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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

672 schede

in partesicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurremo l’obbligo per tutte le reti di telefonia e internet, in concessione, di mettere a disposizione in caso di emergenza un canale safety check

Il decreto-legge 32/2019 (art. 28), convertito dalla legge 55/2019, ha introdotto il servizio IT-alert nel Codice delle comunicazioni elettroniche e ha inserito tra le condizioni dell'autorizzazione generale degli operatori l'obbligo di garantirne l'attivazione. Un decreto del Presidente del Consiglio (DPCM 19 giugno 2020, n. 110) ha poi regolato attivazione e gestione del servizio. Il servizio è un allarme di protezione civile inviato ai telefoni tramite cell broadcast, non un canale di «safety check» in cui le persone segnalano di stare bene, e riguarda gli operatori mobili, non tutte le reti internet.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il rapporto di lavoro vada regolato con un contratto di tipo pubblicistico, come tutte le altre figure in uniforme

Nel periodo valutato la polizia locale non è stata ricondotta al regime di diritto pubblico. L'art. 3 del d.lgs. 165/2001, che elenca il personale in regime di diritto pubblico, comprende le Forze di polizia di Stato e i vigili del fuoco, ma non cita la polizia locale. Non risulta una nuova legge quadro che modifichi lo stato giuridico degli agenti: la legge 65/1986 era ancora in vigore e non è stata sostituita.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

emanare linee-guida che indirizzino gli organi sportivi negli obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine;

Non risultano atti del governo che abbiano emanato linee-guida con obiettivi a breve, medio e lungo termine per gli organi sportivi, cioè federazioni e CONI. L'unico atto di indirizzo trovato nel periodo, quello del 28 settembre 2021, è rivolto alla società Sport e salute Spa, controllata dallo Stato, che nel suo Piano di Azione 2022-2026 dichiara di recepirne gli obiettivi a 100 giorni, 24 mesi e di piano; non è stato individuato un atto analogo rivolto a federazioni o CONI. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629-633) ha ridefinito denominazione, finanziamento e vertici di Sport e salute, ma senza fissare obiettivi per gli organi sportivi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

assicurare la presenza di un Ministro dello Sport con piene funzioni

Il governo Conte II ha avuto un ministro dello sport: Vincenzo Spadafora, nominato ministro senza portafoglio il 4 settembre 2019, con incarico per le politiche giovanili e lo sport (DPCM 5 settembre 2019) e delega di funzioni (DPCM 26 settembre 2019), in carica fino a febbraio 2021. Non si tratta di un ministero con portafoglio: le competenze restano alla Presidenza del Consiglio. Nel governo Conte I e nel governo Draghi lo sport è stato affidato a un sottosegretario alla Presidenza: nel governo Draghi Valentina Vezzali, nominata il 12 marzo 2021 con delega di funzioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il CONI debba tornare ad occuparsi del suo fondamentale compito di formazione olimpica dei nostri migliori atleti

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629-633) ha ridisegnato i ruoli: Sport e salute Spa, società controllata dal Governo, che ne nomina il presidente, riceve almeno 368 milioni all'anno e riparte i fondi alle federazioni, mentre al CONI vanno 40 milioni all'anno per il funzionamento e gli oneri della preparazione olimpica. Il d.lgs. 242/1999 continua però a attribuire al CONI anche la promozione della pratica sportiva, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 917) ha dato al CONI maggiore autonomia organizzativa, con il passaggio di personale di Sport e salute. Il ritorno del CONI alla sola formazione olimpica è dunque solo parziale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

stabilire la decadenza dei membri che non rispettino i nuovi criteri;

