Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018
l' obbligo di osservare codici etici o di autoregolamentazione nella pubblicità, nei vari mezzi di comunicazione, [...] nelle società del settore pubblico e privato
Non è stato introdotto un obbligo generale di osservare codici etici o di autoregolamentazione nella pubblicità e nelle società pubbliche e private, ma due atti del periodo intervengono sui contenuti discriminatori. Il decreto-legge 121/2021, con una norma aggiunta dalla legge di conversione 156/2021, ha inserito nel codice della strada il divieto di pubblicità sulle strade e sui veicoli con messaggi sessisti o stereotipi di genere offensivi. Il nuovo testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 208/2021, art. 43, comma 2) affida all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, d'intesa con il Ministro per le pari opportunità, il compito di promuovere codici di co-regolamentazione e di autoregolamentazione per far rispettare il divieto di comunicazioni commerciali discriminatorie, anche in base al sesso. Per gli altri mezzi di comunicazione e per le società non risultano obblighi analoghi.
- Fonte: programma elettorale, capitolo "Affari-Costituzionali", 5) Politiche di genere e pari opportunità, Azioni concomitanti per il rispetto delle differenze di genere, p. 24
- Prova: Decreto-legge 121/2021 su Normattiva, testo coordinato con la legge di conversione 156/2021 (GU n. 267 del 9 novembre 2021): art. 1, comma 1, lettera a-quater), che inserisce nel codice della strada l'art. 23, comma 4-bis, con il divieto di pubblicità sessista o con stereotipi di genere offensivi. Per la pubblicità audiovisiva: decreto legislativo 208/2021, art. 43, comma 2 (GU n. 293 del 10 dicembre 2021, S.O. n. 44)
Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026