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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

198 schede

mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Proroga delle agevolazioni fiscali per l'edilizia

Il Piano prevedeva la proroga delle agevolazioni fiscali per l'edilizia. L'art. 9 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002) ha esteso alle spese sostenute nel 2002 la detrazione Irpef del 36 per cento per il recupero del patrimonio edilizio, ripartita in dieci quote annuali. Ha applicato l'incentivo anche agli acquirenti di abitazioni in interi fabbricati ristrutturati da imprese e cooperative edilizie entro il 31 dicembre 2002 e ha prorogato allo stesso termine l'IVA agevolata per gli interventi di recupero edilizio. Le agevolazioni sono state quindi prorogate.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per realizzare “portali” su cui domanda ed offerta di lavoro si incrocino liberamente senza l'intermediazione degli uffici di collocamento

Il Piano prometteva «portali» in cui domanda e offerta di lavoro si incrociassero senza passare dagli uffici di collocamento. Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 15 e 16) ha istituito la borsa continua nazionale del lavoro, un sistema telematico di nodi regionali aperto a lavoratori, imprese e operatori pubblici e privati. Il decreto ministeriale 13 ottobre 2004 (GU n. 262 dell'8 novembre 2004) ne ha fissato standard tecnici e flussi informativi. Il 29 ottobre 2005 la Regione Siciliana ha annunciato di aver firmato la convenzione per aderire, con una fase sperimentale in partenza nei giorni successivi e l'entrata a regime prevista entro la fine dell'anno. Non si è potuto verificare che la borsa fosse pienamente operativa in tutto il Paese prima della fine del mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Detassazione del “venture capital”

L'Agenda del Piano prevedeva la detassazione del venture capital entro il primo anno di governo, cioè entro l'11 giugno 2002. Entro quella data non risultano atti del governo in materia. Con l'articolo 12 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 il governo ha ridotto dal 12,5 al 5 per cento l'imposta sostitutiva sui fondi e sulle società di investimento che investono almeno due terzi dell'attivo in azioni quotate di piccole e medie società. La Banca d'Italia lo descrive come un primo passo verso incentivi fiscali al venture capital, rivolto però solo a un segmento del settore; nel 2005 la Commissione europea l'ha giudicato un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune. Dal 2004 la riforma dell'imposta sulle società (decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344) ha reso in larga parte esenti le plusvalenze su partecipazioni realizzate dalle società, ma si tratta di una regola generale, non di una misura per il venture capital. Incentivi fiscali specifici per il finanziamento delle nuove imprese sono stati introdotti nel 2008 e nel 2011.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Detassazione e incentivi per richiamare i giovani laureati italiani che lavorano all'estero

Il Piano prometteva detassazione e incentivi per far rientrare i giovani laureati italiani che lavorano all'estero. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 3), convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha reso imponibile solo per il 10 per cento, nell'anno del rientro e nei due successivi, il reddito dei ricercatori laureati che, dopo almeno due anni di ricerca all'estero presso università o centri di ricerca, venivano a lavorare in Italia, e lo ha escluso dall'IRAP. La legge 4 novembre 2005, n. 230 (art. 1, comma 9) ha consentito alle università di coprire fino al 10 per cento dei posti di professore con la chiamata diretta di studiosi stranieri o italiani impegnati all'estero. Le due misure riguardano solo ricercatori e docenti: un'agevolazione fiscale più ampia per i lavoratori laureati che rientrano è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 238, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La proprietà delle “invenzioni” realizzate nelle Università e nei laboratori pubblici deve essere degli inventori

L'art. 7 della legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001) ha inserito nel regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127 l'art. 24-bis: quando il rapporto di lavoro è con un'università o con una pubblica amministrazione che fa ricerca, il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti sull'invenzione brevettabile di cui è autore. All'inventore spetta almeno il 50 per cento dei proventi; se l'ente non decide diversamente, a questo va il 30 per cento, vicino al terzo indicato nel Piano. La proprietà delle invenzioni è stata quindi attribuita agli inventori.

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mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per riformare, sulla base del testo già discusso in Parlamento, la legislazione societaria

La riforma del diritto societario è stata varata dal governo nel mandato. La legge di delega 3 ottobre 2001, n. 366 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre 2001. In sua attuazione il decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61 ha riscritto gli illeciti penali e amministrativi riguardanti le società, e il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, pubblicato il 22 gennaio 2003, ha riformato in modo organico la disciplina delle società di capitali e delle cooperative, in vigore dal 1° gennaio 2004.

