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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

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  • 79 in parte
  • 88 non mantenute
  • 0 in corso
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59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

250 schede

mantenutagiustizia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la creazione di circuiti differenziali per soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, per soggetti a bassa pericolosità

Il regolamento penitenziario, d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230 (governo Amato II), all'art. 115 prevede in ogni regione un sistema di istituti differenziato per tipologia detentiva, con regimi di «custodia attenuata» per detenuti di non rilevante pericolosità e istituti o sezioni a trattamento intensificato per tossicodipendenti e malati; l'art. 32 prevede istituti o sezioni appositi per i detenuti che richiedono particolari cautele. Per la criminalità organizzata, la circolare dell'amministrazione penitenziaria del 9 luglio 1998, n. 3479 (governo Prodi I), ha istituito il circuito a elevato indice di vigilanza, per detenuti per terrorismo ed eversione e per mafiosi usciti dal regime del 41-bis. Una prima differenziazione in circuiti esisteva già dalla circolare del 21 aprile 1993: nel mandato è stata riorganizzata e ha avuto una base regolamentare.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Istituire "unità territoriali di pubblica sicurezza"

La legge 26 marzo 2001, n. 128 (Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2001, governo Amato II), all'art. 17, prevede direttive annuali del ministro dell'Interno per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 279 (governo D'Alema I) ha aperto ai sindaci il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il coordinamento è stato quindi previsto, ma non sono state istituite «unità territoriali di pubblica sicurezza» come strutture stabili.

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in partesicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

dando ai cittadini un riferimento sicuro come il poliziotto di quartiere, o la volante o la stazione mobile di quartiere

La legge 26 marzo 2001, n. 128 (art. 17), in vigore dal 4 maggio 2001, prevede che il ministro dell'Interno impartisca direttive annuali per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese con lui; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Questo corrisponde in parte alla promessa: una presenza di quartiere coordinata e la stazione mobile. La legge è entrata in vigore poco più di un mese prima della fine del governo Amato II e non risulta documentata l'istituzione dei presidi entro quella data. Il testo non istituisce la figura del poliziotto di quartiere: il programma «Poliziotto di quartiere» è partito il 18 dicembre 2002, con il governo successivo.

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non mantenutasicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Vanno unificati 112 e 113

La promessa era unificare i numeri di emergenza 112 e 113. Nel periodo non risultano atti del governo che li abbiano unificati. Il numero unico di emergenza 112 è arrivato in Italia solo molti anni dopo, in modo graduale e Regione per Regione, e anche oggi il 113 della Polizia di Stato resta attivo accanto al 112.

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in partegiustizia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Promuovere una legge a favore delle vittime di tutte le forme di criminalità, con possibilità di riparazione diretta del danno da parte dei colpevoli

Nel mandato sono state approvate leggi per categorie specifiche di vittime, non una legge per le vittime di tutte le forme di criminalità. La legge 23 novembre 1998, n. 407 ha dettato nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; la legge 23 febbraio 1999, n. 44 ha disciplinato il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, con una somma a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale per i danneggiati da attività estorsive. La legge 22 dicembre 1999, n. 512 ha istituito presso il Ministero dell'interno il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, con 20 miliardi di lire l'anno. La riparazione del danno da parte del colpevole è stata prevista solo nel processo davanti al giudice di pace: il decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (art. 35) estingue il reato se l'imputato ha risarcito e riparato il danno, ma è entrato in vigore il 2 gennaio 2002.

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mantenutaesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Per l'ONU si deve proporre una maggiore rappresentatività ed efficacia del Consiglio di sicurezza attraverso [...] una terza categoria di candidati

Dal 1993 l'Italia sosteneva all'ONU una propria proposta di allargamento del Consiglio di sicurezza: 8-10 nuovi seggi non permanenti, sui quali far ruotare più spesso (due anni ogni sei) 24-30 Paesi scelti dall'Assemblea generale, in ciascun gruppo regionale, tra quelli che contribuiscono di più agli obiettivi e alle attività delle Nazioni Unite. È la categoria intermedia indicata dal programma, con il criterio dell'effettivo contributo. Durante il mandato i governi hanno continuato a proporla e ad aggiornarla nel Gruppo di lavoro dell'Assemblea generale sulla riforma del Consiglio. Nel novembre 1998 l'Italia ha promosso con altri Paesi la risoluzione 53/30, approvata all'unanimità, secondo cui le decisioni sulla riforma richiedono la maggioranza dei due terzi degli Stati membri. La promessa era di proporre la riforma, non di ottenerla: il Consiglio non è stato riformato.

