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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

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  • 79 in parte
  • 88 non mantenute
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59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

33 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

va escluso radicalmente il ricorso alle varie forme di condono che premiano l'illegalità

Nel mandato sono stati adottati provvedimenti di condono. Il decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, del governo Prodi I, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, contiene all'art. 4 «Disposizioni in materia di condono previdenziale»: chi non aveva versato, o aveva versato in ritardo, contributi dovuti fino a dicembre 1996 poteva regolarizzarsi entro il 31 maggio 1997 pagando una somma aggiuntiva al posto delle sanzioni civili e degli interessi, anche a rate. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 2, commi 37-59) ha inoltre modificato il condono edilizio del 1994, spostandone i termini e consentendo il riesame di domande respinte, e la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 49, comma 7) ha prorogato al 30 giugno 1998 un termine dello stesso condono. Non è stato aperto un nuovo condono fiscale o edilizio generale, ma l'esclusione «radicale» dei condoni promessa dal programma non è stata rispettata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

a mantenere la pressione fiscale invariata nel prossimo triennio rispetto ai livelli del 1995

Il programma prometteva di mantenere la pressione fiscale invariata rispetto al 1995 nel triennio 1996-1998. Secondo la serie Istat dei conti delle amministrazioni pubbliche la pressione fiscale è passata dal 41,5 per cento del PIL nel 1995 al 42,0 nel 1996, al 43,9 nel 1997 (anno del contributo straordinario per l'Europa) e al 42,7 nel 1998. Il livello del 1995 è stato superato in tutti e tre gli anni. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la soppressione: [...] dei contributi sanitari, della tassa sulla salute, dell'ILOR e dell'ICIAP (da assorbire in una imposta regionale)

Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I) ha istituito l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e, dal 1° gennaio 1998, ha abolito (art. 36) i contributi per il Servizio sanitario nazionale, l'ILOR e l'ICIAP. Tra i contributi aboliti c'era anche il contributo sanitario chiamato comunemente «tassa sulla salute». Le imposte soppresse sono state sostituite in gran parte dall'IRAP; per i contributi a carico di lavoratori dipendenti e pensionati la compensazione è passata dalla revisione dell'IRPEF. La soppressione delle voci indicate nelle Tesi, con il passaggio a un'imposta regionale, è stata attuata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la soppressione: [...] di numerose tasse di concessione governativa

Nel mandato sono state soppresse quattro tasse di concessione governativa. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 36) ha abolito quella per l'attribuzione del numero di partita IVA; la legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17, commi 8 e 21) quelle sull'abbonamento all'autoradio e, dal 1° gennaio 1998, sulle patenti di guida; la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 11, comma 1) quella sulle patenti nautiche. La tariffa allegata al d.P.R. 641/1972 è però rimasta in vigore per gran parte delle altre voci, come passaporti, porto d'armi, telefonia mobile e iscrizione agli albi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] delle imposte di bollo

Nel mandato l'imposta di bollo è stata ritoccata ma non riorganizzata. Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 (in vigore dal 1° aprile 1998) ne ha rivisto le sanzioni. L'art. 55 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (governo Amato II) ha affidato a decreti del ministro delle Finanze, da adottare entro novanta giorni, una nuova tariffa del bollo e delle tasse di concessione governativa, e ha introdotto alcune esenzioni puntuali; quei decreti non risultano adottati, e nel 2006 l'Agenzia delle entrate applicava ancora la tariffa approvata con decreto ministeriale 20 agosto 1992. L'impianto del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 è rimasto invariato.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] della imposta di successione

L'imposta di successione è stata riscritta dalla legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 69), del governo Amato II. La legge ha abrogato la tariffa allegata al testo unico (d.lgs. 346/1990) e l'ha sostituita con aliquote proporzionali sulla quota di ciascun erede: 4, 6 e 8 per cento secondo il grado di parentela. L'imposta si applica solo sulla parte della quota che supera 350 milioni di lire, o 1 miliardo per i discendenti minorenni e le persone con handicap grave. Anche l'imposta sulle donazioni è stata riordinata con aliquote del 3, 5 e 7 per cento. La legge ha inoltre abrogato altre norme del testo unico e modificato i criteri di determinazione dell'attivo ereditario. Le nuove regole si applicano alle successioni con dichiarazione in scadenza dopo il 31 dicembre 2000 e alle donazioni dal 1° gennaio 2001.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] della imposta di registro

