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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

198 schede

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino 200 milioni

Il Contratto prometteva l'aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). Con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2), dal 2003 l'aliquota del 23 per cento si applicava ai redditi fino a 15.000 euro. Con la legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349), dal 2005 si applica fino a 26.000 euro, con il 33 per cento fino a 33.500 euro e il 39 per cento oltre; il comma 350 ha aggiunto un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito sopra i 100.000 euro. Lo scaglione al 23 per cento è stato quindi allargato, ma arriva a circa un quarto della soglia promessa. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopra i 200 milioni

Il Contratto prometteva due sole aliquote, con il 33 per cento oltre i 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005, art. 1, commi 349-350) ha portato le aliquote Irpef da cinque a tre: 23 per cento fino a 26.000 euro, 33 per cento fino a 33.500, 39 per cento oltre, più un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito oltre 100.000 euro. L'aliquota massima è scesa dal 45 al 39 per cento (43 con il contributo), ma non al 33 per cento promesso.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutasicurezza

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

Attuazione del “Piano per la difesa dei cittadini [...]” che prevede tra l'altro l'introduzione dell'istituto del “poliziotto o carabiniere o vigile di quartiere”

Il servizio del poliziotto e del carabiniere di quartiere, iniziativa del Ministero dell'interno, è partito il 18 dicembre 2002 in 28 province ed è stato poi esteso a tutti i 103 capoluoghi di provincia. Nel gennaio 2006 il Ministero annunciava che dal 16 gennaio, con 754 unità in più, poliziotti e carabinieri di quartiere sarebbero saliti a 3.071, destinati a 748 zone. Il testo cita anche il vigile di quartiere, che dipende dai Comuni: la valutazione riguarda le forze dell'ordine dello Stato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro

Il Contratto con gli italiani prometteva di dimezzare il tasso di disoccupazione e di creare almeno 1,5 milioni di posti di lavoro. Secondo l'Istat il tasso di disoccupazione medio è passato dal 9,1 per cento del 2001 al 7,7 per cento del 2005, quindi è calato ma non si è dimezzato. Gli occupati medi sono saliti da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 959 mila in più, sotto l'obiettivo di 1,5 milioni. I dati fino al 2003 sono quelli ricostruiti dall'Istat per renderli confrontabili con la nuova rilevazione sulle forze di lavoro avviata nel 2004.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere”

Il Contratto con gli italiani prometteva cantieri aperti per almeno il 40 per cento degli investimenti del Piano decennale entro la legislatura. Il governo Berlusconi II e III è rimasto in carica fino al 17 maggio 2006. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006 le 137 opere approvate dal CIPE nel programma della legge obiettivo (costo stimato 88,9 miliardi di euro) avevano lavori in corso o ultimati per il 15,6 per cento del costo, meno di 14 miliardi. Il dato è successivo alla fine del mandato, quindi alla scadenza la quota era uguale o inferiore. Il 40 per cento non è stato raggiunto.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

rete integrata per l'amministrazione della Giustizia, con connessione “on line” tra le forze dell'ordine, le procure, i tribunali, l'amministrazione carceraria

Non risultano atti del governo che abbiano realizzato una rete integrata con collegamento online tra forze dell'ordine, procure, tribunali e amministrazione penitenziaria. All'inizio del 2005 è stato avviato il progetto «NdR1», per trasmettere alle procure le notizie di reato già registrate dalle forze di polizia nel Sistema di indagine (SDI) del Ministero dell'interno; secondo una magistrata della Procura generale di Bologna non ha avuto un'effettiva diffusione negli uffici. Il Piano triennale per l'informatica 2009-2011 del Ministero della giustizia, scritto nel 2008, indica il registro penale unico (SICP) ancora in sperimentazione in sei sedi pilota, la cooperazione con la banca dati nazionale dei detenuti prevista dal 2009 e l'interoperabilità tra amministrazione penitenziaria e uffici giudiziari ancora da definire.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

entro 5 anni i rapporti tra la Pubblica amministrazione e le imprese e i cittadini dovranno poter avvenire “on line”

Nel mandato il governo ha adottato il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, in vigore dal 1° gennaio 2006), che riconosce a cittadini e imprese il diritto di usare le tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali. Alla fine del mandato (maggio 2006) i rapporti con la pubblica amministrazione non erano però tutti possibili online. Secondo la direttiva del Ministro per l'innovazione del 4 gennaio 2005, circa il 50% dei servizi «prioritari» era disponibile online e altri solo in parte. Nella rilevazione europea di aprile 2006 risultava completamente online il 58% dei venti servizi pubblici di base in Italia, contro il 15% dell'ottobre 2001.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

entro 5 anni la Pubblica amministrazione dovrà ridurre in maniera rilevante i propri costi

