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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
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111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

80 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro

Il Contratto con gli italiani prometteva di dimezzare il tasso di disoccupazione e di creare almeno 1,5 milioni di posti di lavoro. Secondo l'Istat il tasso di disoccupazione medio è passato dal 9,1 per cento del 2001 al 7,7 per cento del 2005, quindi è calato ma non si è dimezzato. Gli occupati medi sono saliti da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 959 mila in più, sotto l'obiettivo di 1,5 milioni. I dati fino al 2003 sono quelli ricostruiti dall'Istat per renderli confrontabili con la nuova rilevazione sulle forze di lavoro avviata nel 2004.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

Apertura dei cantieri per almeno il 40 per cento degli investimenti previsti dal “Piano decennale per le Grandi Opere”

Il Contratto con gli italiani prometteva cantieri aperti per almeno il 40 per cento degli investimenti del Piano decennale entro la legislatura. Il governo Berlusconi II e III è rimasto in carica fino al 17 maggio 2006. Secondo il Servizio studi della Camera, al 30 novembre 2006 le 137 opere approvate dal CIPE nel programma della legge obiettivo (costo stimato 88,9 miliardi di euro) avevano lavori in corso o ultimati per il 15,6 per cento del costo, meno di 14 miliardi. Il dato è successivo alla fine del mandato, quindi alla scadenza la quota era uguale o inferiore. Il 40 per cento non è stato raggiunto.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

rete integrata per l'amministrazione della Giustizia, con connessione “on line” tra le forze dell'ordine, le procure, i tribunali, l'amministrazione carceraria

Non risultano atti del governo che abbiano realizzato una rete integrata con collegamento online tra forze dell'ordine, procure, tribunali e amministrazione penitenziaria. All'inizio del 2005 è stato avviato il progetto «NdR1», per trasmettere alle procure le notizie di reato già registrate dalle forze di polizia nel Sistema di indagine (SDI) del Ministero dell'interno; secondo una magistrata della Procura generale di Bologna non ha avuto un'effettiva diffusione negli uffici. Il Piano triennale per l'informatica 2009-2011 del Ministero della giustizia, scritto nel 2008, indica il registro penale unico (SICP) ancora in sperimentazione in sei sedi pilota, la cooperazione con la banca dati nazionale dei detenuti prevista dal 2009 e l'interoperabilità tra amministrazione penitenziaria e uffici giudiziari ancora da definire.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

entro 5 anni la Pubblica amministrazione dovrà ridurre in maniera rilevante i propri costi

Il Piano chiedeva che entro cinque anni la Pubblica amministrazione riducesse «in maniera rilevante» i propri costi, senza fissare un valore. Le due principali voci dei costi di funzionamento sono cresciute nel mandato. Secondo i conti delle amministrazioni pubbliche trasmessi dall'Istat a Eurostat, la spesa per consumi intermedi (beni e servizi acquistati per funzionare) è passata da 66,0 miliardi di euro nel 2001 a 79,7 miliardi nel 2005, circa il 21 per cento in più; i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici sono passati da 133,5 a 158,3 miliardi, circa il 19 per cento in più. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, dal 1995 al 2008 i consumi intermedi sono cresciuti in media del 4,8 per cento l'anno e l'unica riduzione in valore assoluto prima del 2011 si è avuta nel 2006: quell'anno la spesa è scesa dell'1,8 per cento, restando circa il 19 per cento sopra il livello del 2001. Non risulta quindi una riduzione rilevante dei costi entro la scadenza.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

È necessario, in particolare, ritornare ai contenuti originari del decreto legislativo n° 29 del 1993

Il Piano chiedeva di tornare ai contenuti originari del decreto legislativo 29/1993 e criticava l'«improprio sistema di spoil system» applicato alla dirigenza pubblica. Nel mandato è avvenuto l'opposto. La legge 15 luglio 2002, n. 145, all'art. 3, comma 7, ha fatto cessare gli incarichi dirigenziali di livello generale e quelli di direttore generale degli enti pubblici vigilati dallo Stato il sessantesimo giorno dalla sua entrata in vigore, a prescindere da una valutazione dei risultati. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 103 decisa il 19 marzo e depositata il 23 marzo 2007, ha dichiarato illegittima questa parte della norma. Non risultano atti del governo che abbiano ripristinato l'impianto originario del d.lgs. 29/1993.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La responsabilità penale e la responsabilità contabile devono essere circoscritte a poche e certe fattispecie

