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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

478 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Coerentemente con i tempi della programmazione comunitaria 2007-2013 sarà immediatamente varato un Documento Strategico Nazionale

Il documento strategico per la programmazione 2007-2013 dei fondi di coesione, chiamato Quadro strategico nazionale (QSN), è stato approvato dal CIPE con la delibera 22 dicembre 2006, n. 174, sette mesi dopo l'insediamento del governo, dopo il parere della Conferenza unificata del 21 dicembre 2006. La delibera, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2007, ne dispone l'invio alla Commissione europea e fissa il quadro e le priorità della politica regionale per il periodo, come promesso.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la spesa in conto capitale sarà progressivamente riequilibrata in favore della produzione di beni e servizi collettivi [...] la spesa per i trasferimenti alle imprese

Il programma prometteva di spostare progressivamente la spesa in conto capitale per la coesione dai trasferimenti alle imprese agli investimenti in beni e servizi collettivi, senza un traguardo numerico. Nel Mezzogiorno, secondo i Conti pubblici territoriali pubblicati nel Rapporto annuale 2008 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, la spesa in conto capitale della pubblica amministrazione si è mossa in questa direzione: nel 2007 gli investimenti sono saliti a 11,9 miliardi di euro (+5,1 per cento) e i trasferimenti di capitale sono scesi a 8,1 miliardi (-9,8 per cento), con la quota degli investimenti passata dal 55,6 al 59,4 per cento; la stima per il 2008 indica il 66,5 per cento. La tendenza era però già in atto dal 2003, e il rapporto la lega alla progressiva riduzione degli incentivi statali. Sul totale nazionale, invece, i conti ISTAT delle amministrazioni pubbliche registrano nel 2007 una crescita dei contributi agli investimenti alle imprese (da 19,9 a 21,7 miliardi, +8,8 per cento) superiore a quella degli investimenti fissi lordi (+3,7 per cento); nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, i contributi sono scesi a 19,4 miliardi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la creazione di un forte centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica [...] presso il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione

Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano creato presso il Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione (DPS) un nuovo centro nazionale di programmazione, monitoraggio, controllo, valutazione e assistenza tecnica. Il DPS, passato al ministero dello Sviluppo economico, è stato riorganizzato con il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2007, n. 225. Il regolamento lo conferma competente per programmazione, coordinamento, attuazione e verifica degli interventi per la coesione, lo divide in quattro direzioni generali e vi mantiene il Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, istituito nel 1997. Si tratta di funzioni e strutture già esistenti, riordinate dopo il cambio di ministero, non di un nuovo centro.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le Agenzie e gli enti di sviluppo saranno razionalizzati e ridotti nel numero

Per l'agenzia nazionale di sviluppo, Sviluppo Italia, la legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 460-461, ne ha cambiato il nome in «Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa» e ha imposto un piano di riordino e dismissione delle partecipazioni: entro il 30 giugno 2007 le società controllate dovevano scendere a non più di tre, anche cedendo le società regionali alle Regioni. Dopo una direttiva ministeriale del 27 marzo 2007, il piano è stato approvato con decreto del Ministero dello sviluppo economico il 31 luglio 2007, e la liquidazione o cessione delle 17 società regionali è cominciata nel 2007. Gran parte dell'attuazione è però venuta dopo la fine del governo: secondo la Corte dei conti le tre nuove società previste dal piano sono state deliberate il 18 gennaio 2008 ma i trasferimenti di partecipazioni sono iniziati solo nel 2009, il termine del piano, più volte prorogato, è scaduto il 31 dicembre 2010 e nel 2012 il riordino delle società regionali era ancora in via di completamento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridefinizione del patto di stabilità interno tra governo ed sistema delle autonomie territoriali [...] solo in termini di saldi complessivi di bilancio.

Per le province e i comuni sopra i 5.000 abitanti la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 676-695) ha fissato il patto di stabilità interno 2007-2009 come miglioramento del saldo di comparto, calcolato sui saldi di cassa e sulla spesa corrente storica. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 379) ha confermato per gli enti locali l'obiettivo in termini di saldo, in competenza mista, per gli anni 2008-2010. Per le regioni invece la legge 296/2006 ha mantenuto un tetto alle spese finali (comma 657) e ha soltanto avviato una sperimentazione del saldo finanziario con alcune regioni (comma 656); la legge 244/2007 ha consentito di adottare il saldo dal 2008 solo con un accordo e dopo esiti positivi della sperimentazione (art. 1, comma 385). Il passaggio ai saldi complessivi è quindi avvenuto per gli enti locali e non per le regioni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

elaborare un piano finanziario, in rapporto al Pil, per obiettivi strutturali: edilizia scolastica, diritto allo studio, qualificazione degli insegnanti