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mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Avvio del processo di devoluzione alle Regioni di maggiori competenze

Il governo ha presentato al Senato il 26 febbraio 2002 il disegno di legge costituzionale A.S. 1187 sulla «devoluzione», che dava alle Regioni la competenza legislativa esclusiva su assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica e polizia locale. Approvato in prima deliberazione dal Senato (5 dicembre 2002) e dalla Camera (14 aprile 2003), il testo è confluito nella riforma della seconda parte della Costituzione, che il Parlamento ha approvato in via definitiva il 16 novembre 2005 (GU n. 269 del 18 novembre 2005). La riforma è stata poi respinta dal referendum del 25-26 giugno 2006, dopo la fine del mandato, e non è entrata in vigore. La promessa chiedeva l'avvio del processo, che è avvenuto: per questo l'esito è diverso da quello della scheda corrispondente di «Il conto», dove il governo prometteva di imprimere una «svolta federalista».

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in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per far crescere il Sud grazie ad un piano di aiuti fiscali pienamente compatibile con le normative europee

L'Agenda di governo prevedeva un piano di aiuti fiscali al Sud, compatibili con le norme europee, entro il primo anno, cioè entro giugno 2002. Nei primi anni sono rimaste in vigore agevolazioni già esistenti, come il credito d'imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate della legge 388/2000, sottoposto a controlli più stretti dalla legge 289/2002 (art. 62). Una misura fiscale differenziata per il Sud è arrivata solo con la legge 311/2004 e con l'art. 11-ter del decreto-legge 35/2005, aggiunto dalla legge 80/2005, che ha quintuplicato nelle aree della deroga 87.3.a la deduzione Irap per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. La Commissione europea l'ha ritenuta compatibile con la decisione del 7 dicembre 2005. L'atto è dunque di quasi tre anni dopo la scadenza indicata e riguarda solo le nuove assunzioni.

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mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Avvio del piano di costruzione di nuove opere pubbliche

Il piano di nuove opere pubbliche è stato avviato entro il primo anno di governo, come prevedeva l'Agenda. La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), approvata poco più di sei mesi dopo l'insediamento del governo (11 giugno 2001), ha previsto un programma di infrastrutture strategiche. Lo stesso giorno il CIPE, con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (supplemento alla G.U. n. 68 del 21 marzo 2002), ha approvato il primo programma, con un elenco di opere per Regione. La promessa riguarda l'avvio del piano, non la realizzazione delle opere.

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mantenutasicurezza

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Esclusi i casi umanitari, entra in Italia solo chi vuole lavorare [...] con in mano un contratto di lavoro

La legge 30 luglio 2002, n. 189 (Bossi-Fini), in vigore dal 10 settembre 2002, ha legato l'ingresso per lavoro subordinato a un contratto. Il datore di lavoro chiede allo sportello unico per l'immigrazione il nulla osta nominativo e presenta la proposta di contratto di soggiorno (art. 22 del testo unico sull'immigrazione, riscritto dall'art. 18); il lavoratore entra con il visto e firma il contratto entro otto giorni. Il contratto di soggiorno (art. 5-bis del testo unico, inserito dall'art. 6) deve garantire l'alloggio al lavoratore e le spese di viaggio per il rientro, altrimenti non vale per il rilascio del permesso di soggiorno.

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in parteesteri

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Detassazione degli aiuti indirizzati nei Paesi di origine dell'immigrazione

La legge 30 luglio 2002, n. 189 (art. 1, in vigore dal 10 settembre 2002) ha esteso la detrazione e la deduzione fiscale alle erogazioni a favore di iniziative umanitarie, religiose o laiche nei Paesi non appartenenti all'OCSE, gestite da enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio. La norma è arrivata dopo il primo anno di governo, scadenza indicata nell'Agenda (giugno 2002). Non si tratta inoltre di una detassazione generale degli aiuti ai Paesi d'origine dell'immigrazione, ma di un'agevolazione per le erogazioni a iniziative nei Paesi non OCSE.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

privatizzazione delle reti di distribuzione (di luce, acqua, gas, ecc.)

Il Piano indicava la privatizzazione delle reti di distribuzione di luce, acqua e gas. Non risultano atti del governo che le abbiano privatizzate; per i servizi pubblici locali la legge è andata nella direzione opposta. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 35) ha riscritto dal 1° gennaio 2002 l'art. 113 del testo unico degli enti locali: gli enti locali non possono cedere la proprietà di impianti e reti dei servizi pubblici e possono conferirla solo a società di cui detengono la maggioranza, che è incedibile. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14) ha poi ammesso il conferimento solo a società a capitale interamente pubblico, escludendo da queste regole i settori dell'energia elettrica e del gas, che restano disciplinati dalle loro leggi; anche per quelle reti di distribuzione non risultano privatizzazioni decise dal governo. Le quotazioni in Borsa di Snam Rete Gas (dicembre 2001) e di Terna (giugno 2004) hanno riguardato le reti nazionali di trasporto del gas e di trasmissione dell'elettricità, non quelle di distribuzione.

