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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

114 schede

in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

procedere alla razionalizzazione delle scadenze elettorali, attraverso l'accorpamento delle elezioni politiche e amministrative ravvicinate

Il governo ha accorpato le elezioni politiche e amministrative una volta sola. Con il decreto-legge 15 febbraio 2008, n. 24, convertito dalla legge 27 febbraio 2008, n. 30, ha reso possibile votare nella stessa tornata, il 13 e 14 aprile 2008, per le politiche e per le amministrative. Un decreto del ministro dell'Interno del 16 febbraio 2008 ha fissato le stesse date per comuni e province. Le norme valgono però per il turno ordinario del 2008 e non risulta adottata una disciplina stabile che razionalizzi le scadenze elettorali. Tra i disegni di legge presentati dal governo nella legislatura non ce n'è uno dedicato alla materia.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attribuire alle Regioni e agli enti locali tributi propri e quote di partecipazione al gettito dei tributi erariali

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296), «in attesa del riassetto organico» del finanziamento degli enti locali secondo il federalismo fiscale, ha attribuito ai comuni una compartecipazione dello 0,69 per cento al gettito dell'IRPEF dal 2007 (0,75 per cento dal 2009), con una pari riduzione dei trasferimenti statali (art. 1, commi 189-192). La stessa legge ha consentito ai comuni di istituire un'imposta di scopo per finanziare in parte opere pubbliche (commi 145-151). Alle Regioni non sono stati attribuiti nuovi tributi né nuove compartecipazioni. Il disegno di legge delega per attuare l'articolo 119 della Costituzione, approvato dal Consiglio dei ministri il 3 agosto 2007, non è diventato legge prima della fine anticipata della legislatura; la legge delega sul federalismo fiscale è la n. 42 del 5 maggio 2009, del governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

affermazione piena del principio di trasparenza, attraverso la pubblicazione on line dei curricula dei dirigenti, degli stipendi superiori a 200.000 euro l'anno

Le leggi finanziarie del governo hanno introdotto l'obbligo di pubblicare sul web i compensi pagati con denaro pubblico. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1) ha posto come tetto il trattamento del primo presidente della Corte di cassazione per dirigenti con incarico esterno, consulenti e amministratori delle società partecipate dallo Stato, e ha vietato di dare attuazione ai relativi atti di spesa senza prima pubblicare sul sito il nome del destinatario e l'importo (comma 593). Lo stesso articolo ha imposto di pubblicare incarichi e compensi degli amministratori delle società partecipate dagli enti pubblici (comma 735). La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3) ha esteso tetto e pubblicazione nominativa dei compensi a chiunque sia pagato da amministrazioni statali, enti pubblici e società pubbliche non quotate, dirigenti compresi (comma 44). Ha inoltre reso efficaci i contratti di consulenza solo dalla pubblicazione di nominativo, oggetto e compenso (comma 18). Non è stato invece introdotto l'obbligo di pubblicare on line i curricula dei dirigenti. Il disegno di legge del governo «Misure per la promozione della trasparenza» (A.C. 3254), presentato il 15 novembre 2007, estendeva la pubblicità sui siti al trattamento economico dei dirigenti senza menzionare i curricula, e non è stato esaminato dalla commissione competente prima della fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Interverremo anche sulle indennità dei parlamentari e delle altre autorità o cariche pubbliche [...] con misure di riduzione e con tetti non valicabili.

Il governo ha introdotto tetti ai compensi di molte cariche pubbliche. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha fissato a 500.000 euro annui, più una parte variabile fino al 50 per cento, il compenso degli amministratori con particolari cariche nelle società non quotate partecipate dal Ministero dell'economia (art. 1, comma 466). Ha stabilito che amministratori, consulenti e titolari di incarichi pagati da Stato, enti pubblici e società pubbliche non quotate non superino la retribuzione del primo presidente della Corte di cassazione (comma 593), e ha limitato i compensi nelle società degli enti locali (commi 725-728). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008) ha esteso lo stesso tetto a chiunque sia pagato dalle pubbliche finanze, comprese le società pubbliche non quotate e le loro controllate (art. 3, comma 44). Per i parlamentari non risulta una riduzione dell'indennità: la legge 244/2007 (art. 1, comma 375) ha solo escluso per cinque anni, nel calcolo dell'indennità, l'adeguamento automatico previsto dalla legge 448/1998, cioè ne ha bloccato gli aumenti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridurre i costi della macchina amministrativa rispetto al PIL.

