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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

  • 82 mantenute
  • 79 in parte
  • 88 non mantenute
  • 0 in corso
  • 1 non valutabile
Leggi le 391 promesse troppo generiche per essere verificate

59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

250 schede

non mantenutasicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

dare piena attuazione al dettato costituzionale relativo all'istituto dell'asilo umanitario per l'accoglimento dei profughi

Il governo Prodi I presentò al Senato il 13 maggio 1997 il disegno di legge «Norme in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo», per attuare l'art. 10, terzo comma, della Costituzione. Il Senato lo approvò il 5 novembre 1998, la Camera lo modificò il 7 marzo 2001 e il nuovo esame al Senato non si concluse prima della fine della legislatura: la legge non fu approvata. Il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) prevede solo misure di protezione temporanea per eventi eccezionali (art. 20) e riconosce i seri motivi umanitari ai fini del soggiorno (art. 5), senza disciplinare il diritto di asilo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rivedere l'attuale legislazione sulla cittadinanza

Non risultano atti dei governi valutati che abbiano rivisto la legge sulla cittadinanza (legge 5 febbraio 1992, n. 91) nelle regole per gli stranieri. Nel periodo la legge è stata toccata solo in punti circoscritti: la legge 23 dicembre 1996, n. 662 ha prorogato al 31 dicembre 1997 il termine per il riacquisto della cittadinanza, e la legge 14 dicembre 2000, n. 379 l'ha riconosciuta agli emigrati dai territori dell'ex Impero austro-ungarico e ai loro discendenti. L'unico disegno di legge del governo in materia (Senato n. 843 del 1996) riguardava i requisiti per la cittadinanza del coniuge straniero e non è mai stato esaminato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutasanità

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

opportuno intervenire sul quadro legislativo, con linee guida sull'uso dei farmaci sostitutivi, con criteri per [...] valutazione dei progetti di riduzione del danno

La legge 18 febbraio 1999, n. 45 (governo D'Alema I) ha modificato il testo unico sulle tossicodipendenze: ha incluso i progetti di riduzione del danno tra quelli finanziabili dal Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga, ha chiesto strumenti di verifica dell'efficacia, in particolare per i progetti che usano farmaci sostitutivi, e ha affidato al Ministro della sanità, d'intesa con il Ministro per la solidarietà sociale, l'elaborazione di linee guida per la verifica di questi progetti. Nel novembre 2000, in occasione della III Conferenza nazionale sulle droghe, il Ministero della sanità ha pubblicato le «Linee guida sulla riduzione del danno», con capitoli sui farmaci sostitutivi e sulla valutazione dei risultati degli interventi. Il quadro legislativo è stato quindi modificato e le linee guida sono state pubblicate durante il mandato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutalavoro

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rivedendo quindi i meccanismi di collocamento, per trovare una corretta corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro

La legge 12 marzo 1999, n. 68 (governo D'Alema I, Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 1999) ha riformato il collocamento dei disabili, sostituendo la vecchia disciplina. L'art. 2 introduce il «collocamento mirato», che serve a valutare le capacità lavorative delle persone con disabilità e a inserirle «nel posto adatto», con analisi dei posti di lavoro e forme di sostegno. Così il collocamento è legato alle capacità di ciascuno, come chiedeva la tesi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

proponiamo una legge quadro di riforma socio-assistenziale

La legge 8 novembre 2000, n. 328, «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali» (Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000, in vigore dal 28 novembre 2000, governo Amato II), è la legge quadro di riforma dell'assistenza sociale promessa dal programma, nel rispetto delle competenze di regioni ed enti locali (art. 1). Il testo è partito dal disegno di legge C. 4931, presentato alla Camera il 28 maggio 1998, ed è stato approvato definitivamente il 18 ottobre 2000. La scheda corrispondente di «Il conto» per il solo governo Prodi I è «non mantenuta» perché la legge è stata approvata dopo la fine di quel governo; qui il programma è valutato su tutti i governi della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutawelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

introdurre nel codice civile la possibilità di dar vita a forme organizzative imprenditoriali che escludano la distribuzione di utili

Il codice civile non è stato modificato per introdurre forme organizzative imprenditoriali senza distribuzione di utili. Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato in questo senso. Il governo Prodi I ha invece disciplinato in sede fiscale le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) con il d.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, che richiede nello statuto il divieto di distribuire utili (art. 10). Quel decreto agisce sul regime tributario di enti già esistenti (associazioni, fondazioni, cooperative) e non crea una nuova forma giuridica nel codice civile.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

prevedere un regime fiscale specifico per le imprese non-profit lungo le linee del disegno di legge predisposto dal Ministero delle Finanze

La promessa era un regime fiscale specifico per le imprese non profit. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, emanato con la delega della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, c. 186-189), ha riordinato la disciplina tributaria degli enti non commerciali e ha creato le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), con un regime fiscale agevolato. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 1998.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutafisco

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

prevedere la detraibilità a fini fiscali delle spese sostenute dai consumatori privati

Non risultano atti del governo che abbiano reso detraibili le spese sostenute dai consumatori privati per i servizi del non profit. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 ha introdotto una detrazione d'imposta, ma per le erogazioni liberali in denaro alle ONLUS (fino a 4 milioni di lire) e per i contributi alle società di mutuo soccorso, cioè per donazioni e non per l'acquisto di servizi. Il programma proponeva invece di sostenere la domanda delle famiglie che comprano servizi dal terzo settore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va incentivata la costituzione di fondi e di strutture creditizie finalizzati, esclusivamente o prevalentemente, al finanziamento delle organizzazioni non-profit

Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (G.U. n. 1 del 2 gennaio 1998), art. 29, ha creato i «titoli di solidarietà». Gli enti emittenti deducono dal reddito d'impresa la differenza tra il tasso praticato e un tasso di riferimento, purché i fondi raccolti, in gestione separata, siano destinati a finanziare le ONLUS. Il regolamento di attuazione è il decreto del Ministro del tesoro 8 giugno 1999, n. 328 (G.U. n. 224 del 23 settembre 1999). La legge 7 dicembre 2000, n. 383 (art. 24) ha inoltre esteso le provvidenze creditizie e fideiussorie previste per le cooperative alle associazioni di promozione sociale e alle organizzazioni di volontariato che abbiano ottenuto l'approvazione di progetti nell'ambito delle convenzioni previste dalla stessa legge.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteesteri

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Occorre rivedere la normativa relativa alle organizzazioni non governative di volontariato internazionale

La legge 26 febbraio 1987, n. 49 disciplina il riconoscimento di idoneità delle organizzazioni non governative, i volontari e i cooperanti (artt. 28-33). Questi articoli non sono stati modificati tra il 1996 e il 2001, e la legge è stata abrogata solo dalla legge 11 agosto 2014, n. 125. Il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, che ha riordinato il regime fiscale del non profit, ha però considerato ONLUS in ogni caso le ONG riconosciute idonee ai sensi della legge 49/1987 (art. 10, comma 8). La normativa sulle ONG è stata quindi aggiornata sul piano fiscale, ma non riscritta.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Bisogna ora operare per realizzare la riforma, la cui applicazione concreta è affidata al varo dei decreti attuativi di undici deleghe

La promessa chiedeva di attuare la riforma pensionistica del 1995 con i decreti delle deleghe previste dalla legge 8 agosto 1995, n. 335. Due deleghe erano già state esercitate prima del mandato (decreti legislativi 10 febbraio 1996, n. 103, sui liberi professionisti, e 16 febbraio 1996, n. 104, sul patrimonio immobiliare degli enti). Con il termine prorogato al 30 aprile 1997 dalla legge 8 agosto 1996, n. 417, il governo Prodi I ha esercitato gran parte delle altre, tra l'altro con i decreti legislativi 16 settembre 1996, n. 564 (contribuzione figurativa) e n. 565 (Mutualità pensioni), 16 aprile 1997, n. 146 (previdenza agricola), 24 aprile 1997, n. 181 (dirigenti industriali) e 30 aprile 1997, n. 165 (militari e forze di polizia), n. 180 (opzione per il sistema contributivo) e n. 184 (ricongiunzione e riscatto). Il riordino delle prestazioni di invalidità e inabilità è stato attuato solo per la parte sui controlli (decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 157), e non risulta adottato il riordino in un solo provvedimento delle norme su contribuzione e procedure previsto dall'art. 3, comma 21. L'attuazione è quindi ampia ma non completa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la copertura degli intervalli tra periodi di lavoro e di non lavoro specie quando essi siano impiegati in attività formative

La promessa era la copertura previdenziale degli intervalli tra periodi di lavoro e di non lavoro, specie quando dedicati alla formazione. Il decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 ha permesso di riscattare, per i periodi successivi al 1996, le interruzioni o sospensioni del rapporto di lavoro (art. 5), i periodi di formazione professionale, studio o ricerca (art. 6) e quelli tra un lavoro e l'altro per chi lavora in modo stagionale, temporaneo o discontinuo (art. 7), oppure di coprirli con versamenti volontari. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (art. 5) ha poi istituito i congedi per la formazione, anch'essi riscattabili o coperti con versamenti volontari. La copertura è dunque prevista, ma a carico del lavoratore, che paga la riserva matematica o i contributi volontari: non risulta per questi periodi una copertura senza oneri per il lavoratore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Per quanto riguarda lo spettacolo occorrono nuove leggi di settore, laddove non ci sono - teatro, musica

