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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

15 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piano per l'alfabetizzazione digitale nelle scuole per avere un serio ed esteso aggiornamento degli insegnanti

Il piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ForTIC) è stato avviato dal Ministero dell'istruzione con la circolare ministeriale n. 55 del 21 maggio 2002, con corsi su tre percorsi: competenze di base (A), uso delle tecnologie nella didattica (B) e gestione delle reti nelle scuole (C). Nella circolare del 17 gennaio 2006 sul piano successivo il Ministero riferisce che il ForTIC ha avuto circa 170.000 partecipanti; il materiale informativo dello stesso Ministero, su dati INVALSI, ne conta 170.768, di cui 150.623 nel percorso di base. Il piano è stato quindi realizzato su larga scala durante il mandato dei governi Berlusconi II e III.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Più investimenti e meno vincoli per la ricerca

Il Piano chiedeva più investimenti per la ricerca. Secondo l'Istat la spesa per ricerca e sviluppo è rimasta all'1,09 per cento del Pil sia nel 2001 sia nel 2005. La spesa delle istituzioni pubbliche e delle università è passata da 6,91 a 7,41 miliardi di euro correnti, il 7,3 per cento in più in quattro anni, mentre la spesa totale, trainata dalle imprese, è cresciuta del 14,9 per cento, all'incirca quanto il Pil: in rapporto al Pil la spesa pubblica e universitaria è quindi diminuita. Nel mandato non risulta l'aumento degli investimenti promesso. La seconda parte della promessa, «meno vincoli», è troppo generica per essere misurata.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sospensione immediata della riforma dei cicli scolastici

Il riordino dei cicli scolastici previsto dalla legge 10 febbraio 2000, n. 30 non è partito dal 1° settembre 2001 nelle prime due classi della scuola elementare: il governo ne aveva annunciato il rinvio nelle dichiarazioni programmatiche e la Corte dei conti aveva mosso rilievi al regolamento che doveva avviarlo. La sospensione è diventata definitiva con la legge 28 marzo 2003, n. 53 (riforma Moratti), che all'art. 7, comma 12, ha abrogato la legge 30/2000. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto», sull'impegno a rinviare l'attuazione della riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Le famiglie devono poter scegliere liberamente la scuola [...] attraverso l'introduzione del “buono scuola” che sostenga soprattutto le famiglie meno abbienti

Il Piano prometteva un «buono scuola» per la libera scelta della scuola, a sostegno soprattutto delle famiglie meno abbienti. La legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2, comma 7) ha previsto un contributo alle famiglie per le spese di frequenza delle scuole paritarie, fino a 30 milioni di euro l'anno dal 2003 al 2005. La legge finanziaria 2004 (legge 350/2003, art. 3, comma 94) ha introdotto un limite di reddito per ottenerlo, poi abrogato dal decreto-legge 35/2005. La stessa legge finanziaria 2004 (comma 111) aveva destinato al buono scuola fino a 100 milioni l'anno dal Fondo per le politiche sociali, ma la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima la norma con la sentenza n. 423 del 2004.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

progressivo adeguamento delle retribuzioni al livello europeo

Il Piano prometteva un progressivo adeguamento degli stipendi degli insegnanti al livello europeo. Secondo l'OCSE, lo stipendio tabellare di un docente di scuola media con 15 anni di anzianità era in Italia di 31.072 dollari a parità di potere d'acquisto nel 2001, contro una media dei paesi OCSE di 31.968 (il 97 per cento). Nel 2005 era di 31.917 dollari, contro una media OCSE di 40.322 (il 79 per cento) e una media di 40.177 dollari per i 19 paesi dell'Unione europea. Il rapporto con la media OCSE è sceso anche per la scuola primaria (dal 95 al 78 per cento) e per la secondaria superiore (dal 93 al 76 per cento). Le due edizioni non sono del tutto confrontabili, perché cambiano i paesi compresi nella media e le parità di potere d'acquisto, ma in tutti i livelli di scuola il divario dalla media non si è ridotto: è aumentato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre promuovere un tavolo di concertazione fra Università e Fondazioni di origine bancaria

Il Piano indicava la necessità di promuovere un tavolo di concertazione tra Università e Fondazioni di origine bancaria, perché una parte delle risorse delle Fondazioni finanziasse programmi di ricerca. Non risultano atti del governo che abbiano istituito un tavolo di questo tipo nel mandato. Il rapporto annuale dell'associazione delle Fondazioni (ACRI) del 2004 descrive interventi a favore delle università decisi dalle singole Fondazioni, come il ritorno dell'università a Treviso, senza riferimenti a un tavolo o a un protocollo con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riconoscimento di un ruolo molto più ampio [...] alle singole Università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree

Il Piano prometteva un ruolo molto più ampio alle singole università nelle decisioni sul riordino della struttura delle lauree. Il decreto del ministro dell'istruzione 22 ottobre 2004, n. 270 (GU n. 266 del 12 novembre 2004) ha sostituito il regolamento sull'autonomia didattica del 1999 (decreto 3 novembre 1999, n. 509) e ha ristretto la parte dei crediti che i decreti ministeriali sulle classi possono riservare. Il decreto del 1999 consentiva di riservare fino al 66 per cento dei crediti, distribuiti fra sei tipi di attività; quello del 2004 consente di riservare solo crediti delle attività di base e caratterizzanti, fino al 50 per cento per le lauree e al 40 per cento per le lauree magistrali, salvo i corsi che danno accesso alle professioni. Restano però al ministero le classi, gli obiettivi formativi qualificanti e i crediti minimi, e i decreti sulle nuove classi sono stati adottati solo il 16 marzo 2007, dopo la fine dei governi valutati. L'autonomia degli atenei è stata ampliata, ma le decisioni sulla struttura delle lauree sono rimaste in larga parte al ministero.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione delle iniziative imprenditoriali dei docenti e ricercatori

