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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

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  • 79 in parte
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Le schede

Promessa per promessa

11 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Istituire "unità territoriali di pubblica sicurezza"

La legge 26 marzo 2001, n. 128 (Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2001, governo Amato II), all'art. 17, prevede direttive annuali del ministro dell'Interno per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 279 (governo D'Alema I) ha aperto ai sindaci il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il coordinamento è stato quindi previsto, ma non sono state istituite «unità territoriali di pubblica sicurezza» come strutture stabili.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

dando ai cittadini un riferimento sicuro come il poliziotto di quartiere, o la volante o la stazione mobile di quartiere

La legge 26 marzo 2001, n. 128 (art. 17), in vigore dal 4 maggio 2001, prevede che il ministro dell'Interno impartisca direttive annuali per piani coordinati di controllo del territorio, in ogni provincia e nei maggiori centri urbani, affidati a Polizia di Stato, Carabinieri e, per i suoi compiti, Guardia di finanza, con contingenti della polizia municipale su richiesta al sindaco o in base a intese con lui; i piani prevedono anche presidi mobili di quartiere nelle grandi città. Questo corrisponde in parte alla promessa: una presenza di quartiere coordinata e la stazione mobile. La legge è entrata in vigore poco più di un mese prima della fine del governo Amato II e non risulta documentata l'istituzione dei presidi entro quella data. Il testo non istituisce la figura del poliziotto di quartiere: il programma «Poliziotto di quartiere» è partito il 18 dicembre 2002, con il governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Vanno unificati 112 e 113

La promessa era unificare i numeri di emergenza 112 e 113. Nel periodo non risultano atti del governo che li abbiano unificati. Il numero unico di emergenza 112 è arrivato in Italia solo molti anni dopo, in modo graduale e Regione per Regione, e anche oggi il 113 della Polizia di Stato resta attivo accanto al 112.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la fissazione [...] di parametri finanziari e di una programmazione pluriennale della spesa relativa alle trasformazioni da operare

La legge 14 novembre 2000, n. 331 (Gazzetta Ufficiale n. 269 del 17 novembre 2000) ha delegato il governo a trasformare gradualmente le Forze armate in professionali, con riduzione dell'organico a 190.000 unità secondo un andamento coerente con gli oneri indicati nella tabella A allegata. L'onere è fissato per legge: 43, 362 e 618 miliardi di lire per il 2000, 2001 e 2002, poi, dal 2003, nel limite massimo annuale della tabella A, con onere a regime di 1.096 miliardi di lire dal 2020. Se dal 2003 al 2020 la crescita degli oneri supera quella del PIL prevista nel documento di programmazione economico-finanziaria, interviene la legge finanziaria. La legge ha quindi fissato parametri finanziari e una programmazione pluriennale della spesa per la trasformazione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

disciplinare la materia dei permessi di soggiorno in modo da consentire la convertibilità

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Turco-Napolitano) e il testo unico che ne è seguito, il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (governo Prodi I), hanno disciplinato i permessi di soggiorno prevedendone la conversione. L'art. 6, comma 1, dispone che il permesso per studio o formazione possa essere convertito, prima della scadenza, in permesso per motivi di lavoro, nei limiti delle quote di ingresso. Il testo è in vigore dal 2 settembre 1998.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

introdurre una disciplina delle espulsioni che superi le attuali insufficienze e garantisca il controllo giurisdizionale

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (GU n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico dell'immigrazione, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (GU n. 191 del 18 agosto 1998), ha dettato una nuova disciplina dell'espulsione amministrativa. Nel testo originario dell'art. 13 l'espulsione è disposta con decreto motivato dal prefetto o, per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, dal ministro dell'interno. Contro il decreto del prefetto è ammesso ricorso al pretore, che decide entro dieci giorni; contro quello del ministro, al TAR del Lazio. Quando l'espulsione non può essere eseguita subito, il trattenimento nei centri di permanenza temporanea disposto dal questore va convalidato dal pretore entro 48 ore (art. 14). La promessa di una disciplina con controllo giurisdizionale è stata quindi attuata dal governo Prodi I.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rifinanziare la legge sulla immigrazione

