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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

478 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la totalizzazione di tutti i contributi versati, anche in regimi pensionistici diversi

La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 76) ha esteso la totalizzazione dei contributi dal 1° gennaio 2008. Ha ridotto da sei a tre anni la durata minima dei periodi contributivi richiesta dal d.lgs. 42/2006 (lettera a). Ha inoltre consentito il cumulo previsto dal d.lgs. 184/1997 anche a chi aveva già maturato il diritto alla pensione in una delle gestioni (lettera b). La totalizzazione non è però diventata possibile per tutti i contributi versati: resta un requisito minimo di tre anni per ciascun periodo. Lo stesso comma presenta le modifiche come provvisorie, in attesa di una riforma complessiva dell'istituto, che nel mandato non risulta adottata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la copertura figurativa per i periodi di non lavoro

La contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione indennizzata esisteva già: la legge 4 aprile 1952, n. 218 (art. 4) considera utili per la pensione i periodi in cui si riceve l'indennità ordinaria di disoccupazione. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che ha attuato il Protocollo del 23 luglio 2007, ha elevato dal 2008 la durata dell'indennità ordinaria a otto mesi, e a dodici mesi per chi ha almeno cinquant'anni, riconoscendo la contribuzione figurativa per l'intero periodo (art. 1, comma 25): un allungamento di una copertura già prevista, non una nuova copertura dei periodi di non lavoro. La stessa legge ha delegato il governo a riformare gli ammortizzatori sociali, anche con una copertura figurativa calcolata sulla retribuzione per chi riceve i trattamenti di disoccupazione (art. 1, commi 28-29), con dodici mesi di tempo; non risultano decreti legislativi adottati prima della fine del governo, l'8 maggio 2008. Nel programma la misura riguardava le pensioni future dei lavoratori con carriere discontinue: per i periodi di non lavoro senza indennità, come quelli tra un contratto e l'altro, non risultano interventi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

potenziando i servizi pubblici all’impiego e la formazione professionale sul territorio

Non risultano atti del governo che abbiano potenziato i servizi pubblici per l'impiego o la formazione professionale sul territorio, in organici o risorse, entro maggio 2008. La finanziaria per il 2007 ha solo rinnovato per un anno il finanziamento già previsto per la formazione professionale (23 milioni di euro, comma 1163). La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, commi 30 e 31) ha delegato il governo a riordinare i servizi per l'impiego entro dodici mesi, con principi come il potenziamento dei sistemi informativi e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. La delega non è stata esercitata dal governo, che è caduto prima della scadenza; è stata riaperta solo dalla legge 4 novembre 2010, n. 183 (art. 46).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

agli incentivi per l’inserimento e il reinserimento al lavoro dopo periodi di assolvimento di responsabilità genitoriali

La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 1254) ha riscritto l'articolo 9 della legge 53/2000, che già prevedeva contributi per programmi di reinserimento dopo il congedo ma con fondi ridotti a 5 milioni di euro l'anno. Il nuovo testo finanzia i contributi con una quota del Fondo per le politiche della famiglia, li estende alle aziende sanitarie e ospedaliere e aggiunge interventi per il reinserimento e la formazione dei lavoratori con figli minori o familiari a carico. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 81) ha poi delegato il governo a riordinare la normativa sull'occupazione femminile, anche con incentivi e sgravi contributivi e con misure per il rientro delle donne nel mercato del lavoro, ma non risultano decreti legislativi adottati nel mandato. Il sostegno resta limitato a contributi per progetti aziendali e non c'è un incentivo generale all'assunzione di chi rientra dopo la cura dei figli.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il superamento delle normative introdotte dalla "legge 30" e il potenziamento dei centri pubblici per i servizi di inserimento lavorativo mirato delle persone con disabilità

