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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

64 schede

mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

approvare il “budget di ministero” [...] riducendo le unità di voto sulle spese di funzionamento

Il bilancio dello Stato per il 2008 è stato presentato e approvato (legge 24 dicembre 2007, n. 245) con una nuova struttura: per ogni ministero uno stato di previsione articolato in missioni e programmi. Le unità votate dal Parlamento sono diventate i macroaggregati di ciascun programma, uno dei quali raccoglie le spese di funzionamento. Secondo la nota del Ministero dell'economia di novembre 2007, nel disegno di legge di bilancio per il 2008 le unità di voto della spesa sono scese da 1.492 a 630 rispetto al bilancio 2007 (da 1.656 a 690 contando anche l'entrata). Il cambiamento è stato introdotto nel quadro delle leggi vigenti e non ha toccato il potere del Parlamento sulle leggi di settore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Verranno abbandonate le ipotesi, del tutto fuorvianti, di creazione di una Banca del Sud

Il programma prometteva di abbandonare l'ipotesi di una Banca del Sud, inserita come «Banca del Mezzogiorno» nella finanziaria per il 2006 (legge 266/2005, art. 1, commi 376-378). Nel mandato del governo Prodi la banca non fu costituita e non risultano atti del governo che ne portassero avanti il progetto, anche se le norme del 2005 non furono abrogate. Il progetto fu ripreso solo dal governo successivo, che con il decreto-legge 112/2008 (art. 6-ter) costituì di nuovo la società e previde la nomina del comitato promotore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

debba essere rifinanziato e riqualificato il Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), in modo da farne lo strumento unico di programmazione finanziaria

Il programma prometteva di rifinanziare e riqualificare il Fondo per le aree sottoutilizzate come strumento unico della programmazione per la coesione, con risorse certe su un orizzonte decennale. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 863) lo ha incrementato di 64.379 milioni di euro per il periodo di programmazione 2007-2013, con risorse da iscrivere in bilancio fino al 2015. Il comma 864 ha indicato il Quadro strategico nazionale come sede della programmazione unitaria delle risorse aggiuntive nazionali e comunitarie.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Coerentemente con i tempi della programmazione comunitaria 2007-2013 sarà immediatamente varato un Documento Strategico Nazionale

Il documento strategico per la programmazione 2007-2013 dei fondi di coesione, chiamato Quadro strategico nazionale (QSN), è stato approvato dal CIPE con la delibera 22 dicembre 2006, n. 174, sette mesi dopo l'insediamento del governo, dopo il parere della Conferenza unificata del 21 dicembre 2006. La delibera, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2007, ne dispone l'invio alla Commissione europea e fissa il quadro e le priorità della politica regionale per il periodo, come promesso.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

secondo ciclo: elevare l’obbligo di istruzione gratuita fino a 16 anni (primo biennio della scuola superiore).

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622) ha stabilito che l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria e ha elevato da quindici a sedici anni l'età di accesso al lavoro. Il comma mantiene la gratuità. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139 ha attuato la norma: l'obbligo vale dall'anno scolastico 2007/2008 per chi ha concluso il primo ciclo nel 2006/2007.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il secondo ciclo di istruzione, in ogni caso quinquennale, si conclude con un esame di Stato, con commissioni a prevalente composizione esterna

La legge 11 gennaio 2007, n. 1 ha riscritto la disciplina dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo: la commissione è composta da non più di sei commissari, metà interni e metà esterni all'istituto, più un presidente esterno, e i componenti esterni sono quindi la maggioranza. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 13), convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ha riportato gli istituti tecnici e professionali nel sistema dell'istruzione secondaria superiore insieme ai licei, tutti finalizzati al conseguimento del diploma. Nel mandato la durata dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore non è stata ridotta.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

scuola e lavoro: innalzare l’età minima per l’accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni e ha stabilito che «l'età per l'accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni». L'innalzamento vale dall'anno scolastico 2007/2008. Il ministero del Lavoro ha dato istruzioni agli ispettori con la nota del 20 luglio 2007, n. 9799.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaistruzione

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la previsione di un’adeguata quota di finanziamento per le attività di ricerca libera

