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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

74 schede

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino 200 milioni

Il Contratto prometteva l'aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). Con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2), dal 2003 l'aliquota del 23 per cento si applicava ai redditi fino a 15.000 euro. Con la legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349), dal 2005 si applica fino a 26.000 euro, con il 33 per cento fino a 33.500 euro e il 39 per cento oltre; il comma 350 ha aggiunto un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito sopra i 100.000 euro. Lo scaglione al 23 per cento è stato quindi allargato, ma arriva a circa un quarto della soglia promessa. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopra i 200 milioni

Il Contratto prometteva due sole aliquote, con il 33 per cento oltre i 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005, art. 1, commi 349-350) ha portato le aliquote Irpef da cinque a tre: 23 per cento fino a 26.000 euro, 33 per cento fino a 33.500, 39 per cento oltre, più un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito oltre 100.000 euro. L'aliquota massima è scesa dal 45 al 39 per cento (43 con il contributo), ma non al 33 per cento promesso.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

entro 5 anni i rapporti tra la Pubblica amministrazione e le imprese e i cittadini dovranno poter avvenire “on line”

Nel mandato il governo ha adottato il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, in vigore dal 1° gennaio 2006), che riconosce a cittadini e imprese il diritto di usare le tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali. Alla fine del mandato (maggio 2006) i rapporti con la pubblica amministrazione non erano però tutti possibili online. Secondo la direttiva del Ministro per l'innovazione del 4 gennaio 2005, circa il 50% dei servizi «prioritari» era disponibile online e altri solo in parte. Nella rilevazione europea di aprile 2006 risultava completamente online il 58% dei venti servizi pubblici di base in Italia, contro il 15% dell'ottobre 2001.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

attraverso le reti le imprese e i cittadini potranno conoscere “on line” lo stato delle proprie pratiche, seguire l'andamento di bandi di gara

Il Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in vigore dal 1° gennaio 2006, ha stabilito che i siti delle amministrazioni centrali contengano l'elenco di tutti i bandi di gara e di concorso, le tipologie di procedimento di ciascun ufficio con i termini e i responsabili, e l'elenco dei servizi in rete disponibili e di futura attivazione (art. 54). Le amministrazioni che avevano già un sito avevano però ventiquattro mesi per adeguarsi. L'art. 41 prevede che, quando avvia un procedimento, l'amministrazione indichi agli interessati come esercitare in via telematica il diritto di prendere visione degli atti. Il codice non obbliga invece a rendere consultabile online lo stato di ciascuna pratica, e i bandi sono previsti come elenco, non come servizio per seguire l'andamento delle gare.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Catania - Siracusa - Gela

La tavola prometteva l'asse autostradale Catania-Siracusa-Gela. Il tronco Catania-Siracusa (da Passo Martino allo svincolo di Villasmundo, circa 25 km) è stato finanziato con la delibera CIPE n. 55 del 25 luglio 2003 e affidato il 4 ottobre 2004 all'impresa Pizzarotti; i lavori sono iniziati il 24 febbraio 2005 e la strada è stata aperta al traffico nel dicembre 2009. Sulla Siracusa-Gela, il primo tronco fino a Rosolini era stato finanziato nel 1997, prima del mandato, e oltre Rosolini non risultano lavori avviati dai governi valutati: ancora nel 2015 il Consorzio per le autostrade siciliane indicava in esercizio solo la tratta da Cassibile a Rosolini, in costruzione i lotti fino a Modica e da definire progetti e finanziamenti dei lotti successivi fino a Gela. Nel mandato l'opera è quindi stata avviata solo in parte.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sistema dei trasporti–autostrade: [...] Cagliari - Sassari

La tavola del Piano elencava tra le autostrade il collegamento Cagliari-Sassari, che nei fatti è l'adeguamento della statale 131 «Carlo Felice», non una nuova autostrada. La delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121 ha incluso nel programma delle infrastrutture strategiche il completamento dell'adeguamento della statale tra Cagliari e Porto Torres. Con la delibera 29 settembre 2004, n. 43 il CIPE ha finanziato i tre lotti mancanti, tra il km 23 e il km 47 (circa 23 km, per un costo di 133,3 milioni di euro), con un contributo di 11,35 milioni l'anno per 15 anni; l'Anas ne aveva approvato i progetti definitivi nel settembre 2003 e nel gennaio 2004. I lotti sono stati aggiudicati tra il dicembre 2004 e il febbraio 2005, ma nel mandato sono partiti solo i lavori della variante di Sanluri (dal 12 gennaio 2005), conclusi nel dicembre 2007; quelli degli altri due lotti sono iniziati nel dicembre 2007 e nel maggio 2010, dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana corridoio Lione - Torino - Milano - Verona - Venezia - Trieste - Lubiana - Kiev con apertura del nuovo valico del Frejus

Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Lione-Torino-Milano-Verona-Venezia-Trieste-Lubiana-Kiev, con l'apertura del nuovo valico del Frejus. L'asse ferroviario del corridoio e la nuova linea Torino-Lione sono stati inseriti nel programma della legge obiettivo con la delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121. Per la Torino-Lione il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato nell'agosto 2003 il cunicolo esplorativo di Venaus come opera preparatoria, e il CIPE ha approvato con la delibera 5 dicembre 2003, n. 113 il progetto preliminare della tratta internazionale, nella parte italiana dal confine di Stato a Bruzolo. Alla fine del mandato i lavori della tratta non erano stati affidati e il nuovo valico era ancora in progettazione. Sul resto del corridoio il CIPE ha approvato il progetto preliminare della linea ad alta velocità Milano-Verona (delibera 5 dicembre 2003, n. 120) e la nuova linea ad alta velocità Torino-Novara è entrata in servizio nel febbraio 2006, per le Olimpiadi invernali di Torino; le altre tratte non erano completate. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulle grandi opere.

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in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana del corridoio Genova - Novara - Rotterdam con adeguamento del valico alpino del Sempione

Il Piano prometteva la tratta italiana del corridoio Genova-Novara-Rotterdam con l'adeguamento del valico del Sempione. Il primo programma della legge obiettivo (delibera CIPE 21 dicembre 2001, n. 121) ha incluso il Terzo valico dei Giovi e il collegamento Novara-Sempione. Per il Terzo valico il CIPE ha approvato il progetto preliminare nel 2003 (delibera n. 78) e il progetto definitivo nel marzo 2006 (delibera n. 80, costo di 4.962 milioni di euro), ma i cantieri dell'opera non sono stati aperti nel periodo dei due governi: nel gennaio 2010 la consegna sostanziale dei lavori dipendeva ancora da un atto integrativo con il contraente generale. Per il collegamento Novara-Sempione non risultano progetti approvati dal CIPE: il rapporto della Camera del settembre 2011 sulle opere deliberate dal CIPE non lo riporta.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

tratta italiana del corridoio Bologna - Verona - Innsbruck - Monaco con apertura del nuovo valico del Brennero

La galleria di base del Brennero è il nuovo valico ferroviario del corridoio. Il 30 aprile 2004 Italia e Austria hanno firmato a Vienna l'accordo per costruire il tunnel, ratificato con la legge n. 115 del 2006. Il 20 dicembre 2004 il CIPE, con la delibera n. 89, ha approvato il progetto preliminare della galleria e ha assegnato 45 milioni di euro per la progettazione definitiva, gli studi e le indagini. Secondo la scheda di monitoraggio della Camera, i primi lavori sul lato italiano, il cunicolo esplorativo tra Aica e Mules, sono iniziati il 20 agosto 2007, dopo la fine del governo. Nel mandato l'opera è stata quindi approvata e finanziata solo per la progettazione, senza aprire i cantieri.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Metropolitane di [...] Roma (linea C)

La linea C è stata inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche (delibera CIPE 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare di alcune tratte con un contributo statale di 316 milioni di euro (delibera 65 del 1° agosto 2003) e il quadro economico del tracciato fondamentale, 3.047 milioni (delibera 105 del 20 dicembre 2004). Il bando per il contraente generale è del 15 febbraio 2005 e l'aggiudicazione all'associazione guidata da Astaldi è stata deliberata il 28 febbraio 2006. I primi cantieri, per i sondaggi archeologici, sono stati aperti il 16 maggio 2006, il giorno prima della fine del governo. Il contratto è stato firmato il 12 ottobre 2006 e i lavori delle tratte T4-T5 sono iniziati nel gennaio 2007: la costruzione vera e propria è quindi posteriore al mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di Civitavecchia

