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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

69 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridurre i costi della macchina amministrativa rispetto al PIL.

Il programma non dice quali costi intenda ridurre. La scheda prende come misura la spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, cioè la somma dei redditi da lavoro dipendente e dei consumi intermedi del conto consolidato Istat. Secondo i conti Istat pubblicati nel 2009, questa spesa è stata di 235,1 miliardi di euro nel 2005, 240,9 nel 2006, 244,9 nel 2007 e 256,6 nel 2008. In rapporto al PIL è scesa dal 16,4 per cento del 2005 al 16,2 del 2006 e al 15,9 del 2007, primo anno intero del governo, per poi risalire al 16,3 nel 2008. Nel 2008, anno diviso con il governo successivo, i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti del 4,3 per cento per i rinnovi contrattuali, a fronte di un PIL nominale cresciuto dell'1,8 per cento: la riduzione ottenuta nel 2007 si è in gran parte annullata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Verranno abbandonate le ipotesi, del tutto fuorvianti, di creazione di una Banca del Sud

Il programma prometteva di abbandonare l'ipotesi di una Banca del Sud, inserita come «Banca del Mezzogiorno» nella finanziaria per il 2006 (legge 266/2005, art. 1, commi 376-378). Nel mandato del governo Prodi la banca non fu costituita e non risultano atti del governo che ne portassero avanti il progetto, anche se le norme del 2005 non furono abrogate. Il progetto fu ripreso solo dal governo successivo, che con il decreto-legge 112/2008 (art. 6-ter) costituì di nuovo la società e previde la nomina del comitato promotore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

si realizzerà una cospicua riduzione, semplificazione e focalizzazione degli strumenti di incentivazione

Il governo ha adottato alcune misure nella direzione promessa, senza che sia dimostrabile una riduzione consistente degli strumenti. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo (comma 841), in cui sono confluite le risorse di due fondi soppressi, e, «in attesa della riforma delle misure a favore dell'innovazione industriale», il Fondo per la finanza d'impresa (comma 847), che ha assorbito altri due fondi soppressi e le risorse di due ulteriori strumenti; ha poi previsto una sede di concertazione con le Regioni che si pronuncia anche sul riordino del sistema degli incentivi (comma 846). I commi 271-279 hanno introdotto per il Mezzogiorno un credito d'imposta automatico sugli investimenti, senza l'autorizzazione preventiva richiesta dalla disciplina precedente. Non risulta un conteggio pubblico degli strumenti di incentivazione che permetta di misurare la riduzione promessa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

debba essere rifinanziato e riqualificato il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), in modo da farne lo strumento unico di programmazione finanziaria

Il programma prometteva di rifinanziare e riqualificare il Fondo per le aree sottoutilizzate come strumento unico della programmazione per la coesione, con risorse certe su un orizzonte decennale. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) lo ha incrementato di 64.379 milioni di euro per il periodo di programmazione 2007-2013, con risorse da iscrivere in bilancio fino al 2015. Il comma 864 ha indicato il Quadro strategico nazionale come sede della programmazione unitaria delle risorse aggiuntive nazionali e comunitarie.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

con una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato sia destinata al Mezzogiorno

Il programma prometteva una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato andasse al Mezzogiorno. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) ha dotato il Fondo per le aree sottoutilizzate di 64.379 milioni per il 2007-2013. La delibera Cipe n. 166 del 21 dicembre 2007 ne ha ripartiti 63.273 con il criterio 85% al Mezzogiorno (53.782 milioni) e 15% al Centro-Nord (9.491 milioni). L'obiettivo però non è stato avvicinato. Secondo i Conti pubblici territoriali, la quota del Mezzogiorno sulla spesa in conto capitale del settore pubblico allargato è scesa dal 32,1% del 2006 al 30,5% del 2007 e al 30,1% del 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Coerentemente con i tempi della programmazione comunitaria 2007-2013 sarà immediatamente varato un Documento Strategico Nazionale

Il documento strategico per la programmazione 2007-2013 dei fondi di coesione, chiamato Quadro strategico nazionale (QSN), è stato approvato dal CIPE con la delibera 22 dicembre 2006, n. 174, sette mesi dopo l'insediamento del governo, dopo il parere della Conferenza unificata del 21 dicembre 2006. La delibera, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2007, ne dispone l'invio alla Commissione europea e fissa il quadro e le priorità della politica regionale per il periodo, come promesso.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la spesa in conto capitale sarà progressivamente riequilibrata in favore della produzione di beni e servizi collettivi [...] la spesa per i trasferimenti alle imprese