La legge 247/2007 (art. 1, comma 38) ha abrogato l'articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, che disciplinava le convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e disabili introdotte con la legge 30, facendo salve quelle in essere. La stessa legge (comma 37) ha riscritto parte delle norme sull'inserimento dei disabili della legge 68/1999. L'abrogazione era in vigore dal 1° gennaio 2008; l'articolo 14 è stato rimesso in vigore con il decreto-legge 112/2008, dopo la fine del governo. Non risultano atti specifici per il potenziamento dei centri pubblici di inserimento mirato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

occorra garantire il permesso di soggiorno a ogni immigrato che denunci la propria condizione di lavoro irregolare

Nessuna legge del mandato ha garantito il permesso di soggiorno a ogni immigrato che denunci la propria condizione di lavoro irregolare. Il disegno di legge del governo contro lo sfruttamento dei lavoratori irregolarmente presenti (S.1201), che nella versione originaria collegava il permesso per protezione sociale ai casi di grave sfruttamento del lavoro, fu riscritto in Senato senza modificare la disciplina del permesso; approvato il 12 giugno 2007, alla Camera (A.C. 2784) rimase all'esame della commissione Giustizia e non divenne legge. Il 4 agosto 2007 il ministro dell'Interno Amato ha invitato i questori, con una circolare, a valutare la concessione del permesso per protezione sociale (articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione) anche quando siano accertate violenza o grave sfruttamento sul luogo di lavoro: un indirizzo applicativo della legge vigente, non una garanzia legata alla denuncia. Il disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976) prevedeva in termini generali una maggiore tutela delle vittime di violenza o grave sfruttamento e non è stato approvato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dai centri per l'impiego, nel quadro di principi e standard definiti a livello nazionale

La legge 24 dicembre 2007, n. 247 ha dato al governo una delega di dodici mesi per riordinare i servizi per l'impiego (art. 1, comma 30, lett. a), con criteri che includono la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi pubblici per l'impiego e il patto di servizio (comma 31). Il governo Prodi non ha però adottato alcun decreto legislativo prima della fine del mandato, l'8 maggio 2008, e non risultano altri atti che fissino principi e standard nazionali per i centri per l'impiego.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riteniamo indifferibile una profonda riforma del sistema degli ammortizzatori sociali

La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, commi 25-26) ha migliorato dal 1° gennaio 2008 l'indennità ordinaria di disoccupazione: durata di otto mesi (dodici per chi ha almeno 50 anni) e importo al 60% della retribuzione per i primi sei mesi, 50% per i due successivi e 40% poi. Ha rivisto anche l'indennità con requisiti ridotti, portata al 35% per i primi 120 giorni e al 40% fino a un massimo di 180 giorni. I commi 28-29 hanno delegato il governo a riformare la materia entro dodici mesi, con uno strumento unico di sostegno al reddito, ma nel mandato non è stato adottato alcun decreto legislativo di riordino: la legge 4 novembre 2010, n. 183 (art. 46) ha poi riscritto la delega con un nuovo termine. Il riordino complessivo degli ammortizzatori è quindi rimasto da fare.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'incremento e l'estensione dell’indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori (anche discontinui, economicamente dipendenti e non subordinati)

La legge 24 dicembre 2007, n. 247, art. 1, comma 25, ha aumentato l'indennità ordinaria di disoccupazione dal 1° gennaio 2008. L'indennità è pari al 60% della retribuzione per i primi sei mesi, 50% per i due successivi e 40% oltre. La durata sale a otto mesi sotto i 50 anni e a dodici dai 50 anni. Il comma 26 ha aumentato anche l'indennità a requisiti ridotti. Non è stata invece estesa a tutti i lavoratori, collaboratori e discontinui compresi: la delega per riformare gli ammortizzatori sociali (comma 28) scadeva dopo dodici mesi dall'entrata in vigore della legge e non risulta esercitata entro la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il riordino e l'armonizzazione dei trattamenti del settore agricolo

