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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

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Le schede

Promessa per promessa

29 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

modificando in profondità il bilancio dello Stato, introducendo strumenti moderni di pianificazione finanziaria e indicatori di efficienza

La promessa era di modificare in profondità il bilancio dello Stato, con strumenti moderni di pianificazione finanziaria e indicatori di efficienza. La legge 3 aprile 1997, n. 94 (GU n. 81 dell'8 aprile 1997) ha riformato l'art. 2 della legge 468/1978: il bilancio è articolato in unità previsionali di base, ciascuna affidata a un unico centro di responsabilità amministrativa, e ogni stato di previsione è accompagnato da una nota preliminare che indica gli obiettivi e gli indicatori di efficacia ed efficienza con cui valutare i risultati. Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 (GU n. 195 del 22 agosto 1997) ha applicato la nuova struttura dal bilancio del 1998, con le unità previsionali di base come oggetto dell'approvazione parlamentare, e ha introdotto la contabilità analitica per centri di costo. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 (GU n. 193 del 18 agosto 1999) ha poi previsto nelle amministrazioni il controllo di gestione, che verifica efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

si privatizzino in larga parte gli strumenti finanziari ed assicurativi, pur lasciando una responsabilità primaria all'intervento pubblico

La promessa era privatizzare in larga parte gli strumenti finanziari e assicurativi per l'export (il programma cita SACE e SIMEST), lasciando all'intervento pubblico la responsabilità primaria. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143 ha riordinato la SACE come Istituto per i servizi assicurativi del commercio estero, con personalità giuridica di diritto pubblico, sotto la vigilanza del Ministero del tesoro. La SIMEST, società per azioni partecipata dallo Stato e istituita dalla legge 24 aprile 1990, n. 100, ha ricevuto dallo stesso decreto la gestione di altri interventi pubblici di sostegno all'export; la partecipazione dello Stato è stata ceduta solo nel 2012, alla Cassa depositi e prestiti. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano privatizzato questi strumenti; la trasformazione della SACE in società per azioni è del 2003.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Si deve portare a termine nei prossimi due anni il risanamento della finanza pubblica

La promessa era di portare a termine in due anni il risanamento della finanza pubblica; il programma indicava come traguardo l'indebitamento netto sotto il limite di Maastricht del 3% del PIL, con l'esame europeo del 1998 basato sui conti del 1997. Secondo la serie dell'Istat sui conti delle amministrazioni pubbliche, l'indebitamento netto è sceso dal 7,0% del PIL nel 1996 al 2,7% nel 1997, ed è rimasto sotto il 3% negli anni seguenti (2,7% nel 1998, 1,9% nel 1999). Il 3 maggio 1998 il Consiglio europeo ha stabilito che l'Italia rispettava i criteri per entrare nella moneta unica. Il debito pubblico restava molto sopra il 60% del PIL: 121,6% nel 1997, in calo dal 124,0% del 1996, secondo il rapporto sulla convergenza dell'Istituto monetario europeo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

occorre anzitutto un intervento aggiuntivo per il 1996

Un mese dopo l'insediamento, il governo Prodi I ha adottato il decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323, «Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica», convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1996, n. 425. Il decreto interveniva sul 1996 con misure di spesa (per esempio sulla spesa farmaceutica, con una riclassificazione dei farmaci per risparmiare 200 miliardi di lire nel 1996) e di entrata. È la manovra correttiva aggiuntiva per l'anno in corso chiesta dalla tesi. Coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul contenimento del fabbisogno.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

ad assicurare una riduzione della quota della spesa pubblica sul prodotto interno lordo di due-tre punti percentuali

Secondo l'Istat la spesa totale delle amministrazioni pubbliche è scesa dal 52,5% del PIL nel 1995 al 50,1% nel 1997, al 48,7% nel 1998 e al 47,9% nel 1999: oltre quattro punti e mezzo in meno, più dei due-tre indicati. Il 45,9% del 2000 è abbassato dagli incassi una tantum delle licenze UMTS (13.815 milioni di euro), registrati in riduzione della spesa in conto capitale; nel 2001 la spesa è risalita al 47,8%. Il calo viene dalla minore spesa per interessi sul debito: al netto degli interessi la spesa è rimasta intorno al 41% del PIL dal 1995 al 1999. Il traguardo sul totale della spesa è stato raggiunto, in coerenza con la scheda corrispondente di «Il conto» sul discorso di fiducia del governo Prodi I, ma senza una riduzione della spesa per funzioni pubbliche in rapporto al PIL.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Una riscrittura dell'art. 81 della Costituzione, per stabilire anzitutto il principio che l'indebitamento possa essere utilizzato solo a copertura dei programmi di investimento

