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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

198 schede

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

È necessario un Testo unico del processo

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del processo amministrativo nel mandato. La legge di semplificazione approvata nel mandato (legge 29 luglio 2003, n. 229), che delegava il governo a riordinare e codificare diverse materie, non comprendeva il processo amministrativo. Il riordino organico è arrivato dopo, con la legge delega 18 giugno 2009, n. 69 (art. 44) e il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, che ha approvato il Codice del processo amministrativo (GU n. 156 del 7 luglio 2010, in vigore dal 16 settembre 2010). Quel codice è stato dunque opera di un governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Una legge quadro deve essere basata su alcuni principi

Nel mandato il Parlamento non ha approvato una legge quadro sulle professioni. La relazione a un disegno di legge presentato il 28 aprile 2006 da senatori della maggioranza uscente (Senato, XV legislatura, n. 9) riconosce che nella XIV legislatura, «pur non essendo mancate iniziative parlamentari e governative», i progetti di riforma «non hanno fatto significativi progressi» e che i contrasti tra le forze politiche «hanno impedito l'approvazione di una legge in materia». Il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 si limita a individuare i principi fondamentali in materia di professioni già desumibili dalle leggi vigenti, per delimitare la competenza legislativa delle Regioni, ed esclude dal suo ambito l'ordinamento degli Ordini, gli albi, il tirocinio e l'esame di Stato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione dell'informazione sui servizi secondo regole deontologiche elaborate dagli Ordini

Il Piano prometteva di liberalizzare l'informazione sui servizi dei professionisti, con regole deontologiche degli Ordini. Non risultano atti del governo che l'abbiano fatto nel mandato. I divieti di pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi sono stati abrogati dall'art. 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, cioè dopo la fine del governo (17 maggio 2006).

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Regolamentazione delle società fra professionisti, con possibilità di soci finanziatori in limiti ristretti

Non risultano atti del governo che abbiano regolato le società tra professionisti. Il governo ha elaborato ipotesi di riforma delle professioni: una bozza di disegno di legge delega nel novembre 2004 e una riforma presentata agli Ordini nel 2005 e poi tolta dal decreto-legge 35/2005 sulla competitività. Nessuna è diventata legge entro il mandato. Le società interdisciplinari tra professionisti sono state ammesse dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 248/2006, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Più investimenti e meno vincoli per la ricerca

Il Piano chiedeva più investimenti per la ricerca. Secondo l'Istat la spesa per ricerca e sviluppo è rimasta all'1,09 per cento del Pil sia nel 2001 sia nel 2005. La spesa delle istituzioni pubbliche e delle università è passata da 6,91 a 7,41 miliardi di euro correnti, il 7,3 per cento in più in quattro anni, mentre la spesa totale, trainata dalle imprese, è cresciuta del 14,9 per cento, all'incirca quanto il Pil: in rapporto al Pil la spesa pubblica e universitaria è quindi diminuita. Nel mandato non risulta l'aumento degli investimenti promesso. La seconda parte della promessa, «meno vincoli», è troppo generica per essere misurata.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sospensione immediata della riforma dei cicli scolastici

Il riordino dei cicli scolastici previsto dalla legge 10 febbraio 2000, n. 30 non è partito dal 1° settembre 2001 nelle prime due classi della scuola elementare: il governo ne aveva annunciato il rinvio nelle dichiarazioni programmatiche e la Corte dei conti aveva mosso rilievi al regolamento che doveva avviarlo. La sospensione è diventata definitiva con la legge 28 marzo 2003, n. 53 (riforma Moratti), che all'art. 7, comma 12, ha abrogato la legge 30/2000. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto», sull'impegno a rinviare l'attuazione della riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Le famiglie devono poter scegliere liberamente la scuola [...] attraverso l'introduzione del “buono scuola” che sostenga soprattutto le famiglie meno abbienti

Il Piano prometteva un «buono scuola» per la libera scelta della scuola, a sostegno soprattutto delle famiglie meno abbienti. La legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2, comma 7) ha previsto un contributo alle famiglie per le spese di frequenza delle scuole paritarie, fino a 30 milioni di euro l'anno dal 2003 al 2005. La legge finanziaria 2004 (legge 350/2003, art. 3, comma 94) ha introdotto un limite di reddito per ottenerlo, poi abrogato dal decreto-legge 35/2005. La stessa legge finanziaria 2004 (comma 111) aveva destinato al buono scuola fino a 100 milioni l'anno dal Fondo per le politiche sociali, ma la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma con la sentenza n. 423 del 2004.

