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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

19 schede

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una politica nazionale - sul modello del progetto comunitario Marco Polo - che preveda premi all’avvio di nuovi servizi di trasporto intermodali e marittimi

Il governo Prodi ha reso operativo l'incentivo per le autostrade del mare (ecobonus), previsto da una legge del 2002 e regolato dal d.P.R. 11 aprile 2006, n. 205, adottato dal governo precedente. Il decreto del Ministro dei trasporti del 31 gennaio 2007, integrato il 26 marzo 2007, ha individuato le rotte ammesse: il contributo può arrivare al 20 per cento delle tariffe sulle linee esistenti e al 30 per cento sulle nuove rotte. Il d.P.R. 9 novembre 2007, n. 252 ha poi ridefinito le imprese beneficiarie. Il premio più alto per le nuove rotte va però alle imprese di autotrasporto che imbarcano i loro mezzi, non a chi avvia il nuovo servizio marittimo, come invece nel programma europeo Marco Polo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non valutabileinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la progressiva velocizzazione della Battipaglia-Reggio Calabria, della Battipaglia-Potenza e della Palermo-Catania-Messina

Il programma non fissa un tempo di percorrenza da raggiungere né un termine. Nel mandato il CIPE ha dato parere favorevole (delibera 63 del 20 luglio 2007) al contratto di programma 2007-2011 tra Ministero delle infrastrutture e RFI, firmato il 31 ottobre 2007, ma la delibera riporta solo le classi di investimento e i totali, e le tabelle del contratto con i singoli interventi non sono pubblicate. Non risultano inoltre dati pubblici sui tempi di percorrenza delle linee Battipaglia-Reggio Calabria, Battipaglia-Potenza e Palermo-Catania-Messina nel 2006 e nel 2008, necessari per dire se vi sia stata una velocizzazione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari

Il nuovo tracciato appenninico della Napoli-Bari non è stato approvato né avviato nella realizzazione durante il governo Prodi II. Secondo la scheda della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, nel 2007 Rete Ferroviaria Italiana ha avviato la progettazione preliminare della variante Napoli-Cancello e della tratta Cancello-Frasso Telesino, conclusa nel 2009; quella delle tratte appenniniche verso la Puglia, come Apice-Orsara, è iniziata nel 2009. Il primo progetto preliminare dell'itinerario, la variante Napoli-Cancello, è stato approvato dal CIPE con la delibera n. 2 del 18 febbraio 2013. Non risultano atti del governo Prodi II che approvino il tracciato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'istituzione di un Fondo nazionale che, compatibilmente con le normative comunitarie, cofinanzi lo start-up di voli fra le città del Mezzogiorno e il Nord Europa

Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un fondo nazionale per cofinanziare l'avvio di collegamenti aerei tra il Mezzogiorno e il Nord Europa. Il disegno di legge del governo per la riforma del trasporto aereo (S. 1268, presentato il 25 gennaio 2007 e rimasto all'esame della commissione) prevedeva soltanto, tra i criteri di delega, il coordinamento degli incentivi statali e regionali alla mobilità, compresi gli aiuti all'avvio di nuove rotte, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono un fondo di questo tipo: la seconda finanzia solo interventi per la continuità territoriale di Reggio Calabria e dell'Isola d'Elba e per il trasporto aereo delle merci in Sicilia (L. 244/2007, art. 1, comma 236).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Alle aree urbane del Mezzogiorno sarà dedicato un Fondo per la riqualificazione e il recupero

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 340-343) ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un Fondo, con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per favorire lo sviluppo economico e sociale, anche con interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati delle città del Mezzogiorno identificati come zone franche urbane, cofinanziando programmi regionali. Un anno dopo la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 561-563) ha esteso le zone franche urbane a tutto il territorio nazionale, senza più il riferimento al Mezzogiorno, e ha destinato il Fondo soprattutto a esenzioni fiscali e contributive per le piccole imprese che vi avviano un'attività. Nel mandato il CIPE ha fissato solo i criteri per individuare le zone (delibera 30 gennaio 2008, n. 5); le zone sono state scelte nel 2009, con il governo successivo. Il Fondo dedicato è stato quindi istituito, ma con risorse limitate, senza restare riservato al Sud e senza diventare operativo entro il maggio 2008.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dovremo escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e del comparto radiotelevisivo possano controllare quotidiani

