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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

672 schede

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

evitati meccanismi di incentivazione volti alla generazione di energia per soli fini commerciali

Il programma chiedeva di legare l'uso di biogas e biometano alle necessità di consumo energetico di chi produce i rifiuti, evitando incentivi alla produzione di energia per soli fini commerciali. Gli incentivi del periodo non prevedono questo legame. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199 (art. 11, Governo Draghi, in vigore dal 15 dicembre 2021) incentiva con una tariffa il biometano prodotto o immesso nella rete del gas naturale, allo stesso livello per i trasporti e per gli altri usi, e coordina con il nuovo sistema quello del decreto ministeriale 2 marzo 2018 sul biometano nei trasporti. Non risultano atti del governo che limitino gli incentivi all'autoconsumo del produttore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Definire dei i parametri ambientali di riferimento e delle soglie di tolleranza e attivazione dei dispositivi necessari per il controllo [...] dei potenziali impatti

Non risultano atti del governo, tra giugno 2018 e ottobre 2022, che definiscano parametri ambientali di riferimento e soglie di tolleranza e di attivazione per il controllo degli impatti degli impianti geotermici. Le «Linee guida per l'utilizzazione della risorsa geotermica a media e alta entalpia» del Ministero dello sviluppo economico sono dell'ottobre 2016, quindi anteriori al mandato, e non risultano aggiornate nel periodo. L'unico decreto sulla geotermia adottato nel periodo, quello del Ministro della transizione ecologica del 30 settembre 2022 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2022), riguarda la posa delle sonde geotermiche per il riscaldamento degli edifici e non fissa soglie di questo tipo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Predisporre un piano di tutela a copertura di eventuali danni territoriali, anche attraverso una polizza fideiussoria

Non risultano atti del governo che introducano un piano di tutela a copertura dei danni territoriali degli impianti geotermici. Il decreto legislativo 22/2010 già prevede, dal 2010, una fideiussione bancaria o assicurativa per il rilascio del permesso di ricerca (art. 3, comma 11) e della concessione di coltivazione (art. 6, comma 2), ma commisurata al valore delle opere di recupero ambientale, non ai danni al territorio. Quella norma non risulta modificata nel periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Predisporre una «zonazione» del territorio su basi geologiche, sismo-tettoniche e idrogeologiche

Non risultano atti del governo che abbiano predisposto una zonazione del territorio per la geotermia nel periodo valutato. Il Ministero dello sviluppo economico aveva già pubblicato una «Zonazione geotermica del territorio italiano», datata marzo 2017, quindi prima del mandato, con dati su base comunale. Quel documento indica come passo successivo la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ma nelle pagine del Ministero sulle risorse geotermiche non compare alcuna carta adottata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introdurre dei vincoli alle concessioni di ricerca e alla realizzazione di impianti geotermici in base alla vicinanza di aree di produzioni agricole di qualità

Non risultano atti del governo che introducano vincoli alle concessioni di ricerca o ai nuovi impianti geotermici in base alla vicinanza ad aree di produzione agricola di qualità. Il decreto legislativo 22/2010, che disciplina permessi e concessioni, non contiene un criterio di questo tipo. Neppure il documento ministeriale sulla zonazione (marzo 2017) tra i criteri di esclusione indica le aree agricole di pregio.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Rivedere i meccanismi incentivanti garantiti al geotermico [...] confermare detti incentivi solo qualora la produzione di energia non comporti consumo di acqua

Nel periodo valutato non risulta una revisione degli incentivi al geotermico con la condizione richiesta sul consumo di acqua. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 4 luglio 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019) ha definito gli incentivi per eolico a terra, fotovoltaico, idroelettrico e gas residuati dei processi di depurazione. Non ha accolto la richiesta della Conferenza unificata di ammettere la geotermia tradizionale e l'ha rinviata a un provvedimento separato, con motivazioni legate alle emissioni, non al consumo di acqua. Quel provvedimento non fu adottato nel periodo: il decreto «FER 2» che incentiva la geotermia è del giugno 2024.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Armonizzare i diversi regimi di incentivazione attualmente vigenti per gli impianti geotermici pilota e quelli ad autorizzazione regionale

