Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995
Per l'ONU si deve proporre una maggiore rappresentatività ed efficacia del Consiglio di sicurezza attraverso [...] una terza categoria di candidati
Dal 1993 l'Italia sosteneva all'ONU una propria proposta di allargamento del Consiglio di sicurezza: 8-10 nuovi seggi non permanenti, sui quali far ruotare più spesso (due anni ogni sei) 24-30 Paesi scelti dall'Assemblea generale, in ciascun gruppo regionale, tra quelli che contribuiscono di più agli obiettivi e alle attività delle Nazioni Unite. È la categoria intermedia indicata dal programma, con il criterio dell'effettivo contributo. Durante il mandato i governi hanno continuato a proporla e ad aggiornarla nel Gruppo di lavoro dell'Assemblea generale sulla riforma del Consiglio. Nel novembre 1998 l'Italia ha promosso con altri Paesi la risoluzione 53/30, approvata all'unanimità, secondo cui le decisioni sulla riforma richiedono la maggioranza dei due terzi degli Stati membri. La promessa era di proporre la riforma, non di ottenerla: il Consiglio non è stato riformato.
- Fonte: programma elettorale, Tesi n. 26 "La riforma dell'ONU"
- Prova: Ministero degli esteri, «L'Italia e le Nazioni Unite» (pagina del sito esteri.it archiviata l'11 febbraio 2001): descrive la proposta italiana presentata dal 1993 e più volte aggiornata (8-10 nuovi seggi non permanenti a rotazione più frequente per 24-30 Paesi scelti in base al contributo) e la risoluzione 53/30 del novembre 1998.
Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026