Non risulta che il governo abbia elaborato il piano finanziario, in rapporto al Pil, per edilizia scolastica, diritto allo studio e qualificazione degli insegnanti. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) ha previsto misure separate: un piano triennale 2007-2009 di assunzioni a tempo indeterminato di 150.000 docenti e 20.000 ATA (art. 1, comma 605, lettera c) e 50 milioni di euro per il 2007 e 100 milioni per ciascuno del 2008 e del 2009 per l'edilizia scolastica (comma 625). Nel settembre 2007 i ministeri dell'Economia e della Pubblica istruzione hanno pubblicato il Quaderno bianco sulla scuola, un'analisi del sistema con ipotesi di lavoro, non un piano finanziario. Manca un quadro unitario collegato al Pil per gli obiettivi indicati.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo per questo – a livello provinciale e/o subprovinciale - l’istituzione di Conferenze territoriali apposite.

La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 417-424) ha previsto una sperimentazione triennale, dal 2008/2009, in ambiti territoriali di norma provinciali: in ciascuno avrebbe operato un organismo paritetico di rappresentanti dell'amministrazione scolastica, delle regioni, degli enti locali e delle scuole, incaricato di un piano triennale anche sulla rete scolastica. Gli ambiti dovevano essere individuati con un atto di indirizzo del ministro della Pubblica istruzione entro il 31 marzo 2008. Non risulta che l'atto sia stato adottato, e nel 2009 la Presidenza del Consiglio ha riferito alla Corte costituzionale che al modello sperimentale non era stata data concreta attuazione. Nel mandato non sono state istituite conferenze territoriali per la rete scolastica.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

È necessario, pertanto, che a livello regionale e nazionale siano costituti organi di rappresentanza e garanzia dell’autonomia della libertà di insegnamento.

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano costituito, a livello regionale e nazionale, organi di rappresentanza e garanzia dell'autonomia della libertà di insegnamento. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 296/2006) e per il 2008 (legge 244/2007) non contengono norme di questo tipo: le norme sull'insegnamento riguardano graduatorie, abilitazioni e personale docente. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato non ce ne sono in questo senso: quelli sulla scuola riguardano esami di Stato, avvio dell'anno scolastico e finanziamenti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

affinché l’autonomia dei singoli istituti scolastici possa pienamente realizzarsi, definendo gli organici funzionali per tutti gli ordini e i gradi di scuola

Non risultano atti del governo che abbiano definito gli organici funzionali per tutti gli ordini e gradi di scuola. Le leggi finanziarie hanno invece rivisto i criteri per la formazione delle classi e per gli organici, con obiettivi di risparmio: legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 605, e legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 411-414. La finanziaria per il 2008 (art. 2, commi 417-425) ha previsto anche la sperimentazione, negli anni scolastici dal 2008/2009 al 2010/2011 e in ambiti di norma provinciali, di un modello organizzativo del servizio di istruzione, da definire con un atto di indirizzo del ministro entro il 31 marzo 2008. La norma non riguarda gli organici funzionali e non vale per tutte le scuole.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

definire nuovi organi collegiali d’istituto per un miglior rapporto tra responsabilità, collegialità, valorizzazione delle professionalità

Il governo ha inserito una delega per il riordino degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche nell'articolo 29 del disegno di legge A.C. 2272, presentato alla Camera il 16 febbraio 2007 dai ministri Bersani, Fioroni e altri. Le norme sulla scuola sono state stralciate il 17 aprile 2007 nell'A.C. 2272-ter, che la Camera ha approvato il 10 ottobre 2007 in un testo senza la delega, rinviando alla futura «riforma degli organi collegiali». Il Senato (A.S. 1848) non ha concluso l'esame prima dello scioglimento delle Camere. Gli organi collegiali sono rimasti disciplinati dal testo unico sull'istruzione (decreto legislativo 297/1994).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attuare una decisa lotta contro la dispersione scolastica e formativa, con l’obiettivo di rientrare nella media del 10%