Non risultano atti del governo o leggi del periodo che stabiliscano la decadenza dei componenti degli organi delle federazioni sportive privi di nuovi requisiti. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a riordinare i limiti ai mandati e a fissare un sistema di incompatibilità per gli organi del CONI e degli enti sportivi, ma non prevedeva la decadenza. I cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 hanno attuato solo gli articoli da 5 a 9 della legge. La delega dell'articolo 1 non risulta esercitata. La legge 11 gennaio 2018, n. 8 sul limite dei mandati è precedente al periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre criteri di candidabilità stringenti, che garantiscano la presenza di soggetti non condannati, che non presentino conflitti di interessi e doppi incarichi

Non risultano leggi o atti del governo del periodo che fissino criteri di candidabilità per le cariche federali, cioè l'assenza di condanne, di conflitti di interessi e di doppi incarichi. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a stabilire un sistema di incompatibilità tra gli organi del CONI e degli enti sportivi. Quella delega non risulta esercitata: i decreti legislativi del 28 febbraio 2021 attuano altri articoli della legge. Il limite di tre mandati per i presidenti federali è della legge 8/2018, anteriore al periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevedere l'inserimento dei laureati in scienze motorie già a partire dalla scuola primaria

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, articolo 1, commi 329-335) ha introdotto l'educazione motoria nella scuola primaria affidata a docenti specialisti. Possono accedere i laureati magistrali nelle classi LM-67, LM-68 e LM-47, con 24 crediti in discipline pedagogiche, attraverso concorsi abilitanti. L'introduzione è graduale e limitata alle classi quarte e quinte: la quinta dal 2022/2023, la quarta dal 2023/2024. Secondo la circolare del Ministero dell'istruzione del 9 settembre 2022, n. 2116, nel 2022/2023 l'insegnamento parte nelle sole classi quinte. Le classi dalla prima alla terza restano senza specialisti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

potenziare il monte ore dedicato all’insegnamento dell’educazione fisica e sportiva che nelle scuole primarie non deve essere inferiore a tre ore settimanali.

Nessun atto del periodo porta a tre ore settimanali l'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria. La legge 30 dicembre 2021, n. 234 (articolo 1, commi 329-335) ha introdotto l'educazione motoria con docenti specialisti nelle classi quinte dal 2022/2023 e nelle quarte dal 2023/2024, nel limite delle risorse disponibili. Il comma 333 determina il contingente dei docenti in non più di due ore settimanali di insegnamento per le classi che non adottano il tempo pieno; le classi a tempo pieno mantengono l'orario in essere. Il tetto è dunque di due ore, sotto la soglia di tre indicata dal programma, e riguarda due classi su cinque, una sola nel periodo valutato. Secondo la circolare del Ministero dell'istruzione del 9 settembre 2022, n. 2116, le ore degli specialisti sono aggiuntive rispetto all'orario ordinamentale ma, nelle classi quinte, sostituiscono quelle di educazione fisica che le scuole affidavano ai docenti di posto comune: non risulta quindi un aumento del monte ore di educazione fisica fino a tre ore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle intende prevedere forme di incentivazione per la maggior diffusione dell’azionariato popolare anche nel nostro Paese

Non risultano incentivi all'azionariato popolare nelle società sportive adottati dai governi del periodo. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera n) delegava il governo a individuare forme e condizioni di azionariato e altri strumenti di partecipazione popolare per le società sportive professionistiche, ma la delega non risulta esercitata: i cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 (n. 36-40) attuano gli articoli da 5 a 9 della legge. L'articolo 4 della stessa legge, che ha inserito nell'articolo 10 della legge 91/1981 un organo consultivo dei tifosi, con pareri obbligatori ma non vincolanti, eletto dagli abbonati, è una forma di partecipazione, non un incentivo all'azionariato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

trasferire in capo ad Agea le funzioni di organismo pagatore svolte dall'ente nazionale Risi

