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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
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111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

198 schede

mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Va loro riconosciuto l'effettivo diritto di voto

La legge 27 dicembre 2001, n. 459 (GU n. 4 del 5 gennaio 2002, in vigore dal 6 gennaio) ha istituito il voto nella circoscrizione Estero: i cittadini italiani residenti all'estero iscritti nelle liste elettorali votano per corrispondenza per l'elezione delle Camere e per i referendum abrogativi e costituzionali, oppure possono scegliere di votare in Italia. Il regolamento di attuazione è stato adottato con il d.P.R. 2 aprile 2003, n. 104. Per l'elezione delle Camere il voto dall'estero è stato esercitato per la prima volta alle politiche del 9 e 10 aprile 2006.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

concentrazione delle deduzioni familiari sui redditi bassi e medi

Il governo ha concentrato le agevolazioni per i familiari a carico sui redditi bassi e medi in due tempi. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 2) ha portato dal 2002 la detrazione per ogni figlio a carico a 516,46 euro per i contribuenti con reddito complessivo fino a 36.151,98 euro con un figlio, con soglie più alte per due o tre figli e nessuna soglia da quattro figli in su; oltre quelle soglie restavano gli importi precedenti, più bassi. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349) ha poi sostituito dal 1° gennaio 2005 le detrazioni per carichi di famiglia con deduzioni dal reddito: 3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio (3.450 sotto i tre anni), 3.700 per ogni figlio con handicap. L'importo effettivo si riduce al crescere del reddito complessivo e si azzera intorno a 78.000 euro (più le deduzioni stesse e gli oneri deducibili), mentre fino al 2004 le detrazioni per il coniuge e per i figli spettavano, in misura ridotta, anche ai redditi più alti.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Aliquota massima del 33% [...] per le società

Il decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 (GU n. 291 del 16 dicembre 2003), emanato in attuazione della legge delega 7 aprile 2003, n. 80, ha riformato l'imposizione sul reddito delle società. Ha sostituito l'Irpeg con l'Ires e ha fissato l'aliquota al 33 per cento del reddito complessivo netto (art. 77 del Tuir). La nuova imposta si applica dal 1° gennaio 2004, quindi entro il mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Contrasto all'evasione basato anche sulla possibilità di stipulare un “concordato preventivo” per i piccoli operatori

Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 33, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326) ha introdotto per imprese e professionisti un concordato preventivo biennale «in forma sperimentale», per i periodi d'imposta 2003 e 2004, «in attesa dell'avvio a regime del concordato preventivo triennale»; l'adesione andava comunicata tra il 1° gennaio e il 16 marzo 2004. Il regime triennale è stato poi scritto in legge due volte, senza mai diventare operativo nel mandato. La «pianificazione fiscale concordata» della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 387-398) è stata abrogata dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 dal 1° gennaio 2006. La «programmazione fiscale» triennale introdotta da quest'ultima, con accettazione entro il 16 ottobre 2006, è stata abrogata dal governo successivo con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, prima di quella scadenza. Il Piano prometteva un imponibile concordato per tre anni: nel mandato si è applicato solo il concordato biennale sperimentale.

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non mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Passaggio dalle 100 imposte attuali a solo 8 imposte principali

Il Piano prometteva di passare da cento imposte a otto imposte principali. La legge 7 aprile 2003, n. 80 ha delegato il Governo a riformare il sistema fiscale statale su cinque imposte ordinate in un unico codice: imposta sul reddito, imposta sul reddito delle società, imposta sul valore aggiunto, imposta sui servizi e accisa. Entro la scadenza delle deleghe (3 maggio 2005) è stato emanato solo il d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, che ha riformato l'imposta sul reddito delle società; per le altre imposte e per il codice non risultano decreti. Nel mandato è stata soppressa l'imposta sulle successioni e donazioni (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 13), ma il sistema fiscale non è stato ricondotto a poche imposte principali.

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non valutabilefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La previsione di 70mila miliardi di minori introiti per gli interventi sulle aliquote è da considerarsi non solo come previsione ma come tetto massimo

Il Piano stimava in 70.000 miliardi di lire (circa 36 miliardi di euro) il minor gettito della riforma delle aliquote che proponeva (23 per cento fino a 200 milioni di lire di reddito, 33 per cento oltre e per le società) e lo indicava come tetto massimo, senza dire se annuo o per l'intera legislatura. La riforma è stata attuata solo in parte. Secondo il Servizio studi della Camera, la revisione dell'Irpef della legge finanziaria per il 2003 valeva un minor gettito di circa 3,7 miliardi di euro e il secondo modulo della riforma, nel 2005, di 4,1 miliardi; per le riduzioni dell'Irpeg e dell'Ires non indica cifre. Gli importi annui restano quindi molto sotto il tetto, ma solo perché le aliquote promesse non sono state introdotte, e un totale per il mandato non si può ricostruire dai dati ufficiali. Per questo l'impegno, preso da solo, non si può giudicare.