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in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

In occasione della conversione della lira nell'euro, un piano di attrazione in Italia di capitali esteri e di incentivazione al rientro

Il governo ha attuato la parte sul rientro dei capitali. Il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 409, ha introdotto il rimpatrio dei capitali detenuti all'estero (art. 12). Chi rimpatriava attività finanziarie nel periodo tra il 1° novembre 2001 e il 28 febbraio 2002 pagava il 2,5 per cento del valore, oppure poteva sottoscrivere titoli di Stato per il 12 per cento. L'art. 14 estingueva sanzioni amministrative e tributarie ed escludeva la punibilità per alcuni reati tributari. La misura è stata adottata prima della conversione della lira nell'euro (1° gennaio 2002), nel termine del primo anno. Riguardava però i contribuenti residenti in Italia: non risultano atti del governo che, in occasione della conversione, abbiano previsto un piano per attrarre in Italia capitali di investitori esteri.

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in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Integrazione sino ad un milione di reddito complessivo delle pensioni minime

Dal 1° gennaio 2002 la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 38) ha garantito un reddito proprio di 516,46 euro al mese per tredici mensilità (un milione di lire) ai pensionati con almeno 70 anni (soglia ridotta fino a cinque anni in base ai contributi) e agli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi civili assoluti con almeno 60 anni. Il beneficio è arrivato entro il primo anno di governo, ma vale solo sotto soglie di reddito personale e coniugale e non per tutte le pensioni minime. Per la stessa misura la scheda corrispondente di «Il conto» dà l'esito «in parte».

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in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Avvio, sulla base del trattamento di fine rapporto (TFR), della previdenza complementare attraverso il lancio dei fondi pensione “aperti”

Il Piano prometteva di avviare la previdenza complementare finanziata con il TFR, con il lancio dei fondi pensione aperti, che esistevano già dal d.lgs. 21 aprile 1993, n. 124. La legge 23 agosto 2004, n. 243 ha delegato il Governo a prevedere il conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari, salva diversa volontà del lavoratore, e a favorire le adesioni collettive ai fondi aperti. La delega è stata attuata con il d.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252 (GU n. 289 del 13 dicembre 2005), che all'art. 8 regola il conferimento del TFR ai fondi, esplicito o tacito. Il decreto però entrava in vigore il 1° gennaio 2008; la data è stata anticipata al 1° gennaio 2007 dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo la fine del governo. Nel mandato la riforma è stata quindi adottata, ma il conferimento del TFR ai fondi non è partito.

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mantenutawelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivi alla natalità ed alla realizzazione di asili nido

Il governo ha introdotto incentivi sia per gli asili nido sia per la natalità. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (articolo 70) ha istituito un fondo per gli asili nido, con 50 milioni di euro per il 2002, 100 per il 2003 e 150 per il 2004, mutui della Cassa depositi e prestiti ai Comuni per costruirli e deduzioni per le spese dei micro-nidi e dei nidi nei luoghi di lavoro. La legge 311/2004 ha poi soppresso il fondo, facendone confluire le risorse nel finanziamento delle Regioni. Per la natalità, l'articolo 21 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 ha concesso 1.000 euro per ogni figlio secondo o successivo nato o adottato tra il 1° dicembre 2003 e il 31 dicembre 2004, e la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (commi 331 e 332) lo ha esteso a tutti i nati del 2005 e ai secondi figli nati nel 2006, per le famiglie con reddito fino a 50.000 euro.

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non mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Progressiva eliminazione dell'assurdo costituito da un'imposta come l'IRAP

Nel mandato dei governi Berlusconi II e III l'Irap è rimasta in vigore con la stessa aliquota ordinaria, il 4,25 per cento. La legge delega fiscale 7 aprile 2003, n. 80 (articolo 8) prevedeva la graduale eliminazione dell'imposta, a partire dal costo del lavoro, con decreti legislativi da adottare entro due anni, cioè entro il 3 maggio 2005: per l'Irap non risultano decreti adottati. Le leggi finanziarie hanno introdotto solo deduzioni mirate. Quella per il 2003 ha aumentato le deduzioni per i contribuenti con base imponibile bassa e pochi dipendenti. Quella per il 2005 (legge 311/2004) ha aggiunto deduzioni per il personale addetto alla ricerca, per le imprese più piccole e, per tre anni, per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L'aliquota ordinaria è stata ridotta al 3,9 per cento solo dal 2008. La scheda corrispondente di «Il conto», sull'abolizione in tre anni dell'Irap sul lavoro annunciata nel 2005, è «non valutabile» perché quel traguardo cadeva dopo la fine del governo; questa promessa non ha una scadenza e vale per l'intero mandato.