Con decreto del 10 agosto 2018 il Ministero delle politiche agricole ha disposto il passaggio ad Agea, a partire dall'esercizio finanziario 2019, delle funzioni di organismo pagatore per il settore risicolo fino ad allora svolte dall'Ente nazionale risi, a cui la funzione è stata revocata. Lo riferisce la Corte dei conti nella relazione al Parlamento sull'Ente; dal 2020 gli organismi pagatori nazionali risultano soltanto Agea e il servizio dell'Agenzia delle dogane (SAISA). Il riordino di Agea fatto con il d.lgs. 21 maggio 2018, n. 74 (Gazzetta Ufficiale 23 giugno 2018) non riguardava invece l'Ente.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle s’impegna affinché l'infrastruttura di rete e la relativa gestione siano a maggioranza pubblica

Alla fine del periodo valutato (22 ottobre 2022) non risulta un assetto in cui la rete a banda ultralarga e la sua gestione siano a maggioranza pubblica per effetto di atti del governo; non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che lo impongano. Le operazioni sono state condotte da Cassa depositi e prestiti (CDP), controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, e dalle società. Il 3 dicembre 2021 CDP Equity ha perfezionato l'acquisto da Enel di un ulteriore 10% di Open Fiber, salendo al 60% del capitale (il restante 40% è andato a Macquarie): la società che ha costruito gran parte della rete nelle aree a fallimento di mercato è così a maggioranza pubblica, ma per una scelta societaria di CDP. La rete di TIM è rimasta in capo a una società privata. Il 29 maggio 2022 CDP Equity, KKR, Macquarie, Open Fiber e TIM hanno firmato un protocollo d'intesa non vincolante per un operatore di rete unico controllato da CDP Equity, con l'obiettivo di accordi vincolanti entro il 31 ottobre 2022; a fine periodo gli accordi non erano stati firmati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

vogliamo creare le condizioni per unire le porzioni di rete [...] in un'unica infrastruttura

Entro il 22 ottobre 2022, fine dei governi valutati, le porzioni di rete in fibra non erano state riunite in un'unica infrastruttura. Il 31 agosto 2020 il consiglio di amministrazione di CDP aveva approvato una lettera d'intenti con TIM, non vincolante, per una società della rete unica (AccessCo) dalla fusione di FiberCop e Open Fiber, che non si è concretizzata. Il 29 maggio 2022 CDP Equity, KKR, Macquarie, Open Fiber e TIM hanno firmato soltanto un protocollo d'intesa non vincolante per avviare l'integrazione delle reti di TIM e Open Fiber in un operatore unico, con l'obiettivo di firmare accordi vincolanti entro il 31 ottobre 2022. Entrambe le iniziative sono state condotte da CDP e dalle società; non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che abbiano realizzato l'unificazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

rivedere l'insieme delle prestazioni istituzionali esternalizzate da Agea e restringere le possibilità per essa di promuovere o costituire consorzi e società

Non risultano atti del governo che limitino la possibilità per Agea di promuovere o costituire consorzi e società. Il d.lgs. 74/2018 (Gazzetta Ufficiale 23 giugno 2018) prevedeva la soppressione della società Agecontrol e il passaggio delle sue funzioni ad Agea. Il d.lgs. 4 ottobre 2019, n. 116 ha poi cambiato strada: le funzioni di Agecontrol sono state attribuite al Ministero, che le esercita tramite la società SIN S.p.a., e SIN è subentrata in tutti i rapporti di Agecontrol, soppressa. Lo stesso decreto ha previsto che SIN diventi società in house del Ministero e di Agea e che le azioni detenute da Agea passino al Ministero, senza porre limiti alla partecipazione di Agea in consorzi e società.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevedendo delle penali più severe nel caso in cui i broadcaster non liberino le frequenze della banda 700 nei tempi prestabiliti