Nei mandati dei governi valutati (1996-2001) l'art. 81 della Costituzione non è stato riscritto. Il nuovo art. 81 è arrivato con la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 (GU n. 95 del 23 aprile 2012), undici anni dopo, e con una formula diversa da quella promessa: impone l'equilibrio tra entrate e spese e ammette l'indebitamento solo per considerare gli effetti del ciclo economico o, con l'autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta, al verificarsi di eventi eccezionali. Non risultano atti dei governi valutati che propongano la revisione dell'art. 81 nel senso indicato dal programma.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Una riorganizzazione dei contenuti del bilancio e della legge finanziaria in un unico strumento normativo, con limiti assai stretti di emendabilità

La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato la struttura del bilancio dello Stato, con le unità previsionali di base e il rinvio al documento di programmazione economico-finanziaria. La legge finanziaria è però rimasta uno strumento distinto dal bilancio e non risultano limiti di emendabilità analoghi a quelli promessi. L'unificazione dei due strumenti in un solo provvedimento è arrivata con la legge 4 agosto 2016, n. 163, molto dopo i governi valutati.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

La votazione del bilancio sulla base di un'aggregazione che individui i centri di responsabilità politica e amministrativa

La legge 3 aprile 1997, n. 94 (governo Prodi I) ha riformato il bilancio dello Stato: il Parlamento vota le previsioni di entrata e di spesa per unità previsionali di base, determinate per aree omogenee di attività, e a ciascuna unità corrisponde un unico centro di responsabilità amministrativa che ne cura la gestione (art. 1, comma 2). Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 ha individuato le unità e ha reso il titolare di ciascun centro responsabile della gestione e dei risultati (art. 3). Il voto del bilancio è così organizzato sui centri di responsabilità, come promesso.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rafforzare l'esperienza della Società per l'imprenditoria giovanile

Il programma chiedeva di «rafforzare l'esperienza» della Società per l'imprenditoria giovanile, senza obiettivi, risorse o risultati misurabili. Il decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1 (governo D'Alema I) ha istituito Sviluppo Italia e le ha conferito le partecipazioni di diverse società pubbliche, tra cui IG-Società per l'imprenditoria giovanile, che è stata così assorbita in un'agenzia più ampia. Il decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185 (GU n. 156 del 6 luglio 2000) ha poi riordinato gli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, tra cui quelli per le imprese a conduzione o a prevalente partecipazione giovanile nelle aree svantaggiate. Gli atti mostrano che l'attività è proseguita in una nuova struttura, ma non permettono di dire se sia stata «rafforzata»: la promessa non indica un parametro su cui misurarlo. L'istituzione di Sviluppo Italia è valutata nella scheda corrispondente di «Il conto».

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

nuove regole per il governo degli organi societari, per il voto in assemblea, per la trasparenza dell'informazione a tutti gli azionisti

Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (testo unico della finanza, governo Prodi I), in vigore dal 1° luglio 1998, ha dettato nuove regole per le società quotate: obblighi di informazione al pubblico (art. 114), comunicazione delle partecipazioni rilevanti e pubblicità dei patti parasociali (artt. 120 e 122), voto per corrispondenza e disciplina delle deleghe di voto in assemblea (artt. 127 e 136 e seguenti), un sindaco eletto dalla minoranza (art. 148). Le regole riguardano le società con azioni quotate, cioè il mercato dei capitali di cui parla la promessa; la riforma generale del diritto societario è arrivata solo nel 2003.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una revisione delle regole per il trasferimento di pacchetti di controllo delle società quotate

Il Testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, governo Prodi I, in vigore dal 1 luglio 1998) ha riscritto la disciplina dei passaggi di controllo delle società quotate. L'art. 106 impone l'offerta pubblica di acquisto totalitaria a chi, acquistando azioni a titolo oneroso, supera la soglia del 30% del capitale con diritto di voto, a un prezzo non inferiore alla media tra il prezzo medio ponderato degli ultimi dodici mesi e il prezzo massimo pagato dall'offerente.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una chiara definizione dei doveri di responsabilità degli amministratori e sull'effettiva possibilità di accesso degli azionisti al giudizio dei tribunali

Il testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in vigore dal 1° luglio 1998) ha dato agli azionisti di minoranza delle società quotate due strumenti per rivolgersi ai tribunali: la denuncia al tribunale per gravi irregolarità di amministratori e sindaci, con almeno il 5% del capitale (art. 128), e l'azione sociale di responsabilità contro amministratori, sindaci e direttori generali, esercitabile da soci iscritti da almeno sei mesi che rappresentino almeno il 5% del capitale o la minor quota fissata dall'atto costitutivo (art. 129). Non risultano invece atti adottati nel mandato che abbiano ridefinito in modo organico i doveri degli amministratori: il disegno di legge delega sulla riforma del diritto societario, presentato dal governo alla Camera il 20 giugno 2000, non è stato approvato entro la fine della legislatura.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

assegnandole tutte le competenze antitrust (quelle sui media e il credito [...]) ed estendendo la sua sfera di azione anche ai settori soggetti a regolazione