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 870-874) ha istituito il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST), in cui confluiscono anche le risorse per i progetti di ricerca di interesse nazionale delle università, con 300 milioni di euro in più per il 2007 e per il 2008 e 360 milioni per il 2009. Il comma 872 impone al Ministro dell'università e della ricerca di garantire, nel riparto del Fondo, il finanziamento di un programma nazionale di investimento nelle ricerche liberamente proposte in tutte le discipline da università ed enti pubblici di ricerca, valutate con procedure condivise dalle comunità scientifiche internazionali. La quota riservata alla ricerca libera è quindi prevista per legge. La norma non ne fissa l'importo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo tornare a investire nell’integrazione, ripristinando il Fondo per le politiche migratorie

La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, articolo 1, commi 1267-1268) ha istituito presso il Ministero della solidarietà sociale il «Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati», con 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il fondo finanzia anche un piano per l'accoglienza degli alunni stranieri con mediatori culturali. Non è il ripristino formale del Fondo nazionale per le politiche migratorie del testo unico del 1998, che nel 1999 aveva 68 miliardi di lire (circa 35 milioni di euro), ma è un fondo nazionale con lo stesso scopo, l'integrazione dei migranti, e una dotazione più alta.

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mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la previsione di un’unica ed equa procedura di esame delle domande di asilo

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (in vigore dal 2 marzo 2008), che attua la direttiva 2005/85/CE, ha riunito in un'unica procedura l'esame delle domande di protezione internazionale, cioè dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, affidato alle commissioni territoriali (artt. 1, 2 e 4). Il decreto abroga la «procedura semplificata» prevista dall'art. 1-ter del d.l. 416/1989 (art. 40) e stabilisce che il richiedente non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda (art. 20). Restano casi di esame prioritario, svolti però dalla stessa commissione e con le stesse garanzie (art. 28). Il Consiglio dei ministri aveva approvato il testo in via preliminare il 27 luglio 2007 e in via definitiva il 9 novembre 2007.

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mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la garanzia di effettività del diritto al ricorso [...] l’accesso al patrocinio gratuito e il divieto di allontanamento del ricorrente fino ad esito del giudizio

Il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 9 novembre 2007) ha disciplinato le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale. L'art. 16, comma 2, prevede che nei ricorsi giurisdizionali lo straniero sia assistito da un avvocato e ammesso al gratuito patrocinio alle condizioni del DPR 115/2002. L'art. 35, comma 6, stabilisce che il ricorso al tribunale contro il rigetto della domanda sospende l'efficacia del provvedimento impugnato: il richiedente non può quindi essere allontanato fino alla sentenza, che il tribunale deve emettere entro tre mesi. La sospensione non è automatica per le decisioni di inammissibilità, per alcune categorie di richiedenti (tra cui quelli già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento e quelli trattenuti) e per il successivo reclamo in corte d'appello: in questi casi il giudice può sospendere su richiesta (art. 35, commi 7, 8 e 12).

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mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la costituzione di una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione

Il programma chiedeva una cabina di regia a Palazzo Chigi e una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, all'art. 1, comma 22-bis, inserito dalla legge di conversione 17 luglio 2006, n. 233, ha previsto presso la Presidenza del Consiglio l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, costituita con decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Con un decreto della stessa data è stato istituito il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione. Il Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione, che affida all'Unità più compiti, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2007.

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mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Dovremo ricongiungere Funzione Pubblica e Innovazione Tecnologica

Con decreto del Presidente del Consiglio del 15 giugno 2006 (Gazzetta Ufficiale n. 158 del 10 luglio 2006), con effetto dal 18 maggio 2006, il ministro senza portafoglio Luigi Nicolais ha ricevuto la delega unica per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. La delega comprende sia il lavoro pubblico e l'organizzazione delle amministrazioni sia l'innovazione tecnologica e la società dell'informazione. Per esercitarla il ministro si avvale del Dipartimento della funzione pubblica e del Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie. I due dipartimenti sono rimasti strutture distinte, ma la responsabilità politica è stata riunita sotto un solo ministro, come chiedeva il programma per ricomporre la frattura tra aspetti organizzativi e tecnologici.

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mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformeremo l’Istituto per il Credito Sportivo, che deve rimanere la Banca dello sport

Il programma prometteva di riformare l'Istituto per il Credito Sportivo mantenendolo come banca dello sport. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, comma 1297) ne ha riordinato la governance: ha soppresso il comitato esecutivo, attribuendone le competenze al consiglio di amministrazione, ha previsto lo scioglimento degli organi, la modifica dello statuto entro 45 giorni e il taglio del 30% dei compensi e delle spese degli organi dal 1° gennaio 2007. Il comma è stato poi modificato dall'art. 11-sexies del decreto-legge 8/2007 (legge 4 aprile 2007, n. 41). L'Istituto è rimasto la banca pubblica per il credito allo sport.

