79/1999: alla scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche le opere passano alle Regioni, che le riassegnano con proprie leggi (da adottare entro il 31 marzo 2020). Le Regioni possono assegnarle a operatori scelti con gara, a società miste pubblico-private con socio privato scelto con gara, o con partenariato pubblico-privato. Le competenze territoriali sono state quindi ampliate e la gestione può essere affidata a società partecipate dal pubblico. La legge annuale per la concorrenza 2021 (legge 5 agosto 2022, n. 118, art. 7) ha poi confermato l'impianto regionale.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Favorire e sostenere interventi atti a contrastare gli eventi calamitosi [...] anche attraverso l’esenzione dal patto di stabilità o comunque dai vincoli di bilancio.

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2018) ha tolto dal 2019 a comuni, province, città metropolitane e Regioni a statuto speciale l'obbligo del saldo non negativo di finanza pubblica (art. 1, commi 819-823), cioè il vincolo del pareggio di bilancio che aveva sostituito il patto di stabilità, estendendo la regola alle Regioni a statuto ordinario dal 2021 (comma 824). La legge dichiara di farlo in attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 247 del 2017 e n. 101 del 2018, e la misura è generale, non limitata alle calamità. Lo stesso testo ha stanziato 800 milioni per il 2019 e 900 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico nelle aree con emergenza dichiarata, a cura dei Commissari delegati (commi 1028-1029). Ha inoltre attribuito alle Regioni a statuto ordinario contributi per nuovi investimenti, tra cui quelli per la prevenzione del rischio idrogeologico (commi 833-838).

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Istituzione di un osservatorio nazionale funzionale al monitoraggio della razionalizzazione del sistema idrico integrato.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che istituiscano un osservatorio nazionale per il monitoraggio del sistema idrico integrato. Non ne prevedono la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018) né i principali provvedimenti dei due periodi, tra cui il decreto-legge 32/2019, il decreto-legge 77/2021 e la legge 118/2022, e tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ce n'è uno con questo oggetto. Il decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 14, governo Draghi) ha rafforzato i poteri sostitutivi per l'affidamento del servizio idrico integrato, senza istituire un osservatorio.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Proponiamo anche che il governo commissari tutte le amministrazioni comunali che non svolgono interventi di censimento delle zone ad alto rischio idrogeologico

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano il commissariamento dei comuni che non censiscono le zone ad alto rischio idrogeologico. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 1028-1029) ha finanziato con 800 milioni per il 2019 e 900 milioni per il 2020 e il 2021 interventi contro il rischio idraulico e idrogeologico affidati ai Commissari delegati per le emergenze già dichiarate, ma non riguarda le amministrazioni comunali inadempienti. Il disegno di legge del governo «CantierAmbiente» (A.S. 1422, presentato il 19 luglio 2019) affidava gli interventi ai presidenti delle Regioni come commissari straordinari, senza prevedere il commissariamento dei comuni, e non è stato approvato.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

prevedendo per chi realizza edifici non inquinanti concessioni di costruire con incremento volumetrico in deroga, sgravi in termini di oneri urbanistici e agevolazioni fiscali

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che premino con incrementi volumetrici in deroga, sgravi sugli oneri urbanistici e agevolazioni fiscali chi costruisce edifici non inquinanti. Il decreto-legge 32/2019 (art. 5, rigenerazione urbana) conteneva una norma che obbligava le Regioni a prevedere deroghe su densità e altezze degli edifici, ma la legge di conversione 55/2019 l'ha soppressa. Le agevolazioni fiscali del periodo riguardano gli edifici esistenti o la sicurezza sismica: la proroga dell'ecobonus al 2019 (legge 145/2018, art. 1, comma 67), l'estensione del sismabonus per l'acquisto di case antisismiche alle zone a rischio 2 e 3 (decreto-legge 34/2019, art. 8) e il superbonus, introdotto con un atto del governo Conte II e prorogato dal governo Draghi. Gli oneri urbanistici sono riscossi dai comuni e le premialità volumetriche sono in gran parte disciplinate dalle Regioni.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre prevedere a livello nazionale incentivi fiscali per quegli enti locali e per quelle società controllate e partecipate dalla pa che introducano veicoli elettrici