Il Piano chiedeva che entro cinque anni la Pubblica amministrazione riducesse «in maniera rilevante» i propri costi, senza fissare un valore. Le due principali voci dei costi di funzionamento sono cresciute nel mandato. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche trasmessi dall'Istat a Eurostat, la spesa per consumi intermedi (beni e servizi acquistati per funzionare) è passata da 66,0 miliardi di euro nel 2001 a 79,7 miliardi nel 2005, circa il 21 per cento in più; i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici sono passati da 133,5 a 158,3 miliardi, circa il 19 per cento in più. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, dal 1995 al 2008 i consumi intermedi sono cresciuti in media del 4,8 per cento l'anno e l'unica riduzione in valore assoluto prima del 2011 si è avuta nel 2006: quell'anno la spesa è scesa dell'1,8 per cento, restando circa il 19 per cento sopra il livello del 2001. Non risulta quindi una riduzione rilevante dei costi entro la scadenza.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

attraverso le reti le imprese e i cittadini potranno conoscere “on line” lo stato delle proprie pratiche, seguire l'andamento di bandi di gara

Il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in vigore dal 1° gennaio 2006, ha stabilito che i siti delle amministrazioni centrali contengano l'elenco di tutti i bandi di gara e di concorso, le tipologie di procedimento di ciascun ufficio con i termini e i responsabili, e l'elenco dei servizi in rete disponibili e di futura attivazione (art. 54). Le amministrazioni che avevano già un sito avevano però ventiquattro mesi per adeguarsi. L'art. 41 prevede che, quando avvia un procedimento, l'amministrazione indichi agli interessati come esercitare in via telematica il diritto di prendere visione degli atti. Il codice non obbliga invece a rendere consultabile online lo stato di ciascuna pratica, e i bandi sono previsti come elenco, non come servizio per seguire l'andamento delle gare.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

È necessario, in particolare, ritornare ai contenuti originari del decreto legislativo n° 29 del 1993

Il Piano chiedeva di tornare ai contenuti originari del decreto legislativo 29/1993 e criticava l'«improprio sistema di spoil system» applicato alla dirigenza pubblica. Nel mandato è avvenuto l'opposto. La legge 15 luglio 2002, n. 145, all'art. 3, comma 7, ha fatto cessare gli incarichi dirigenziali di livello generale e quelli di direttore generale degli enti pubblici vigilati dallo Stato il sessantesimo giorno dalla sua entrata in vigore, a prescindere da una valutazione dei risultati. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 103 decisa il 19 marzo e depositata il 23 marzo 2007, ha dichiarato illegittima questa parte della norma. Non risultano atti del governo che abbiano ripristinato l'impianto originario del d.lgs. 29/1993.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La responsabilità penale e la responsabilità contabile devono essere circoscritte a poche e certe fattispecie

Il Piano chiedeva di circoscrivere la responsabilità penale e contabile dei dirigenti e funzionari pubblici a poche fattispecie certe, legate sostanzialmente ai casi di arricchimento personale. Non risultano atti del governo che abbiano ristretto in questo senso le ipotesi di responsabilità penale o contabile. La limitazione della responsabilità contabile ai fatti commessi con dolo o colpa grave era già in vigore prima del mandato: l'ha introdotta il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, modificando la legge 14 gennaio 1994, n. 20. Nel mandato la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, commi 231-233) ha invece previsto una definizione agevolata dei giudizi contabili: chi era stato condannato in primo grado per fatti precedenti poteva chiedere di chiudere l'appello pagando tra il 10 e il 20 per cento del danno accertato, e la sezione d'appello poteva fissare la somma fino al 30 per cento. È una riduzione delle somme dovute, non una delimitazione delle fattispecie di responsabilità.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Il numero complessivo dei parlamentari deve essere dimezzato

Il Piano prometteva di dimezzare il numero dei parlamentari. La riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 lo riduceva da 630 a 518 deputati e da 315 a 252 senatori, cioè da 945 a 770 (il 18,5 per cento in meno), quindi non un dimezzamento. La Camera l'ha approvata in seconda deliberazione il 20 ottobre 2005 e il Senato il 16 novembre 2005. Nel referendum del 25 e 26 giugno 2006 ha prevalso il No con il 61,3 per cento dei voti validi e la riforma non è entrata in vigore. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto», sulla stessa riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Si deve stabilire altresì il principio del silenzio-assenso come criterio generale nel campo delle autorizzazioni amministrative

Il silenzio-assenso è diventato regola generale per i procedimenti a istanza di parte con l'articolo 3, comma 6-ter, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, inserito dalla legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80, che ha riscritto l'articolo 20 della legge 241/1990. Se l'amministrazione non comunica il diniego nel termine del procedimento, il silenzio equivale ad accoglimento della domanda. La regola ha eccezioni: non si applica, tra l'altro, ai procedimenti su patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente, difesa, pubblica sicurezza, immigrazione e salute. La norma è stata adottata nel mandato del governo Berlusconi III.