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mantenutalavoro

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

superare il precariato del lavoro che genera precarietà nei servizi, stabilizzando la parte di lavoro precario collocata nel ciclo ordinario e stabile delle funzioni pubbliche

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito un «Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici» (comma 417) e ha previsto per il 2007 la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale a tempo determinato con almeno tre anni di servizio nelle amministrazioni dello Stato (comma 519) e, dal 2007, negli enti locali e regionali (comma 558). La legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 3, comma 90) ha esteso queste procedure al 2008 e al 2009, ammettendo anche il personale che maturava i requisiti con contratti anteriori al 28 settembre 2007. Le norme riguardano il personale precario con più anni di servizio assunto per funzioni ordinarie delle amministrazioni, cioè la parte di lavoro precario indicata dalla promessa; le assunzioni effettive dipendevano da ciascuna amministrazione e dai vincoli di bilancio. La scheda corrispondente di «Il conto» ha esito «in parte» perché quell'impegno comprendeva anche un fondo di garanzia per i mutui delle giovani coppie, che non è stato istituito: sulla stabilizzazione dei precari pubblici le due valutazioni coincidono.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

bisogna introdurre una figura di manager giudiziario dirigente o funzionario professionalmente specializzato [...] di tutti gli aspetti dell'organizzazione non intrinsecamente connessi all'esercizio della giurisdizione

Il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240, attuativo della delega della legge 150/2005, ha definito le competenze dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari. Lo schema era stato approvato in via preliminare dal governo precedente il 18 novembre 2005; il Consiglio dei ministri del governo Prodi lo ha approvato in via definitiva il 14 luglio 2006. Al dirigente spettano la gestione del personale amministrativo, in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo (art. 2), e quella delle risorse finanziarie e strumentali, con il potere di impegnare l'amministrazione e la qualifica di funzionario delegato (art. 3). Al magistrato capo restano la titolarità dell'ufficio e l'organizzazione dell'attività giudiziaria (art. 1), e i due redigono insieme il programma annuale delle attività (art. 4). Il programma prevedeva che in prima applicazione questi dirigenti fossero scelti all'interno dell'amministrazione giudiziaria. Il decreto è in vigore dal 13 agosto 2006 e le sue disposizioni sono efficaci dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione.

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mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

intendiamo eliminare ogni forma di selezione che possa prestarsi a controlli strumentali sulla personalità e l'orientamento culturale/scientifico dell'aspirante magistrato

Il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, nella versione in vigore a inizio mandato, prevedeva per i candidati magistrati un colloquio di idoneità psico-attitudinale all'interno delle prove orali (art. 1, comma 7), in attuazione della delega della legge 150/2005. La legge 30 luglio 2007, n. 111 (in vigore dal 31 luglio 2007) ha sostituito l'intero art. 1 del decreto: il concorso consiste ora in una prova scritta e in una prova orale su materie giuridiche, con un solo colloquio, in lingua straniera. Il colloquio psico-attitudinale non compare più.

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mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la carriera non deve essere sottoposta di regola a formalismo concorsuali, ma ad una valutazione di professionalità permanente

La legge 30 luglio 2007, n. 111 ha modificato il decreto legislativo 160/2006 sull'ordinamento giudiziario. L'art. 11 (nuova versione) prevede per tutti i magistrati una valutazione di professionalità ogni quattro anni, fino alla settima. Il giudizio può essere positivo, non positivo o negativo; dopo un secondo giudizio negativo il magistrato è dispensato dal servizio. Il conferimento delle funzioni (art. 12) avviene con una procedura concorsuale per soli titoli, senza prove d'esame, per chi ha la valutazione richiesta. Il concorso per esami resta solo per l'ingresso in magistratura.

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mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

valorizzando la carriera mediante l'assegnazione di incarichi direttivi basati sull'effettiva qualità e professionalità [...] e non sull'anzianità

La legge 30 luglio 2007, n. 111, nata da un disegno di legge presentato dal governo al Senato il 30 marzo 2007, ha riscritto le regole sul conferimento delle funzioni del decreto legislativo 160/2006. Per le funzioni direttive chiede, oltre alle valutazioni di professionalità, di valutare le esperienze di direzione e organizzazione, i risultati ottenuti, i corsi di formazione gestionale e ogni elemento che mostri l'attitudine direttiva, definita come capacità di organizzare e gestire l'ufficio e le sue risorse. L'anzianità non è tra i criteri: restano solo soglie minime di valutazioni di professionalità, che si svolgono ogni quattro anni. Le funzioni direttive diventano temporanee (quattro anni, rinnovabili una sola volta dopo una valutazione del Consiglio superiore della magistratura) e non possono essere conferite a chi non assicura almeno quattro anni di servizio prima della pensione.

