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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
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111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

17 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 23 per cento dell'aliquota per i redditi fino 200 milioni

Il Contratto prometteva l'aliquota del 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). Con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2), dal 2003 l'aliquota del 23 per cento si applicava ai redditi fino a 15.000 euro. Con la legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349), dal 2005 si applica fino a 26.000 euro, con il 33 per cento fino a 33.500 euro e il 39 per cento oltre; il comma 350 ha aggiunto un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito sopra i 100.000 euro. Lo scaglione al 23 per cento è stato quindi allargato, ma arriva a circa un quarto della soglia promessa. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 8 maggio 2001

con la riduzione al 33 per cento dell'aliquota per i redditi sopra i 200 milioni

Il Contratto prometteva due sole aliquote, con il 33 per cento oltre i 200 milioni di lire (circa 103.000 euro). La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (finanziaria 2005, art. 1, commi 349-350) ha portato le aliquote Irpef da cinque a tre: 23 per cento fino a 26.000 euro, 33 per cento fino a 33.500, 39 per cento oltre, più un contributo di solidarietà del 4 per cento sulla parte di reddito oltre 100.000 euro. L'aliquota massima è scesa dal 45 al 39 per cento (43 con il contributo), ma non al 33 per cento promesso.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

concentrazione delle deduzioni familiari sui redditi bassi e medi

Il governo ha concentrato le agevolazioni per i familiari a carico sui redditi bassi e medi in due tempi. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 2) ha portato dal 2002 la detrazione per ogni figlio a carico a 516,46 euro per i contribuenti con reddito complessivo fino a 36.151,98 euro con un figlio, con soglie più alte per due o tre figli e nessuna soglia da quattro figli in su; oltre quelle soglie restavano gli importi precedenti, più bassi. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, comma 349) ha poi sostituito dal 1° gennaio 2005 le detrazioni per carichi di famiglia con deduzioni dal reddito: 3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio (3.450 sotto i tre anni), 3.700 per ogni figlio con handicap. L'importo effettivo si riduce al crescere del reddito complessivo e si azzera intorno a 78.000 euro (più le deduzioni stesse e gli oneri deducibili), mentre fino al 2004 le detrazioni per il coniuge e per i figli spettavano, in misura ridotta, anche ai redditi più alti.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Aliquota massima del 33% [...] per le società

Il decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 (GU n. 291 del 16 dicembre 2003), emanato in attuazione della legge delega 7 aprile 2003, n. 80, ha riformato l'imposizione sul reddito delle società. Ha sostituito l'Irpeg con l'Ires e ha fissato l'aliquota al 33 per cento del reddito complessivo netto (art. 77 del Tuir). La nuova imposta si applica dal 1° gennaio 2004, quindi entro il mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Contrasto all'evasione basato anche sulla possibilità di stipulare un “concordato preventivo” per i piccoli operatori

Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 33, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326) ha introdotto per imprese e professionisti un concordato preventivo biennale «in forma sperimentale», per i periodi d'imposta 2003 e 2004, «in attesa dell'avvio a regime del concordato preventivo triennale»; l'adesione andava comunicata tra il 1° gennaio e il 16 marzo 2004. Il regime triennale è stato poi scritto in legge due volte, senza mai diventare operativo nel mandato. La «pianificazione fiscale concordata» della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 387-398) è stata abrogata dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 dal 1° gennaio 2006. La «programmazione fiscale» triennale introdotta da quest'ultima, con accettazione entro il 16 ottobre 2006, è stata abrogata dal governo successivo con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, prima di quella scadenza. Il Piano prometteva un imponibile concordato per tre anni: nel mandato si è applicato solo il concordato biennale sperimentale.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Passaggio dalle 100 imposte attuali a solo 8 imposte principali

Il Piano prometteva di passare da cento imposte a otto imposte principali. La legge 7 aprile 2003, n. 80 ha delegato il Governo a riformare il sistema fiscale statale su cinque imposte ordinate in un unico codice: imposta sul reddito, imposta sul reddito delle società, imposta sul valore aggiunto, imposta sui servizi e accisa. Entro la scadenza delle deleghe (3 maggio 2005) è stato emanato solo il d.lgs. 12 dicembre 2003, n. 344, che ha riformato l'imposta sul reddito delle società; per le altre imposte e per il codice non risultano decreti. Nel mandato è stata soppressa l'imposta sulle successioni e donazioni (legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 13), ma il sistema fiscale non è stato ricondotto a poche imposte principali.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

La previsione di 70mila miliardi di minori introiti per gli interventi sulle aliquote è da considerarsi non solo come previsione ma come tetto massimo