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni, ha portato l'età minima per lavorare da 15 a 16 anni a partire dall'anno scolastico 2007/2008 e ha previsto percorsi concordati con le regioni per prevenire la dispersione. Il traguardo del 10 per cento non è stato però raggiunto: secondo Eurostat (indagine sulle forze di lavoro) i giovani di 18-24 anni usciti dal sistema di istruzione e formazione senza diploma o qualifica erano il 20,4 per cento nel 2006, il 19,5 nel 2007 e il 19,6 nel 2008, contro il 14,3 per cento nel 2008 nei 27 paesi che compongono oggi l'Unione europea.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

si propone l'istituzione di un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile

Non risultano atti del governo che istituiscano un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile. Il rapporto presentato dal governo all'Organizzazione internazionale del lavoro nel 2008, che elenca le iniziative su questi temi, non cita un osservatorio di questo tipo. Riporta invece la ricostituzione, presso i ministeri della Solidarietà sociale e del Lavoro, del Tavolo di coordinamento con le parti sociali contro lo sfruttamento del lavoro minorile, nato nel 1998, il Tavolo interistituzionale su lavoro minorile e dispersione scolastica, istituito nel 2002, e il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, previsto dalla legge 451/1997. Sono organismi già esistenti, non un osservatorio nuovo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

raddoppiare l livello di partecipazione degli adulti a percorsi di apprendimento permanente, nella prospettiva di raggiungere il 12,5% previsto dalla UE

La partecipazione degli adulti (25-64 anni) a corsi di istruzione e formazione nelle ultime quattro settimane era in Italia del 5,8% nel 2005, ultimo anno prima del mandato. Secondo Eurostat è stata del 6,1% nel 2006 e del 6,2% nel 2007; nel 2008, anno in cui il governo cessò, è del 6,3%. La serie ha interruzioni nel 2004 e nel 2006, che non cambiano il quadro. La legge 296/2006 (art. 1, comma 632) ha riorganizzato i centri per l'educazione degli adulti in Centri provinciali per l'istruzione degli adulti. Il livello di partecipazione non si è però avvicinato al raddoppio promesso né al 12,5% indicato come riferimento UE.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Vogliamo inoltre incrementare fortemente l'offerta quantitativa e l’utenza degli asili nido entro la fine della legislatura

La promessa fissava come traguardo «la fine della legislatura», cioè il 2011, mentre il governo Prodi è caduto con il voto di sfiducia del Senato il 24 gennaio 2008 e il mandato si è chiuso l'8 maggio 2008. Nel suo periodo ha avviato un piano straordinario per i servizi socioeducativi: la legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1259) ha autorizzato 100 milioni di euro l'anno per il 2007, 2008 e 2009, con l'obiettivo del 33 per cento di copertura territoriale entro il 2010. Il traguardo era dunque successivo alla fine del governo e non è giudicabile sul periodo del mandato. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sull'obiettivo di raddoppiare i nidi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

generalizzare la scuola d’infanzia abolendo la norma sugli anticipi per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia ed elementare

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 630) ha abrogato l'articolo 2 del decreto legislativo 59/2004, che regolava l'iscrizione anticipata alla scuola dell'infanzia, e ha avviato le sezioni sperimentali per i bambini dai 24 ai 36 mesi. Per la scuola primaria, invece, l'anticipo dell'iscrizione è rimasto: la circolare del Ministero della pubblica istruzione n. 110 del 14 dicembre 2007 ammetteva per il 2008/2009 i bambini che compiono sei anni entro il 30 aprile 2009. Anche per l'infanzia la circolare consentiva l'iscrizione di chi compie tre anni entro il 31 gennaio 2009, se ci sono posti disponibili.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Deve essere garantito più tempo scuola e vanno eliminate le riduzioni dell’orario di tutti apportate dalla Moratti.

Il decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176 (art. 1), ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di 40 ore, mensa compresa, entro i limiti dell'organico. Non ha però eliminato le riduzioni d'orario della riforma Moratti: il decreto legislativo 59/2004, che fissa in 891 ore annue l'orario obbligatorio della primaria e della secondaria di primo grado, oltre alle attività facoltative, non è stato modificato in questa parte durante il mandato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Puntiamo alla valorizzazione del tempo pieno e del tempo prolungato, ripristinandone la normativa nazionale

Il decreto-legge 147/2007 (7 settembre 2007), convertito dalla legge 176/2007, ha reintrodotto nella scuola primaria le classi a tempo pieno con orario settimanale di quaranta ore, richiamando in vigore l'articolo 130, comma 2, del testo unico sull'istruzione. Il decreto prevede un piano triennale di intervento con la Conferenza unificata. La misura è però limitata alla dotazione complessiva dell'organico e ai limiti di spesa vigenti, senza nuovi oneri. Per il tempo prolungato, il decreto lo cita solo nel conteggio dei posti, senza una disciplina propria. Non risulta che il piano triennale fosse adottato entro maggio 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

secondo ciclo: elevare l’obbligo di istruzione gratuita fino a 16 anni (primo biennio della scuola superiore).