Il programma prometteva di spostare progressivamente la spesa in conto capitale per la coesione dai trasferimenti alle imprese agli investimenti in beni e servizi collettivi, senza un traguardo numerico. Nel Mezzogiorno, secondo i Conti pubblici territoriali pubblicati nel Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, la spesa in conto capitale della pubblica amministrazione si è mossa in questa direzione: nel 2007 gli investimenti sono saliti a 11,9 miliardi di euro (+5,1 per cento) e i trasferimenti di capitale sono scesi a 8,1 miliardi (-9,8 per cento), con la quota degli investimenti passata dal 55,6 al 59,4 per cento; la stima per il 2008 indica il 66,5 per cento. La tendenza era però già in atto dal 2003, e il rapporto la lega alla progressiva riduzione degli incentivi statali. Sul totale nazionale, invece, i conti ISTAT delle amministrazioni pubbliche registrano nel 2007 una crescita dei contributi agli investimenti alle imprese (da 19,9 a 21,7 miliardi, +8,8 per cento) superiore a quella degli investimenti fissi lordi (+3,7 per cento); nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, i contributi sono scesi a 19,4 miliardi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la creazione di un forte centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica [...] presso il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione

Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano creato presso il Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione (DPS) un nuovo centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica. Il DPS, passato al ministero dello Sviluppo economico, è stato riorganizzato con il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2007, n. 225. Il regolamento lo conferma competente per programmazione, coordinamento, attuazione e verifica degli interventi per la coesione, lo divide in quattro direzioni generali e vi mantiene il Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, istituito nel 1997. Si tratta di funzioni e strutture già esistenti, riordinate dopo il cambio di ministero, non di un nuovo centro.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le Agenzie e gli enti di sviluppo saranno razionalizzati e ridotti nel numero

Per l'agenzia nazionale di sviluppo, Sviluppo Italia, la legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 460-461, ne ha cambiato il nome in «Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa» e ha imposto un piano di riordino e dismissione delle partecipazioni: entro il 30 giugno 2007 le società controllate dovevano scendere a non più di tre, anche cedendo le società regionali alle Regioni. Dopo una direttiva ministeriale del 27 marzo 2007, il piano è stato approvato con decreto del Ministero dello sviluppo economico il 31 luglio 2007, e la liquidazione o cessione delle 17 società regionali è cominciata nel 2007. Gran parte dell'attuazione è però venuta dopo la fine del governo: secondo la Corte dei conti le tre nuove società previste dal piano sono state deliberate il 18 gennaio 2008 ma i trasferimenti di partecipazioni sono iniziati solo nel 2009, il termine del piano, più volte prorogato, è scaduto il 31 dicembre 2010 e nel 2012 il riordino delle società regionali era ancora in via di completamento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridefinizione del patto di stabilità interno tra governo ed sistema delle autonomie territoriali [...] solo in termini di saldi complessivi di bilancio.

Per le province e i comuni sopra i 5.000 abitanti la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 676-695) ha fissato il patto di stabilità interno 2007-2009 come miglioramento del saldo di comparto, calcolato sui saldi di cassa e sulla spesa corrente storica. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 379) ha confermato per gli enti locali l'obiettivo in termini di saldo, in competenza mista, per gli anni 2008-2010. Per le regioni invece la legge 296/2006 ha mantenuto un tetto alle spese finali (comma 657) e ha soltanto avviato una sperimentazione del saldo finanziario con alcune regioni (comma 656); la legge 244/2007 ha consentito di adottare il saldo dal 2008 solo con un accordo e dopo esiti positivi della sperimentazione (art. 1, comma 385). Il passaggio ai saldi complessivi è quindi avvenuto per gli enti locali e non per le regioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riduzione dei tempi e costi degli adempimenti burocratici delle imprese ai livelli delle migliori tempi e performance europee e OCSE tre anni

Il programma fissava tre anni per portare tempi e costi degli adempimenti delle imprese ai livelli migliori di Europa e OCSE: anche contando dall'insediamento del governo (17 maggio 2006), il termine cadeva nel 2009, dopo la fine del mandato (8 maggio 2008). Nel mandato il governo ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa (art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40). Il modello è stato approvato con decreto ministeriale del 2 novembre 2007, pubblicato il 21 dicembre 2007, e le imprese hanno potuto usarlo in via facoltativa dal 19 febbraio 2008; l'obbligo partiva dal 19 agosto 2008. Il confronto con le migliori prestazioni europee e OCSE non era dunque misurabile entro il mandato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

rimozione degli ostacoli all'operatività degli sportelli unici già previsti [...] sanzioni per i comuni inadempienti a partire dalla metà del 2007

Il programma prometteva di rimuovere gli ostacoli agli sportelli unici per le attività produttive e di sanzionare dalla metà del 2007 i comuni inadempienti. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto queste sanzioni. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 9, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40) ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa presso il registro delle imprese: non riguarda gli sportelli unici comunali e non prevede sanzioni per i comuni. Una proposta di legge di iniziativa parlamentare sullo sportello unico (A.C. 1428), approvata dalla Camera il 24 aprile 2007, non prevedeva sanzioni per i comuni e non è diventata legge. Il riordino dello sportello unico è arrivato con l'art. 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, del governo successivo. Quell'articolo prevede che i comuni privi di uno sportello conforme ne esercitino le funzioni delegandole alle camere di commercio.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Imporremo standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione

Non risultano atti del governo che impongano standard aperti e non proprietari per decoder, apparati di ricezione e formati di trasmissione. Il disegno di legge del governo sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825), nel testo licenziato dalle commissioni della Camera il 17 gennaio 2008, chiedeva soltanto al Ministero delle comunicazioni di attivarsi perché la presenza di diversi standard non diventasse una barriera all'accesso ai contenuti, e comunque non è mai stato votato dall'Aula. Sugli apparecchi il governo ha agito con un incentivo: la finanziaria 2007 ha previsto una detrazione del 20 per cento della spesa, fino a 1.000 euro, per l'acquisto nel 2007 di un televisore con sintonizzatore digitale integrato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Rafforzeremo i poteri di intervento e sanzione affidati all’Authority indipendente

Il governo ha rafforzato i poteri di sanzione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nelle comunicazioni elettroniche. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (art. 2, comma 136, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) ha moltiplicato per dieci gli importi delle sanzioni previste dall'art. 98 del codice delle comunicazioni elettroniche ed escluso il pagamento in misura ridotta per le sanzioni dell'Autorità. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 1, comma 4) le ha affidato la vigilanza e le sanzioni sulle nuove regole per la telefonia. Il disegno di legge sul settore televisivo (A.C. 1825, presentato il 16 ottobre 2006), che le attribuiva nuovi poteri di vigilanza e sanzione fino al 5 per cento del fatturato e alla sospensione dell'attività, è stato esaminato dalle commissioni ma non è stato votato dalla Camera prima della fine della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attiveremo piani di sviluppo dell’impiantistica sportiva

Il programma prometteva di attivare piani di sviluppo dell'impiantistica sportiva. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha istituito un Fondo per gli eventi sportivi di rilevanza internazionale con 33 milioni nel 2007, anche per il potenziamento degli impianti (art. 1, comma 1291), e ha dato all'Istituto per il credito sportivo 20 milioni all'anno per il 2007-2009 per agevolare il credito agli impianti (comma 1294). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha istituito il Fondo per lo sport di cittadinanza, con 20 milioni nel 2008, 35 nel 2009 e 40 nel 2010, destinato anche all'Osservatorio nazionale per l'impiantistica sportiva (art. 2, comma 564), e ha finanziato gli impianti per i Giochi del Mediterraneo di Pescara e i Mondiali di nuoto di Roma del 2009 e per i Mondiali di ciclismo su pista del 2012 (art. 2, commi 263, 271 e 272). Non risulta però adottato entro il mandato un piano di sviluppo dell'impiantistica con i criteri indicati dal programma.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformeremo l’Istituto per il Credito Sportivo, che deve rimanere la Banca dello sport

Il programma prometteva di riformare l'Istituto per il Credito Sportivo mantenendolo come banca dello sport. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 1297) ne ha riordinato la governance: ha soppresso il comitato esecutivo, attribuendone le competenze al consiglio di amministrazione, ha previsto lo scioglimento degli organi, la modifica dello statuto entro 45 giorni e il taglio del 30% dei compensi e delle spese degli organi dal 1° gennaio 2007. Il comma è stato poi modificato dall'art. 11-sexies del decreto-legge 8/2007 (legge 4 aprile 2007, n. 41). L'Istituto è rimasto la banca pubblica per il credito allo sport.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la tassazione dei diritti TV

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una tassazione dei diritti televisivi per finanziare lo sport. Sui diritti sportivi il governo ha agito con il decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sulla commercializzazione collettiva dei diritti audiovisivi, che impone una mutualità: almeno il 4 per cento delle risorse va a settori giovanili, sicurezza degli impianti e altre discipline sportive, tramite la Fondazione per la mutualità generale (artt. 22 e 23), e almeno il 6 per cento di quelle della Serie A va alle categorie professionistiche inferiori (art. 24). Sono quote redistribuite all'interno del sistema sportivo, non un'imposta, e non sono destinate alle Regioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

carta dei diritti dell’utente dei servizi pubblici

La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 2, comma 461, ha imposto agli enti locali di inserire nei contratti di servizio dei servizi pubblici locali l'obbligo, per il gestore, di emanare una «Carta della qualità dei servizi», redatta d'intesa con le associazioni dei consumatori, con gli standard di qualità, le modalità di reclamo e quelle di ristoro dell'utenza. Lo stesso comma prevede la consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori, un monitoraggio permanente e una sessione annuale di verifica. Non risulta invece l'adozione di una carta generale dei diritti dell'utente dei servizi pubblici che distinguesse tra servizi a carattere imprenditoriale e servizi sociali come sanità e istruzione, come indicava il programma: la norma riguarda solo i servizi pubblici locali.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

non tagli ma riqualificazione della spesa, cioè più agli investimenti, meno alla spesa corrente