Non risultano leggi o atti del governo del periodo che abbiano introdotto penali più severe per i broadcaster che non liberano la banda 700 MHz. Il calendario della liberazione è fissato dalla legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 1026-1046), con un periodo transitorio fino al 30 giugno 2022. Le conseguenze del ritardo erano già previste dal comma 1036, anteriore al periodo valutato: disattivazione coattiva degli impianti da parte degli Ispettorati territoriali del Ministero dello sviluppo economico e rivalsa del Ministero, sui soggetti inadempienti, degli interessi legali dovuti agli assegnatari dei diritti d'uso. La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, commi 1104-1106) ha modificato scadenze e criteri del calendario e ha previsto la revoca del diritto d'uso soltanto per chi non rispetta una decisione dell'Autorità in una controversia tra operatori sulla stessa frequenza. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 19 giugno 2019, che ha fissato il calendario per aree geografiche, richiama le stesse conseguenze (disattivazione coattiva, con l'ausilio della Forza pubblica richiesto al prefetto, e rivalsa), senza aggiungerne.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non valutabileinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

l’obiettivo del M5S sarà garantire entro il 2023 uno stato di avanzamento della copertura 5G tale da ricomprendere ogni Comune capoluogo di Provincia

Il programma fissa il traguardo «entro il 2023», cioè dopo la fine dei governi valutati (22 ottobre 2022). L'obiettivo riguarda lo stato di avanzamento della copertura 5G in ogni capoluogo di provincia e non può essere giudicato sugli atti del periodo. La legge di bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, comma 1026) aveva già avviato il percorso per le frequenze 5G.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

proponiamo che in tema di elettromagnetismo l’Italia uniformi i propri limiti a quelli previsti dalla normativa europea

Non risultano atti che abbiano allineato i limiti italiani di esposizione elettromagnetica a quelli europei. I limiti restano quelli fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003, richiamato dall'articolo 14 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (articolo 38, comma 6, convertito dalla legge 120/2020) ha riformulato l'articolo 8 della legge 36/2001 per impedire ai comuni di introdurre limitazioni generalizzate. Ha ribadito che limiti, valori di attenzione e obiettivi di qualità spettano allo Stato, ma non li ha modificati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

L'obiettivo è utilizzare tali stanziamenti per assegnare voucher da destinare alle famiglie tramite gli operatori, per favorire l'allaccio e la connessione alla rete super veloce.

Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 7 agosto 2020 (GU n. 243 del 1° ottobre 2020, governo Conte II) ha avviato il Piano voucher per le famiglie meno abbienti: contributo massimo di 500 euro, come sconto, per le famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro, per connessioni a banda ultralarga di almeno 30 Mbit/s e per la fornitura di un tablet o di un computer, offerti dagli operatori iscritti a un elenco gestito da Infratel. Lo strumento previsto dal programma, i voucher alle famiglie tramite gli operatori, è stato quindi attuato, con le risorse indicate dal programma: il decreto richiama la delibera CIPE n. 71 del 7 agosto 2017, che aveva assegnato 1,3 miliardi di euro dal Fondo sviluppo e coesione al Ministero per interventi a sostegno della domanda. La fase I, però, vale al massimo 204 milioni di euro, IVA compresa, circa un sesto dei 1,3 miliardi, e la soglia è di 30 Mbit/s, non necessariamente la rete più veloce. Nella fase I il decreto riguarda solo le famiglie; il piano per le imprese è un atto successivo.

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mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle ritiene necessaria una nuova strategia e un’unica cabina di regia

Il decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 (governo Draghi, convertito dalla legge 22 aprile 2021, n. 55) ha riordinato la governance del digitale. L'articolo 8 attribuisce alla Presidenza del Consiglio la promozione, l'indirizzo e il coordinamento dell'azione del governo su innovazione tecnologica, agenda digitale, strategia per la banda ultralarga e digitalizzazione. Ha istituito il Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD) per coordinare e monitorare l'attuazione. Il decreto ha dato così al governo una sede unica di coordinamento sulla materia, come chiedeva il programma.