Il Piano chiedeva di circoscrivere la responsabilità penale e contabile dei dirigenti e funzionari pubblici a poche fattispecie certe, legate sostanzialmente ai casi di arricchimento personale. Non risultano atti del governo che abbiano ristretto in questo senso le ipotesi di responsabilità penale o contabile. La limitazione della responsabilità contabile ai fatti commessi con dolo o colpa grave era già in vigore prima del mandato: l'ha introdotta il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito dalla legge 20 dicembre 1996, n. 639, modificando la legge 14 gennaio 1994, n. 20. Nel mandato la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, commi 231-233) ha invece previsto una definizione agevolata dei giudizi contabili: chi era stato condannato in primo grado per fatti precedenti poteva chiedere di chiudere l'appello pagando tra il 10 e il 20 per cento del danno accertato, e la sezione d'appello poteva fissare la somma fino al 30 per cento. È una riduzione delle somme dovute, non una delimitazione delle fattispecie di responsabilità.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Il numero complessivo dei parlamentari deve essere dimezzato

Il Piano prometteva di dimezzare il numero dei parlamentari. La riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 lo riduceva da 630 a 518 deputati e da 315 a 252 senatori, cioè da 945 a 770 (il 18,5 per cento in meno), quindi non un dimezzamento. La Camera l'ha approvata in seconda deliberazione il 20 ottobre 2005 e il Senato il 16 novembre 2005. Nel referendum del 25 e 26 giugno 2006 ha prevalso il No con il 61,3 per cento dei voti validi e la riforma non è entrata in vigore. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto», sulla stessa riforma.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Passaggio dalle 100 imposte attuali a solo 8 imposte principali

Il Piano prometteva di passare da cento imposte a otto imposte principali. La legge 7 aprile 2003, n. 80 ha delegato il Governo a riformare il sistema fiscale statale su cinque imposte ordinate in un unico codice: imposta sul reddito, imposta sul reddito delle società, imposta sul valore aggiunto, imposta sui servizi e accisa. Entro la scadenza delle deleghe (3 maggio 2005) è stato emanato solo il d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, che ha riformato l'imposta sul reddito delle società; per le altre imposte e per il codice non risultano decreti. Nel mandato è stata soppressa l'imposta sulle successioni e donazioni (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 13), ma il sistema fiscale non è stato ricondotto a poche imposte principali.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

innalzando drasticamente il nostro tasso di occupazione di almeno 10 punti (pari a 2 milioni di occupati)

Il Piano prometteva di alzare il tasso di occupazione di almeno 10 punti, pari a 2 milioni di occupati. Secondo l'Istat il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è passato dal 55,9 per cento del 2001 al 57,5 per cento del 2005, l'ultimo anno intero del mandato dei governi Berlusconi II e III: un aumento di 1,6 punti. Gli occupati sono passati da 21 milioni 604 mila a 22 milioni 563 mila, circa 960 mila in più. L'aumento è quindi molto lontano da quello promesso, sia nei punti sia nel numero di occupati.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Adozione della devoluzione regionale per la contrattazione collettiva

Il Piano prometteva di adottare la devoluzione regionale per la contrattazione collettiva. Non risultano atti del governo che abbiano trasferito la contrattazione collettiva al livello regionale. La riforma del mercato del lavoro del mandato, la legge 14 febbraio 2003, n. 30 e i decreti attuativi come il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ha riguardato i servizi per l'impiego, la somministrazione di lavoro, i contratti formativi, il part-time e le nuove forme di lavoro, non i livelli della contrattazione. Anche la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2005 e respinta dal referendum del 2006 assegnava alle Regioni sanità, scuola e polizia locale, non la contrattazione collettiva.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutalavoro

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Ricorso alle commissioni arbitrali per una soluzione rapida e concordata delle controversie di lavoro

Il Piano prometteva il ricorso a commissioni arbitrali per risolvere rapidamente le controversie di lavoro. Il governo ha proposto l'arbitrato nelle controversie individuali di lavoro nel disegno di legge delega S. 848-bis, stralciato il 13 giugno 2002 dal S. 848. Il testo è rimasto in esame in commissione al Senato: l'ultimo atto registrato è del 17 novembre 2004. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto l'arbitrato: né la legge delega 14 febbraio 2003, n. 30, né le norme sulla certificazione dei contratti di lavoro (titolo VIII del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276) lo prevedono.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Approvazione in Parlamento, non solo del Bilancio dello Stato, ma anche del Bilancio relativo all'intero settore pubblico