Il programma non dice quali costi intenda ridurre. La scheda prende come misura la spesa di funzionamento delle amministrazioni pubbliche, cioè la somma dei redditi da lavoro dipendente e dei consumi intermedi del conto consolidato Istat. Secondo i conti Istat pubblicati nel 2009, questa spesa è stata di 235,1 miliardi di euro nel 2005, 240,9 nel 2006, 244,9 nel 2007 e 256,6 nel 2008. In rapporto al PIL è scesa dal 16,4 per cento del 2005 al 16,2 del 2006 e al 15,9 del 2007, primo anno intero del governo, per poi risalire al 16,3 nel 2008. Nel 2008, anno diviso con il governo successivo, i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti del 4,3 per cento per i rinnovi contrattuali, a fronte di un PIL nominale cresciuto dell'1,8 per cento: la riduzione ottenuta nel 2007 si è in gran parte annullata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

un intervento normativo che riprenda la riforma della struttura del bilancio dello stato e delle regole di contabilità pubblica

Il governo Prodi non presentò un disegno di legge per riformare le regole di contabilità pubblica (legge 468/1978): non ne compare alcuno nell'elenco ufficiale dei disegni di legge del governo. Rifece però la struttura del bilancio dello Stato a partire dal 2008, in via amministrativa: secondo la circolare della Ragioneria generale del 5 giugno 2007, il progetto di bilancio 2008 era organizzato in 34 missioni e 169 programmi, costruiti a legislazione vigente. La legge finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 3, commi 67-71) richiama la «nuova struttura del bilancio per missioni e per programmi» e lega a missioni e programmi l'analisi della spesa e le relazioni annuali dei ministri. Restarono invece fuori le regole di contabilità: il DPEF 2008-2011 indicava come passi successivi una nuova unità di gestione al posto del capitolo e una contabilità economico-patrimoniale, che non risultano adottati entro maggio 2008. La nuova legge di contabilità è la l. 196/2009, successiva al governo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

una politica nazionale - sul modello del progetto comunitario Marco Polo - che preveda premi all’avvio di nuovi servizi di trasporto intermodali e marittimi

Il governo Prodi ha reso operativo l'incentivo per le autostrade del mare (ecobonus), previsto da una legge del 2002 e regolato dal d.P.R. 11 aprile 2006, n. 205, adottato dal governo precedente. Il decreto del Ministro dei trasporti del 31 gennaio 2007, integrato il 26 marzo 2007, ha individuato le rotte ammesse: il contributo può arrivare al 20 per cento delle tariffe sulle linee esistenti e al 30 per cento sulle nuove rotte. Il d.P.R. 9 novembre 2007, n. 252 ha poi ridefinito le imprese beneficiarie. Il premio più alto per le nuove rotte va però alle imprese di autotrasporto che imbarcano i loro mezzi, non a chi avvia il nuovo servizio marittimo, come invece nel programma europeo Marco Polo.

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in partelavoro

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attraverso una decontribuzione più intensa per i lavoratori a salario più basso – per favorire lo sviluppo dell’occupazione al Sud

Il governo ha orientato al Sud una parte maggiore degli sgravi sul costo del lavoro, ma non con lo strumento promesso. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 266) ha reso deducibili dalla base imponibile Irap i contributi dei dipendenti a tempo indeterminato e un importo per ciascuno di essi: 5.000 euro l'anno, fino a 10.000 nelle otto regioni del Mezzogiorno. La finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 539) ha poi introdotto per il 2008-2010 un credito d'imposta di 333 euro al mese per ogni nuovo lavoratore a tempo indeterminato assunto nelle aree ammesse delle stesse regioni. Sono importi uguali per ogni lavoratore, non una decontribuzione più intensa per i salari più bassi. Lo sgravio contributivo previsto dalla legge 247/2007 riguarda invece i premi della contrattazione di secondo livello in tutta Italia.