Non risultano atti del governo che armonizzino i regimi di incentivazione per gli impianti geotermici pilota e per quelli ad autorizzazione regionale. Il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 4 luglio 2019 (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 9 agosto 2019) non ha compreso la geotermia tra le fonti incentivate e l'ha rinviata a un provvedimento separato. Le regole in vigore restavano quelle del decreto del 23 giugno 2016 sugli incentivi alle rinnovabili diverse dal fotovoltaico, con i premi per la geotermia, e del decreto del 29 marzo 2018 sulle verifiche per quei premi, entrambi anteriori al mandato. Il decreto «FER 2», che prevede incentivi distinti per la geotermia a emissioni nulle e per quella tradizionale, è del giugno 2024, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Includere le previsioni della «direttiva Seveso» nelle operazioni di trivellazione ed esercizio degli impianti geotermici pilota

Non risultano atti del governo che estendano alle operazioni di trivellazione e di esercizio degli impianti geotermici pilota le previsioni della direttiva Seveso, cioè la disciplina sui rischi di incidente rilevante (decreto legislativo 105/2015). Il decreto legislativo 22/2010 sulla geotermia non la richiama. Le modifiche del periodo che toccano la geotermia (decreto-legge 50/2022, art. 6) riguardano altri aspetti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Inserire l'obbligo della sigillatura del pozzo atta ad evitare la possibilità di scambio tra falde idriche diverse

Un obbligo di questo tipo è stato introdotto solo per le sonde geotermiche a circuito chiuso usate per il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici. Il decreto del Ministro della transizione ecologica del 30 settembre 2022 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2022) prescrive che nelle perforazioni si adottino precauzioni tecniche per evitare il contatto idraulico tra le falde e il loro rimescolamento (art. 5). Per i pozzi che estraggono fluidi geotermici, compresi quelli degli impianti pilota, il decreto legislativo 22/2010 non ha ricevuto nel periodo una norma analoga. Le «Linee guida» ministeriali dell'ottobre 2016 trattano la cementazione dei pozzi, ma sono anteriori al mandato e sono indicazioni tecniche.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Qualificare come impianti pilota solo quelle soluzioni tecnologiche per cui il contributo di innovazione e sperimentazione sia attestato da specifico brevetto nazionale

Non risultano atti del governo che richiedano un brevetto nazionale per qualificare un impianto geotermico come «pilota». La definizione di impianto pilota resta quella dell'articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 22/2010: reiniezione del fluido nelle stesse formazioni, emissioni di processo nulle, potenza non superiore a 5 MW per centrale. Il testo non richiede brevetti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Istituire un sistema di controlli ambientali effettuati dalla ISPRA e dalla competente agenzia regionale per la protezione ambientale, a spese del concessionario

Non risultano atti del governo che istituiscano un sistema generale di controlli ambientali sugli impianti geotermici affidati a ISPRA e alle agenzie regionali, a spese del concessionario. Il decreto interministeriale del 29 marzo 2018 (Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19 aprile 2018), adottato dal governo precedente, prevede verifiche delle agenzie regionali per l'ambiente, con costi a carico dei beneficiari, ma solo per riconoscere i premi agli incentivi e non per tutti i concessionari. Nel periodo valutato non è stato adottato un atto analogo di portata generale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Terna o l'azienda che avrà la concessione pubblica per la trasmissione dell'energia elettrica torni ad essere di proprietà pubblica

Non risultano atti del governo che riportino Terna, o il futuro concessionario della trasmissione elettrica, in mano pubblica. La quota pubblica è rimasta quella indiretta di CDP Reti, il 29,851% del capitale, sia nella relazione di Terna sul governo societario approvata il 21 marzo 2018 sia in quella relativa al 2022. CDP Reti è controllata da Cassa depositi e prestiti, a sua volta partecipata dal Ministero dell'economia, ma ha tra i soci anche State Grid Europe con il 35%, come risulta dalla relazione 2020 di CDP Reti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

rivedere le regole con cui i consumatori e produttori di energia, i prosumer, partecipano alla distribuzione dell’energia elettrica

