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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

478 schede

non mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano trasferito agli enti locali la competenza sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Il disegno di legge delega sull'immigrazione presentato dal governo alla Camera il 30 luglio 2007 (A.C. 2976) prevedeva sportelli presso i comuni per le richieste e, dopo una fase transitoria, il passaggio ai comuni della competenza sui rinnovi (art. 1, comma 1, lettera d). Il testo è stato esaminato dalla commissione Affari costituzionali fino al novembre 2007 ma non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Il testo unico sull'immigrazione (art. 5) ha continuato ad affidare al questore il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partesicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’acquisizione della carta di soggiorno, da rilasciare – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore all’attuale

Il decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, che ha recepito la direttiva europea 2003/109/CE ed è in vigore dal 14 febbraio 2007, ha sostituito la carta di soggiorno con il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, a tempo indeterminato. Il periodo di soggiorno regolare richiesto è sceso da sei a cinque anni, la durata prevista dalla direttiva, come chiedeva il programma. Sono rimasti invece i vincoli di reddito che il programma voleva eliminare: serve un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, se la richiesta riguarda anche i familiari, un reddito adeguato e un alloggio idoneo. La circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del 16 febbraio 2007 indica i requisiti di reddito e alloggio come «invariati».

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza

Il governo ha inserito il voto amministrativo agli stranieri nel disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976), presentato alla Camera il 30 luglio 2007. L'articolo unico prevedeva elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative per i titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, previa ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992. Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali il 10 settembre 2007, che ne ha avviato l'esame fino al 6 novembre 2007 senza concluderlo prima dello scioglimento delle Camere. Nessuna norma sul voto agli stranieri è stata approvata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione

Il disegno di legge del governo A.C. 1607, presentato alla Camera il 30 agosto 2006, dava la cittadinanza per nascita a chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno residente legalmente da almeno cinque anni, o a sua volta nato in Italia, con un requisito di reddito; riduceva inoltre da dieci a cinque anni la residenza legale richiesta per la naturalizzazione. Assegnato alla commissione Affari costituzionali il 19 settembre 2006, ha portato a un testo unificato adottato come testo base il 7 febbraio 2007, ma l'esame in commissione non si è concluso e il testo non è arrivato al voto dell'Assemblea prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 91/1992 non è stata modificata nel mandato. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo tornare a investire nell’integrazione, ripristinando il Fondo per le politiche migratorie

La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1, commi 1267-1268) ha istituito presso il Ministero della solidarietà sociale il «Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati», con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il fondo finanzia anche un piano per l'accoglienza degli alunni stranieri con mediatori culturali. Non è il ripristino formale del Fondo nazionale per le politiche migratorie del testo unico del 1998, che nel 1999 aveva 68 miliardi di lire (circa 35 milioni di euro), ma è un fondo nazionale con lo stesso scopo, l'integrazione dei migranti, e una dotazione più alta.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

adozione della disciplina per l'indennizzo del cittadino e dell'impresa in caso di mancato rispetto dei tempi di conclusione del procedimento entro 1 anno

Il governo Prodi II ha presentato alla Camera, il 24 gennaio 2007, il disegno di legge A.C. 2161 sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (ministri Nicolais e Padoa-Schioppa). Il testo presentato aggiungeva alla legge 241/1990 un nuovo art. 2-bis: oltre al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto del termine, prevedeva che l'amministrazione pagasse per il mero ritardo una somma di denaro in misura fissa, da stabilire con regolamento del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge il 24 ottobre 2007; al Senato (A.S. 1859) era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima della fine della legislatura. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) l'indennizzo non è quindi entrato in vigore. Una misura di questo tipo è stata introdotta solo nel 2013, dall'art. 28 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69: 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 2.000 euro, in via sperimentale.