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non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

innalzando drasticamente il nostro tasso di occupazione di almeno 10 punti (pari a 2 milioni di occupati)

Il Piano prometteva di alzare il tasso di occupazione di almeno 10 punti, pari a 2 milioni di occupati. Secondo l'Istat il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è passato dal 55,9 per cento del 2001 al 57,5 per cento del 2005, l'ultimo anno intero del mandato dei governi Berlusconi II e III: un aumento di 1,6 punti. Gli occupati sono passati da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 960 mila in più. L'aumento è quindi molto lontano da quello promesso, sia nei punti sia nel numero di occupati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo

Il Piano prometteva una sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo, cioè della differenza tra il costo del lavoro per il datore e lo stipendio netto. Secondo l'OCSE, per un lavoratore single con salario medio il cuneo è passato dal 46,6 per cento del costo del lavoro nel 2001 al 46,1 per cento nel 2006; per una coppia monoreddito con due figli dal 45,1 al 44,0 per cento. Nel mandato hanno inciso le revisioni dell'Irpef del 2003 e del 2005 e la deduzione dalla base imponibile Irap, fino a 20.000 euro, per ogni lavoratore assunto in più a tempo indeterminato (legge 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 347), applicabile solo dopo la decisione della Commissione europea del 7 dicembre 2005. La riduzione c'è stata, ma di uno o due punti percentuali al massimo: è una parte limitata di quanto promesso.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuazione della Direttiva europea sul contratto di lavoro a tempo determinato

Il Piano prometteva di recepire la direttiva europea 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato. Il governo l'ha fatto con il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2001 ed entrato in vigore il 24 ottobre 2001, sulla base della delega della legge 29 dicembre 2000, n. 422. Il decreto ha ridisciplinato l'apposizione del termine al contratto di lavoro e ha sostituito la normativa precedente. Il recepimento è quindi avvenuto pochi mesi dopo l'insediamento del governo.

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non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Adozione della devoluzione regionale per la contrattazione collettiva

Il Piano prometteva di adottare la devoluzione regionale per la contrattazione collettiva. Non risultano atti del governo che abbiano trasferito la contrattazione collettiva al livello regionale. La riforma del mercato del lavoro del mandato, la legge 14 febbraio 2003, n. 30 e i decreti attuativi come il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ha riguardato i servizi per l'impiego, la somministrazione di lavoro, i contratti formativi, il part-time e le nuove forme di lavoro, non i livelli della contrattazione. Anche la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 e respinta dal referendum del 2006 assegnava alle Regioni sanità, scuola e polizia locale, non la contrattazione collettiva.

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non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Ricorso alle commissioni arbitrali per una soluzione rapida e concordata delle controversie di lavoro

Il Piano prometteva il ricorso a commissioni arbitrali per risolvere rapidamente le controversie di lavoro. Il governo ha proposto l'arbitrato nelle controversie individuali di lavoro nel disegno di legge delega S. 848-bis, stralciato il 13 giugno 2002 dal S. 848. Il testo è rimasto in esame in commissione al Senato: l'ultimo atto registrato è del 17 novembre 2004. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto l'arbitrato: né la legge delega 14 febbraio 2003, n. 30, né le norme sulla certificazione dei contratti di lavoro (titolo VIII del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276) lo prevedono.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Approvazione in Parlamento, non solo del Bilancio dello Stato, ma anche del Bilancio relativo all'intero settore pubblico

Non risultano atti del governo che prevedano l'approvazione parlamentare di un bilancio dell'intero settore pubblico. Nel mandato la legge di contabilità (legge 468/1978) è stata modificata in altri punti: il decreto-legge 194/2002, convertito dalla legge 246/2002, ha rafforzato la copertura delle leggi di spesa e la correzione dei loro scostamenti; la legge finanziaria 2006 (legge 266/2005, art. 1, comma 171) ha chiesto di tenere conto dei controlli della Corte dei conti nelle previsioni di spesa. Le leggi finanziarie hanno anche posto vincoli a tutte le amministrazioni pubbliche, come il tetto del 2 per cento alla crescita della spesa e la codifica uniforme degli incassi e dei pagamenti (Siope). Il Parlamento ha però continuato ad approvare con legge soltanto il bilancio dello Stato, mentre il quadro dei conti delle amministrazioni pubbliche restava nel Dpef, votato con una risoluzione.