La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che attua il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, ha riordinato una parte dei trattamenti agricoli. Per i trattamenti che decorrono dal 1° gennaio 2008, l'indennità di disoccupazione degli operai agricoli a tempo determinato, ordinaria e speciale, è fissata nella stessa misura del 40 per cento della retribuzione di riferimento, con regole comuni sui periodi di lavoro validi (art. 1, commi 55-57). La stessa legge ha delegato il governo a riformare gli ammortizzatori sociali entro dodici mesi, con la graduale armonizzazione dei trattamenti di disoccupazione (art. 1, commi 28-29). Nel mandato del governo, chiuso l'8 maggio 2008, non risulta adottato alcun decreto legislativo; nel 2010 la delega è stata riscritta e riaperta per ventiquattro mesi (legge 183/2010, art. 46).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la costituzione di una rete di sicurezza universale che protegga tutti i lavoratori nei casi di crisi produttive

Una rete di sicurezza universale per le crisi produttive non è stata creata; sono state adottate misure transitorie e una delega. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 1156, lettera c) ha esteso, «in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali» e fino al 31 dicembre 2007, la cassa integrazione straordinaria e la mobilità a imprese prima escluse (commercio e agenzie di viaggio con più di 50 dipendenti, vigilanza con più di 15), con una spesa massima di 45 milioni di euro; la finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 523) ha prorogato la misura al 2008. Le stesse leggi hanno stanziato 460 milioni di euro per anno per trattamenti in deroga nelle crisi occupazionali (legge 296/2006, art. 1, comma 1190; legge 244/2007, art. 2, comma 521). La legge 247/2007 (art. 1, commi 28-29) ha delegato il governo a creare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore (1° gennaio 2008), uno strumento unico di sostegno al reddito senza distinzione di settore o dimensione d'impresa e a estendere gradualmente la cassa integrazione, ma nel mandato non risultano adottati decreti legislativi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

superare il criterio dell’inflazione programmata nel rinnovo dei contratti di lavoro

Non risultano atti del governo che abbiano superato l'inflazione programmata come riferimento per i rinnovi contrattuali. Entrambi i Documenti di programmazione economico-finanziaria del governo hanno continuato a fissarla: quello per il 2007-2011 (luglio 2006) al 2,0% per il 2007, quello per il 2008-2011 (giugno 2007) all'1,7% per il 2008 e all'1,5% per gli anni dal 2009 al 2011. Nel periodo del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano leggi o accordi tra governo e parti sociali che abbiano cambiato questo riferimento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

recuperare il drenaggio fiscale

Il programma rimproverava al governo precedente di aver bloccato la restituzione del drenaggio fiscale e si impegnava a recuperarlo. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, articolo 1, comma 6) ha riformato l'Irpef, con nuovi scaglioni e aliquote dal 23% al 43% e detrazioni per lavoro e carichi familiari al posto delle deduzioni. Non risultano però atti del governo che abbiano restituito il drenaggio fiscale o adeguato all'inflazione scaglioni e detrazioni. Secondo una nota del Dipartimento del Tesoro (febbraio 2008), la riforma ha alleggerito il carico sulle famiglie dei redditi più bassi ma era stata pensata per aumentare il gettito complessivo; nella versione approvata dalle Camere avrebbe ridotto il gettito Irpef di 177 milioni di euro secondo una stima del Centro Europa Ricerche. È stata quindi una nuova ripartizione del carico tra i contribuenti, non una restituzione del drenaggio fiscale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

estendere a tutti i pensionati l'integrazione al trattamento minimo, premiando chi ha versato più contributi

Il governo Prodi non ha esteso l'integrazione al trattamento minimo a tutti i pensionati. Ha però introdotto con il decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81 (art. 5, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 127) una somma aggiuntiva annua per i pensionati con almeno 64 anni e un reddito individuale fino a una volta e mezza il minimo. L'importo cresce con gli anni di contributi: nel 2007 da 262 a 392 euro, dal 2008 da 336 a 504 euro. È una misura legata ai contributi versati, come chiedeva il programma, ma è un bonus annuale a una platea limitata e non l'estensione dell'integrazione al minimo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ridurre la tassazione sul trattamento di fine rapporto