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non mantenutaesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

l'Italia proporrà alcune riforme della struttura e del modo di funzionamento dell'organizzazione e in particolare: l'attribuzione di un maggior potere di iniziativa al Segretario Generale

Il programma prometteva che l'Italia avrebbe proposto riforme dell'OSCE, a partire da maggiori poteri di iniziativa per il Segretario generale. Non risultano atti pubblici del governo, tra il 1996 e il 2001, con cui l'Italia abbia presentato una proposta di questo tipo. La Carta per la sicurezza europea, adottata al vertice OSCE di Istanbul del novembre 1999 e sottoscritta anche dall'Italia, conferma il consenso come base delle decisioni. Descrive inoltre il Segretariato come supporto al Presidente in esercizio e ne prevede solo il rafforzamento delle capacità operative.

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non mantenutaesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

va varata una riforma del settore che doti il nostro paese di strumenti adeguati

La promessa chiedeva una riforma della cooperazione allo sviluppo con strumenti nuovi. Nella XIII legislatura il Senato ha approvato in prima lettura un testo unificato che teneva conto anche del disegno di legge del governo, e la Commissione Esteri della Camera ne ha preparato una nuova versione (A.C. 6413-A), ma la legislatura si è chiusa senza il voto finale. La legge 26 febbraio 1987, n. 49 è rimasta la legge di riferimento fino alla legge 11 agosto 2014, n. 125.

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non mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

si privatizzino in larga parte gli strumenti finanziari ed assicurativi, pur lasciando una responsabilità primaria all'intervento pubblico

La promessa era privatizzare in larga parte gli strumenti finanziari e assicurativi per l'export (il programma cita SACE e SIMEST), lasciando all'intervento pubblico la responsabilità primaria. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 ha riordinato la SACE come Istituto per i servizi assicurativi del commercio estero, con personalità giuridica di diritto pubblico, sotto la vigilanza del Ministero del tesoro. La SIMEST, società per azioni partecipata dallo Stato e istituita dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, ha ricevuto dallo stesso decreto la gestione di altri interventi pubblici di sostegno all'export; la partecipazione dello Stato è stata ceduta solo nel 2012, alla Cassa depositi e prestiti. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano privatizzato questi strumenti; la trasformazione della SACE in società per azioni è del 2003.

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non mantenutaesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

unificare l'azione della "diplomazia commerciale" all'estero superando i dualismi oggi esistenti tra sedi ICE all'estero e servizi economici delle ambasciate

La promessa chiedeva di unificare l'azione della «diplomazia commerciale» all'estero, superando il dualismo tra le sedi ICE e i servizi economici delle ambasciate. La legge 25 marzo 1997, n. 68, di riforma dell'ICE, ha confermato una rete di unità operative dell'Istituto all'estero, distinta dalle ambasciate, stabilendo solo che operi «in stretto collegamento con le rappresentanze diplomatiche» (art. 3, comma 5). Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 (art. 24) ha istituito presso il CIPE una commissione permanente per il coordinamento della politica commerciale con l'estero. Sono state quindi introdotte forme di coordinamento, ma non risultano atti dei governi del periodo che abbiano unificato le due reti: al 1° gennaio 2001 il Ministero degli esteri contava ancora propri uffici commerciali all'estero, accanto a quelli dell'ICE.

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in parteesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la tendenza ad aumentare gradualmente l'esercito di tipo professionale pur mantenendo il servizio di leva

La promessa chiedeva di aumentare gradualmente la componente professionale delle Forze armate mantenendo il servizio di leva. La legge 14 novembre 2000, n. 331 (GU n. 269 del 17 novembre 2000) ha delegato il governo a sostituire gradualmente, entro sette anni, i militari di leva con volontari e personale civile della difesa (art. 3), e ha previsto che in futuro si ricorra al reclutamento obbligatorio solo in caso di guerra o di grave crisi internazionale (art. 2). Il decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215 (GU n. 133 dell'11 giugno 2001) ha attuato la delega e ha sospeso il servizio obbligatorio di leva dal 1° gennaio 2007 (art. 7). La parte professionale è stata quindi ampliata, ma gli stessi atti hanno fissato la fine della leva obbligatoria in tempo di pace, invece di mantenerla accanto ai volontari.