Il porto di Civitavecchia è stato inserito nel primo programma della legge obiettivo dalla delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001. Con la delibera n. 103 del 20 dicembre 2004 il CIPE ha approvato i progetti preliminari dei dieci interventi dell'hub (473,8 milioni di euro, di cui 186,4 per il primo lotto). Con la delibera n. 75 del 29 marzo 2006 è stato assegnato in via programmatica un finanziamento di 30 milioni di euro al prolungamento dell'antemurale Cristoforo Colombo. Il progetto definitivo del primo lotto è stato approvato solo nel 2007, dopo la fine dei governi valutati, e nel mandato non risultano lavori avviati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Realizzare impianti portuali e HUB portanti del sistema logistico delle merci via mare relativo ai porti di [...] Trieste

La piattaforma logistica del porto di Trieste era nel primo programma delle infrastrutture strategiche approvato dal CIPE (delibera 121 del 21 dicembre 2001). Il CIPE ha approvato il progetto preliminare con la delibera 99 del 20 dicembre 2004 (costo 272 milioni di euro) e il progetto aggiornato, da 278,9 milioni e diviso in due stralci, con la delibera 148 del 2 dicembre 2005. Con la delibera 75 del 29 marzo 2006 ha assegnato in via programmatica 32 milioni di euro, rinviando il finanziamento del resto all'esame del progetto definitivo. Nel mandato non sono stati aperti cantieri: la scheda della Camera dà come stato di attuazione la progettazione preliminare e come fine lavori «oltre il 2015».

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La “Legge obiettivo” sarà utilizzata per realizzare un grande piano di opere pubbliche e di manutenzione delle città grandi e piccole

La legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443) è stata usata per un programma di infrastrutture strategiche, approvato dal CIPE con la delibera 21 dicembre 2001, n. 121, che comprendeva anche opere nelle aree urbane (i «sistemi urbani»). Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006, sei mesi dopo la fine del governo, le opere dei sistemi urbani approvate dal CIPE erano 20, per circa 9,8 miliardi di euro: 7 in progettazione, 3 affidate, 7 con lavori in corso, 1 ultimata e 2 in uno stato misto. Il programma riguarda grandi opere e non comprende un piano di manutenzione delle città, grandi e piccole, che il Piano collegava alla legge obiettivo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Contrasto all'evasione basato anche sulla possibilità di stipulare un “concordato preventivo” per i piccoli operatori

Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 33, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326) ha introdotto per imprese e professionisti un concordato preventivo biennale «in forma sperimentale», per i periodi d'imposta 2003 e 2004, «in attesa dell'avvio a regime del concordato preventivo triennale»; l'adesione andava comunicata tra il 1° gennaio e il 16 marzo 2004. Il regime triennale è stato poi scritto in legge due volte, senza mai diventare operativo nel mandato. La «pianificazione fiscale concordata» della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 387-398) è stata abrogata dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 dal 1° gennaio 2006. La «programmazione fiscale» triennale introdotta da quest'ultima, con accettazione entro il 16 ottobre 2006, è stata abrogata dal governo successivo con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, prima di quella scadenza. Il Piano prometteva un imponibile concordato per tre anni: nel mandato si è applicato solo il concordato biennale sperimentale.

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in partelavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo

Il Piano prometteva una sostanziale riduzione del cuneo fiscale e contributivo, cioè della differenza tra il costo del lavoro per il datore e lo stipendio netto. Secondo l'OCSE, per un lavoratore single con salario medio il cuneo è passato dal 46,6 per cento del costo del lavoro nel 2001 al 46,1 per cento nel 2006; per una coppia monoreddito con due figli dal 45,1 al 44,0 per cento. Nel mandato hanno inciso le revisioni dell'Irpef del 2003 e del 2005 e la deduzione dalla base imponibile Irap, fino a 20.000 euro, per ogni lavoratore assunto in più a tempo indeterminato (legge 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 347), applicabile solo dopo la decisione della Commissione europea del 7 dicembre 2005. La riduzione c'è stata, ma di uno o due punti percentuali al massimo: è una parte limitata di quanto promesso.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuazione del principio secondo cui, salvi i settori essenziali, la copertura degli aumenti reali di spesa [...] solo con riduzioni nette