Le regole di partecipazione di consumatori e produttori all'energia elettrica sono state riviste con tre atti. La legge 8/2020, di conversione del decreto-legge 162/2019 (art. 42-bis, in vigore dal 1° marzo 2020), ha consentito l'autoconsumo collettivo e le comunità energetiche rinnovabili, con impianti fino a 200 kW. Il decreto legislativo 199/2021 (Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30 novembre 2021, artt. 30 e 31) ha disciplinato gli autoconsumatori di energia rinnovabile e le comunità energetiche. Il decreto legislativo 210/2021 (Gazzetta Ufficiale n. 294 dell'11 dicembre 2021, in vigore dal 26 dicembre 2021) ha disciplinato i clienti attivi (art. 14), i sistemi semplici di produzione e consumo (art. 16) e i sistemi di distribuzione chiusi (art. 17), questi ultimi però riservati a utenze industriali, commerciali o di servizi condivisi: le famiglie possono condividere l'energia con i vicini attraverso le comunità energetiche, che usano la rete pubblica.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

sarà necessario mappare le strutture esistenti, con l’obiettivo di determinare la potenzialità delle strutture non utilizzate e in grado di essere recuperate

Tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 non risultano atti del governo che dispongano una mappatura nazionale degli impianti idroelettrici esistenti e delle strutture non utilizzate recuperabili. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 (art. 11-quater, introdotto dalla legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12) ha riformato solo le regole per assegnare le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche alla scadenza. Il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (dicembre 2019) e il PNRR (2021) prevedono misure per gli impianti esistenti, come il rifacimento e la riforma delle concessioni, ma non una ricognizione delle strutture non utilizzate.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il M5S lavorerà per il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia

Nel periodo valutato i governi non hanno chiesto né ottenuto il ritiro delle sanzioni dell'Unione europea alla Russia. Le sanzioni economiche, che il Consiglio dell'UE rinnova all'unanimità ogni sei mesi, sono state prorogate durante il governo Conte I (il 21 dicembre 2018 e il 27 giugno 2019, fino al 31 gennaio 2020) e sono rimaste in vigore durante i governi Conte II e Draghi. Dopo l'attacco russo all'Ucraina il Consiglio ha adottato dal 23 febbraio 2022 nuove sanzioni con il consenso del governo Draghi, fino al regolamento (UE) 2022/1904 del 6 ottobre 2022. Il giudizio è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte I.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

lavorerà prioritariamente al riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini stabiliti dalle Nazioni Unite nel 1967

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi con cui l'Italia abbia riconosciuto lo Stato di Palestina. Il 20 maggio 2021 un gruppo di deputati ha presentato alla Camera una mozione (1-00487) che impegnava il governo a riconoscerlo «con effetto immediato» entro i confini del 1967, segno che il riconoscimento non era avvenuto. Nel settembre 2024 un dossier del Servizio studi della Camera dava conto dell'esame, al Senato, di un disegno di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell'Italia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

all'applicazione dell’embargo totale di armi a tutti quei Paesi sospettati di finanziare, direttamente o indirettamente, il terrorismo internazionale

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che dispongano un embargo totale di armi verso i Paesi sospettati di finanziare il terrorismo internazionale. Le misure adottate riguardano solo alcuni materiali e due Paesi coinvolti nella guerra in Yemen: nel luglio 2019 furono sospese licenze di esportazione di missili e bombe d'aereo verso Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti, e nel gennaio 2021 l'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) revocò le licenze per bombe d'aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018. Erano misure motivate dal conflitto in Yemen, non dal finanziamento del terrorismo, e non un embargo totale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutafisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riduzione carico fiscale complessivo per famiglie e imprese

La promessa si misura sulla pressione fiscale calcolata dall'ISTAT (imposte e contributi sociali in rapporto al Pil). Nella serie attuale, ricostruita dall'ISTAT nel settembre 2026, era 41,9% nel 2017 e 41,7% nel 2018; è salita al 42,4% nel 2019, al 42,8% nel 2020 e al 42,4% nel 2021, ed è tornata al 41,6% nel 2022. A fine periodo il livello è quindi sostanzialmente uguale a quello di partenza. I governi hanno ridotto alcune imposte, come il carico sul lavoro dipendente con il decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, e l'Irpef con la legge di bilancio 2022, ma una riduzione del carico fiscale complessivo non risulta.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione dal 41 al 37% per i redditi fra 28.000 e 100.000 euro e riduzione dal 43 al 42% [...]