Il Piano stimava in 70.000 miliardi di lire (circa 36 miliardi di euro) il minor gettito della riforma delle aliquote che proponeva (23 per cento fino a 200 milioni di lire di reddito, 33 per cento oltre e per le società) e lo indicava come tetto massimo, senza dire se annuo o per l'intera legislatura. La riforma è stata attuata solo in parte. Secondo il Servizio studi della Camera, la revisione dell'Irpef della legge finanziaria per il 2003 valeva un minor gettito di circa 3,7 miliardi di euro e il secondo modulo della riforma, nel 2005, di 4,1 miliardi; per le riduzioni dell'Irpeg e dell'Ires non indica cifre. Gli importi annui restano quindi molto sotto il tetto, ma solo perché le aliquote promesse non sono state introdotte, e un totale per il mandato non si può ricostruire dai dati ufficiali. Per questo l'impegno, preso da solo, non si può giudicare.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

esclusione da IRPEG e IRAP per i consorzi del settore informatico e dell' “e-commerce”

Il Piano prometteva l'esclusione da Irpeg e Irap per i consorzi del settore informatico e del commercio elettronico. Non risultano atti del governo che l'abbiano introdotta: le istruzioni dell'Agenzia delle entrate sulle novità fiscali del 2002-2003 non contengono esenzioni per questi consorzi. La misura più vicina è nel decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 1): esclude dal reddito d'impresa una percentuale dei costi di ricerca e sviluppo e, dopo una modifica approvata dal Parlamento in sede di conversione, anche delle spese delle piccole e medie imprese che si aggregano, almeno in dieci, in strutture consortili o con altri contratti per innovazioni informatiche, con efficacia subordinata all'approvazione della Commissione europea. È una detassazione parziale di alcune spese delle imprese, non l'esclusione dei consorzi da Irpeg e Irap.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazione fiscale del telelavoro

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto incentivi fiscali per il telelavoro. Nel mandato la disciplina del telelavoro nel settore privato è arrivata con l'accordo interconfederale del 9 giugno 2004, che recepisce l'accordo quadro europeo del 16 luglio 2002. È un accordo tra parti sociali e non un atto del governo. Le leggi finanziarie del periodo, dal 2002 al 2006, non risultano contenere agevolazioni dedicate al telelavoro.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

occorre invece che soggetto del reddito imponibile sia considerata la famiglia stessa più che la singola persona

Il Piano chiedeva che il soggetto del reddito imponibile fosse la famiglia e non la singola persona. La riforma dell'Irpef della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005, art. 1, comma 349) ha rivisto le aliquote e ha trasformato le detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni dal reddito complessivo, come spiega la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005. L'imposta è però rimasta calcolata sul reddito di ciascun contribuente: la deduzione per un figlio a carico, ad esempio, si ripartisce tra i genitori, che la calcolano ciascuno sul proprio reddito. Non risultano atti del governo che abbiano assunto il nucleo familiare come soggetto dell'imposta.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Esenzione totale dall'IRPEF per le famiglie con redditi sino a 22 milioni, con esenzione anche dall'obbligo della dichiarazione

Il Piano prometteva l'esenzione totale dall'Irpef per le famiglie con redditi fino a 22 milioni di lire (circa 11.362 euro), con esonero dalla dichiarazione. Dal 2003 la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 2) ha introdotto una deduzione per ogni contribuente (la «no tax area»): 3.000 euro, più 4.500 per i redditi da lavoro dipendente, 4.000 per le pensioni e 1.500 per il lavoro autonomo, decrescente al crescere del reddito. Dal 2005 la legge 30 dicembre 2004, n. 311 ha aggiunto deduzioni per i familiari a carico (3.200 euro per il coniuge, 2.900 per ciascun figlio). Con le formule della circolare dell'Agenzia delle entrate, nel 2005 un lavoratore dipendente con coniuge e due figli a carico e un reddito di 11.362 euro non pagava l'Irpef, mentre un lavoratore senza familiari a carico con lo stesso reddito la pagava. L'esenzione fino a quella soglia vale quindi solo per alcune famiglie, e non risulta un esonero dalla dichiarazione collegato a essa.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Adozione di una “Tremonti del sociale” [...] rendendo deducibile dall'imponibile, sino ad una misura da individuare, le donazioni alle associazioni del no profit

L'articolo 14 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 (la cosiddetta «più dai meno versi»), ha reso deducibili dal reddito complessivo le liberalità in denaro o in natura a favore delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni per i beni culturali e paesaggistici. La deduzione spetta a persone fisiche e a enti soggetti all'Ires, nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque di 70.000 euro l'anno. È la misura che il Piano chiamava «Tremonti del sociale», con la soglia che lasciava «da individuare».

