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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

5 schede

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Chiediamo l’immediata sospensione di tutti gli accordi e dei rimpatri verso i Paesi extra UE che violano i diritti umani

Il programma chiede l'immediata sospensione degli accordi e dei rimpatri verso Paesi extra UE che violano i diritti umani. Non risultano atti del governo di sospensione. Per la Libia, il memorandum del 2 febbraio 2017 prevede (art. 8) un rinnovo tacito triennale salvo disdetta almeno tre mesi prima della scadenza: secondo la stampa specializzata è stato rinnovato senza modifiche il 2 febbraio 2020, e la ministra dell'Interno ne aveva annunciato il rinnovo nel novembre 2019. Il governo ha poi avviato un negoziato di revisione e non una sospensione: in audizione alla Camera il 5 agosto 2020 la viceministra degli Esteri ha riferito di una riunione del Comitato misto italo-libico il 2 luglio 2020 e di una nuova bozza da sottoporre alle autorità libiche. I rimpatri sono proseguiti: il decreto-legge 130/2020 (art. 3) ha ridotto la durata del trattenimento nei centri per il rimpatrio a 90 giorni, prorogabili di 30 per i cittadini di Paesi con cui l'Italia ha accordi di rimpatrio.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il M5S lavorerà per il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia

Nel periodo valutato i governi non hanno chiesto né ottenuto il ritiro delle sanzioni dell'Unione europea alla Russia. Le sanzioni economiche, che il Consiglio dell'UE rinnova all'unanimità ogni sei mesi, sono state prorogate durante il governo Conte I (il 21 dicembre 2018 e il 27 giugno 2019, fino al 31 gennaio 2020) e sono rimaste in vigore durante i governi Conte II e Draghi. Dopo l'attacco russo all'Ucraina il Consiglio ha adottato dal 23 febbraio 2022 nuove sanzioni con il consenso del governo Draghi, fino al regolamento (UE) 2022/1904 del 6 ottobre 2022. Il giudizio è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte I.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

lavorerà prioritariamente al riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini stabiliti dalle Nazioni Unite nel 1967

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi con cui l'Italia abbia riconosciuto lo Stato di Palestina. Il 20 maggio 2021 un gruppo di deputati ha presentato alla Camera una mozione (1-00487) che impegnava il governo a riconoscerlo «con effetto immediato» entro i confini del 1967, segno che il riconoscimento non era avvenuto. Nel settembre 2024 un dossier del Servizio studi della Camera dava conto dell'esame, al Senato, di un disegno di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell'Italia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

all'applicazione dell’embargo totale di armi a tutti quei Paesi sospettati di finanziare, direttamente o indirettamente, il terrorismo internazionale

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che dispongano un embargo totale di armi verso i Paesi sospettati di finanziare il terrorismo internazionale. Le misure adottate riguardano solo alcuni materiali e due Paesi coinvolti nella guerra in Yemen: nel luglio 2019 furono sospese licenze di esportazione di missili e bombe d'aereo verso Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti, e nel gennaio 2021 l'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) revocò le licenze per bombe d'aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018. Erano misure motivate dal conflitto in Yemen, non dal finanziamento del terrorismo, e non un embargo totale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di proporre una normativa più puntuale, stringente ed efficace, [...] lo «stop» totale alla vendita di armi ai Paesi in conflitto

Non risultano atti con cui il governo abbia proposto in sede europea una disciplina vincolante per vietare a tutti gli Stati membri la vendita di armi ai Paesi in conflitto. Le misure adottate nel periodo sono nazionali e riguardano due Paesi coinvolti nella guerra in Yemen: nel luglio 2019 furono sospese licenze di esportazione di missili e bombe d'aereo verso Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti, e nel gennaio 2021 l'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) revocò le licenze per bombe d'aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018. La legge 185/1990, che già vieta le esportazioni di armi verso i Paesi in stato di conflitto armato in contrasto con l'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, non è stata modificata nel periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026