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mantenutasicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la fissazione [...] di parametri finanziari e di una programmazione pluriennale della spesa relativa alle trasformazioni da operare

La legge 14 novembre 2000, n. 331 (Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 2000) ha delegato il governo a trasformare gradualmente le Forze armate in professionali, con riduzione dell'organico a 190.000 unità secondo un andamento coerente con gli oneri indicati nella tabella A allegata. L'onere è fissato per legge: 43, 362 e 618 miliardi di lire per il 2000, 2001 e 2002, poi, dal 2003, nel limite massimo annuale della tabella A, con onere a regime di 1.096 miliardi di lire dal 2020. Se dal 2003 al 2020 la crescita degli oneri supera quella del PIL prevista nel documento di programmazione economico-finanziaria, interviene la legge finanziaria. La legge ha quindi fissato parametri finanziari e una programmazione pluriennale della spesa per la trasformazione.

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mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Si deve portare a termine nei prossimi due anni il risanamento della finanza pubblica

La promessa era di portare a termine in due anni il risanamento della finanza pubblica; il programma indicava come traguardo l'indebitamento netto sotto il limite di Maastricht del 3% del PIL, con l'esame europeo del 1998 basato sui conti del 1997. Secondo la serie dell'Istat sui conti delle amministrazioni pubbliche, l'indebitamento netto è sceso dal 7,0% del PIL nel 1996 al 2,7% nel 1997, ed è rimasto sotto il 3% negli anni seguenti (2,7% nel 1998, 1,9% nel 1999). Il 3 maggio 1998 il Consiglio europeo ha stabilito che l'Italia rispettava i criteri per entrare nella moneta unica. Il debito pubblico restava molto sopra il 60% del PIL: 121,6% nel 1997, in calo dal 124,0% del 1996, secondo il rapporto sulla convergenza dell'Istituto monetario europeo.

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mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

occorre anzitutto un intervento aggiuntivo per il 1996

Un mese dopo l'insediamento, il governo Prodi I ha adottato il decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, «Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica», convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1996, n. 425. Il decreto interveniva sul 1996 con misure di spesa (per esempio sulla spesa farmaceutica, con una riclassificazione dei farmaci per risparmiare 200 miliardi di lire nel 1996) e di entrata. È la manovra correttiva aggiuntiva per l'anno in corso chiesta dalla tesi. Coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul contenimento del fabbisogno.

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non mantenutafisco

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

a mantenere la pressione fiscale invariata nel prossimo triennio rispetto ai livelli del 1995

Il programma prometteva di mantenere la pressione fiscale invariata rispetto al 1995 nel triennio 1996-1998. Secondo la serie Istat dei conti delle amministrazioni pubbliche la pressione fiscale è passata dal 41,5 per cento del PIL nel 1995 al 42,0 nel 1996, al 43,9 nel 1997 (anno del contributo straordinario per l'Europa) e al 42,7 nel 1998. Il livello del 1995 è stato superato in tutti e tre gli anni. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

ad assicurare una riduzione della quota della spesa pubblica sul prodotto interno lordo di due-tre punti percentuali

Secondo l'Istat la spesa totale delle amministrazioni pubbliche è scesa dal 52,5% del PIL nel 1995 al 50,1% nel 1997, al 48,7% nel 1998 e al 47,9% nel 1999: oltre quattro punti e mezzo in meno, più dei due-tre indicati. Il 45,9% del 2000 è abbassato dagli incassi una tantum delle licenze UMTS (13.815 milioni di euro), registrati in riduzione della spesa in conto capitale; nel 2001 la spesa è risalita al 47,8%. Il calo viene dalla minore spesa per interessi sul debito: al netto degli interessi la spesa è rimasta intorno al 41% del PIL dal 1995 al 1999. Il traguardo sul totale della spesa è stato raggiunto, in coerenza con la scheda corrispondente di «Il conto» sul discorso di fiducia del governo Prodi I, ma senza una riduzione della spesa per funzioni pubbliche in rapporto al PIL.

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non mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Una riscrittura dell'art. 81 della Costituzione, per stabilire anzitutto il principio che l'indebitamento possa essere utilizzato solo a copertura dei programmi di investimento

Nei mandati dei governi valutati (1996-2001) l'art. 81 della Costituzione non è stato riscritto. Il nuovo art. 81 è arrivato con la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (GU n. 95 del 23 aprile 2012), undici anni dopo, e con una formula diversa da quella promessa: impone l'equilibrio tra entrate e spese e ammette l'indebitamento solo per considerare gli effetti del ciclo economico o, con l'autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta, al verificarsi di eventi eccezionali. Non risultano atti dei governi valutati che propongano la revisione dell'art. 81 nel senso indicato dal programma.