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in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuazione del principio secondo cui, salvi i settori essenziali, la copertura degli aumenti reali di spesa [...] solo con riduzioni nette

Il governo non ha introdotto una regola di copertura dei maggiori oneri solo con riduzioni nette. Ha invece fissato limiti alla crescita della spesa. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 5-8) ha stabilito per il triennio 2005-2007 un tetto del 2 per cento alla crescita annua della spesa delle amministrazioni pubbliche, con esclusioni (organi costituzionali, interessi sui titoli di Stato, prestazioni sociali in denaro, trasferimenti all'Unione europea). Per il bilancio dello Stato il tetto è calcolato sulle previsioni iniziali dell'anno precedente, già ridotte dal decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (legge 191/2004). Il limite è arrivato nel quarto anno di governo, vale per tre anni e non impone di compensare ogni aumento con tagli in altri settori.

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non mantenutaEuropa

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Adozione sollecita delle Direttive europee in materia di armonizzazione, privatizzazione, liberalizzazione

Il Piano prometteva di recepire con rapidità le direttive europee. Il governo ha fatto approvare ogni anno la legge comunitaria, a partire dalla legge 1° marzo 2002, n. 39, ma il ritardo è cresciuto. Secondo la Commissione europea, nel maggio 2003 l'Italia era ultima tra gli Stati membri nel recepimento delle direttive sul mercato interno, dopo una discesa in classifica cominciata nel 2001. Al 1° giugno 2005 aveva 66 direttive non recepite, pari al 4,1 per cento, il dato peggiore dei 25 Stati contro un obiettivo europeo dell'1,5 per cento, con un arretrato aumentato rispetto all'anno precedente.

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mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Modifica delle norme per favorire la privatizzazione dei servizi pubblici locali

Il governo ha modificato due volte le norme sui servizi pubblici locali. L'art. 35 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria 2002) ha riscritto l'art. 113 del testo unico degli enti locali: per i servizi di rilevanza industriale l'erogazione andava affidata con gara a società di capitali, e gli enti locali potevano cedere le loro partecipazioni nelle società di gestione. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14), convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha ammesso tre forme di affidamento: società scelte con gara, società miste con socio privato scelto con gara, società interamente pubbliche controllate dagli enti (in house). Le concessioni date senza gara dovevano cessare entro il 31 dicembre 2006, salvo quelle a società miste o in house. La Corte costituzionale (sentenza n. 272 del 2004) ha dichiarato illegittime due parti dell'art. 14, ma il nuovo sistema di affidamento è rimasto in vigore.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

completa deducibilità fiscale degli investimenti in hardware e software fatti dalle imprese per espandere la propria attività nel commercio elettronico

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la deducibilità completa degli investimenti in hardware e software per il commercio elettronico. La misura fiscale generale sugli investimenti è stata la «Tremonti-bis» (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4): esclude dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali nuovi eccedenti la media dei cinque anni precedenti, senza riferimenti al commercio elettronico o al software. Per il commercio elettronico il governo ha aperto i bandi (circolare del Ministero delle attività produttive 10 dicembre 2002, n. 900501) del credito d'imposta previsto dall'art. 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, approvata prima del mandato. È un'agevolazione selettiva per progetti, con priorità per associazioni e consorzi di piccole e medie imprese, non una deducibilità completa.

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non valutabileeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

nessuna tassazione specifica o regolamentazione dirigista per Internet

Il Piano si impegna a non introdurre né una tassazione specifica né una regolamentazione «dirigista» per Internet. Non risultano imposte specifiche sulla rete introdotte nel mandato. Il governo ha però adottato norme dedicate a Internet: il decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, convertito dalla legge 21 maggio 2004, n. 128, ha imposto un avviso sul rispetto del diritto d'autore per le opere immesse in rete e ha punito la loro diffusione abusiva in rete a scopo di profitto; il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (art. 7), convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, ha sottoposto a licenza del questore i locali che mettono a disposizione del pubblico terminali per comunicazioni telematiche. Sono norme motivate dalla tutela del diritto d'autore e dalla sicurezza: stabilire se siano la regolamentazione «dirigista» che il Piano escludeva è un giudizio che gli atti non permettono di formulare. Per questo l'impegno, rispettato nella parte sulle imposte, non è valutabile nel suo insieme.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

esclusione da IRPEG e IRAP per i consorzi del settore informatico e dell' “e-commerce”