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in partesicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Approveremo senza ulteriori ritardi una legge organica di attuazione dell’articolo 10 della Costituzione

Una legge organica di attuazione dell'articolo 10 della Costituzione non è stata approvata. Nella XV legislatura le sei proposte sul diritto d'asilo esaminate dalla commissione Affari costituzionali della Camera (A.C. 191 e abbinate) erano di iniziativa parlamentare, e l'esame in sede referente, avviato il 13 giugno 2007, non si è concluso; non risulta un disegno di legge del governo sul tema. Il governo ha però recepito le direttive europee con due decreti legislativi: il n. 251 del 19 novembre 2007 (qualifica di rifugiato e protezione sussidiaria, in vigore dal 19 gennaio 2008) e il n. 25 del 28 gennaio 2008 (procedure di riconoscimento dello status, in vigore dal 2 marzo 2008). Questi atti disciplinano in modo organico lo status e le procedure, ma non sono la legge organica promessa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la previsione di un’unica ed equa procedura di esame delle domande di asilo

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (in vigore dal 2 marzo 2008), che attua la direttiva 2005/85/CE, ha riunito in un'unica procedura l'esame delle domande di protezione internazionale, cioè dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, affidato alle commissioni territoriali (artt. 1, 2 e 4). Il decreto abroga la «procedura semplificata» prevista dall'art. 1-ter del d.l. 416/1989 (art. 40) e stabilisce che il richiedente non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda (art. 20). Restano casi di esame prioritario, svolti però dalla stessa commissione e con le stesse garanzie (art. 28). Il Consiglio dei ministri aveva approvato il testo in via preliminare il 27 luglio 2007 e in via definitiva il 9 novembre 2007.

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non mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Le commissioni che vagliano il diritto d’asilo devono essere indipendenti dall’esecutivo.

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (deliberato dal Consiglio dei ministri il 9 novembre 2007, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio 2008) ha mantenuto l'impianto precedente per le commissioni territoriali che esaminano le domande di asilo. Ogni commissione è nominata con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Interno, ed è composta da un funzionario della carriera prefettizia con funzioni di presidente, da un funzionario della Polizia di Stato, da un rappresentante degli enti territoriali e da uno dell'ACNUR, con il supporto organizzativo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno. Anche la composizione non risulta quindi cambiata rispetto a quella prevista dalla legge 189/2002. Non risultano atti del governo che abbiano reso le commissioni indipendenti dall'esecutivo.

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in partesicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L’esame delle domande deve essere più rapido

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, che ha recepito la direttiva europea sulle procedure d'asilo, ha lasciato invariati i tempi ordinari: colloquio entro trenta giorni e decisione nei tre giorni feriali successivi, come già prevedevano la legge 189/2002 e il regolamento del 2004. Ha però accelerato l'esame di una parte delle domande: esame prioritario per quelle palesemente fondate, per le persone vulnerabili e per chi è accolto o trattenuto nei centri, e per i trattenuti nei centri di permanenza audizione entro sette giorni e decisione nei due giorni successivi, invece di quindici più tre. Ha inoltre portato fino a dieci le Commissioni territoriali, che il regolamento del 2004 fissava in sette. Non ci sono dati pubblici sui tempi effettivi di esame nei mesi successivi.

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mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la garanzia di effettività del diritto al ricorso [...] l’accesso al patrocinio gratuito e il divieto di allontanamento del ricorrente fino ad esito del giudizio

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 9 novembre 2007) ha disciplinato le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. L'art. 16, comma 2, prevede che nei ricorsi giurisdizionali lo straniero sia assistito da un avvocato e ammesso al gratuito patrocinio alle condizioni del DPR 115/2002. L'art. 35, comma 6, stabilisce che il ricorso al tribunale contro il rigetto della domanda sospende l'efficacia del provvedimento impugnato: il richiedente non può quindi essere allontanato fino alla sentenza, che il tribunale deve emettere entro tre mesi. La sospensione non è automatica per le decisioni di inammissibilità, per alcune categorie di richiedenti (tra cui quelli già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento e quelli trattenuti) e per il successivo reclamo in corte d'appello: in questi casi il giudice può sospendere su richiesta (art. 35, commi 7, 8 e 12).