La promessa chiedeva nuove leggi di settore sullo spettacolo dove mancavano, in particolare per teatro e musica. Il governo Prodi I ha presentato il disegno di legge sulla «Disciplina generale dell'attività teatrale» (Camera, n. 3433, 18 marzo 1997): approvato dalla Camera il 27 luglio 1999, è rimasto all'esame della commissione del Senato. Il testo unificato sulle attività musicali, che comprendeva un disegno di legge del governo, è stato approvato dal Senato il 20 settembre 2000, ma la discussione alla Camera, iniziata il 19 febbraio 2001, non si è conclusa. Nel periodo sono state approvate solo norme parziali, come la legge 15 dicembre 1998, n. 444 per la riapertura e il restauro dei teatri e la trasformazione degli enti lirici in fondazioni (decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367), settore che una legge l'aveva già.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la revisione della legge sul cinema attualmente bloccata da troppi impacci burocratici

Nel mandato la legge sul cinema (legge 4 novembre 1965, n. 1213, modificata nel 1994) è stata rivista solo in parte. Il decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3 ha riordinato le commissioni del Dipartimento dello spettacolo e riscritto le norme della legge sulle commissioni di esperti. Il decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492 ha modificato altre parti della legge: ha affidato diversi provvedimenti al capo del Dipartimento dello spettacolo invece che ai pareri delle commissioni, ha consentito di attestare la nazionalità italiana dei film con una dichiarazione del produttore e ha abrogato vecchie leggi di settore. La legge 2 ottobre 1997, n. 346 ha permesso acconti fino al 70 per cento sui contributi. Una riforma organica della disciplina è arrivata solo con il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va inoltre riformato l'attuale finanziamento pubblico per lo spettacolo, prevedendo un sistema misto Stato-Regioni

La promessa era di riformare il finanziamento pubblico dello spettacolo con un sistema misto Stato-Regioni. Il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 ha trasformato gli enti lirici in fondazioni di diritto privato a cui possono concorrere, oltre allo Stato, altri soggetti pubblici e privati, con un rappresentante della regione nel consiglio di amministrazione e criteri di riparto della quota statale fissati sentita la Conferenza Stato-regioni. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 156) ha lasciato allo Stato i compiti di rilievo nazionale e ha previsto che lo Stato programmi e promuova, insieme a regioni ed enti locali, la presenza di teatro, musica e danza sul territorio, con i fondi della legge 163 del 1985. Il Fondo unico per lo spettacolo è però rimasto un fondo statale ripartito dal Ministero, senza quote affidate alle regioni: non risulta una riforma complessiva del finanziamento.

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in parteambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Realizzare un piano di opere di pubblica utilità finalizzato alla custodia e alla divulgazione del patrimonio artistico e culturale

La promessa era un piano di opere di pubblica utilità per la custodia e la divulgazione del patrimonio artistico e culturale; il programma lo descriveva come riuso di complessi edili in disuso in una rete diffusa di biblioteche, teatri, laboratori e musei, basato sulla buona manutenzione dell'esistente. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 83) ha riservato al Ministero per i beni culturali e ambientali una quota degli utili della nuova estrazione del Lotto, non superiore a 300 miliardi di lire, per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari. Con questi fondi è stato finanziato un primo piano 1998-2000 di circa duecento interventi di restauro. Non risulta invece un piano di riuso di edifici dismessi come rete diffusa di biblioteche, teatri e musei.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Rafforzare l'autonomia dei musei statali (quelli civici sono già autonomi)

Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, che ha istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, ha previsto all'art. 8 che l'autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, attribuibile alle soprintendenze che gestiscono beni di eccezionale valore, possa essere data anche ai musei. Il regolamento di organizzazione del ministero (d.P.R. 29 dicembre 2000, n. 441, art. 12) ha inserito i musei dotati di autonomia tra gli uffici periferici e ha affidato a un decreto del ministro l'individuazione delle gestioni autonome. I decreti che hanno reso autonomi i poli museali di Roma, Napoli, Firenze e Venezia sono però dell'11 dicembre 2001, dopo la fine del mandato. Nel mandato è stato quindi costruito il quadro normativo, ma nessun museo statale risulta aver ottenuto l'autonomia.

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in parteistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Irrobustire e ampliare i poteri delle soprintendenze

Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 (GU n. 250 del 26 ottobre 1998), che ha istituito il Ministero per i beni e le attività culturali, ha previsto che le soprintendenze competenti su complessi di beni di eccezionale valore possano diventare autonome sul piano scientifico, finanziario, organizzativo e contabile (art. 8). Ha inoltre istituito il soprintendente regionale, che coordina le soprintendenze della regione e ne programma la spesa (art. 7). In precedenza la legge 8 ottobre 1997, n. 352 (art. 9) aveva dato autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e finanziaria alla soprintendenza archeologica di Pompei. Sono interventi sull'organizzazione e sull'autonomia; non risultano invece atti del governo che abbiano ampliato in modo generale i poteri di tutela delle soprintendenze.