Non risultano incentivi fiscali nazionali riservati agli enti locali e alle società partecipate dalla pubblica amministrazione che introducono veicoli elettrici nelle loro flotte. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 1031-1041) ha introdotto un contributo per chi acquista auto a basse emissioni e una detrazione fiscale per le colonnine di ricarica, ma sono misure generali, non pensate per enti e partecipate. Gli enti locali hanno invece ricevuto contributi di spesa per il trasporto pubblico. Il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 aprile 2019 (governo Conte I), prevede risorse per rinnovare gli autobus. Il decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili n. 530 del 23 dicembre 2021 (governo Draghi) ha ripartito tra i comuni 1.915 milioni del PNRR per autobus elettrici o a idrogeno. Sono finanziamenti diretti, non agevolazioni fiscali.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

ciò che bisogna prioritariamente realizzare [...] è l’attuazione di un programma di formazione di una classe dirigenziale di GESTORI della sanità

L'Accordo del 16 maggio 2019 tra Governo, Regioni e Province autonome (Conferenza Stato-Regioni, Rep. Atti n. 79/CSR, governo Conte I) ha disciplinato i corsi di formazione in sanità pubblica e in organizzazione e gestione sanitaria, obbligatori per entrare nell'elenco nazionale degli idonei a direttore generale delle aziende sanitarie, dando attuazione al decreto legislativo 171/2016. I corsi durano almeno 136 ore d'aula e sono organizzati dalle Regioni con cadenza almeno biennale. Il PNRR, approvato a luglio 2021 sotto il governo Draghi, ha poi previsto 18 milioni per la formazione manageriale e digitale di 4.500 professionisti del Servizio sanitario nazionale entro il 2026. Non è stata però istituita la Scuola per l'alta dirigenza sanitaria pubblica proposta dal programma, e la formazione resta affidata a corsi regionali.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

STRUMENTO INDISPENSABILE E’ LA CREAZIONE DI “TRIAGE-TERRITORIALE”, collocato nei distretti sanitari avvalendosi di una COT (CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE)

Il decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77 (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022, in vigore dal 7 luglio 2022, governo Draghi) ha definito il nuovo modello dell'assistenza territoriale e ha reso standard nazionale la Centrale operativa territoriale (COT): una ogni 100.000 abitanti o comunque una per distretto, aperta sette giorni su sette, con il compito di coordinare la presa in carico della persona e il raccordo tra servizi territoriali, sociosanitari e ospedalieri. Nelle Case della comunità hub sono previsti infermieri di famiglia o di comunità anche per il triage. Il decreto ha dato alle Regioni sei mesi per adottare la programmazione: le centrali sono state realizzate con i fondi del PNRR dopo la fine del governo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I tempi di attesa nei pronto soccorso. Riduzione dei tempi e supporto attraverso specifiche strutture a bassa intensità di cura

Il 1° agosto 2019 la Conferenza Stato-Regioni (governo Conte I) ha sancito l'Accordo Rep. Atti n. 143/CSR sulle linee di indirizzo nazionali per il triage intraospedaliero, per l'osservazione breve intensiva e per il piano di gestione del sovraffollamento in pronto soccorso, che le Regioni si sono impegnate a recepire entro sei mesi. Il decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77 (governo Draghi, in vigore dal 7 luglio 2022) ha fissato lo standard di un Ospedale di comunità con 20 posti letto ogni 100.000 abitanti, per pazienti che hanno bisogno di cure a bassa intensità clinica, con accesso anche dal pronto soccorso; le strutture dovevano essere realizzate dalle Regioni dopo la fine del governo. Non risultano dati ufficiali nazionali che dimostrino una riduzione dei tempi di attesa nei pronto soccorso nel periodo valutato.

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