La legge 31 luglio 1997, n. 249 (governo Prodi I) ha abrogato la norma che affidava al Garante per la radiodiffusione e l'editoria l'applicazione delle regole antitrust nei settori della radiodiffusione e dell'editoria: da allora le applica l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con il parere obbligatorio della nuova Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha assorbito le altre funzioni del Garante e vigila sulle posizioni dominanti nel settore. Nel credito, invece, la tutela della concorrenza è rimasta alla Banca d'Italia: è passata all'Autorità garante solo con la legge 28 dicembre 2005, n. 262, dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' pertanto necessario introdurre una previsione analoga per quanto riguarda il mercato italiano

La legge 10 ottobre 1990, n. 287 consente all'Autorità garante della concorrenza e del mercato di segnalare al Parlamento e al Governo le norme che distorcono la concorrenza (art. 21) e di esprimere pareri (art. 22), ma non prevede un controllo sugli aiuti pubblici alle imprese. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano introdotto una disciplina nazionale analoga a quella europea per limitare gli aiuti che distorcono la concorrenza. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (governo Prodi I) ha fissato i principi per le procedure di concessione e il monitoraggio degli incentivi alle imprese, senza un controllo dei loro effetti sul mercato.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

costituzione di un'Agenzia delle innovazioni

Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato che abbiano istituito un'Agenzia delle innovazioni per le piccole imprese, con una struttura centrale ridotta e punti di assistenza tecnica decentrati. Il d.lgs. 9 gennaio 1999, n. 1 ha creato Sviluppo Italia S.p.A., società per la promozione di attività produttive e nuova imprenditorialità, tra i cui scopi figura lo sviluppo della domanda di innovazione. Si tratta però di una società di sviluppo generale, con particolare riferimento al Mezzogiorno, non dell'agenzia descritta dalla promessa.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

disposizioni a favore della concorrenza nella realizzazione e nell'esercizio di reti TLC e TV-cavo

La promessa chiedeva norme a favore della concorrenza nelle reti di telecomunicazione e nella TV via cavo. La legge 31 luglio 1997, n. 249 (art. 4) ha subordinato a una licenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'installazione non in esclusiva delle reti via cavo e l'esercizio delle reti di telecomunicazione. Il DPR 19 settembre 1997, n. 318 ha abolito i diritti esclusivi, comprese le restrizioni alla capacità di trasmissione delle reti TV via cavo, e ha previsto l'interconnessione tra le reti pubbliche, comprese quelle via cavo. La telefonia vocale è rimasta in esclusiva fino al 1° gennaio 1998.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va infine definita un'unica Autorità di settore per TV e telefonia

La legge 31 luglio 1997, n. 249 (GU n. 177 del 31 luglio 1997) ha istituito l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (art. 1, comma 1), un'unica autorità per telecomunicazioni e radiotelevisione. L'art. 1, comma 3, la articola in due commissioni: una per le infrastrutture e le reti e una per i servizi e i prodotti, oltre al consiglio. È la stessa struttura indicata dalla promessa, cioè una sola Autorità con un'unità per le infrastrutture e una per i contenuti. La legge è in vigore dal 1° agosto 1997, durante il governo Prodi I.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

attraverso la definizione di criteri più selettivi per il loro riconoscimento, innalzando i limiti quantitativi e qualitativi per la concentrazione dell'offerta

Durante i governi valutati il Parlamento ha approvato la legge 5 marzo 2001, n. 57, che all'articolo 7 ha delegato il governo a modernizzare il settore agricolo, indicando tra i fini quello di favorire la concentrazione dell'offerta, senza fissare criteri per il riconoscimento delle associazioni di produttori. Il decreto legislativo emanato in base a questa delega (18 maggio 2001, n. 228), che fissa requisiti nazionali per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, come l'obbligo per i soci di far vendere all'organizzazione almeno il 75% del prodotto e soglie minime di produttori e di volume commercializzato, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 2001, dopo la fine del governo Amato II (11 giugno 2001). Non risultano altri atti del governo che abbiano reso più selettivi i criteri di riconoscimento entro quella data.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

un'agenzia, a capitale misto pubblico-privato, rivolta a sostenere i prodotti delle piccole e medie imprese