Non risultano atti del governo che abbiano reso compatibile la partecipazione azionaria con il ruolo di dipendente di università ed enti di ricerca. Il decreto legislativo 297/1999 prevedeva solo il finanziamento delle iniziative di spin-off. Il riordino della docenza della legge 4 novembre 2005, n. 230 non contiene norme sulle società o sull'incompatibilità con l'attività d'impresa. L'eccezione per le società spin-off o start-up universitarie è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 (art. 6, comma 9), dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni di tipo economico per le Università i cui centri di ricerca dimostrino valori di eccellenza scientifica a livello internazionale

Il governo ha finanziato centri di ricerca universitari selezionati per qualità, ma non ha introdotto un incentivo stabile per gli atenei d'eccellenza. Con il decreto ministeriale 23 novembre 2001, n. 245 il ministero ha avviato il cofinanziamento dei centri di eccellenza della ricerca per il 2001, un programma nato nel 2000. Con il decreto 17 ottobre 2003, n. 193 ha ammesso al cofinanziamento 11 centri di dieci atenei, valutati da una commissione con revisori anonimi, per 17,4 milioni di euro complessivi. Si trattava di progetti di nuovi centri scelti su bando, non di un premio agli atenei in base all'eccellenza internazionale già dimostrata. Una quota del fondo di finanziamento ordinario legata alla qualità della ricerca è stata introdotta solo con il decreto-legge 180/2008.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni economiche alle Università che dimostrino capacità di trasferimento tecnologico verso il mondo dell'impresa

Il Piano chiedeva incentivi alle università in base alla capacità di trasferimento tecnologico, misurata con brevetti, contratti con le imprese, imprese create da ricercatori e licenze. Non risultano atti dei governi che abbiano legato il finanziamento degli atenei a indicatori di questo tipo: il modello di riparto del fondo di finanziamento ordinario adottato nel 2004 (decreto ministeriale 28 luglio 2004, n. 146) misura la ricerca soprattutto con i progetti PRIN valutati positivamente, e i criteri del 2005 (decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139) destinano le quote di incentivazione ad altri scopi, come la mobilità dei docenti. Il decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (art. 12) ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2005 e 2,5 milioni per il 2006 per cofinanziare fino a dieci uffici di trasferimento tecnologico negli atenei: un sostegno alla loro creazione, assegnato sui progetti presentati, non un premio ai risultati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Gli istituti del CNR, dello INFN e dell'ENEA saranno collegati organicamente ai centri universitari di eccellenza

Non risultano atti del governo che colleghino «organicamente» gli istituti di CNR, INFN ed ENEA a centri universitari di eccellenza. Il riordino del CNR (decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127) ha previsto strumenti di collaborazione con le università: l'integrazione con le reti della ricerca universitaria, unità di ricerca presso gli atenei sulla base di convenzioni e la mobilità del personale. Il riordino dell'ENEA (decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257) prevede collaborazioni con le università, tramite convenzioni, per la formazione dei ricercatori. Per l'INFN non risultano atti di riordino nel mandato. Nessuno di questi atti lega in modo stabile gli istituti degli enti a centri universitari di eccellenza.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Blocco istantaneo [...] della riforma universitaria

La riforma degli ordinamenti didattici universitari (decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, il «3+2») non è stata bloccata: secondo l'ISTAT è entrata in vigore con l'anno accademico 2001-2002, cioè nel primo anno di governo. Il governo l'ha poi rivista con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 (Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004, in vigore dal 27 novembre 2004), che sostituisce il d.m. 509/1999 ma ne conserva l'impianto su due livelli, laurea e laurea magistrale. Non risultano atti di sospensione della riforma.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La proprietà delle “invenzioni” realizzate nelle Università e nei laboratori pubblici deve essere degli inventori

L'art. 7 della legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001) ha inserito nel regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127 l'art. 24-bis: quando il rapporto di lavoro è con un'università o con una pubblica amministrazione che fa ricerca, il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti sull'invenzione brevettabile di cui è autore. All'inventore spetta almeno il 50 per cento dei proventi; se l'ente non decide diversamente, a questo va il 30 per cento, vicino al terzo indicato nel Piano. La proprietà delle invenzioni è stata quindi attribuita agli inventori.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

attuazione della nostra riforma e del nostro “Piano per la scuola e per l'alfabetizzazione digitale”

Il Piano prometteva l'attuazione della riforma della scuola e del piano per l'alfabetizzazione digitale. La riforma è stata approvata con la legge 28 marzo 2003, n. 53; per il primo ciclo il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 ha avviato le prime due classi della scuola primaria nell'anno 2003-2004 e le altre dal 2004-2005. Per il secondo ciclo il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 ha fissato l'avvio delle prime classi dall'anno 2007-2008, dopo la fine dei governi valutati. Sulla parte digitale non risulta un atto specifico; la scheda corrispondente di «Il conto», sul collegamento a Internet delle scuole, è «in parte».

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piena autonomia delle Università

Il Piano prometteva la piena autonomia delle università, che avevano già un'autonomia statutaria e finanziaria in base alla legge 9 maggio 1989, n. 168. Nel mandato il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 ha modificato il regolamento sull'autonomia didattica degli atenei, riordinando lauree e lauree magistrali. La legge 4 novembre 2005, n. 230 ha riformato lo stato giuridico di professori e ricercatori e, per i professori, ha sostituito le valutazioni comparative bandite dagli atenei con un'idoneità scientifica nazionale, regolata poi dal decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 164: una parte del reclutamento è stata quindi accentrata. Non risultano atti del governo che abbiano ampliato l'autonomia statutaria, organizzativa o finanziaria delle università.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026