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha riformato l'Irpef con aliquote del 23% fino a 15.000 euro, 25% fino a 28.000, 35% fino a 50.000 e 43% oltre. Prima erano 23, 27, 38, 41 e 43% (soglie 15.000, 28.000, 55.000 e 75.000). Per i redditi fra 28.000 e 50.000 euro l'aliquota è scesa dal 38% al 35%, più di quanto promesso (37%), ma sopra i 50.000 euro è salita al 43% (prima 38% fino a 55.000 e 41% fino a 75.000) e l'aliquota massima non è scesa dal 43% al 42%. La riduzione è quindi parziale e non ha la struttura indicata dal programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

riduzione al 23% per i redditi fra 10.000 e 28.000 (oggi si arriva fino al 27%)

La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha ridotto dal 27% al 25% l'aliquota Irpef per i redditi fra 15.000 e 28.000 euro, che erano il secondo scaglione. Il 23% è rimasto limitato ai redditi fino a 15.000 euro, quindi l'aliquota unica del 23% fino a 28.000 euro promessa dal programma non è stata introdotta. Il primo e il secondo scaglione non sono stati accorpati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

innalzamento fino a 10.000 della no tax area

Nel periodo valutato la no tax area, cioè il reddito fino al quale le detrazioni per lavoro o pensione azzerano l'Irpef, non è stata portata a 10.000 euro. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 2) ha modificato queste detrazioni: per i pensionati la detrazione piena di 1.955 euro vale fino a 8.500 euro di reddito (prima 1.880 euro fino a 8.000) e per i lavoratori autonomi quella di 1.265 euro fino a 5.500 euro (prima 1.104 euro fino a 4.800). Per i lavoratori dipendenti la detrazione resta di 1.880 euro e azzera l'imposta fino a poco più di 8.000 euro di reddito, come prima. Nessuna categoria arriva a 10.000 euro.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione di alcune detrazioni sul reddito di contribuenti con reddito pro capite superiore a 100.000 euro annui

La legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, comma 629) ha ridotto le detrazioni Irpef per gli oneri previsti dall'art. 15 del Tuir per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro, fino ad azzerarle a 240.000 euro. Restano esclusi gli interessi sui mutui e le spese sanitarie. La riduzione di alcune detrazioni per i redditi alti è stata quindi attuata, ma da una soglia di 120.000 euro invece dei 100.000 indicati dal programma.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la riduzione del cuneo fiscale nella componente INAIL (riduzione dell’1%, che vale 2,5 miliardi)

La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, commi 1121 e 1122) ha disposto la revisione delle tariffe dei premi e contributi INAIL dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, con minori entrate per l'istituto di 410 milioni di euro nel 2019, 525 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2021, in aggiunta alle riduzioni già previste dalla legge di stabilità 2014. Le nuove tariffe sono state approvate con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019. Il programma indicava una riduzione da 2,5 miliardi: quella adottata è inferiore.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il dimezzamento dell’Irap (11-12 miliardi)

L'Irap non è stata dimezzata nel periodo valutato. La legge di bilancio 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, art. 1, comma 8) l'ha eliminata soltanto per le persone fisiche che esercitano attività commerciali, arti e professioni; per società e altri soggetti l'imposta è rimasta. Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (art. 24) aveva cancellato una sola volta il saldo 2019 e la prima rata dell'acconto 2020 per chi aveva ricavi fino a 250 milioni di euro. Il disegno di legge delega sulla riforma fiscale, che prevedeva il superamento dell'Irap, è stato approvato dalla Camera il 22 giugno 2022 ma non ha concluso l'iter per la fine anticipata della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026