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622) ha stabilito che l'istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria e ha elevato da quindici a sedici anni l'età di accesso al lavoro. Il comma mantiene la gratuità. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione 22 agosto 2007, n. 139 ha attuato la norma: l'obbligo vale dall'anno scolastico 2007/2008 per chi ha concluso il primo ciclo nel 2006/2007.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il secondo ciclo di istruzione, in ogni caso quinquennale, si conclude con un esame di Stato, con commissioni a prevalente composizione esterna

La legge 11 gennaio 2007, n. 1 ha riscritto la disciplina dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo: la commissione è composta da non più di sei commissari, metà interni e metà esterni all'istituto, più un presidente esterno, e i componenti esterni sono quindi la maggioranza. Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (art. 13), convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ha riportato gli istituti tecnici e professionali nel sistema dell'istruzione secondaria superiore insieme ai licei, tutti finalizzati al conseguimento del diploma. Nel mandato la durata dei percorsi dell'istruzione secondaria superiore non è stata ridotta.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Dobbiamo favorire i passaggi da un percorso all’altro, attraverso un sistema nazionale di qualifiche professionali, dispositivi condivisi di certificazione e di riconoscimento dei crediti.

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, in attuazione dell'art. 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ha riorganizzato l'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS e istituti tecnici superiori) con percorsi in moduli e unità capitalizzabili. L'art. 5 disciplina la certificazione dei percorsi e il riconoscimento dei crediti formativi, anche per abbreviare i percorsi e facilitare i passaggi ad altri percorsi. La norma riguarda però solo questo segmento. Un sistema nazionale di certificazione delle competenze è stato definito più tardi, con il decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prima dei 18 anni è inoltre escluso qualsiasi rapporto di lavoro che non abbia una prevalente, certificabile [...] valenza formativa

La legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622, ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni, finalizzata a un titolo o a una qualifica triennale entro il diciottesimo anno, e ha portato da 15 a 16 anni l'età per accedere al lavoro. Il comma non vieta però ai minori di 18 anni un rapporto di lavoro privo di valenza formativa certificabile e sanzionabile. Non risultano altri atti del governo Prodi II che introducano questo divieto fino ai 18 anni.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

scuola e lavoro: innalzare l’età minima per l’accesso al lavoro dai 15 ai 16 anni

La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 622) ha reso obbligatoria l'istruzione per almeno dieci anni e ha stabilito che «l'età per l'accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni». L'innalzamento vale dall'anno scolastico 2007/2008. Il ministero del Lavoro ha dato istruzioni agli ispettori con la nota del 20 luglio 2007, n. 9799.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

varare una legge per alfabetizzare e rialfabetizzare, riconquistare ai livelli d’istruzione dell’obbligo

Non è stata approvata una legge dedicata all'alfabetizzazione degli adulti, ma l'istruzione degli adulti è stata riordinata. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 632) ha riorganizzato su base provinciale i centri territoriali permanenti e i corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», per far conseguire livelli di istruzione più elevati alla popolazione adulta, anche immigrata. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha previsto nei centri percorsi per il titolo conclusivo del primo ciclo, per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, di alfabetizzazione funzionale e di lingua italiana per gli immigrati. L'autonomia dei centri doveva però partire gradualmente dall'anno scolastico 2008/2009, dopo la fine del governo, e il riordino è avvenuto con una norma della finanziaria e un decreto, non con la legge promessa.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Rilanceremo anche i Centri territoriali per l’educazione permanente.

La legge 296/2006 (finanziaria 2007, art. 1, comma 632) ha disposto la riorganizzazione su base provinciale dei centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti e dei corsi serali, ridenominati «Centri provinciali per l'istruzione degli adulti», con autonomia amministrativa, organizzativa e didattica e un organico proprio, nei limiti delle disponibilità complessive di organico esistenti. Il decreto del ministro della Pubblica istruzione del 25 ottobre 2007 (Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2008) ha fissato i criteri per l'autonomia dei nuovi centri, da conferire progressivamente a partire dall'anno scolastico 2008/2009 e da completare entro il 2009/2010. La riorganizzazione non ha avuto risorse aggiuntive per il personale e alla fine del mandato (8 maggio 2008) i nuovi centri non erano ancora operativi.

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