Il programma prometteva di escludere che gli operatori dominanti delle telecomunicazioni e della televisione potessero controllare quotidiani. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), secondo il quale raccogliere più del 45 per cento dei ricavi pubblicitari dell'intero settore televisivo costituiva una posizione dominante vietata, ma che non interveniva sulla proprietà dei quotidiani. Le commissioni Cultura e Trasporti hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e presentato la relazione il 17 gennaio 2008, ma l'Assemblea non lo ha votato prima dello scioglimento delle Camere. Restava in vigore solo il divieto, previsto dal testo unico del 2005 (art. 43, comma 12) e valido fino al 31 dicembre 2010, per chi trasmetteva in ambito nazionale con più di una rete televisiva di acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani; non riguardava gli operatori di telecomunicazioni e il governo Prodi non lo ha modificato.

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non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

In linea con gli indirizzi comunitari introdurremo il principio di separazione fra i gestori delle infrastrutture di rete e i produttori di contenuti.

Il programma prometteva di introdurre il principio di separazione tra gestori delle reti e produttori di contenuti. Il 16 ottobre 2006 il governo ha presentato alla Camera il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), che indicava tra i principi una «tendenziale e progressiva separazione tra operatori di rete e fornitori di contenuti». Dal 30 novembre 2012 i fornitori nazionali di contenuti che gestiscono anche una rete avrebbero dovuto separare le attività in società distinte (art. 3, comma 7). Le commissioni della Camera hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007, ma il testo non è mai stato votato in Aula prima dello scioglimento delle Camere e non è diventato legge.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L’unione si impegna a individuare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, gli interventi infrastrutturali da realizzare prioritariamente, in coerenza con il "Piano generale dei trasporti"

Con il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011 (Doc. LVII, n. 2) il governo ha trasmesso alle Camere l'Allegato infrastrutture, che indica le «opere prioritarie» da avviare entro il 2012 per 118 miliardi di euro. La commissione Lavori pubblici del Senato, nel parere del 12 luglio 2007, ha chiesto una selezione più rigorosa, un ordine di priorità e una maggiore coerenza con il Piano generale dei trasporti e della logistica del 2001 e con il piano della mobilità in preparazione. L'elenco esiste, ma la coerenza con il Piano e il rispetto delle risorse disponibili sono stati contestati dalla stessa commissione parlamentare.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo di modificare profondamente la "legge obiettivo", [...] per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano modificato in profondità la «legge obiettivo» (legge 21 dicembre 2001, n. 443) o reso generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale. Il decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 ha corretto il capo del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006) sulle infrastrutture strategiche con ritocchi su studi di fattibilità, finanziamento, controlli antimafia e monitoraggio. Sulla VIA è intervenuto in un solo punto: la commissione speciale VIA deve riferire al ministro dell'Ambiente ogni volta che il progetto definitivo è diverso dal preliminare, non più solo quando ne è «sensibilmente» diverso. Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, che ha riscritto le norme generali su VIA e VAS del Codice dell'ambiente, non contiene modifiche alla legge obiettivo né alla procedura speciale per le infrastrutture strategiche.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prioritario è anche il rifinanziamento degli incentivi per l’intermodalità e il sostegno alle attività delle imprese armatoriali