La promessa era una radicale riorganizzazione dell'imposta di registro, dentro un programma di semplificazione del fisco. I governi valutati sono intervenuti soprattutto sulla gestione dell'imposta. Il d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 463 ha affidato dal 1999 al dipartimento del territorio la gestione degli atti immobiliari presso gli uffici del registro. Il d.lgs. 18 gennaio 2000, n. 9 ha introdotto la registrazione degli atti immobiliari con procedure telematiche, su un modello unico informatico e con autoliquidazione dei tributi, da attivare in modo progressivo con decreti ministeriali. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, c. 164) ha cambiato il calcolo del valore di rendite e pensioni ai fini del registro. La disciplina dell'imposta, contenuta nel testo unico del 1986, non è stata riordinata nel suo complesso.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] della imposta sul possesso di autoveicoli, natanti e aeromobili

La tassa di possesso degli autoveicoli è stata riorganizzata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17). Dal 1° gennaio 1998 i veicoli a motore sono tassati in base alla potenza effettiva anziché ai cavalli fiscali, con nuove tariffe uguali in tutte le Regioni; dal 1° gennaio 1999 riscossione, accertamento e contenzioso passano alle Regioni a statuto ordinario, e i tabaccai possono incassare la tassa. Dal 1998 cessa anche l'obbligo di esporre il contrassegno di pagamento. Per i natanti la tassa annuale di stazionamento sulle imbarcazioni da diporto era ancora dovuta nel 2003 con le regole precedenti, e non risultano interventi del governo sull'imposta sugli aeromobili.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

L'introduzione nella amministrazione di una unica e telematica "rete fiscale e contributiva"

Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (G.U. n. 174 del 28 luglio 1997) attua la delega della legge 662/1996, che chiedeva di modernizzare la gestione delle dichiarazioni «in modo da assicurare la gestione unitaria delle posizioni dei singoli contribuenti». Ha introdotto la dichiarazione unificata annuale e ha previsto che i contributi INPS e i premi INAIL siano determinati nella dichiarazione dei redditi. Ha disciplinato la presentazione delle dichiarazioni per via telematica, obbligatoria per i centri di assistenza fiscale dal 1998, e il versamento unitario di imposte e contributi dovuti a Stato, regioni ed enti previdenziali, con compensazione dei crediti. Una struttura di gestione ripartisce poi le somme tra gli enti. Il sistema unisce così per via telematica gestione fiscale e contributiva, come prometteva il programma.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

possibilità di pagare le imposte con qualunque mezzo di pagamento (assegni, carte di credito, bonifici bancari, ecc.)

La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 134, lettera e) ha delegato il governo a razionalizzare i versamenti delle imposte con «mezzi di pagamento diversificati, quali bonifici bancari, carte di credito e assegni». Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ha introdotto il versamento unificato con delega a banche convenzionate (art. 19), estendibile a Poste Italiane. All'art. 23 stabilisce che i contribuenti possono pagare anche con carte di debito, di credito e prepagate, con assegni bancari e circolari o con altri sistemi di pagamento. Le modalità operative sono rinviate a una convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

L'amministrazione deve inoltre creare nelle grandi città uffici a livello territoriale, per rispondere alle richieste dei contribuenti

La promessa chiedeva uffici territoriali nelle grandi città per rispondere ai contribuenti e offrire consulenza e assistenza tributaria. Gli uffici delle entrate, che riuniscono in un solo ufficio le competenze prima divise per imposta, erano previsti dal DPR 27 marzo 1992, n. 287, ma la loro attivazione è iniziata solo dalla metà del 1997. Secondo un documento della Commissione Finanze della Camera, il processo è stato poi accelerato e completato con le Agenzie fiscali, operative dal 1° gennaio 2001; l'Agenzia delle Entrate colloca la fine di questa fase nel 2002, con quasi 400 uffici al posto di oltre 1.000. I nuovi uffici dedicavano ampio spazio ad assistenza e informazione, ma alla fine del mandato la rete non era completa e non risulta un programma specifico per le grandi città.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

di riorganizzare l'amministrazione finanziaria secondo criteri aziendalistici, con operatori opportunamente selezionati e qualificati, pagati a prezzi di mercato

La promessa era riorganizzare l'amministrazione finanziaria con criteri aziendali, con personale selezionato, qualificato e pagato a prezzi di mercato. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 ha istituito le agenzie fiscali (entrate, dogane, territorio, demanio) con autonomia organizzativa e contabile e criteri di efficienza ed economicità. Le agenzie sono diventate operative il 1° gennaio 2001, con il decreto ministeriale 28 dicembre 2000, n. 1390. Il personale è regolato dal contratto collettivo e dalle norme sul lavoro privato, ma tra gli atti consultati non risulta una retribuzione a prezzi di mercato: la parte organizzativa è attuata, quella sul trattamento del personale no.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

l'introduzione di una norma generale antielusiva, alla stessa stregua di altri paesi europei