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non mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Occorre effettuare un censimento dell'associazionismo sportivo

Non risultano atti del governo che prevedano un censimento dell'associazionismo sportivo per individuare le realtà legittimate ad affiancare il CONI. Il decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242 sul riordino del CONI affida al consiglio nazionale dell'ente i provvedimenti di riconoscimento, ai fini sportivi, di società e associazioni sportive, sulla base dei requisiti fissati dallo statuto, senza prevedere un censimento. L'Istat ha svolto una rilevazione censuaria sulle istituzioni non profit riferita al 31 dicembre 1999, che comprende anche quelle sportive, ma è un'indagine statistica generale e non serve a stabilire quali associazioni siano riconosciute.

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non mantenutaistituzioni

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' quindi necessaria una nuova legge sulle società sportive dilettantistiche in modo che [...] possano dotarsi di una propria personalità giuridica

Nei mandati dei governi valutati non è stata approvata una legge sulle società sportive dilettantistiche che permettesse loro di ottenere la personalità giuridica a determinate condizioni. La legge 21 novembre 2000, n. 342 (art. 37) ha introdotto solo agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico. Il regolamento sul riconoscimento delle persone giuridiche private (DPR 10 febbraio 2000, n. 361) ha semplificato la procedura per tutte le associazioni e fondazioni, ma non contiene regole per lo sport. Una disciplina specifica delle società sportive dilettantistiche è arrivata con l'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (GU n. 305 del 31 dicembre 2002, S.O. n. 240), dopo la fine dei governi valutati. Quell'articolo estende il regime tributario dell'associazionismo sportivo dilettantistico alle società di capitali senza fine di lucro e fissa le forme giuridiche possibili, tra cui l'associazione con personalità giuridica riconosciuta secondo il DPR 361/2000.

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mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' fondamentale riformare l'ISEF: trasformarlo in un corso universitario

Il decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178 (GU n. 131 dell'8 giugno 1998), adottato dal governo Prodi I in attuazione della delega della legge 15 maggio 1997, n. 127 (art. 17, comma 115), disciplina la trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica (ISEF), cioè l'ISEF statale di Roma e gli istituti pareggiati, e istituisce la facoltà e i corsi di laurea e di diploma in scienze motorie. Il decreto è entrato in vigore il 23 giugno 1998.

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mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' necessaria una revisione della legge 91 che renda il professionismo sportivo più aderente all'estensione che questo fenomeno ha oggi raggiunto

Il decreto-legge 20 settembre 1996, n. 485, convertito con modificazioni dalla legge 18 novembre 1996, n. 586 (governo Prodi I), ha riformato la legge 23 marzo 1981, n. 91 sul professionismo sportivo. Ha sostituito l'art. 6 con un premio di addestramento e formazione tecnica da riconoscere, al primo contratto, alla società presso cui l'atleta ha svolto l'ultima attività dilettantistica o giovanile. Ha abolito l'obbligo di reinvestire interamente gli utili nell'attività sportiva (art. 10): le società professionistiche possono distribuire utili, purché almeno il 10 per cento vada alle scuole giovanili, e devono avere per oggetto solo attività sportive e connesse.

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mantenutasanità

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

stabilità (non di riduzione) della spesa sanitaria rispetto alla ricchezza nazionale prodotta, attestandoci ad un livello pari alla media dei paesi europei

La promessa escludeva una riduzione della spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL e indicava come livello la media dei paesi europei. Secondo l'Istat la spesa delle amministrazioni pubbliche per consumi sanitari è passata dal 5,1% del PIL nel 1996 al 6,0% nel 2001: non è stata ridotta, è cresciuta di circa un punto. Nei dati Eurostat sulla spesa pubblica per funzione la sanità italiana è salita dal 5,2% al 6,1% del PIL, mentre la media degli altri paesi dell'Unione europea di allora con dati disponibili è passata dal 5,9% al 6,1%. Nel 2001 l'Italia si era quindi allineata alla media europea, partendo da un livello inferiore.

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in partesanità

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

le Regioni devono poter esercitare tutti i poteri in materia di assistenza sanitaria, tranne i progetti nazionali salute, le relazioni internazionali

La riforma del Titolo V della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3) è stata approvata in via definitiva dal Parlamento l'8 marzo 2001, durante il governo Amato II; confermata dal referendum del 7 ottobre 2001, è entrata in vigore l'8 novembre 2001. Ha inserito la «tutela della salute» tra le materie di legislazione concorrente: le Regioni legiferano, ma i principi fondamentali restano riservati allo Stato, che mantiene anche la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Le Regioni non hanno quindi ottenuto tutti i poteri in materia sanitaria. Già il decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 aveva lasciato allo Stato il Piano sanitario nazionale e i livelli essenziali di assistenza.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026