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

progressivo adeguamento delle retribuzioni al livello europeo

Il Piano prometteva un progressivo adeguamento degli stipendi degli insegnanti al livello europeo. Secondo l'OCSE, lo stipendio tabellare di un docente di scuola media con 15 anni di anzianità era in Italia di 31.072 dollari a parità di potere d'acquisto nel 2001, contro una media dei paesi OCSE di 31.968 (il 97 per cento). Nel 2005 era di 31.917 dollari, contro una media OCSE di 40.322 (il 79 per cento) e una media di 40.177 dollari per i 19 paesi dell'Unione europea. Il rapporto con la media OCSE è sceso anche per la scuola primaria (dal 95 al 78 per cento) e per la secondaria superiore (dal 93 al 76 per cento). Le due edizioni non sono del tutto confrontabili, perché cambiano i paesi compresi nella media e le parità di potere d'acquisto, ma in tutti i livelli di scuola il divario dalla media non si è ridotto: è aumentato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre promuovere un tavolo di concertazione fra Università e Fondazioni di origine bancaria

Il Piano indicava la necessità di promuovere un tavolo di concertazione tra Università e Fondazioni di origine bancaria, perché una parte delle risorse delle Fondazioni finanziasse programmi di ricerca. Non risultano atti del governo che abbiano istituito un tavolo di questo tipo nel mandato. Il rapporto annuale dell'associazione delle Fondazioni (ACRI) del 2004 descrive interventi a favore delle università decisi dalle singole Fondazioni, come il ritorno dell'università a Treviso, senza riferimenti a un tavolo o a un protocollo con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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in parteistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riconoscimento di un ruolo molto più ampio [...] alle singole Università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree

Il Piano prometteva un ruolo molto più ampio alle singole università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree. Il decreto del ministro dell'istruzione 22 ottobre 2004, n. 270 (GU n. 266 del 12 novembre 2004) ha sostituito il regolamento sull'autonomia didattica del 1999 (decreto 3 novembre 1999, n. 509) e ha ristretto la parte dei crediti che i decreti ministeriali sulle classi possono riservare. Il decreto del 1999 consentiva di riservare fino al 66 per cento dei crediti, distribuiti fra sei tipi di attività; quello del 2004 consente di riservare solo crediti delle attività di base e caratterizzanti, fino al 50 per cento per le lauree e al 40 per cento per le lauree magistrali, salvo i corsi che danno accesso alle professioni. Restano però al ministero le classi, gli obiettivi formativi qualificanti e i crediti minimi, e i decreti sulle nuove classi sono stati adottati solo il 16 marzo 2007, dopo la fine dei governi valutati. L'autonomia degli atenei è stata ampliata, ma le decisioni sulla struttura delle lauree sono rimaste in larga parte al ministero.

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione delle iniziative imprenditoriali dei docenti e ricercatori

Non risultano atti del governo che abbiano reso compatibile la partecipazione azionaria con il ruolo di dipendente di università ed enti di ricerca. Il decreto legislativo 297/1999 prevedeva solo il finanziamento delle iniziative di spin-off. Il riordino della docenza della legge 4 novembre 2005, n. 230 non contiene norme sulle società o sull'incompatibilità con l'attività d'impresa. L'eccezione per le società spin-off o start-up universitarie è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 (art. 6, comma 9), dopo la fine del governo.

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in parteistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni di tipo economico per le Università i cui centri di ricerca dimostrino valori di eccellenza scientifica a livello internazionale

Il governo ha finanziato centri di ricerca universitari selezionati per qualità, ma non ha introdotto un incentivo stabile per gli atenei d'eccellenza. Con il decreto ministeriale 23 novembre 2001, n. 245 il ministero ha avviato il cofinanziamento dei centri di eccellenza della ricerca per il 2001, un programma nato nel 2000. Con il decreto 17 ottobre 2003, n. 193 ha ammesso al cofinanziamento 11 centri di dieci atenei, valutati da una commissione con revisori anonimi, per 17,4 milioni di euro complessivi. Si trattava di progetti di nuovi centri scelti su bando, non di un premio agli atenei in base all'eccellenza internazionale già dimostrata. Una quota del fondo di finanziamento ordinario legata alla qualità della ricerca è stata introdotta solo con il decreto-legge 180/2008.