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in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

qualificare Internet come servizio universale e indicare la velocità di accesso minimo garantito, elevandola dai 56 kbps attuali [...] a non meno di 20 Mbps

Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 207 (Codice delle comunicazioni elettroniche, governo Draghi, in vigore dal 24 dicembre 2021) all'art. 94 riconosce a tutti i consumatori il diritto di accedere, a un prezzo accessibile, a un adeguato servizio di accesso a internet a banda larga in postazione fissa, rientrante nel servizio universale. Il decreto non fissa però una velocità minima: l'art. 94, comma 3, affida la definizione del servizio all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La soglia di 20 Mbps è stata fissata da AGCOM con la delibera 309/23/CONS del 5 dicembre 2023, dopo la fine dei governi valutati.

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mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

per poi approntare una regolamentazione, anche minima, del Fintech a tutela degli interessi incisi

La legge 28 giugno 2019, n. 58 (conversione del decreto-legge 34/2019, governo Conte I, Gazzetta Ufficiale 29 giugno 2019) ha inserito nell'art. 36 i commi da 2-bis a 2-novies. Prevedono una disciplina della sperimentazione delle attività di tecno-finanza (Fin.Tech) in deroga controllata, con tutele per consumatori e investitori, e istituiscono presso il Ministero dell'economia il Comitato FinTech. Il regolamento attuativo è il decreto del Ministro dell'economia 30 aprile 2021, n. 100 (Gazzetta Ufficiale n. 157 del 2 luglio 2021, in vigore dal 17 luglio 2021, governo Draghi).

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non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

modificando la procedura di nomina del consiglio di amministrazione [...] e prevedendo un modello con avviso pubblico, sorteggio e parere parlamentare

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che cambino la nomina del consiglio di amministrazione RAI: restano le regole introdotte dalla legge 220/2015, riprese dall'art. 63 del decreto legislativo 208/2021 (in vigore dal 25 dicembre 2021), che prevedono un consiglio di sette membri, di cui due eletti dalla Camera, due dal Senato, due designati dal Consiglio dei ministri e uno dai dipendenti. Il disegno di legge S. 1415, presentato il 15 luglio 2019 dai senatori del M5S (primo firmatario Di Nicola), prevedeva invece un consiglio di cinque membri scelti dall'AGCOM tramite avviso pubblico e sorteggio, con il parere delle Commissioni parlamentari. Assegnato all'8ª Commissione del Senato in sede redigente il 19 dicembre 2019, dal maggio 2021 è stato esaminato insieme ad altri disegni di legge sulla riforma della RAI e non è stato approvato: la scheda del Senato lo indica ancora in corso di esame in commissione.

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non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il modello scelto è quello del contributo pubblico più un solo canale con pubblicità, con vincolo di destinazione degli introiti pubblicitari

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che adottino il modello di finanziamento della RAI indicato (contributo pubblico e un solo canale con pubblicità vincolata). Il finanziamento è rimasto basato sul canone di abbonamento e sulla pubblicità su più canali. Nelle leggi di bilancio la RAI compare per un contributo di 40 milioni di euro per ciascuno del 2019 e del 2020 a fronte degli obblighi del contratto di servizio (legge 145/2018, art. 1, comma 101) e per la destinazione, dal 1° gennaio 2021, delle entrate del canone: 110 milioni di euro l'anno al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e la quota restante alla RAI (legge 178/2020, art. 1, comma 616). Il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 208/2021, in vigore dal 25 dicembre 2021) conferma il finanziamento con il canone (art. 61) e fissa i limiti di affollamento pubblicitario per ogni singolo canale della concessionaria (art. 45). Il contratto di servizio 2018-2022 era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2018, prima del periodo valutato.

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in parteinfrastrutture

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Definire un piano nazionale per la mobilità collettiva pubblica e privata;

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 aprile 2019 (governo Conte I, registrato alla Corte dei conti il 22 maggio 2019) ha approvato il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, che la legge di bilancio 2017 (legge 232/2016, art. 1, commi 613-615) aveva previsto. Il piano riguarda il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e regionale e il miglioramento della qualità dell'aria, e stanzia 3,7 miliardi di euro in quindici anni (2019-2033). Non risulta un piano nazionale che copra anche la mobilità collettiva privata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026