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mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Ricorso, per le grandi infrastrutture, alla figura del “general contractor” e del “public advisor”

Il Piano prometteva di ricorrere, per le grandi infrastrutture, al «general contractor» e al «public advisor». Il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, che attua la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), ha previsto la realizzazione delle infrastrutture strategiche mediante affidamento unitario a contraente generale (artt. 6 e 9). Lo stesso decreto, all'art. 2, comma 3, lettera c), ha consentito al Ministero delle infrastrutture di avvalersi, «quali advisor», di società specializzate nella progettazione e gestione di lavori pubblici e privati. Nel campione di opere della legge obiettivo esaminato dal Servizio studi della Camera nel marzo 2007, cinque delle sette opere con contratto erano affidate a contraente generale.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Catania - Siracusa - Gela

La tavola prometteva l'asse autostradale Catania-Siracusa-Gela. Il tronco Catania-Siracusa (da Passo Martino allo svincolo di Villasmundo, circa 25 km) è stato finanziato con la delibera CIPE n. 55 del 25 luglio 2003 e affidato il 4 ottobre 2004 all'impresa Pizzarotti; i lavori sono iniziati il 24 febbraio 2005 e la strada è stata aperta al traffico nel dicembre 2009. Sulla Siracusa-Gela, il primo tronco fino a Rosolini era stato finanziato nel 1997, prima del mandato, e oltre Rosolini non risultano lavori avviati dai governi valutati: ancora nel 2015 il Consorzio per le autostrade siciliane indicava in esercizio solo la tratta da Cassibile a Rosolini, in costruzione i lotti fino a Modica e da definire progetti e finanziamenti dei lotti successivi fino a Gela. Nel mandato l'opera è quindi stata avviata solo in parte.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Cagliari - Sassari

La tavola del Piano elencava tra le autostrade il collegamento Cagliari-Sassari, che nei fatti è l'adeguamento della statale 131 «Carlo Felice», non una nuova autostrada. La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha incluso nel programma delle infrastrutture strategiche il completamento dell'adeguamento della statale tra Cagliari e Porto Torres. Con la delibera 29 settembre 2004, n. 43 il CIPE ha finanziato i tre lotti mancanti, tra il km 23 e il km 47 (circa 23 km, per un costo di 133,3 milioni di euro), con un contributo di 11,35 milioni l'anno per 15 anni; l'Anas ne aveva approvato i progetti definitivi nel settembre 2003 e nel gennaio 2004. I lotti sono stati aggiudicati tra il dicembre 2004 e il febbraio 2005, ma nel mandato sono partiti solo i lavori della variante di Sanluri (dal 12 gennaio 2005), conclusi nel dicembre 2007; quelli degli altri due lotti sono iniziati nel dicembre 2007 e nel maggio 2010, dopo la fine del governo.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana corridoio Lione - Torino - Milano - Verona - Venezia - Trieste - Lubiana - Kiev con apertura del nuovo valico del Frejus

Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Lione-Torino-Milano-Verona-Venezia-Trieste-Lubiana-Kiev, con l'apertura del nuovo valico del Frejus. L'asse ferroviario del corridoio e la nuova linea Torino-Lione sono stati inseriti nel programma della legge obiettivo con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121. Per la Torino-Lione il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato nell'agosto 2003 il cunicolo esplorativo di Venaus come opera preparatoria, e il CIPE ha approvato con la delibera 5 dicembre 2003, n. 113 il progetto preliminare della tratta internazionale, nella parte italiana dal confine di Stato a Bruzolo. Alla fine del mandato i lavori della tratta non erano stati affidati e il nuovo valico era ancora in progettazione. Sul resto del corridoio il CIPE ha approvato il progetto preliminare della linea ad alta velocità Milano-Verona (delibera 5 dicembre 2003, n. 120) e la nuova linea ad alta velocità Torino-Novara è entrata in servizio nel febbraio 2006, per le Olimpiadi invernali di Torino; le altre tratte non erano completate. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulle grandi opere.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana del corridoio Genova - Novara - Rotterdam con adeguamento del valico alpino del Sempione

Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Genova-Novara-Rotterdam con l'adeguamento del valico del Sempione. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) ha incluso il Terzo valico dei Giovi e il collegamento Novara-Sempione. Per il Terzo valico il CIPE ha approvato il progetto preliminare nel 2003 (delibera n. 78) e il progetto definitivo nel marzo 2006 (delibera n. 80, costo di 4.962 milioni di euro), ma i cantieri dell'opera non sono stati aperti nel periodo dei due governi: nel gennaio 2010 la consegna sostanziale dei lavori dipendeva ancora da un atto integrativo con il contraente generale. Per il collegamento Novara-Sempione non risultano progetti approvati dal CIPE: il rapporto della Camera del settembre 2011 sulle opere deliberate dal CIPE non lo riporta.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana del corridoio Bologna - Verona - Innsbruck - Monaco con apertura del nuovo valico del Brennero

La galleria di base del Brennero è il nuovo valico ferroviario del corridoio. Il 30 aprile 2004 Italia e Austria hanno firmato a Vienna l'accordo per costruire il tunnel, ratificato con la legge n. 115 del 2006. Il 20 dicembre 2004 il CIPE, con la delibera n. 89, ha approvato il progetto preliminare della galleria e ha assegnato 45 milioni di euro per la progettazione definitiva, gli studi e le indagini. Secondo la scheda di monitoraggio della Camera, i primi lavori sul lato italiano, il cunicolo esplorativo tra Aica e Mules, sono iniziati il 20 agosto 2007, dopo la fine del governo. Nel mandato l'opera è stata quindi approvata e finanziata solo per la progettazione, senza aprire i cantieri.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Metropolitane di [...] Roma (linea C)

La linea C è stata inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare di alcune tratte con un contributo statale di 316 milioni di euro (delibera 65 del 1° agosto 2003) e il quadro economico del tracciato fondamentale, 3.047 milioni (delibera 105 del 20 dicembre 2004). Il bando per il contraente generale è del 15 febbraio 2005 e l'aggiudicazione all'associazione guidata da Astaldi è stata deliberata il 28 febbraio 2006. I primi cantieri, per i sondaggi archeologici, sono stati aperti il 16 maggio 2006, il giorno prima della fine del governo. Il contratto è stato firmato il 12 ottobre 2006 e i lavori delle tratte T4-T5 sono iniziati nel gennaio 2007: la costruzione vera e propria è quindi posteriore al mandato.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di Civitavecchia

Il porto di Civitavecchia è stato inserito nel primo programma della legge obiettivo dalla delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001. Con la delibera n. 103 del 20 dicembre 2004 il CIPE ha approvato i progetti preliminari dei dieci interventi dell'hub (473,8 milioni di euro, di cui 186,4 per il primo lotto). Con la delibera n. 75 del 29 marzo 2006 è stato assegnato in via programmatica un finanziamento di 30 milioni di euro al prolungamento dell'antemurale Cristoforo Colombo. Il progetto definitivo del primo lotto è stato approvato solo nel 2007, dopo la fine dei governi valutati, e nel mandato non risultano lavori avviati.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di [...] Trieste

La piattaforma logistica del porto di Trieste era nel primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE (delibera 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare con la delibera 99 del 20 dicembre 2004 (costo 272 milioni di euro) e il progetto aggiornato, da 278,9 milioni e diviso in due stralci, con la delibera 148 del 2 dicembre 2005. Con la delibera 75 del 29 marzo 2006 ha assegnato in via programmatica 32 milioni di euro, rinviando il finanziamento del resto all'esame del progetto definitivo. Nel mandato non sono stati aperti cantieri: la scheda della Camera dà come stato di attuazione la progettazione preliminare e come fine lavori «oltre il 2015».

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mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riforma del sistema istituzionale per la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico

Il Piano di governo prometteva una riforma del sistema istituzionale di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. La legge 6 luglio 2002, n. 137 ha delegato il governo a riorganizzare il Ministero per i beni e le attività culturali (art. 1) e a riordinare la legislazione sui beni culturali (art. 10). Il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3 ha riorganizzato il Ministero. Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (G.U. n. 45 del 24 febbraio 2004, S.O. n. 28, in vigore dal 1° maggio 2004) ha approvato il Codice dei beni culturali e del paesaggio, che disciplina in un solo testo tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e ne distribuisce i compiti tra Stato, Regioni ed enti locali.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La “Legge obiettivo” sarà utilizzata per realizzare un grande piano di opere pubbliche e di manutenzione delle città grandi e piccole

La legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443) è stata usata per un programma di infrastrutture strategiche, approvato dal CIPE con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121, che comprendeva anche opere nelle aree urbane (i «sistemi urbani»). Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006, sei mesi dopo la fine del governo, le opere dei sistemi urbani approvate dal CIPE erano 20, per circa 9,8 miliardi di euro: 7 in progettazione, 3 affidate, 7 con lavori in corso, 1 ultimata e 2 in uno stato misto. Il programma riguarda grandi opere e non comprende un piano di manutenzione delle città, grandi e piccole, che il Piano collegava alla legge obiettivo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026