Non risultano atti del governo che prevedano l'approvazione parlamentare di un bilancio dell'intero settore pubblico. Nel mandato la legge di contabilità (legge 468/1978) è stata modificata in altri punti: il decreto-legge 194/2002, convertito dalla legge 246/2002, ha rafforzato la copertura delle leggi di spesa e la correzione dei loro scostamenti; la legge finanziaria 2006 (legge 266/2005, art. 1, comma 171) ha chiesto di tenere conto dei controlli della Corte dei conti nelle previsioni di spesa. Le leggi finanziarie hanno anche posto vincoli a tutte le amministrazioni pubbliche, come il tetto del 2 per cento alla crescita della spesa e la codifica uniforme degli incassi e dei pagamenti (Siope). Il Parlamento ha però continuato ad approvare con legge soltanto il bilancio dello Stato, mentre il quadro dei conti delle amministrazioni pubbliche restava nel Dpef, votato con una risoluzione.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaEuropa

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Adozione sollecita delle Direttive europee in materia di armonizzazione, privatizzazione, liberalizzazione

Il Piano prometteva di recepire con rapidità le direttive europee. Il governo ha fatto approvare ogni anno la legge comunitaria, a partire dalla legge 1° marzo 2002, n. 39, ma il ritardo è cresciuto. Secondo la Commissione europea, nel maggio 2003 l'Italia era ultima tra gli Stati membri nel recepimento delle direttive sul mercato interno, dopo una discesa in classifica cominciata nel 2001. Al 1° giugno 2005 aveva 66 direttive non recepite, pari al 4,1 per cento, il dato peggiore dei 25 Stati contro un obiettivo europeo dell'1,5 per cento, con un arretrato aumentato rispetto all'anno precedente.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

completa deducibilità fiscale degli investimenti in hardware e software fatti dalle imprese per espandere la propria attività nel commercio elettronico

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la deducibilità completa degli investimenti in hardware e software per il commercio elettronico. La misura fiscale generale sugli investimenti è stata la «Tremonti-bis» (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 4): esclude dall'imposizione il 50 per cento degli investimenti in beni strumentali nuovi eccedenti la media dei cinque anni precedenti, senza riferimenti al commercio elettronico o al software. Per il commercio elettronico il governo ha aperto i bandi (circolare del Ministero delle attività produttive 10 dicembre 2002, n. 900501) del credito d'imposta previsto dall'art. 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, approvata prima del mandato. È un'agevolazione selettiva per progetti, con priorità per associazioni e consorzi di piccole e medie imprese, non una deducibilità completa.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutafisco

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

esclusione da IRPEG e IRAP per i consorzi del settore informatico e dell' “e-commerce”

Il Piano prometteva l'esclusione da Irpeg e Irap per i consorzi del settore informatico e del commercio elettronico. Non risultano atti del governo che l'abbiano introdotta: le istruzioni dell'Agenzia delle entrate sulle novità fiscali del 2002-2003 non contengono esenzioni per questi consorzi. La misura più vicina è nel decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 1): esclude dal reddito d'impresa una percentuale dei costi di ricerca e sviluppo e, dopo una modifica approvata dal Parlamento in sede di conversione, anche delle spese delle piccole e medie imprese che si aggregano, almeno in dieci, in strutture consortili o con altri contratti per innovazioni informatiche, con efficacia subordinata all'approvazione della Commissione europea. È una detassazione parziale di alcune spese delle imprese, non l'esclusione dei consorzi da Irpeg e Irap.

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non mantenutaeconomia

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Equiparazione, dal punto di vista fiscale, tra editoria elettronica e tradizionale

Nel mandato non risultano atti che abbiano equiparato fiscalmente l'editoria elettronica a quella tradizionale. Nel 2003 l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 186 del 30 settembre, ha anzi confermato che la cessione di pubblicazioni online, come commercio elettronico diretto, era soggetta all'IVA ordinaria del 20% e non all'aliquota del 4% prevista per la stampa tradizionale. Il 4% è stato esteso ai libri elettronici solo dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (art. 1, comma 667), dal 1° gennaio 2015, quasi nove anni dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazione fiscale del telelavoro

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto incentivi fiscali per il telelavoro. Nel mandato la disciplina del telelavoro nel settore privato è arrivata con l'accordo interconfederale del 9 giugno 2004, che recepisce l'accordo quadro europeo del 16 luglio 2002. È un accordo tra parti sociali e non un atto del governo. Le leggi finanziarie del periodo, dal 2002 al 2006, non risultano contenere agevolazioni dedicate al telelavoro.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

adeguate misure, sostenute da forme di decontribuzione, per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani

Il Piano proponeva, per mantenere al lavoro gli anziani, misure sostenute da sgravi contributivi per la riconversione professionale dei dipendenti più anziani. Non risultano atti del governo con sgravi contributivi legati alla riconversione di chi è già dipendente. Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (artt. 54 e 59) ha esteso il contratto di inserimento, con progetto di adattamento delle competenze e incentivi economici, ai lavoratori con più di cinquant'anni privi di un posto di lavoro: riguarda chi deve essere reinserito, non chi è in servizio. La legge 23 agosto 2004, n. 243 (art. 1, comma 12) incentiva invece a restare al lavoro chi ha già i requisiti per la pensione di anzianità, senza misure di riconversione professionale.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

occorre invece che soggetto del reddito imponibile sia considerata la famiglia stessa più che la singola persona