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in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Alle aree urbane del Mezzogiorno sarà dedicato un Fondo per la riqualificazione e il recupero

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 340-343) ha istituito presso il Ministero dello sviluppo economico un Fondo, con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per favorire lo sviluppo economico e sociale, anche con interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati delle città del Mezzogiorno identificati come zone franche urbane, cofinanziando programmi regionali. Un anno dopo la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 561-563) ha esteso le zone franche urbane a tutto il territorio nazionale, senza più il riferimento al Mezzogiorno, e ha destinato il Fondo soprattutto a esenzioni fiscali e contributive per le piccole imprese che vi avviano un'attività. Nel mandato il CIPE ha fissato solo i criteri per individuare le zone (delibera 30 gennaio 2008, n. 5); le zone sono state scelte nel 2009, con il governo successivo. Il Fondo dedicato è stato quindi istituito, ma con risorse limitate, senza restare riservato al Sud e senza diventare operativo entro il maggio 2008.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

si realizzerà una cospicua riduzione, semplificazione e focalizzazione degli strumenti di incentivazione

Il governo ha adottato alcune misure nella direzione promessa, senza che sia dimostrabile una riduzione consistente degli strumenti. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo (comma 841), in cui sono confluite le risorse di due fondi soppressi, e, «in attesa della riforma delle misure a favore dell'innovazione industriale», il Fondo per la finanza d'impresa (comma 847), che ha assorbito altri due fondi soppressi e le risorse di due ulteriori strumenti; ha poi previsto una sede di concertazione con le Regioni che si pronuncia anche sul riordino del sistema degli incentivi (comma 846). I commi 271-279 hanno introdotto per il Mezzogiorno un credito d'imposta automatico sugli investimenti, senza l'autorizzazione preventiva richiesta dalla disciplina precedente. Non risulta un conteggio pubblico degli strumenti di incentivazione che permetta di misurare la riduzione promessa.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

con una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato sia destinata al Mezzogiorno

Il programma prometteva una dotazione adeguata a garantire che il 45% della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato andasse al Mezzogiorno. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) ha dotato il Fondo per le aree sottoutilizzate di 64.379 milioni per il 2007-2013. La delibera Cipe n. 166 del 21 dicembre 2007 ne ha ripartiti 63.273 con il criterio 85% al Mezzogiorno (53.782 milioni) e 15% al Centro-Nord (9.491 milioni). L'obiettivo però non è stato avvicinato. Secondo i Conti pubblici territoriali, la quota del Mezzogiorno sulla spesa in conto capitale del settore pubblico allargato è scesa dal 32,1% del 2006 al 30,5% del 2007 e al 30,1% del 2008.

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in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la spesa in conto capitale sarà progressivamente riequilibrata in favore della produzione di beni e servizi collettivi [...] la spesa per i trasferimenti alle imprese

Il programma prometteva di spostare progressivamente la spesa in conto capitale per la coesione dai trasferimenti alle imprese agli investimenti in beni e servizi collettivi, senza un traguardo numerico. Nel Mezzogiorno, secondo i Conti pubblici territoriali pubblicati nel Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, la spesa in conto capitale della pubblica amministrazione si è mossa in questa direzione: nel 2007 gli investimenti sono saliti a 11,9 miliardi di euro (+5,1 per cento) e i trasferimenti di capitale sono scesi a 8,1 miliardi (-9,8 per cento), con la quota degli investimenti passata dal 55,6 al 59,4 per cento; la stima per il 2008 indica il 66,5 per cento. La tendenza era però già in atto dal 2003, e il rapporto la lega alla progressiva riduzione degli incentivi statali. Sul totale nazionale, invece, i conti ISTAT delle amministrazioni pubbliche registrano nel 2007 una crescita dei contributi agli investimenti alle imprese (da 19,9 a 21,7 miliardi, +8,8 per cento) superiore a quella degli investimenti fissi lordi (+3,7 per cento); nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, i contributi sono scesi a 19,4 miliardi.

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in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le Agenzie e gli enti di sviluppo saranno razionalizzati e ridotti nel numero

Per l'agenzia nazionale di sviluppo, Sviluppo Italia, la legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 460-461, ne ha cambiato il nome in «Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa» e ha imposto un piano di riordino e dismissione delle partecipazioni: entro il 30 giugno 2007 le società controllate dovevano scendere a non più di tre, anche cedendo le società regionali alle Regioni. Dopo una direttiva ministeriale del 27 marzo 2007, il piano è stato approvato con decreto del Ministero dello sviluppo economico il 31 luglio 2007, e la liquidazione o cessione delle 17 società regionali è cominciata nel 2007. Gran parte dell'attuazione è però venuta dopo la fine del governo: secondo la Corte dei conti le tre nuove società previste dal piano sono state deliberate il 18 gennaio 2008 ma i trasferimenti di partecipazioni sono iniziati solo nel 2009, il termine del piano, più volte prorogato, è scaduto il 31 dicembre 2010 e nel 2012 il riordino delle società regionali era ancora in via di completamento.