La promessa chiedeva una norma generale antielusiva, come in altri paesi europei. L'articolo 7 del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358 (G.U. n. 249 del 24 ottobre 1997) ha inserito nel d.P.R. 600/1973 l'articolo 37-bis. Esso rende inopponibili al fisco gli atti privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti e a ottenere risparmi di imposta altrimenti indebiti. La norma si applica però solo a un elenco di operazioni (trasformazioni, fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni di crediti e altre), quindi non copre tutti i comportamenti elusivi.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

L'autonomia tributaria regionale dovrà realizzarsi con forme di compartecipazioni ai grandi tributi erariali (IRPEF e/o IVA)

Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 (GU n. 62 del 15 marzo 2000), emanato dal governo D'Alema II, ha soppresso dal 2001 alcuni trasferimenti erariali alle Regioni a statuto ordinario, tra cui quelli per la spesa sanitaria (art. 1). Li ha sostituiti con una compartecipazione regionale all'IVA, pari al 25,7 per cento del gettito del penultimo anno (art. 2), con l'aumento dell'addizionale regionale all'IRPEF dallo 0,5 allo 0,9 per cento e dall'1 all'1,4 per cento, compensato da una riduzione di 0,4 punti delle aliquote IRPEF statali (art. 3), e con una quota più alta dell'accisa sulla benzina (art. 4). La promessa chiedeva compartecipazioni a IRPEF e/o IVA: è stata realizzata con l'IVA. Il decreto è in vigore dal 30 marzo 2000; la compartecipazione si applica dal 2001.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

prevede trasferimenti perequativi di tipo orizzontale tra Regioni, in cui quelle più ricche contribuiscono ad integrare le risorse di quelle meno dotate

Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 (Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2000) ha soppresso dal 2001 i trasferimenti erariali alle regioni a statuto ordinario e li ha sostituiti con una compartecipazione regionale all'IVA. Una parte di questo gettito confluisce in un Fondo perequativo nazionale per la «solidarietà interregionale»: le regioni con maggiore capacità fiscale concorrono al fondo e le quote spettanti a ciascuna regione dipendono dalla capacità fiscale, le cui distanze dalla media sono ridotte del 90%, e da fabbisogni sanitari, popolazione e dimensione. Il meccanismo però passa dallo Stato, che trattiene e redistribuisce il gettito, e non da trasferimenti diretti tra regioni: le analisi della SVIMEZ (2001) e di Strusi e Sabbadini (2005) lo descrivono come perequazione sostanzialmente verticale, con elementi orizzontali. La promessa è attuata in parte.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Ci si muoverà verso il superamento della Tosap e la sua trasformazione in un sistema di canoni e tariffe

La promessa era di muoversi verso il superamento della Tosap e la sua trasformazione in un sistema di canoni e tariffe da gestire in autonomia. L'art. 63 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (GU n. 298 del 23 dicembre 1997, in vigore dal 1° gennaio 1998) ha consentito a comuni e province di escludere con regolamento la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche e di sostituirla con un canone a carico del titolare della concessione, determinato in base a una tariffa fissata dall'ente. La norma è una facoltà degli enti, non un obbligo.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Per le Province dovrebbe bastare l'attribuzione delle imposta di trascrizione al PRA e sulle assicurazioni RC auto

Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I) ha attribuito alle Province i due tributi indicati dalla tesi. L'art. 56 ha consentito alle Province di istituire con regolamento un'imposta provinciale di trascrizione sulle formalità al Pubblico registro automobilistico, con gettito alla Provincia e tariffe maggiorabili fino al 20 per cento. L'art. 60 ha assegnato alle Province, dal 1° gennaio 1999, il gettito dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile auto.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una riduzione degli scaglioni da sette a non più di quattro, con l'innalzamento dell'aliquota iniziale e l'abbassamento di quelle più elevate

Fino al 1997 l'IRPEF aveva sette scaglioni, con aliquote dal 10 al 51 per cento. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 46), adottato in base alla delega della legge 662/1996, ha ridotto gli scaglioni a cinque dal 1998, con aliquote del 18,5, 26,5, 33,5, 39,5 e 45,5 per cento (circolare del Ministero delle finanze n. 3 del 9 gennaio 1998). L'aliquota iniziale è stata quindi alzata e quelle più elevate abbassate, come promesso, ma gli scaglioni sono scesi a cinque e non «a non più di quattro». Nel 2001 gli scaglioni erano ancora cinque: le leggi finanziarie successive hanno ridotto singole aliquote, non il loro numero.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

un aumento delle detrazioni di imposta sui redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo

Le detrazioni IRPEF per i redditi da lavoro sono state aumentate per entrambe le categorie. Nel 1997 la detrazione per il lavoro dipendente era di 784.634 lire, più un'ulteriore detrazione fino a 312.000 lire per i redditi più bassi, e quella per il lavoro autonomo e d'impresa di 213.570 lire. L'articolo 48 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ha riscritto l'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi dal periodo d'imposta 1998, portandole fino a 1.680.000 lire per il lavoro dipendente e a 700.000 lire per il lavoro autonomo e d'impresa; lo stesso decreto ha fissato al 18,5% l'aliquota del primo scaglione. La legge 488/1999, il decreto-legge 268/2000 e la legge 388/2000 hanno poi alzato gli importi massimi a 2.220.000 e 1.110.000 lire.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una revisione dell'ulteriore detrazione oggi esistente commisurandola al reddito complessivo del contribuente