Il programma prometteva di non tagliare la spesa ma di riqualificarla, dando più risorse agli investimenti e meno alla spesa corrente, senza un traguardo numerico. Secondo il conto consolidato delle amministrazioni pubbliche dell'ISTAT, lo spostamento non c'è stato. Gli investimenti fissi lordi sono passati da 33,7 miliardi di euro nel 2005 a 34,7 nel 2006 e a 36,0 nel 2007, ma in rapporto al PIL sono rimasti fermi o in lieve calo: 2,4 per cento nel 2005, 2,3 per cento nel 2006 e nel 2007. Nel 2007, primo anno intero del governo, sono cresciuti del 3,7 per cento, quasi come la spesa corrente al netto degli interessi (+3,5 per cento), e la quota degli investimenti sul totale delle due voci è rimasta intorno al 5,6 per cento, come nel 2005. In rapporto al PIL la spesa corrente al netto degli interessi è scesa dal 39,8 per cento del 2005 al 39,3 per cento del 2007, ma perché il PIL è cresciuto più in fretta, non perché le risorse siano state spostate verso gli investimenti. Nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, gli investimenti sono diminuiti del 2,8 per cento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

concordiamo sulla necessità di ampliare il sistema degli indicatori [...] attraverso l'adozione dell'Indice di Sviluppo Umano

Non risultano atti del governo che adottino l'Indice di Sviluppo Umano tra gli indicatori ufficiali accanto al PIL. L'iniziativa più vicina è il disegno di legge delega per un sistema integrato di contabilità ambientale (A.C. 3276), presentato dal governo il 29 novembre 2007 e mai esaminato, che riguarda conti e indicatori ambientali e non l'Indice di Sviluppo Umano. L'ISTAT colloca l'avvio del percorso italiano sugli indicatori di benessere, il progetto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), nel 2010, insieme al CNEL, cioè dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’istituzione di un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio con il compito di individuare e monitorare i progetti strategici

Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio per individuare e monitorare i progetti strategici per la competitività. Per i progetti di innovazione industriale (Industria 2015) la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha affidato i contenuti al Ministro dello Sviluppo economico, che nomina un responsabile per ogni progetto e li adotta con propri decreti (art. 1, commi 843 e 844). Il monitoraggio spetta a una sede di concertazione con le regioni e le amministrazioni centrali presso lo stesso ministero (comma 846). Solo i progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate passano al CIPE, comitato già esistente, in una seduta presieduta dal Presidente del Consiglio (comma 844).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la creazione di un Ministero che sia un forte centro di competenze sui temi dell’economia reale

Il decreto-legge 181 del 18 maggio 2006, convertito nella legge 233 del 17 luglio 2006, ha creato il Ministero dello sviluppo economico al posto del Ministero delle attività produttive. Gli ha trasferito anche le funzioni di programmazione e coordinamento dello sviluppo e della coesione, compresa la gestione del Fondo per le aree sottoutilizzate. Non ha però raccolto tutte le leve indicate dal programma: le competenze sull'internazionalizzazione sono andate al nuovo Ministero del commercio internazionale, e la ricerca è rimasta al Ministero dell'università e della ricerca.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ritornare al falso in bilancio come reato di pericolo, abrogando la disciplina introdotta nel 2002

Il falso in bilancio come reato di pericolo non è stato ripristinato durante il governo Prodi II e non risultano disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. È rimasto in vigore l'impianto introdotto dal decreto legislativo 61/2002, con le modifiche della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (articolo 30), approvata prima dell'insediamento del governo. L'articolo 2621 del codice civile è stato poi sostituito dall'articolo 9 della legge 27 maggio 2015, n. 69.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

pensiamo all'introduzione nel nostro ordinamento del modello di finanziamento adottato in Francia, basato sul concorso paritario di investimenti pubblici e finanziamenti privati

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un cofinanziamento paritario tra investimenti pubblici e privati sul modello francese. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 847) ha istituito il Fondo per la finanza d'impresa, con 50 milioni per il 2007, 100 per il 2008 e 150 per il 2009, per garanzie, partecipazioni al capitale di rischio anche tramite fondi chiusi e operazioni di finanza strutturata, privilegiando gli interventi capaci di attivare altre risorse pubbliche e private. La legge non prevede però un concorso paritario tra capitale pubblico e privato. Inoltre il decreto che doveva stabilire il funzionamento del Fondo non è stato emanato né durante il governo Prodi né negli anni successivi, e il Fondo non è mai diventato operativo.

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