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in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridefinizione del patto di stabilità interno tra governo ed sistema delle autonomie territoriali [...] solo in termini di saldi complessivi di bilancio.

Per le province e i comuni sopra i 5.000 abitanti la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 676-695) ha fissato il patto di stabilità interno 2007-2009 come miglioramento del saldo di comparto, calcolato sui saldi di cassa e sulla spesa corrente storica. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 379) ha confermato per gli enti locali l'obiettivo in termini di saldo, in competenza mista, per gli anni 2008-2010. Per le regioni invece la legge 296/2006 ha mantenuto un tetto alle spese finali (comma 657) e ha soltanto avviato una sperimentazione del saldo finanziario con alcune regioni (comma 656); la legge 244/2007 ha consentito di adottare il saldo dal 2008 solo con un accordo e dopo esiti positivi della sperimentazione (art. 1, comma 385). Il passaggio ai saldi complessivi è quindi avvenuto per gli enti locali e non per le regioni.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attuare una decisa lotta contro la dispersione scolastica e formativa, con l’obiettivo di rientrare nella media del 10%

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni, ha portato l'età minima per lavorare da 15 a 16 anni a partire dall'anno scolastico 2007/2008 e ha previsto percorsi concordati con le regioni per prevenire la dispersione. Il traguardo del 10 per cento non è stato però raggiunto: secondo Eurostat (indagine sulle forze di lavoro) i giovani di 18-24 anni usciti dal sistema di istruzione e formazione senza diploma o qualifica erano il 20,4 per cento nel 2006, il 19,5 nel 2007 e il 19,6 nel 2008, contro il 14,3 per cento nel 2008 nei 27 paesi che compongono oggi l'Unione europea.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

generalizzare la scuola d’infanzia abolendo la norma sugli anticipi per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia ed elementare

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 630) ha abrogato l'articolo 2 del decreto legislativo 59/2004, che regolava l'iscrizione anticipata alla scuola dell'infanzia, e ha avviato le sezioni sperimentali per i bambini dai 24 ai 36 mesi. Per la scuola primaria, invece, l'anticipo dell'iscrizione è rimasto: la circolare del Ministero della pubblica istruzione n. 110 del 14 dicembre 2007 ammetteva per il 2008/2009 i bambini che compiono sei anni entro il 30 aprile 2009. Anche per l'infanzia la circolare consentiva l'iscrizione di chi compie tre anni entro il 31 gennaio 2009, se ci sono posti disponibili.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Deve essere garantito più tempo scuola e vanno eliminate le riduzioni dell’orario di tutti apportate dalla Moratti.

Il decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176 (art. 1), ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di 40 ore, mensa compresa, entro i limiti dell'organico. Non ha però eliminato le riduzioni d'orario della riforma Moratti: il decreto legislativo 59/2004, che fissa in 891 ore annue l'orario obbligatorio della primaria e della secondaria di primo grado, oltre alle attività facoltative, non è stato modificato in questa parte durante il mandato.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Puntiamo alla valorizzazione del tempo pieno e del tempo prolungato, ripristinandone la normativa nazionale

Il decreto-legge 147/2007 (7 settembre 2007), convertito dalla legge 176/2007, ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di quaranta ore, richiamando in vigore l'articolo 130, comma 2, del testo unico sull'istruzione. Il decreto prevede un piano triennale di intervento con la Conferenza unificata. La misura è però limitata alla dotazione complessiva dell'organico e ai limiti di spesa vigenti, senza nuovi oneri. Per il tempo prolungato, il decreto lo cita solo nel conteggio dei posti, senza una disciplina propria. Non risulta che il piano triennale fosse adottato entro maggio 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Dobbiamo favorire i passaggi da un percorso all’altro, attraverso un sistema nazionale di qualifiche professionali, dispositivi condivisi di certificazione e di riconoscimento dei crediti.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, in attuazione dell'art. 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha riorganizzato l'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS e istituti tecnici superiori) con percorsi in moduli e unità capitalizzabili. L'art. 5 disciplina la certificazione dei percorsi e il riconoscimento dei crediti formativi, anche per abbreviare i percorsi e facilitare i passaggi ad altri percorsi. La norma riguarda però solo questo segmento. Un sistema nazionale di certificazione delle competenze è stato definito più tardi, con il decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

varare una legge per alfabetizzare e rialfabetizzare, riconquistare ai livelli d’istruzione dell’obbligo