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mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Costituzione ed avvio del lavoro delle commissioni incaricate della riforma dei Codici e della redazione dei nuovi Testi unici

Le commissioni per la riforma dei codici sono state costituite e hanno avviato i lavori. Il 4 luglio 2002, in Commissione Giustizia della Camera, il ministro della Giustizia Castelli ha riferito che il ministero aveva costituito commissioni di studio per la riforma del codice penale, per uno schema di legge delega sul processo civile, per la riforma della legge fallimentare e per la magistratura onoraria. Nella stessa seduta ha annunciato l'avvio imminente della commissione per il codice di procedura penale.

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in parteistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

attuazione della nostra riforma e del nostro “Piano per la scuola e per l'alfabetizzazione digitale”

Il Piano prometteva l'attuazione della riforma della scuola e del piano per l'alfabetizzazione digitale. La riforma è stata approvata con la legge 28 marzo 2003, n. 53; per il primo ciclo il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 ha avviato le prime due classi della scuola primaria nell'anno 2003-2004 e le altre dal 2004-2005. Per il secondo ciclo il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 ha fissato l'avvio delle prime classi dall'anno 2007-2008, dopo la fine dei governi valutati. Sulla parte digitale non risulta un atto specifico; la scheda corrispondente di «Il conto», sul collegamento a Internet delle scuole, è «in parte».

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piena autonomia delle Università

Il Piano prometteva la piena autonomia delle università, che avevano già un'autonomia statutaria e finanziaria in base alla legge 9 maggio 1989, n. 168. Nel mandato il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 ha modificato il regolamento sull'autonomia didattica degli atenei, riordinando lauree e lauree magistrali. La legge 4 novembre 2005, n. 230 ha riformato lo stato giuridico di professori e ricercatori e, per i professori, ha sostituito le valutazioni comparative bandite dagli atenei con un'idoneità scientifica nazionale, regolata poi dal decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164: una parte del reclutamento è stata quindi accentrata. Non risultano atti del governo che abbiano ampliato l'autonomia statutaria, organizzativa o finanziaria delle università.

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in partegiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riforma e velocizzazione del processo civile

L'Agenda prevedeva la riforma e la velocizzazione del processo civile entro il secondo anno di governo, cioè entro l'11 giugno 2003. Nel termine il governo ha approvato il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, in vigore dal 2004, che ha introdotto un rito più rapido, ma solo per le controversie societarie, bancarie e finanziarie. La riforma del processo ordinario di cognizione è arrivata dopo la scadenza: il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha riscritto gli articoli 180, 183 e 184 del codice di procedura civile (trattazione orale, prima udienza, preclusioni). La stessa legge ha delegato il governo a riformare il giudizio di cassazione e l'arbitrato, e la delega è stata attuata con il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 40. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla revisione dei codici.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Emanazione di un “Codice agrario”

Il Piano prometteva l'emanazione di un Codice agrario. La legge 7 marzo 2003, n. 38 ha delegato il governo al riassetto delle norme su agricoltura, pesca e foreste anche in un codice agricolo (art. 1, comma 3), con termine prorogato fino al 15 maggio 2006. Nel mandato il governo ha emanato i decreti legislativi di modernizzazione del settore (tra cui il d.lgs. 99/2004 e il d.lgs. 101/2005), ma non risulta alcun decreto che istituisca il codice. Il Servizio studi della Camera descrive nel gennaio 2010 il «codice dell'attività agricola» (schema di d.lgs. n. 164, art. 14 della legge 246/2005) come il primo concreto tentativo di riordino del settore: è quindi opera di un governo successivo.

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mantenutaambiente

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Emanazione [...] di un “Codice ambientale”

Il «Codice ambientale» è stato emanato con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, «Norme in materia ambientale» (GU n. 88 del 14 aprile 2006, supplemento ordinario n. 96), in attuazione della delega della legge 15 dicembre 2004, n. 308. Il decreto, chiamato comunemente «Codice dell'ambiente», riunisce in un solo testo le norme su valutazioni ambientali, difesa del suolo e tutela delle acque, rifiuti e bonifiche, tutela dell'aria e danno ambientale. È stato adottato nel mandato, poche settimane prima della fine del governo (17 maggio 2006).

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Cantierizzazione delle principali opere pubbliche previste dal Piano

Il piano delle grandi opere è stato adottato con la legge obiettivo (legge 443/2001) e la delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001, ma nel mandato i cantieri sono stati aperti solo per una parte delle opere. Il CIPE ha adottato 95 delibere sulle opere del programma fino al 30 aprile 2005 (16 nel 2002, 25 nel 2003, 44 nel 2004, 10 nei primi mesi del 2005). Tra le opere con lavori avviati nel mandato c'erano il sistema MO.S.E. di Venezia e il 5° macrolotto dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006, sei mesi dopo la fine del governo, delle 137 opere approvate dal CIPE 25 avevano lavori in corso e 4 erano ultimate, mentre 68 erano ancora in progettazione: le principali opere del Piano erano in gran parte ancora da cantierare.

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