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in partesicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la definizione, in linea con la normativa comunitaria, dello status giuridico del titolare di protezione umanitaria

Il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 (in vigore dal 19 gennaio 2008), che recepisce la direttiva europea 2004/83/CE, ha definito lo status di protezione sussidiaria. Il suo permesso di soggiorno dura tre anni ed è rinnovabile (art. 23), consente l'accesso al lavoro e allo studio ed è convertibile per motivi di lavoro. L'art. 34 estende i diritti della protezione sussidiaria ai titolari del vecchio permesso umanitario rilasciato in sede di esame della domanda di asilo. Il permesso umanitario previsto dal testo unico sull'immigrazione (art. 5, comma 6) non è stato disciplinato in modo nuovo, e la conversione riguarda il lavoro e non lo studio.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Vareremo inoltre una normativa per tutelare la concorrenza nel sistema della comunicazione [...] mediante la previsione di limiti alla concentrazione delle risorse economiche nei singoli mercati

Il ministro delle Comunicazioni Gentiloni presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825). Il testo fissava un limite antitrust per singolo mercato: ricavi superiori al 45 per cento della pubblicità televisiva sarebbero stati considerati posizione dominante; modificava anche la definizione del sistema integrato delle comunicazioni. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo strumenti normativi specifici [...] che impediscano l’estensione delle posizioni dominanti in mercati contigui.

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 un disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro Gentiloni). Oltre a un limite antitrust del 45 per cento ai ricavi pubblicitari televisivi, il testo sostituiva il limite vigente alla raccolta di risorse per le imprese con più del 40 per cento dei ricavi delle comunicazioni elettroniche con il divieto, per queste imprese, di fondersi o collegarsi con imprese in posizione dominante nel sistema televisivo: una norma sull'estensione delle posizioni dominanti da un mercato all'altro. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura. Non risultano altri atti del governo su questo punto.

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non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dovremo escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e del comparto radiotelevisivo possano controllare quotidiani

Il programma prometteva di escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e della televisione potessero controllare quotidiani. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata, ma che non interveniva sulla proprietà dei quotidiani. Le commissioni Cultura e Trasporti hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e presentato la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo ha votato prima dello scioglimento delle Camere. Restava in vigore solo il divieto, previsto dal testo unico del 2005 (art. 43, comma 12) e valido fino al 31 dicembre 2010, per chi trasmetteva in ambito nazionale con più di una rete televisiva di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani; non riguardava gli operatori di telecomunicazioni e il governo Prodi non lo ha modificato.

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non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

In linea con gli indirizzi comunitari introdurremo il principio di separazione fra i gestori delle infrastrutture di rete e i produttori di contenuti.

Il programma prometteva di introdurre il principio di separazione tra gestori delle reti e produttori di contenuti. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), che indicava tra i principi una «tendenziale e progressiva separazione tra operatori di rete e fornitori di contenuti». Dal 30 novembre 2012 i fornitori nazionali di contenuti che gestiscono anche una rete avrebbero dovuto separare le attività in società distinte (art. 3, comma 7). Le commissioni della Camera hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007, ma il testo non è mai stato votato in Aula prima dello scioglimento delle Camere e non è diventato legge.

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mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la costituzione di una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione

Il programma chiedeva una cabina di regia a Palazzo Chigi e una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, all'art. 1, comma 22-bis, inserito dalla legge di conversione 17 luglio 2006, n. 233, ha previsto presso la Presidenza del Consiglio l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, costituita con decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Con un decreto della stessa data è stato istituito il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione. Il Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione, che affida all'Unità più compiti, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2007.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo nuovi strumenti – sotto la responsabilità dell’Authority – per rilevare in modo affidabile gli ascolti multipiattaforma.

Il governo ha proposto il nuovo sistema di rilevazione nel disegno di legge sul settore televisivo presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 (A.C. 1825): l'art. 4 definiva la rilevazione degli ascolti un servizio di interesse generale, da svolgere tenendo conto delle diverse piattaforme trasmissive, e delegava il governo a regolare le rilevazioni curate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Le commissioni hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e la relazione è stata depositata il 17 gennaio 2008, ma la legge non è stata approvata prima della fine della legislatura. Nel frattempo l'Autorità, indipendente dal governo, aveva dato all'Auditel indirizzi con una delibera del maggio 2006 e nel marzo 2007 ha concluso un'indagine che ha portato a modifiche del campione e dello statuto: sono atti dell'Autorità, non del governo.