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non mantenutaistituzioni

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Il riconoscimento al Governo di una facoltà di veto sospensivo di deliberazioni legislative

Non risultano atti dei governi Prodi I, D'Alema I e II e Amato II che abbiano riconosciuto al governo una facoltà di veto sospensivo sulle deliberazioni legislative in contrasto con le regole di equilibrio del bilancio. L'articolo 81 della Costituzione non è stato modificato nel periodo, e le riforme della contabilità approvate nel mandato (legge 3 aprile 1997, n. 94 e legge 25 giugno 1999, n. 208) non prevedono un potere di questo tipo. L'unico testo del periodo che toccava il tema è il progetto della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali (testo del 4 novembre 1997, art. 103), organo del Parlamento e non del governo: prevedeva l'equilibrio annuale e pluriennale dei conti e limiti agli emendamenti di spesa, ma non un veto del governo, e non è mai stato approvato dalle Camere.

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non mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Una riorganizzazione dei contenuti del bilancio e della legge finanziaria in un unico strumento normativo, con limiti assai stretti di emendabilità

La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato la struttura del bilancio dello Stato, con le unità previsionali di base e il rinvio al documento di programmazione economico-finanziaria. La legge finanziaria è però rimasta uno strumento distinto dal bilancio e non risultano limiti di emendabilità analoghi a quelli promessi. L'unificazione dei due strumenti in un solo provvedimento è arrivata con la legge 4 agosto 2016, n. 163, molto dopo i governi valutati.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

La votazione del bilancio sulla base di un'aggregazione che individui i centri di responsabilità politica e amministrativa

La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato il bilancio dello Stato: il Parlamento vota le previsioni di entrata e di spesa per unità previsionali di base, determinate per aree omogenee di attività, e a ciascuna unità corrisponde un unico centro di responsabilità amministrativa che ne cura la gestione (art. 1, comma 2). Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 ha individuato le unità e ha reso il titolare di ciascun centro responsabile della gestione e dei risultati (art. 3). Il voto del bilancio è così organizzato sui centri di responsabilità, come promesso.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la soppressione: [...] dei contributi sanitari, della tassa sulla salute, dell'ILOR e dell'ICIAP (da assorbire in una imposta regionale)

Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I) ha istituito l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e, dal 1° gennaio 1998, ha abolito (art. 36) i contributi per il Servizio sanitario nazionale, l'ILOR e l'ICIAP. Tra i contributi aboliti c'era anche il contributo sanitario chiamato comunemente «tassa sulla salute». Le imposte soppresse sono state sostituite in gran parte dall'IRAP; per i contributi a carico di lavoratori dipendenti e pensionati la compensazione è passata dalla revisione dell'IRPEF. La soppressione delle voci indicate nelle Tesi, con il passaggio a un'imposta regionale, è stata attuata.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la soppressione: [...] di numerose tasse di concessione governativa

Nel mandato sono state soppresse quattro tasse di concessione governativa. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 36) ha abolito quella per l'attribuzione del numero di partita IVA; la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17, commi 8 e 21) quelle sull'abbonamento all'autoradio e, dal 1° gennaio 1998, sulle patenti di guida; la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 11, comma 1) quella sulle patenti nautiche. La tariffa allegata al d.P.R. 641/1972 è però rimasta in vigore per gran parte delle altre voci, come passaporti, porto d'armi, telefonia mobile e iscrizione agli albi.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] delle imposte di bollo

Nel mandato l'imposta di bollo è stata ritoccata ma non riorganizzata. Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 (in vigore dal 1° aprile 1998) ne ha rivisto le sanzioni. L'art. 55 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (governo Amato II) ha affidato a decreti del ministro delle Finanze, da adottare entro novanta giorni, una nuova tariffa del bollo e delle tasse di concessione governativa, e ha introdotto alcune esenzioni puntuali; quei decreti non risultano adottati, e nel 2006 l'Agenzia delle entrate applicava ancora la tariffa approvata con decreto ministeriale 20 agosto 1992. L'impianto del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 è rimasto invariato.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] della imposta di successione

L'imposta di successione è stata riscritta dalla legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 69), del governo Amato II. La legge ha abrogato la tariffa allegata al testo unico (d.lgs. 346/1990) e l'ha sostituita con aliquote proporzionali sulla quota di ciascun erede: 4, 6 e 8 per cento secondo il grado di parentela. L'imposta si applica solo sulla parte della quota che supera 350 milioni di lire, o 1 miliardo per i discendenti minorenni e le persone con handicap grave. Anche l'imposta sulle donazioni è stata riordinata con aliquote del 3, 5 e 7 per cento. La legge ha inoltre abrogato altre norme del testo unico e modificato i criteri di determinazione dell'attivo ereditario. Le nuove regole si applicano alle successioni con dichiarazione in scadenza dopo il 31 dicembre 2000 e alle donazioni dal 1° gennaio 2001.

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