La legge 244/2007 (art. 2, comma 514) ha ridotto il prelievo fiscale sul trattamento di fine rapporto e sulle altre indennità di fine rapporto maturate dal 1° aprile 2008, con una spesa di 135 milioni di euro nel 2008 e di 180 milioni annui dal 2009. Il decreto del Ministero dell'economia del 20 marzo 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2008) ha fissato i criteri: una detrazione dall'Irpef di 70 euro per i trattamenti con reddito di riferimento fino a 7.500 euro, che diminuisce fino ad azzerarsi sopra i 30.000 euro. La riduzione è quindi attuata, con importi contenuti per singolo lavoratore.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

fornire un quadro legislativo di sostegno al tema della rappresentatività, da concretizzare nel corso della prossima legislatura

La promessa fissa come traguardo «la prossima legislatura», pensata dal programma come i cinque anni fino al 2011. Il governo Prodi II ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008, le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008 e il governo è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008. Il traguardo cade quindi dopo la fine del governo valutato, e non si può giudicare ciò che il governo ha fatto in rapporto a una scadenza che non è arrivata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riteniamo necessario intervenire sulla legge in materia di diritto di sciopero, a partire dal ruolo della commissione di garanzia

Non risultano atti del governo che abbiano modificato la legge 12 giugno 1990, n. 146 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali o il ruolo della Commissione di garanzia, né disegni di legge del governo in materia. Nel testo della legge, dopo le modifiche della legge 11 aprile 2000, n. 83, in vigore dal 26 aprile 2000, gli articoli cambiano di nuovo solo dal 2010, per interventi dei governi successivi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

provvedere finalmente a una riforma del processo del lavoro orientata a garantire certezza e celerità nella soluzione delle controversie

Non risultano atti del governo Prodi per riformare il processo del lavoro. Tra i disegni di legge presentati dal governo nel mandato non ce n'è uno su questa materia. Il disegno di legge sul processo civile (A.C. 2508, presentato il 5 aprile 2007 e poi trasferito al Senato come S. 1524) non riformava il rito del lavoro, salvo sottrargli le cause per i danni da incidenti stradali, e non fu approvato. Le misure sul lavoro del periodo hanno riguardato altro, come la legge 24 dicembre 2007, n. 247, che ha attuato il protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

eliminare l’inaccettabile “gradino” e la riduzione del numero delle finestre che innalzano bruscamente [...] l’età pensionabile

La legge 247 del 24 dicembre 2007 ha eliminato il «gradino» della legge 243/2004, che dal 2008 portava a 60 anni l'età minima per la pensione di anzianità dei lavoratori dipendenti con 35 anni di contributi. Al suo posto ha fissato 58 anni dal gennaio 2008 al giugno 2009 e poi un sistema di quote (somma di età e contributi): 95 con almeno 59 anni dal luglio 2009, 96 con almeno 60 dal 2011, 97 con almeno 61 dal 2013. Sulle finestre di uscita l'intervento è stato parziale: le quattro finestre trimestrali sono tornate solo per chi va in pensione con 40 anni di contributi, mentre per la pensione di anzianità con 35 anni di contributi sono rimaste le due finestre annuali introdotte dalla legge del 2004.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

affrontare il fenomeno dell'evasione contributiva con opportuni strumenti di controllo e accertamento, compreso un aumento di organico degli ispettori del lavoro

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha introdotto nuovi strumenti contro il lavoro irregolare e l'evasione contributiva: dal 1° luglio 2007 i benefici contributivi spettano solo ai datori di lavoro con il documento unico di regolarità contributiva (comma 1175), le sanzioni amministrative in materia di lavoro e previdenza introdotte prima del 1999 sono state quintuplicate (comma 1177) ed è stato introdotto l'obbligo di comunicare l'assunzione il giorno prima (comma 1180). I commi 544-545 hanno autorizzato il Ministero del lavoro ad assumere fino a 300 idonei dei concorsi per 795 ispettori del lavoro. Secondo la risposta del governo a un'interrogazione (Camera, seduta del 5 gennaio 2008), al 2 luglio 2007 erano entrati in servizio 241 ispettori in più, oltre a tutti i vincitori. La legge 3 agosto 2007, n. 123 (articolo 12) ha autorizzato dal gennaio 2008 altre assunzioni, fino a 300 idonei dei concorsi per ispettori del lavoro e ispettori tecnici, con le relative spese per l'attività ispettiva.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

fare leva su meccanismi di contribuzione figurativa, a cui abbinare incentivi per le imprese che mantengano nel posto di lavoro le persone sopra i cinquant’anni