Gli incentivi all'intermodalità sono stati rifinanziati nelle due leggi finanziarie del governo. La legge 296/2006 (art. 1, c. 916) ha destinato il 40 per cento del fondo per l'autotrasporto alle strutture logistiche intermodali di primo livello. La legge 244/2007 ha autorizzato 77 milioni di euro l'anno per il 2008-2010 per gli incentivi che spostano il traffico pesante dalla strada al mare (art. 2, c. 232) e 15 milioni l'anno per lo stesso triennio per il fondo sul trasporto ferroviario combinato (c. 243). La stessa legge ha sostenuto anche le imprese armatoriali: ha prorogato per il 2008 gli sgravi contributivi per le imprese di cabotaggio marittimo «per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della competitività delle navi italiane» (c. 221) e ha istituito un fondo per l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni delle navi passeggeri (c. 210).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

regolare e finanziare i "Piani urbani delle mobilità" da attuare da parte delle amministrazioni locali

Non risultano atti del governo che abbiano regolato o finanziato i Piani urbani della mobilità in quanto tali: l'articolo 22 della legge 24 novembre 2000, n. 340, che li disciplina e ne prevede il cofinanziamento statale, non è stato modificato nel mandato. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la mobilità sostenibile, con 90 milioni di euro l'anno per il 2007, il 2008 e il 2009, destinato a misure per la qualità dell'aria nelle aree urbane e il trasporto pubblico (commi 1121-1122), e un fondo di 100 milioni l'anno per l'acquisto di mezzi del trasporto pubblico locale (comma 1031). Nessuno dei due fondi è legato ai Piani urbani della mobilità o ne finanzia l'attuazione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo inoltre l'adozione di un programma pluriennale di investimento sul materiale rotabile

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha istituito presso il Ministero dei trasporti un fondo per gli investimenti nel trasporto pubblico locale, con 100 milioni di euro l'anno per il 2007, 2008 e 2009 (art. 1, comma 1031). I contributi, fino al 75 per cento, vanno all'acquisto di veicoli ferroviari per i servizi regionali, di veicoli per metropolitane, tram e filobus e di autobus a minore impatto ambientale. Il comma 1032 prevede un piano di riparto tra le regioni, approvato con decreto del Ministro, con priorità alla vetustà dei parchi veicolari.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

procedere ad una riforma organica del nuovo Codice della Strada, secondo i princìpi e i criteri direttivi della legge-delega del governo di centrosinistra

Il governo ha presentato alla Camera il 29 marzo 2007 un disegno di legge sulla sicurezza stradale (A.C. 2480) che conteneva anche una delega per la revisione complessiva del codice della strada. Il testo è stato approvato dalla Camera il 27 giugno 2007 e, con modifiche, dal Senato il 19 settembre 2007, ma il nuovo esame alla Camera non si è concluso prima della fine anticipata della legislatura. Nel frattempo il decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito nella legge 160 del 2 ottobre 2007, ha ripreso alcune norme del disegno di legge e modificato in modo mirato il codice (sanzioni per velocità, alcol e droga, limiti per i neopatentati). La riforma organica del codice non è stata adottata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

rifinanziare il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale, destinando annualmente ad esso le risorse

Il Piano nazionale della sicurezza stradale è stato rifinanziato. L'articolo 1, comma 1035, della legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha disposto l'aggiornamento del Piano e autorizzato la spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 247) ha autorizzato altri stanziamenti per attuare il Piano: 35 milioni nel 2008, 25 nel 2009, 30 nel 2010, 49 nel 2011, 56 nel 2012 e 4 nel 2013.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ripristinare l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, cancellato dal Ministro Lunardi

L'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale non è stato ricostituito con questo nome. Il regolamento di organizzazione del nuovo ministero dei Trasporti (D.P.R. 8 dicembre 2007, n. 271, in vigore dal 24 febbraio 2008) ha però istituito una direzione generale per la sicurezza stradale (art. 6, comma 3). Le sono affidati l'adozione e l'attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, la regolamentazione della circolazione e il coordinamento dei servizi di polizia stradale di competenza. Nel regolamento del 2004 (D.P.R. 184/2004) queste funzioni erano divise tra la direzione generale per la motorizzazione e quella per le strade. Il governo ha quindi creato una struttura dedicata alla sicurezza stradale con i poteri sul Piano, ma non ha ripristinato l'Ispettorato come tale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

abolire tutte le recenti disposizioni che hanno innalzato i limiti di velocità degli autoveicoli