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni economiche alle Università che dimostrino capacità di trasferimento tecnologico verso il mondo dell'impresa

Il Piano chiedeva incentivi alle università in base alla capacità di trasferimento tecnologico, misurata con brevetti, contratti con le imprese, imprese create da ricercatori e licenze. Non risultano atti dei governi che abbiano legato il finanziamento degli atenei a indicatori di questo tipo: il modello di riparto del fondo di finanziamento ordinario adottato nel 2004 (decreto ministeriale 28 luglio 2004, n. 146) misura la ricerca soprattutto con i progetti PRIN valutati positivamente, e i criteri del 2005 (decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139) destinano le quote di incentivazione ad altri scopi, come la mobilità dei docenti. Il decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (art. 12) ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2005 e 2,5 milioni per il 2006 per cofinanziare fino a dieci uffici di trasferimento tecnologico negli atenei: un sostegno alla loro creazione, assegnato sui progetti presentati, non un premio ai risultati.

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Gli istituti del CNR, dello INFN e dell'ENEA saranno collegati organicamente ai centri universitari di eccellenza

Non risultano atti del governo che colleghino «organicamente» gli istituti di CNR, INFN ed ENEA a centri universitari di eccellenza. Il riordino del CNR (decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127) ha previsto strumenti di collaborazione con le università: l'integrazione con le reti della ricerca universitaria, unità di ricerca presso gli atenei sulla base di convenzioni e la mobilità del personale. Il riordino dell'ENEA (decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257) prevede collaborazioni con le università, tramite convenzioni, per la formazione dei ricercatori. Per l'INFN non risultano atti di riordino nel mandato. Nessuno di questi atti lega in modo stabile gli istituti degli enti a centri universitari di eccellenza.

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mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Avvio di un piano di progressiva deduzione e/o detrazione fiscale dei trasferimenti e/o investimenti in ricerca scientifica

Nel mandato sono state introdotte tre deduzioni fiscali per la ricerca. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 347-348) ha permesso alle imprese di dedurre dalla base imponibile Irap i costi del personale addetto alla ricerca e sviluppo, dal periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2004. Il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (art. 14, comma 7), convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha reso deducibili senza limiti le erogazioni liberali in denaro a università ed enti di ricerca: per le persone fisiche e per le imprese, per le quali è stato eliminato il tetto del 2 per cento del reddito. La legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, comma 353) ha reso integralmente deducibili i fondi trasferiti dalle società a università ed enti di ricerca per finanziare la ricerca. Le misure riguardano i costi del personale di ricerca e i trasferimenti a università ed enti, non tutti gli investimenti in ricerca.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Redigere un Piano energetico nazionale

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un Piano energetico nazionale. La legge 23 agosto 2004, n. 239 (legge Marzano, GU n. 215 del 13 settembre 2004) ha riordinato il settore. Fissa gli obiettivi generali della politica energetica e attribuisce allo Stato la definizione del «quadro di programmazione di settore» (art. 1, comma 7, lettera b), ma non prevede né adotta un documento denominato piano energetico nazionale.

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mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Detassare i trasferimenti di proprietà per l'accorpamento fondiario

La legge finanziaria per il 2002 (legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 52, comma 21) ha inserito l'art. 5-bis nella legge 97/1994: nei territori delle comunità montane il trasferimento di terreni agricoli a coltivatori diretti e imprenditori agricoli che si impegnano a costituire un «compendio unico» e a coltivarlo per almeno dieci anni è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo. Il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (art. 7) ha esteso l'agevolazione fuori dalle zone montane, inserendo l'art. 5-bis nel d.lgs. 228/2001: il compendio unico può comprendere anche terreni non confinanti e gli onorari notarili sono ridotti a un sesto. L'esenzione vale per i trasferimenti che servono a costituire un compendio unico, cioè un'azienda dell'estensione necessaria a raggiungere il livello minimo di redditività fissato dai piani regionali.

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in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Legge Tremonti Per rilanciare lo sviluppo con la detassazione degli investimenti e delle nuove assunzioni di lavoratori

Il Piano annunciava una legge Tremonti per detassare gli investimenti e le nuove assunzioni. La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (art. 4, la cosiddetta Tremonti-bis) ha escluso dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali eccedenti la media dei cinque periodi d'imposta precedenti, ma non prevede incentivi alle assunzioni. Per le assunzioni il governo non ha introdotto una nuova detassazione: esisteva già il credito d'imposta della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 7), pari a 800.000 lire al mese per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Il decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209 lo ha limitato per il secondo semestre del 2002, e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 63) lo ha prorogato fino al 2006 riducendone l'importo a 100 euro, o 150 per gli assunti sopra i 45 anni, entro un limite di spesa di 125 milioni di euro l'anno. La scheda corrispondente di «Il conto», che riguarda solo il reinvestimento degli utili d'impresa, è «mantenuta»; qui la promessa comprendeva anche le assunzioni.