Non è stata approvata una legge dedicata all'alfabetizzazione degli adulti, ma l'istruzione degli adulti è stata riordinata. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 632) ha riorganizzato su base provinciale i centri territoriali permanenti e i corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», per far conseguire livelli di istruzione più elevati alla popolazione adulta, anche immigrata. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha previsto nei centri percorsi per il titolo conclusivo del primo ciclo, per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, di alfabetizzazione funzionale e di lingua italiana per gli immigrati. L'autonomia dei centri doveva però partire gradualmente dall'anno scolastico 2008/2009, dopo la fine del governo, e il riordino è avvenuto con una norma della finanziaria e un decreto, non con la legge promessa.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Rilanceremo anche i Centri territoriali per l’educazione permanente.

La legge 296/2006 (finanziaria 2007, art. 1, comma 632) ha disposto la riorganizzazione su base provinciale dei centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti e dei corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», con autonomia amministrativa, organizzativa e didattica e un organico proprio, nei limiti delle disponibilità complessive di organico esistenti. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha fissato i criteri per l'autonomia dei nuovi centri, da conferire progressivamente a partire dall'anno scolastico 2008/2009 e da completare entro il 2009/2010. La riorganizzazione non ha avuto risorse aggiuntive per il personale e alla fine del mandato (8 maggio 2008) i nuovi centri non erano ancora operativi.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

lotta ad ogni forma di precarietà, con l’immediata copertura di tutti i posti vacanti, immettendo in ruolo coloro che già lavorano nella scuola

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 605, lettera c) ha previsto un piano triennale 2007-2009 per l'assunzione a tempo indeterminato di 150.000 docenti, per affrontare il «precariato storico». Per l'anno scolastico 2007/2008 il decreto ministeriale 56 del 3 luglio 2007 ha autorizzato 50.000 assunzioni di docenti (comprese 10.000 già autorizzate nel 2005) e 10.000 di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Il decreto consultato riguarda soltanto il primo anno del piano: l'immissione in ruolo di tutti i posti vacanti, come promesso, non era stata completata alla fine del mandato.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

varando immediatamente un piano pluriennale d’assunzioni a tempo indeterminato

La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1) ha varato un piano pluriennale di reclutamento: posti aggiuntivi di ricercatore nelle università da coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008, con 20 milioni di euro nel 2007, 40 nel 2008 e 80 dal 2009 (commi 647-650), un piano straordinario di assunzioni di ricercatori negli enti pubblici di ricerca, con 7,5 milioni nel 2007 e 30 dal 2008 (commi 651-652), e un fondo per stabilizzare il personale precario degli enti di ricerca (comma 520). Già nel settembre 2007, però, il decreto-legge 147/2007 ha stabilito che per il 2007 i due piani straordinari non si applicassero e ha spostato le risorse sul finanziamento ordinario di università ed enti. Con quei 20 milioni il ministero ha cofinanziato al 50 per cento i concorsi ordinari per ricercatore banditi dagli atenei (decreto ministeriale 565 del 14 novembre 2007). Non risultano concorsi straordinari avviati entro la fine del mandato.

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in parteistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

garantire le necessarie coperture previdenziali ed assistenziali ai titolari di contratti post-dottorato

Il governo non ha adottato misure specifiche per i titolari di contratti post-dottorato, ma ha rafforzato le tutele della gestione separata INPS, a cui per legge sono iscritti anche i titolari di assegni di ricerca (L. 449/1997, art. 51, comma 6). La legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1) ha portato al 23 per cento l'aliquota pensionistica degli iscritti senza altra copertura (comma 770) e ha introdotto per i lavoratori a progetto e assimilati un'indennità di malattia e tre mesi di congedo parentale retribuito (comma 788). In attuazione del comma 791, il decreto del ministro del Lavoro del 12 luglio 2007 (G.U. n. 247 del 23 ottobre 2007) ha esteso alle iscritte alla gestione separata il divieto di lavoro nei periodi di maternità, l'indennità anche per l'interdizione anticipata e i contributi figurativi. Sono misure generali, non pensate per la ricerca: per questo la promessa è mantenuta solo in parte.

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