Non risultano atti adottati dal governo Prodi che abbiano abrogato le norme sull'innalzamento dei limiti di velocità. Tra queste c'è la possibilità, per gli enti proprietari o i concessionari, di portare il limite fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza, introdotta dal decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (art. 9), cioè dal governo Berlusconi II; il testo dell'art. 142 del codice della strada in vigore all'8 maggio 2008 la riporta ancora. Il disegno di legge del governo sulla sicurezza stradale (A.C. 2480, presentato il 29 marzo 2007) non toccava i limiti; il Senato, approvandolo con modifiche il 19 settembre 2007, vi inserì tra i criteri di una delega per la riforma del codice l'«esclusione della facoltà» di elevare il limite massimo in autostrada oltre 130 km/h, ma il testo tornato alla Camera (A.C. 2480-B) rimase all'esame della commissione Trasporti e decadde con la fine anticipata della legislatura. Con il decreto-legge 117/2007 (convertito dalla l. 160/2007, art. 3) il governo intervenne sulla velocità solo per inasprire le sanzioni oltre i limiti e ammettere la rilevazione della velocità media, senza toccare i limiti massimi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che vada istituita una "Autorità dei trasporti", che abbia lo scopo di definire le tariffe autostradali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito una «Autorità dei trasporti». Il disegno di legge del governo sul riordino delle autorità indipendenti (A.S. 1366, «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti preposte ai medesimi», presentato il 5 marzo 2007) è rimasto all'esame della commissione del Senato e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo la disciplina delle tariffe autostradali è rimasta affidata al ministero: l'art. 2, commi 82 e 83, del decreto-legge 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006) prevede una convenzione unica con ciascun concessionario, curata dal ministro delle Infrastrutture di concerto con il ministro dell'Economia, che fissa tra l'altro il saggio di adeguamento annuo delle tariffe. Un'Autorità di regolazione dei trasporti, competente anche sui pedaggi autostradali, è stata istituita solo dal governo successivo, con l'art. 37 del decreto-legge 201/2011 nel testo modificato nel 2012. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità indipendenti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riguardo al ponte sullo Stretto di Messina, proponiamo di sospendere l’iter procedurale in atto

Il governo Prodi non ha dato avvio ai lavori del ponte sullo Stretto, il cui contratto con il contraente generale era stato firmato il 27 marzo 2006. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, nel testo convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 (art. 2, commi 91-93), ha previsto il passaggio della società Stretto di Messina da Fintecna ad altre società pubbliche e ha attribuito al Ministero dell'economia le risorse che Fintecna aveva impegnato per il ponte, destinandole a opere infrastrutturali e a interventi ambientali in Sicilia (70 per cento) e in Calabria (30 per cento). Secondo la Corte dei conti quelle risorse ammontavano a circa 1,5 miliardi di euro e, per effetto di queste norme, la società non ha potuto impartire al contraente generale l'ordine di inizio attività. Il contratto non è stato però risolto e dal 2007 la società è passata sotto il controllo dell'Anas: il progetto è ripartito con il governo successivo, dal maggio 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L’obiettivo è portare tendenzialmente l’offerta complessiva di edilizia sociale [...] in linea con la media europea

Il programma poneva l'obiettivo di portare «tendenzialmente» l'offerta di edilizia sociale in linea con la media europea, senza una soglia né una scadenza, nell'arco di una legislatura che il governo non ha completato. Il governo ha adottato alcune misure: il decreto-legge 159/2007 ha finanziato con 550 milioni di euro per il 2007 un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e ha previsto una società di scopo per aumentare gli alloggi in locazione a canone sostenibile; la legge finanziaria per il 2007 ha stanziato 30 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per l'edilizia sovvenzionata, e quella per il 2008 ha previsto la cessione di aree per l'edilizia residenziale sociale negli strumenti urbanistici. Non risultano però dati ufficiali sull'andamento della quota di edilizia sociale tra il 2006 e il 2008 che permettano di misurare un avvicinamento alla media europea.

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