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mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo prevedere una specifica selezione di elevata qualità professionale per l'accesso all'effettivo svolgimento di funzioni di legittimità

La legge 30 luglio 2007, n. 111 (in vigore dal 31 luglio 2007) ha riscritto l'art. 12 del d.lgs. 160/2006 sul conferimento delle funzioni. Per le funzioni di consigliere della Corte di cassazione e di sostituto procuratore generale presso la Corte (art. 10, comma 6) il CSM deve valutare anche la «capacità scientifica e di analisi delle norme». La valutazione spetta a una commissione di cinque membri: tre magistrati con esperienza di legittimità, un professore ordinario e un avvocato abilitato al patrocinio davanti alle magistrature superiori. Il CSM può discostarsi dal parere della commissione solo motivando. Il testo riserva inoltre una procedura valutativa ai magistrati con titoli professionali e scientifici adeguati per il 10 per cento dei posti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

vogliamo eliminare ogni forma di discrezionalità di natura politico-culturale nella previsione degli illeciti disciplinari

La legge 24 ottobre 2006, n. 269 (in vigore dall'8 novembre 2006), nata da un disegno di legge del governo Prodi (A.C. 1780, già approvato dal Senato il 4 ottobre 2006), ha modificato il decreto legislativo 109/2006 sugli illeciti disciplinari dei magistrati. Ha abrogato le formule più aperte: il dovere di non tenere comportamenti, «ancorché legittimi», che compromettano credibilità e prestigio (art. 1, commi 2 e 3), il «perseguimento di fini estranei ai doveri» e le dichiarazioni «in violazione dei criteri di equilibrio e di misura» (art. 2, lettere i e bb), «ogni altro comportamento» lesivo dell'imparzialità «anche sotto il profilo dell'apparenza» e la pubblica manifestazione di consenso o dissenso su un procedimento (art. 3, lettere l e f). Ha inoltre ristretto altre ipotesi (per esempio l'iscrizione ai partiti, ora solo se «sistematica e continuativa») e aggiunto l'irrilevanza dei fatti di scarsa rilevanza. Qualche margine di valutazione resta in alcune ipotesi (art. 3, lettera h), ma gli illeciti sono ora tipizzati nella sostanza.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

A questo deve associarsi un provvedimento di clemenza

La legge 31 luglio 2006, n. 241 (Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006) ha concesso l'indulto per tutti i reati commessi fino al 2 maggio 2006: condono di tre anni per le pene detentive e di 10.000 euro per quelle pecuniarie, con esclusione di alcuni reati gravi. Il provvedimento di clemenza promesso è stato quindi adottato nei primi mesi del mandato. Non è stata invece approvata un'amnistia e il nuovo codice penale, cui il programma lo collegava, non è stato adottato.

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mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Nel nostro ordinamento dovrà essere eliminato qualsiasi riferimento alla pena di morte

La legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1 ha soppresso dal quarto comma dell'art. 27 della Costituzione le parole «, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra». Ora il testo dice solo: «Non è ammessa la pena di morte». Il Senato ha approvato la riforma in seconda deliberazione il 25 settembre 2007, con la maggioranza dei due terzi; la legge è stata promulgata il 2 ottobre 2007, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre ed è in vigore dal 25 ottobre 2007, nel mandato del governo Prodi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L'Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto

Il programma prometteva di proporre il riconoscimento giuridico di diritti e facoltà per le persone delle unioni di fatto, indipendentemente dal genere dei conviventi. Il Consiglio dei ministri ha approvato l'8 febbraio 2007 il disegno di legge «Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi» (i cosiddetti DICO), proposto dai ministri Pollastrini e Bindi, che si applicava anche alle coppie dello stesso sesso. È stato presentato al Senato il 20 febbraio 2007 (atto Senato n. 1339). Il Parlamento non lo ha approvato: il testo è rimasto all'esame della commissione e non è diventato legge. La promessa riguardava la proposta, che il governo ha presentato.

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