La promessa era di creare, sull'esempio di Francia e Germania, un'agenzia a capitale misto pubblico-privato per sostenere all'estero i prodotti agroalimentari delle piccole e medie imprese. Non risultano atti del governo, tra il 1996 e il 2001, che l'abbiano istituita. L'atto più vicino è l'art. 59, comma 4-bis, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, aggiunto dall'art. 123 della legge 23 dicembre 2000, n. 388: istituisce presso il Ministero delle politiche agricole e forestali un comitato per la valorizzazione e la tutela del patrimonio alimentare italiano, costituito con decreto ministeriale del 28 marzo 2001. È un organismo ministeriale con compiti di censimento e tutela, non un'agenzia con capitale privato che offra servizi commerciali alle imprese.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Governare con gli incentivi [...] favorendo, in particolare: - l'adeguamento dimensionale, la riconversione aziendale e la mobilità sul territorio delle imprese commerciali

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, di riforma del commercio, ha previsto un indennizzo per i titolari di piccoli esercizi che cessano l'attività, per favorirne la ricollocazione professionale (art. 25, commi 7-9: 20 miliardi di lire per il 1998 e 40 per ciascuno degli anni 1999 e 2000), finanziamenti alle società dei consorzi di garanzia fidi, anche per favorirne le fusioni (art. 24, fino a 80 miliardi nel 1998), e centri di assistenza tecnica per l'ammodernamento della rete distributiva (art. 23). La legge 7 agosto 1997, n. 266 (art. 16) aveva istituito un fondo per cofinanziare interventi regionali nel commercio e nel turismo e aumentato il fondo per il credito agevolato al commercio. Sono stati quindi introdotti incentivi alla riconversione e all'ammodernamento. Il decreto favorisce anche le concentrazioni di esercizi, ma con regole sulle autorizzazioni e non con incentivi, e non risultano incentivi dedicati alla mobilità sul territorio delle imprese commerciali.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Modificare la politica di concessione delle licenze per grandi superfici, che devono procedere sulla base della presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1998, in vigore dal 9 maggio 1998) ha cambiato il regime delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento richiedono un'autorizzazione del comune, decisa da una conferenza di servizi con rappresentanti di regione, provincia e comune, con il parere favorevole necessario del rappresentante della regione. La decisione si basa sulla conformità ai criteri di programmazione regionali, che comprendono la compatibilità dell'impatto territoriale e ambientale (mobilità, traffico, inquinamento), i criteri urbanistici e la salvaguardia della rete distributiva esistente. La domanda dell'impresa, però, indica solo i requisiti, i settori merceologici, l'ubicazione e la superficie di vendita: la legge non richiede la presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico.

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Programma 1996 · valutata sul governo Prodi I · 6 dicembre 1995

Semplificare l'esercizio dell'attività commerciale riducendo drasticamente il numero di interlocutori [...] introducendo regolamenti orientati all'utente e procedure di silenzio-assenso

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (GU n. 95 del 24 aprile 1998, S.O. n. 80), la riforma del commercio, ha semplificato l'avvio delle attività. Nel testo originario l'apertura di un esercizio di vicinato era soggetta a sola comunicazione al comune, con avvio decorsi trenta giorni. Per le medie strutture di vendita l'art. 8, comma 4, prevede che il comune decida entro un termine non superiore a novanta giorni e che, se non comunica il diniego, la domanda si consideri accolta. L'interlocutore è il comune e vale il silenzio-assenso, come promesso. Le regole sono state poi cambiate dal decreto legislativo 59/2010.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una riforma della legislazione turistica che delegiferi tutti gli aspetti programmatici e si limiti a fissare alcune essenziali regole

La legge 29 marzo 2001, n. 135, «Riforma della legislazione nazionale del turismo» (GU n. 92 del 20 aprile 2001), approvata durante il governo Amato II, fissa i principi fondamentali della politica del turismo e le competenze di Stato e Regioni, e disciplina strumenti di programmazione, sistemi turistici locali, tutela del turista e semplificazioni per le imprese. L'articolo 2, comma 4 affida a un decreto del Presidente del Consiglio, d'intesa con le Regioni, i principi e gli obiettivi per lo sviluppo del sistema turistico, con terminologie e standard minimi comuni; l'articolo 11, comma 6 abroga la vecchia legge quadro (legge 17 maggio 1983, n. 217) dall'entrata in vigore di quel decreto. Il decreto è stato adottato il 13 settembre 2002, dopo la fine del mandato, ma la riforma legislativa promessa è stata approvata nel mandato.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

occorre quindi un insieme di nuove norme, confluenti in un apposito "statuto" per l'imprenditore artigiano

Non risulta che il governo abbia proposto o approvato uno statuto dell'impresa artigiana al posto della legge quadro 8 agosto 1985, n. 443. Sono state approvate solo modifiche puntuali alla legge del 1985: la legge 20 maggio 1997, n. 133 (artigiane le s.r.l. con socio unico e le società in accomandita semplice) e l'art. 13 della legge 5 marzo 2001, n. 57 (s.r.l. artigiane). Non è stata fatta la riforma organica promessa.

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