Nel 1995 l'«ulteriore detrazione» Irpef (art. 13, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi) spettava ai lavoratori dipendenti con un reddito di lavoro dipendente fino a 14,5 milioni di lire, con importi decrescenti fino a 14.825.000 lire. Era quindi commisurata a una sola componente del reddito, come rilevava il programma. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 48) ha riscritto l'art. 13 dal 1998 e ha fuso l'ulteriore detrazione con quella base in un'unica detrazione per lavoro dipendente. La nuova detrazione è però graduata sull'ammontare dei soli redditi di lavoro dipendente, non sul reddito complessivo del contribuente. Le leggi finanziarie per il 2000 e il 2001 ne hanno aumentato gli importi senza cambiare la base di calcolo. Sono graduate sul reddito complessivo solo due detrazioni minori introdotte nel 1999 e nel 2000 (art. 13, commi 2-ter e 2-quater), riservate a chi possiede esclusivamente alcuni tipi di reddito. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano commisurato l'ulteriore detrazione, o la detrazione che l'ha sostituita, al reddito complessivo.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una revisione del sistema di detrazioni per carichi familiari al fine di aumentarne l'entità per il coniuge a carico, ma soprattutto [...] per i figli

Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (governo Prodi I), all'articolo 47, ha riscritto dal 1998 le detrazioni per carichi di famiglia: per ogni figlio e per ogni altro familiare a carico indicato dall'articolo 433 del codice civile, come i genitori conviventi, ha fissato 336.000 lire, contro le 94.437 lire per figlio e le 130.592 lire per altro familiare in vigore fino ad allora. La legge finanziaria 2000 (legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 6), approvata dal Parlamento il 18 dicembre 1999, ha portato lo stesso importo a 408.000 lire per il 2000, 516.000 per il 2001 e 552.000 dal 2002, con 240.000 lire in più per ogni figlio sotto i tre anni. La finanziaria 2001 (legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 2) lo ha aumentato ancora per i redditi fino a 100 milioni di lire: 552.000 lire per il 2001 e 588.000 dal 2002, e 616.000 e 652.000 per i figli successivi al primo. Per il coniuge a carico, il decreto del Presidente del Consiglio 26 luglio 1996 ha portato dal 1996 la detrazione da 817.552 lire a un importo che scende con il reddito, da 1.057.552 lire fino a 30 milioni a 817.552 oltre i 100 milioni. Gli aumenti hanno riguardato il coniuge e, in misura molto maggiore, i figli e gli altri familiari a carico, come chiedeva il programma.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la nostra proposta concentra l'imposizione in capo agli intermediari

Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I, in attuazione della delega della legge 662/1996) ha riordinato la tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria. Ha introdotto i regimi del risparmio amministrato e del risparmio gestito (artt. 6 e 7), nei quali l'imposta sostitutiva è applicata e versata da banche, società di intermediazione e gestori, senza che il contribuente debba dichiarare quei redditi. I due regimi sono a scelta del contribuente, in alternativa alla dichiarazione. Il decreto è entrato in vigore il 1° luglio 1998.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la tassazione delle attività finanziarie sia estesa non solo agli interessi, ma anche al risultato netto delle gestioni finanziarie

Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I), in vigore dal 1° luglio 1998, ha esteso la tassazione dei redditi finanziari oltre gli interessi. Ha introdotto un regime opzionale per le gestioni patrimoniali, con imposta sostitutiva del 12,5% sul risultato maturato nell'anno, cioè sulla differenza tra il valore del patrimonio a fine e a inizio anno al netto di oneri e commissioni (art. 7). Il decreto ha riscritto anche la tassazione delle plusvalenze e dei redditi da strumenti derivati (art. 3).

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Le aliquote vanno tendenzialmente uniformate

Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I, in vigore dal 1° luglio 1998) ha riordinato la tassazione dei redditi finanziari, introducendo un'imposta sostitutiva sulle plusvalenze del 12,5%, elevata al 27% per le partecipazioni qualificate (art. 5). Le aliquote non sono state però uniformate: dopo la riforma gli interessi su conti correnti e depositi bancari restavano soggetti a una ritenuta del 27%, quelli sulle obbligazioni con scadenza di almeno diciotto mesi al 12,5%. Nel mandato non è stata adottata un'aliquota unica; l'avvicinamento ha riguardato soprattutto le plusvalenze.

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