Il governo non ha introdotto una regola di copertura dei maggiori oneri solo con riduzioni nette. Ha invece fissato limiti alla crescita della spesa. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 5-8) ha stabilito per il triennio 2005-2007 un tetto del 2 per cento alla crescita annua della spesa delle amministrazioni pubbliche, con esclusioni (organi costituzionali, interessi sui titoli di Stato, prestazioni sociali in denaro, trasferimenti all'Unione europea). Per il bilancio dello Stato il tetto è calcolato sulle previsioni iniziali dell'anno precedente, già ridotte dal decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168 (legge 191/2004). Il limite è arrivato nel quarto anno di governo, vale per tre anni e non impone di compensare ogni aumento con tagli in altri settori.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Piano nazionale di sviluppo per dotare l'Italia di infrastrutture per telecomunicazioni a larga banda

Nel mandato è stato avviato un programma pubblico per la banda larga, ma non un piano nazionale completo. La delibera Cipe 13 novembre 2003, n. 83 ha approvato il Programma per lo sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno, affidato con convenzione del 22 dicembre 2003 a Sviluppo Italia, che ha costituito la società Infratel. Con la legge 14 maggio 2005, n. 80 il programma è stato esteso a tutte le aree sottoutilizzate del Paese. Nel 2005 Infratel ha assegnato con gara europea (bando del 23 marzo 2005, valore 126,97 milioni di euro) la posa di fibra ottica in tutte le regioni del Mezzogiorno. Nel 2008 i lavori erano ancora in corso. L'intervento riguardava le aree dove il mercato non investiva, non la copertura dell'intero Paese.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Esenzione totale dall'IRPEF per le famiglie con redditi sino a 22 milioni, con esenzione anche dall'obbligo della dichiarazione

Il Piano prometteva l'esenzione totale dall'Irpef per le famiglie con redditi fino a 22 milioni di lire (circa 11.362 euro), con esonero dalla dichiarazione. Dal 2003 la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2) ha introdotto una deduzione per ogni contribuente (la «no tax area»): 3.000 euro, più 4.500 per i redditi da lavoro dipendente, 4.000 per le pensioni e 1.500 per il lavoro autonomo, decrescente al crescere del reddito. Dal 2005 la legge 30 dicembre 2004, n. 311 ha aggiunto deduzioni per i familiari a carico (3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio). Con le formule della circolare dell'Agenzia delle entrate, nel 2005 un lavoratore dipendente con coniuge e due figli a carico e un reddito di 11.362 euro non pagava l'Irpef, mentre un lavoratore senza familiari a carico con lo stesso reddito la pagava. L'esenzione fino a quella soglia vale quindi solo per alcune famiglie, e non risulta un esonero dalla dichiarazione collegato a essa.

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in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Erogazione di “sussidi” economici alle famiglie anche temporaneamente in condizioni difficili, a genitori single, alle coppie giovani con figli piccoli

Il Piano prometteva sussidi alle famiglie in difficoltà, anche temporanea, ai genitori soli e alle giovani coppie con figli piccoli. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (articolo 21) ha introdotto un assegno di 1.000 euro per ogni secondo figlio o successivo nato tra il 1° dicembre 2003 e il 31 dicembre 2004, e per ogni figlio adottato nello stesso periodo, alle madri residenti cittadine italiane o comunitarie. La legge finanziaria per il 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) ha previsto un assegno di 1.000 euro per i nati o adottati nel 2005 e per i secondi figli e successivi del 2006. Questi assegni non erano però mirati alle situazioni di difficoltà o ai genitori soli. La legge finanziaria per il 2004 (legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 3, comma 101) prevedeva un concorso dello Stato al finanziamento delle Regioni che istituissero un reddito di ultima istanza per i nuclei familiari a rischio di esclusione sociale, ma la Corte costituzionale, con la sentenza n. 423 del 2004, ne ha dichiarato illegittima questa parte. Non risulta quindi un sussidio nazionale per le famiglie in difficoltà.