Il Piano prometteva l'esclusione da Irpeg e Irap per i consorzi del settore informatico e del commercio elettronico. Non risultano atti del governo che l'abbiano introdotta: le istruzioni dell'Agenzia delle entrate sulle novità fiscali del 2002-2003 non contengono esenzioni per questi consorzi. La misura più vicina è nel decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 1): esclude dal reddito d'impresa una percentuale dei costi di ricerca e sviluppo e, dopo una modifica approvata dal Parlamento in sede di conversione, anche delle spese delle piccole e medie imprese che si aggregano, almeno in dieci, in strutture consortili o con altri contratti per innovazioni informatiche, con efficacia subordinata all'approvazione della Commissione europea. È una detassazione parziale di alcune spese delle imprese, non l'esclusione dei consorzi da Irpeg e Irap.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piano nazionale di sviluppo per dotare l'Italia di infrastrutture per telecomunicazioni a larga banda

Nel mandato è stato avviato un programma pubblico per la banda larga, ma non un piano nazionale completo. La delibera Cipe 13 novembre 2003, n. 83 ha approvato il Programma per lo sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno, affidato con convenzione del 22 dicembre 2003 a Sviluppo Italia, che ha costituito la società Infratel. Con la legge 14 maggio 2005, n. 80 il programma è stato esteso a tutte le aree sottoutilizzate del Paese. Nel 2005 Infratel ha assegnato con gara europea (bando del 23 marzo 2005, valore 126,97 milioni di euro) la posa di fibra ottica in tutte le regioni del Mezzogiorno. Nel 2008 i lavori erano ancora in corso. L'intervento riguardava le aree dove il mercato non investiva, non la copertura dell'intero Paese.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Equiparazione, dal punto di vista fiscale, tra editoria elettronica e tradizionale

Nel mandato non risultano atti che abbiano equiparato fiscalmente l'editoria elettronica a quella tradizionale. Nel 2003 l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 186 del 30 settembre, ha anzi confermato che la cessione di pubblicazioni online, come commercio elettronico diretto, era soggetta all'IVA ordinaria del 20% e non all'aliquota del 4% prevista per la stampa tradizionale. Il 4% è stato esteso ai libri elettronici solo dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 667), dal 1° gennaio 2015, quasi nove anni dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Una nuova e moderna normativa in materia di diritti di proprietà intellettuale

Nel mandato sono state riscritte due parti della disciplina della proprietà intellettuale. Il d.lgs. 9 aprile 2003, n. 68 (GU n. 87 del 14 aprile 2003) ha recepito la direttiva 2001/29/CE sul diritto d'autore nella società dell'informazione, modificando la legge 633/1941 in materia di riproduzione, diffusione online e misure tecnologiche di protezione. Il d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (GU n. 52 del 4 marzo 2005), emanato in base all'art. 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273, ha riunito in un Codice la disciplina di marchi, brevetti, disegni e altri diritti di proprietà industriale.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazione fiscale del telelavoro

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto incentivi fiscali per il telelavoro. Nel mandato la disciplina del telelavoro nel settore privato è arrivata con l'accordo interconfederale del 9 giugno 2004, che recepisce l'accordo quadro europeo del 16 luglio 2002. È un accordo tra parti sociali e non un atto del governo. Le leggi finanziarie del periodo, dal 2002 al 2006, non risultano contenere agevolazioni dedicate al telelavoro.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piano per l'alfabetizzazione digitale nelle scuole per avere un serio ed esteso aggiornamento degli insegnanti

Il piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ForTIC) è stato avviato dal Ministero dell'istruzione con la circolare ministeriale n. 55 del 21 maggio 2002, con corsi su tre percorsi: competenze di base (A), uso delle tecnologie nella didattica (B) e gestione delle reti nelle scuole (C). Nella circolare del 17 gennaio 2006 sul piano successivo il Ministero riferisce che il ForTIC ha avuto circa 170.000 partecipanti; il materiale informativo dello stesso Ministero, su dati INVALSI, ne conta 170.768, di cui 150.623 nel percorso di base. Il piano è stato quindi realizzato su larga scala durante il mandato dei governi Berlusconi II e III.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

adeguate misure, sostenute da forme di decontribuzione, per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani

Il Piano proponeva, per mantenere al lavoro gli anziani, misure sostenute da sgravi contributivi per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani. Non risultano atti del governo con sgravi contributivi legati alla riconversione di chi è già dipendente. Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 54 e 59) ha esteso il contratto di inserimento, con progetto di adattamento delle competenze e incentivi economici, ai lavoratori con più di cinquant'anni privi di un posto di lavoro: riguarda chi deve essere reinserito, non chi è in servizio. La legge 23 agosto 2004, n. 243 (art. 1, comma 12) incentiva invece a restare al lavoro chi ha già i requisiti per la pensione di anzianità, senza misure di riconversione professionale.

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