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ha riscritto la disciplina dell'immigrazione e ha abrogato gran parte della precedente legge 28 febbraio 1990, n. 39. L'articolo 43 della legge 40, ripreso dall'articolo 45 del testo unico, istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Fondo nazionale per le politiche migratorie. Il fondo è dotato di 12.500 milioni di lire per il 1997, di 58.000 per il 1998 e di 68.000 per il 1999, oltre al gettito di un contributo previsto dalla legge 943/1986. Il governo non ha quindi rifinanziato la vecchia legge, ma l'ha sostituita con una nuova disciplina dotata di risorse proprie.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sul governo Prodi I · 6 dicembre 1995

prevedere meccanismi che favoriscano per talune attività l'incontro diretto tra domanda e offerta e liste di prenotazione nei paesi di provenienza

Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in vigore dal 2 settembre 1998), che ha raccolto le norme della legge 6 marzo 1998, n. 40, prevedeva nel testo originario all'art. 21 strumenti per far incontrare domanda e offerta di lavoro prima dell'ingresso. Il comma 5 consentiva alle intese bilaterali di prevedere che i lavoratori stranieri si iscrivessero in apposite liste nei paesi di provenienza, indicando qualifiche e mansioni. Il comma 7 affidava al regolamento l'istituzione di un'anagrafe annuale informatizzata delle offerte e delle richieste di lavoro subordinato dei lavoratori stranieri. L'art. 22 permetteva al datore di lavoro che non conosceva direttamente il lavoratore di chiedere l'autorizzazione per persone iscritte in quelle liste. La disciplina è entrata in vigore durante il governo Prodi I.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

controllare le frontiere e realizzare alle frontiere i centri di orientamento

Il governo ha potenziato il controllo delle frontiere e ha previsto per legge servizi di orientamento ai valichi, ma non è documentato che siano stati realizzati nel mandato. La legge 6 marzo 1998, n. 40 (governo Prodi I), poi confluita nel testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, art. 11), ha previsto un piano di potenziamento dei controlli e il coordinamento dei controlli di frontiera da parte dei prefetti. Il decreto legislativo 19 ottobre 1998, n. 380 ha aggiunto all'articolo 11 la collaborazione con i Paesi interessati e i servizi di accoglienza presso i valichi di frontiera, per fornire informazioni e assistenza a chi voglia chiedere asilo o entrare in Italia per più di tre mesi. Il regolamento di attuazione (decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, art. 24) li prevede ai valichi con il maggior numero di domande di asilo o di ingressi, nei limiti delle risorse disponibili. Le fonti consultate non mostrano quando e dove i servizi siano stati effettivamente attivati.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

dare piena attuazione al dettato costituzionale relativo all'istituto dell'asilo umanitario per l'accoglimento dei profughi

Il governo Prodi I presentò al Senato il 13 maggio 1997 il disegno di legge «Norme in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo», per attuare l'art. 10, terzo comma, della Costituzione. Il Senato lo approvò il 5 novembre 1998, la Camera lo modificò il 7 marzo 2001 e il nuovo esame al Senato non si concluse prima della fine della legislatura: la legge non fu approvata. Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) prevede solo misure di protezione temporanea per eventi eccezionali (art. 20) e riconosce i seri motivi umanitari ai fini del soggiorno (art. 5), senza disciplinare il diritto di asilo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rivedere l'attuale legislazione sulla cittadinanza

Non risultano atti dei governi valutati che abbiano rivisto la legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio 1992, n. 91) nelle regole per gli stranieri. Nel periodo la legge è stata toccata solo in punti circoscritti: la legge 23 dicembre 1996, n. 662 ha prorogato al 31 dicembre 1997 il termine per il riacquisto della cittadinanza, e la legge 14 dicembre 2000, n. 379 l'ha riconosciuta agli emigrati dai territori dell'ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti. L'unico disegno di legge del governo in materia (Senato n. 843 del 1996) riguardava i requisiti per la cittadinanza del coniuge straniero e non è mai stato esaminato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026