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Avvio di un piano di progressiva deduzione e/o detrazione fiscale dei trasferimenti e/o investimenti in ricerca scientifica

Nel mandato sono state introdotte tre deduzioni fiscali per la ricerca. La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (art. 1, commi 347-348) ha permesso alle imprese di dedurre dalla base imponibile Irap i costi del personale addetto alla ricerca e sviluppo, dal periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2004. Il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35 (art. 14, comma 7), convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha reso deducibili senza limiti le erogazioni liberali in denaro a università ed enti di ricerca: per le persone fisiche e per le imprese, per le quali è stato eliminato il tetto del 2 per cento del reddito. La legge 23 dicembre 2005, n. 266 (art. 1, comma 353) ha reso integralmente deducibili i fondi trasferiti dalle società a università ed enti di ricerca per finanziare la ricerca. Le misure riguardano i costi del personale di ricerca e i trasferimenti a università ed enti, non tutti gli investimenti in ricerca.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Azzeramento della tassa sulle successioni e sulle donazioni

La legge 18 ottobre 2001, n. 383 (GU n. 248 del 24 ottobre 2001, in vigore dal 25 ottobre) ha soppresso l'imposta sulle successioni e donazioni (art. 13, comma 1). La scadenza dell'Agenda era il primo anno di governo (giugno 2002) ed è stata rispettata. Per le donazioni a persone diverse dal coniuge e dai parenti fino al quarto grado, sulla parte della quota oltre 350 milioni di lire si applicavano le imposte previste per i trasferimenti a titolo oneroso. L'imposta è stata reintrodotta solo dopo il mandato, con il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per riportare nella legalità, in base ad un preciso e conveniente piano di “rientro”, una parte rilevante dell'economia

Il piano di emersione è stato adottato: la legge 18 ottobre 2001, n. 383 ha consentito agli imprenditori di far emergere il lavoro irregolare con una dichiarazione di emersione. Per tre periodi d'imposta l'aumento di reddito dichiarato era tassato con un'imposta sostitutiva di Irpef, Irpeg e Irap del 10, 15 e 20 per cento, con una contribuzione sostitutiva dell'8, 10 e 12 per cento sui redditi di lavoro emersi. I termini sono stati poi prorogati e il decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre 2002, n. 266, ha affidato a comitati provinciali i piani di emersione progressiva. I risultati sono stati modesti: rispondendo a un'interrogazione alla Camera il 18 marzo 2003, il governo ha riferito che la fase di emersione progressiva si era chiusa con circa 900 piani individuali, e ha indicato come possibile effetto indiretto della campagna oltre 270.000 nuove posizioni lavorative, senza poterle attribuire con certezza all'emersione. Il piano promesso è stato quindi attuato, ma non risulta che abbia riportato nella legalità una parte rilevante dell'economia.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Progressiva eliminazione dell'assurdo costituito da un'imposta come l'IRAP

Nel mandato dei governi Berlusconi II e III l'Irap è rimasta in vigore con la stessa aliquota ordinaria, il 4,25 per cento. La legge delega fiscale 7 aprile 2003, n. 80 (articolo 8) prevedeva la graduale eliminazione dell'imposta, a partire dal costo del lavoro, con decreti legislativi da adottare entro due anni, cioè entro il 3 maggio 2005: per l'Irap non risultano decreti adottati. Le leggi finanziarie hanno introdotto solo deduzioni mirate. Quella per il 2003 ha aumentato le deduzioni per i contribuenti con base imponibile bassa e pochi dipendenti. Quella per il 2005 (legge 311/2004) ha aggiunto deduzioni per il personale addetto alla ricerca, per le imprese più piccole e, per tre anni, per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L'aliquota ordinaria è stata ridotta al 3,9 per cento solo dal 2008. La scheda corrispondente di «Il conto», sull'abolizione in tre anni dell'Irap sul lavoro annunciata nel 2005, è «non valutabile» perché quel traguardo cadeva dopo la fine del governo; questa promessa non ha una scadenza e vale per l'intero mandato.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Emanazione del “Codice fiscale” col passaggio da migliaia e migliaia di leggi fiscali ad un solo Codice

La legge delega 7 aprile 2003, n. 80 (art. 2) ha autorizzato il governo ad adottare un decreto legislativo con il «codice fiscale» entro il 3 maggio 2005. Il codice non è stato adottato né entro quella data né entro la fine del mandato (17 maggio 2006): l'elenco ufficiale delle deleghe pubblicato dal Parlamento registra, per la legge 80/2003, solo il decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344 sull'imposta sulle società e il correttivo 18 novembre 2005, n. 247. La scheda corrispondente di «Il conto» valuta il solo governo Berlusconi II, con un traguardo «entro la legislatura» che cadeva dopo la sua fine; qui sono valutati entrambi i governi della legislatura, che si è chiusa senza il codice.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026