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non mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione

Non risultano atti del governo che impongano standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione. Il disegno di legge del governo sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), nel testo licenziato dalle commissioni della Camera il 17 gennaio 2008, chiedeva soltanto al Ministero delle comunicazioni di attivarsi perché la presenza di diversi standard non diventasse una barriera all'accesso ai contenuti, e comunque non è mai stato votato dall'Aula. Sugli apparecchi il governo ha agito con un incentivo: la finanziaria 2007 ha previsto una detrazione del 20 per cento della spesa, fino a 1.000 euro, per l'acquisto nel 2007 di un televisore con sintonizzatore digitale integrato.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

reintrodurremo la riserva di risorse frequenziali destinate alla comunicazione e informazione locale e comunitaria

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro delle Comunicazioni Gentiloni). L'articolo 3 prevedeva che le frequenze residue tornassero al ministero e fossero riassegnate con quote di riserva a favore dell'emittenza locale, senza una quota per l'emittenza comunitaria. Il disegno di legge è arrivato allo stato di relazione il 17 gennaio 2008, ma non è stato approvato prima della fine della legislatura, e la riserva di frequenze non è diventata legge. Restava in vigore solo la norma, precedente al mandato, del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, art. 8) che riserva all'emittenza locale un terzo della capacità trasmissiva.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

del ripristino del tetto alla raccolta pubblictaria previsto dalla Legge Maccanico

Il governo Prodi II ha presentato alla Camera il disegno di legge A.C. 1825 sul settore televisivo nella transizione al digitale (ministro Gentiloni, 16 ottobre 2006). L'art. 2 stabiliva che la raccolta di oltre il 45 per cento dei ricavi pubblicitari del settore televisivo costituisse posizione dominante, sanzionata con la riduzione dei tempi di pubblicità. Era una soglia diversa da quella della legge 249/1997, che limitava al 30 per cento la quota di ciascun soggetto sulle risorse complessive del settore televisivo nazionale. Il disegno di legge non è stato comunque approvato: il 17 gennaio 2008 la commissione aveva concluso l'esame e il testo era stato trasmesso all'Assemblea, ma le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008. Nel mandato del governo il tetto alla raccolta pubblicitaria della legge Maccanico non è stato ripristinato.

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in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Rafforzeremo i poteri di intervento e sanzione affidati all’Authority indipendente

Il governo ha rafforzato i poteri di sanzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nelle comunicazioni elettroniche. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, comma 136, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha moltiplicato per dieci gli importi delle sanzioni previste dall'art. 98 del codice delle comunicazioni elettroniche ed escluso il pagamento in misura ridotta per le sanzioni dell'Autorità. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 1, comma 4) le ha affidato la vigilanza e le sanzioni sulle nuove regole per la telefonia. Il disegno di legge sul settore televisivo (A.C. 1825, presentato il 16 ottobre 2006), che le attribuiva nuovi poteri di vigilanza e sanzione fino al 5 per cento del fatturato e alla sospensione dell'attività, è stato esaminato dalle commissioni ma non è stato votato dalla Camera prima della fine della legislatura.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1245) ha impegnato il governo a elaborare entro sei mesi una proposta di riforma dell'editoria, privilegiando tra l'altro le imprese no profit nelle agevolazioni postali. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge in via preliminare il 3 agosto 2007 e in via definitiva il 12 ottobre 2007, ma non risulta presentato alle Camere prima della fine della legislatura; la riforma è stata riproposta come proposta di legge nel giugno 2008 (A.C. 1269, XVI legislatura). Nel mandato i contributi diretti sono stati toccati solo da misure di contenimento e controllo: riparto proporzionale delle somme disponibili tra gli aventi diritto (legge 296/2006, comma 1246, e legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 294), riduzione del 2 per cento per il 2007 e il 2008 con un tetto pari ai costi sostenuti (decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, art. 10, come convertito) e obbligo di un modello dei costi certificato (legge 244/2007, art. 2, comma 293). Non sono stati introdotti criteri specifici per l'editoria non profit e cooperativa né garanzie sulla certezza delle risorse.

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in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prevediamo quindi la stipulazione di un Patto per l'Innovazione tra Governo, Regioni, Enti Locali e Parti Sociali

Nel settembre 2007 la Conferenza unificata, la sede in cui governo, regioni ed enti locali concordano le politiche comuni, ha approvato il documento «Progetto Paese – Patto per l'attuazione del sistema nazionale di e-government nelle regioni e negli enti locali». Il patto coordina le azioni per l'innovazione tra i diversi livelli di governo secondo un modello cooperativo, come chiedeva il programma. Non risulta però che le parti sociali, che il programma includeva tra i firmatari, vi abbiano partecipato. La promessa è quindi attuata per la parte istituzionale.

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