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in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Erogazione di servizi di assistenza domiciliare e istituzione di sportelli del cittadino per le famiglie che assistono malati cronici, che assistono disabili

Il Piano prometteva servizi di assistenza domiciliare e sportelli del cittadino per le famiglie che assistono malati cronici e disabili. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001 sui livelli essenziali di assistenza ha incluso tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire l'assistenza programmata a domicilio (assistenza domiciliare integrata e programmata), anche per anziani e disabili. Erano servizi già previsti da norme precedenti, che il decreto ha reso obbligatori in tutto il paese come livelli essenziali. Non risultano invece atti nazionali del governo che abbiano istituito sportelli del cittadino o servizi rivolti in modo specifico alle famiglie che assistono. La promessa è quindi attuata solo nella parte dell'assistenza domiciliare.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Effettiva parità di condizioni (anche sul piano della libertà d'adesione) tra fondi chiusi, fondi aperti e piani pensionistici individuali

Il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, attuativo della delega della legge 23 agosto 2004, n. 243, ha riscritto la previdenza complementare e ha avvicinato le condizioni delle diverse forme: l'adesione è libera e volontaria (art. 1, comma 2), il lavoratore può conferire il TFR alla forma che sceglie, anche aperta o individuale (art. 8, comma 7), e i contributi hanno la stessa deducibilità fino a 5.164,57 euro (art. 8, comma 4). La parità però non è completa: se il lavoratore non sceglie, il TFR va alla forma prevista dai contratti collettivi (art. 8, comma 7, lettera b), e chi cambia forma porta con sé il contributo del datore di lavoro solo nei limiti fissati dai contratti (art. 14, comma 6). Inoltre il decreto doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2008 (art. 23): nel mandato non ha prodotto effetti, e la data è stata anticipata al 2007 dal governo successivo con la legge 27 dicembre 2006, n. 296.

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in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

devono essere compensati da una riduzione del prelievo obbligatorio

Il governo ha previsto per legge la compensazione, ma senza applicarla nel mandato. Il decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (art. 8, comma 2) ha introdotto un esonero dai contributi sociali per i datori di lavoro che conferiscono il Tfr alla previdenza complementare: nel testo originario decorreva dal 1° gennaio 2006, ma nel testo in vigore da quella data la decorrenza è il 1° gennaio 2008. Il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, che ha riformato la previdenza complementare in attuazione della legge 243/2004, ha ripreso la misura tra le compensazioni per le imprese (art. 10: deduzione dal reddito d'impresa, esonero dal contributo al fondo di garanzia del Tfr, fondo per l'accesso al credito e riduzione degli oneri impropri). Il decreto doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2008; la legge 296/2006 ha anticipato la data al 1° gennaio 2007. Nel mandato non è stata quindi applicata alcuna riduzione dei contributi obbligatori.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Maggiori agevolazioni fiscali per la previdenza integrativa, in particolare a favore dei lavoratori a più basso reddito

Il governo ha emanato il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, che riforma la previdenza complementare. Nel testo originario l'art. 8 rende deducibili i contributi fino a 5.164,57 euro l'anno, senza più il limite del 12 per cento del reddito complessivo previsto dalle norme precedenti, e concede ai lavoratori di prima occupazione una deduzione aggiuntiva fino a 2.582,29 euro l'anno; l'art. 11 tassa le prestazioni con una ritenuta del 15 per cento, ridotta fino al 9 per cento con gli anni di partecipazione. Il decreto non prevede però agevolazioni riservate ai lavoratori a più basso reddito. Inoltre, per sua stessa norma (art. 23), sarebbe entrato in vigore il 1° gennaio 2008, dopo la fine del mandato; la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha poi anticipato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2007.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Rimozione completa del divieto di cumulo pensione-reddito da lavoro

La legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 44, «Abolizione del divieto di cumulo tra pensioni di anzianità e redditi da lavoro») ha reso totalmente cumulabili con il lavoro autonomo e dipendente, dal 1° gennaio 2003, le pensioni di anzianità di chi al pensionamento aveva almeno 37 anni di contributi e 58 di età. Chi era già in pensione al 1° dicembre 2002 poteva accedere allo stesso regime versando una somma una tantum. Per gli altri pensionati di anzianità sono rimasti regimi di divieto parziale o totale. La legge 23 agosto 2004, n. 243 ha poi delegato il governo a eliminare progressivamente il divieto, ma non risultano decreti legislativi che abbiano attuato questa parte della delega entro il mandato. La rimozione non è dunque stata completa, come prometteva il Piano.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026