Il Piano chiedeva che il soggetto del reddito imponibile fosse la famiglia e non la singola persona. La riforma dell'Irpef della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005, art. 1, comma 349) ha rivisto le aliquote e ha trasformato le detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni dal reddito complessivo, come spiega la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005. L'imposta è però rimasta calcolata sul reddito di ciascun contribuente: la deduzione per un figlio a carico, ad esempio, si ripartisce tra i genitori, che la calcolano ciascuno sul proprio reddito. Non risultano atti del governo che abbiano assunto il nucleo familiare come soggetto dell'imposta.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Il “buono salute” deve essere riconosciuto al cittadino, in modo che possa usufruirne [...] per acquistare servizi e prestazioni dalle strutture, pubbliche o private

Il Piano di governo prevedeva un «buono salute» da dare al cittadino per acquistare prestazioni da strutture pubbliche o private. Non risultano atti del governo che lo abbiano istituito. Il Piano sanitario nazionale 2003-2005, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2003 (G.U. n. 139 del 18 giugno 2003), non prevede buoni o voucher di questo tipo. Nel mandato non risulta una legge nazionale che dia ai cittadini un buono spendibile in strutture pubbliche o private.

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non mantenutasanità

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riformulare le modalità di pagamento dei servizi [...] non far pagare nulla ai cittadini indigenti [...] con deducibilità fiscale sia per le spese che per le assicurazioni

Non risultano atti del governo che abbiano riformato il pagamento delle prestazioni sanitarie come promesso. Le esenzioni nazionali dal ticket per reddito sono rimaste quelle della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (art. 8, comma 16). Il decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347 (art. 4, comma 3) ha previsto che le Regioni coprano i disavanzi anche con «misure di compartecipazione alla spesa sanitaria», e la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 52, comma 5) ha abrogato la norma che dal 1° gennaio 2003 avrebbe abolito il ticket su visite specialistiche e diagnostica. Sul piano fiscale le spese sanitarie sono rimaste una detrazione dall'imposta (art. 15 del testo unico delle imposte sui redditi) e non sono diventate deducibili, salvo i casi di grave invalidità già previsti; la deduzione dei contributi ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, con i suoi limiti annuali fino al 2007, era stata fissata prima del mandato dal decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 41.

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non mantenutasanità

Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Attuare la devoluzione anche nella contrattazione in modo da consentire politiche attrattive di professionalità nelle singole realtà locali

Non risultano atti del governo che abbiano trasferito alle Regioni la contrattazione del personale sanitario: nel mandato i contratti collettivi del settore sono rimasti nazionali. La devoluzione delle competenze sanitarie alle Regioni era affidata alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel novembre 2005 e respinta dal referendum del 25-26 giugno 2006. Il contratto nazionale del comparto sanità firmato il 19 aprile 2004 ha previsto (art. 7) che le Regioni «possono emanare linee generali di indirizzo per lo svolgimento della contrattazione integrativa» delle aziende sanitarie, previa informazione ai sindacati: è una facoltà di indirizzo dentro il contratto nazionale, non un trasferimento della contrattazione alle Regioni.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre procedere alla semplificazione della legislazione vigente e alla redazione di un Testo unico del no profit

Il Piano prometteva la semplificazione della legislazione sul non profit e un Testo unico. Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del non profit o riordinato in modo organico la materia. Nel mandato sono arrivati interventi su singoli aspetti: il d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155 (GU n. 97 del 27 aprile 2006) ha disciplinato l'impresa sociale, in base alla legge delega 13 giugno 2005, n. 118. È la disciplina di una sola figura, non un testo unico della materia.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riassegnare alle forze dell'ordine il pieno diritto all'attività investigativa

Non risultano atti del governo che abbiano riassegnato alla polizia giudiziaria il pieno diritto all'attività investigativa, lasciando al pubblico ministero il solo controllo sulla legalità. L'art. 327 del codice di procedura penale continua ad attribuire al pubblico ministero la direzione delle indagini e la disponibilità diretta della polizia giudiziaria. La riforma dell'ordinamento giudiziario (legge 25 luglio 2005, n. 150) è intervenuta sul tema in senso opposto: tra i criteri della delega (art. 2, comma 4) ha previsto che il procuratore della Repubblica possa fissare i criteri generali per l'impiego della polizia giudiziaria da parte dei magistrati del suo ufficio.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026