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto contribuzione figurativa o incentivi per le imprese che mantengono al lavoro le persone con più di cinquant'anni. La legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1, commi 1160-1161) ha istituito l'«accordo di solidarietà tra generazioni», cioè il passaggio volontario a tempo parziale dei dipendenti con almeno 55 anni insieme all'assunzione di giovani, ma il decreto ministeriale di attuazione non risulta adottato. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, ha delegato il governo a riordinare gli incentivi all'occupazione, con il criterio di migliorare l'occupazione stabile degli ultracinquantenni (art. 1, commi 30 e 32). Non risultano decreti attuativi adottati nel mandato: nel 2010 la delega è stata riscritta con un nuovo termine (L. 183/2010, art. 46).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

“politiche per l’invecchiamento attivo” [...] avvalendosi di schemi misti basati su part time integrato con una pensione parziale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano introdotto schemi misti di part-time integrato con una pensione parziale. La legge 24 dicembre 2007, n. 247, che attua il Protocollo sul welfare, non prevede alcuno schema di questo tipo. L'unico riferimento è un criterio della delega sugli ammortizzatori sociali (art. 1, comma 29, lettera g), che chiede di collegarli a politiche attive per i lavoratori in età più matura «al fine di potenziare le politiche di invecchiamento attivo». È un criterio generico di delega, senza misure concrete, e non risulta attuato entro maggio 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che debba essere riconsiderato il sistema di indicizzazione delle pensioni. [...] verso le fasce inferiori dei trattamenti pensionistici

Il sistema di indicizzazione è stato modificato solo in modo temporaneo. Il decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81 (convertito dalla legge 127/2007), all'art. 5, comma 6, ha esteso per il triennio 2008-2010 la rivalutazione piena, al 100 per cento, alle fasce di pensione tra tre e cinque volte il trattamento minimo INPS, prima rivalutate al 90 per cento. La legge 24 dicembre 2007, n. 247 (art. 1, comma 19) ha escluso dalla rivalutazione automatica per il 2008 le pensioni superiori a otto volte il minimo. Lo stesso decreto ha introdotto una somma aggiuntiva annua per i pensionati di almeno 64 anni con redditi bassi (art. 5, comma 1). Sono interventi a favore delle fasce più basse, ma limitati nel tempo: la struttura della rivalutazione e il trattamento delle pensioni minime non sono cambiati.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

va anche previsto l’aumento degli assegni sociali e dei trattamenti di invalidità civile più bassi

Il decreto-legge 81/2007 (convertito dalla legge 127/2007), all'art. 5, comma 5, dal 1° gennaio 2008 ha aumentato le maggiorazioni sociali previste dall'art. 38 della legge 448/2001 fino a garantire un reddito di 580 euro al mese per tredici mensilità, con limite di reddito annuo portato a 7.540 euro. L'aumento riguarda i titolari di assegno sociale, pensione sociale e pensioni integrate al minimo con almeno 70 anni (età ridotta fino a cinque anni in base ai contributi versati) e, dai 60 anni, gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti titolari di pensione. Ne restano esclusi i titolari di assegno sociale tra i 65 e i 69 anni senza contributi, gli invalidi civili totali sotto i 60 anni e gli invalidi civili parziali, il cui assegno mensile è tra i trattamenti di invalidità più bassi. Lo stesso articolo ha previsto dal 2007 una somma aggiuntiva per i pensionati con almeno 64 anni e redditi bassi, ma solo sulle pensioni da contributi. L'aumento, entrato in vigore prima della fine del mandato, copre quindi una parte significativa dei trattamenti indicati, non tutti.

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