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mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Azzeramento della tassa sulle successioni e sulle donazioni

La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001, in vigore dal 25 ottobre) ha soppresso l'imposta sulle successioni e donazioni (art. 13, comma 1). La scadenza dell'Agenda era il primo anno di governo (giugno 2002) ed è stata rispettata. Per le donazioni a persone diverse dal coniuge e dai parenti fino al quarto grado, sulla parte della quota oltre 350 milioni di lire si applicavano le imposte previste per i trasferimenti a titolo oneroso. L'imposta è stata reintrodotta solo dopo il mandato, con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

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non mantenutaistruzione

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Blocco istantaneo [...] della riforma universitaria

La riforma degli ordinamenti didattici universitari (decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, il «3+2») non è stata bloccata: secondo l'ISTAT è entrata in vigore con l'anno accademico 2001-2002, cioè nel primo anno di governo. Il governo l'ha poi rivista con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 (Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004, in vigore dal 27 novembre 2004), che sostituisce il d.m. 509/1999 ma ne conserva l'impianto su due livelli, laurea e laurea magistrale. Non risultano atti di sospensione della riforma.

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mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Legge obiettivo Per migliorare la vita dei cittadini realizzando le nuove opere pubbliche necessarie

La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 27 dicembre 2001 ed entrata in vigore l'11 gennaio 2002, ha delegato il Governo a disciplinare la realizzazione delle infrastrutture strategiche. È stata approvata sei mesi dopo l'insediamento del governo (11 giugno 2001). Il CIPE ha approvato il primo programma delle opere con la delibera 121 del 21 dicembre 2001.

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in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Contratto di lavoro europeo Per convergere con l'Europa in materia di contratti di lavoro, garanzie, flessibilità, mobilità, partecipazione

Il Piano prometteva una riforma dei contratti di lavoro per avvicinarli all'Europa in termini di garanzie, flessibilità, mobilità e partecipazione. Sulla flessibilità e sulla mobilità il governo ha agito: il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 ha recepito la direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, e la legge delega 14 febbraio 2003, n. 30 con il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ha introdotto la somministrazione di lavoro, il lavoro intermittente, il lavoro a progetto e il lavoro ripartito. Sulle garanzie l'intervento è stato limitato: il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 ha aumentato l'indennità di disoccupazione solo per il 2005 e il 2006, e non risulta approvata una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali. Sulla partecipazione dei lavoratori c'è solo il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 188, che recepisce la direttiva sulla Società europea.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per riportare nella legalità, in base ad un preciso e conveniente piano di “rientro”, una parte rilevante dell'economia

Il piano di emersione è stato adottato: la legge 18 ottobre 2001, n. 383 ha consentito agli imprenditori di far emergere il lavoro irregolare con una dichiarazione di emersione. Per tre periodi d'imposta l'aumento di reddito dichiarato era tassato con un'imposta sostitutiva di Irpef, Irpeg e Irap del 10, 15 e 20 per cento, con una contribuzione sostitutiva dell'8, 10 e 12 per cento sui redditi di lavoro emersi. I termini sono stati poi prorogati e il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre 2002, n. 266, ha affidato a comitati provinciali i piani di emersione progressiva. I risultati sono stati modesti: rispondendo a un'interrogazione alla Camera il 18 marzo 2003, il governo ha riferito che la fase di emersione progressiva si era chiusa con circa 900 piani individuali, e ha indicato come possibile effetto indiretto della campagna oltre 270.000 nuove posizioni lavorative, senza poterle attribuire con certezza all'emersione. Il piano promesso è stato quindi attuato, ma non risulta che abbia riportato nella legalità una parte rilevante dell'economia.

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non mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per rendere libera, senza più obbligo di ottenere “permessi” o “concessioni”, la ristrutturazione interna alle case, ai negozi, ai laboratori

Il Piano prometteva di rendere liberi, senza permessi né concessioni, i lavori interni di case, negozi e laboratori che non toccano muri portanti, volumi ed esterni. Questi lavori non richiedevano concessioni già prima del 2001: dal 1996 bastava una denuncia di inizio attività. Non risultano atti del governo che li abbiano resi liberi da ogni adempimento. La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (art. 1, comma 6) ha esteso la denuncia di inizio attività alle ristrutturazioni più pesanti, e nel testo unico dell'edilizia (d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) vigente nel 2006 l'attività libera comprendeva solo la manutenzione ordinaria, l'eliminazione di alcune barriere architettoniche e le opere temporanee di ricerca nel sottosuolo (art. 6); gli altri interventi minori restavano soggetti a denuncia di inizio attività (art. 22).

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