Salta al contenuto
Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

478 schede

in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L’azione collettiva risarcitoria (“class action”) [...] crediamo opportuno introdurre anche da noi.

Il governo ha presentato alla Camera il 27 luglio 2006 un disegno di legge per introdurre l'azione collettiva risarcitoria (A.C. 1495); l'istituto è stato poi inserito nella legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), art. 2, commi 445-449, che hanno aggiunto l'art. 140-bis al Codice del consumo. La stessa legge rendeva efficaci le nuove norme solo 180 giorni dopo la sua entrata in vigore (1° gennaio 2008), cioè dopo la fine del mandato. Il governo successivo ne ha rinviato più volte l'efficacia, a partire dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (art. 36), e la legge 23 luglio 2009, n. 99 (art. 49) ha riscritto l'art. 140-bis per gli illeciti successivi al 15 agosto 2009. L'azione collettiva è stata quindi approvata nel mandato, ma nella forma del 2007 non è mai diventata applicabile.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

noi crediamo opportuno l’affidamento al giudice di un effettivo ruolo di controllo a tutela degli interessi generali

Il governo non ha rafforzato il ruolo di controllo del giudice nella procedura fallimentare. Il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (correttivo della riforma fallimentare, in vigore dal 1° gennaio 2008) ha anzi spostato l'approvazione del programma di liquidazione dal giudice delegato al comitato dei creditori (art. 104-ter della legge fallimentare) e ha affidato al comitato anche l'autorizzazione delle deleghe del curatore (art. 32). Al giudice è rimasto il compito di autorizzare l'esecuzione degli atti conformi al programma approvato, insieme al reclamo contro gli atti di curatore e comitato già previsto dalla riforma del 2006. La gestione della liquidazione è rimasta quindi affidata soprattutto al curatore e ai creditori.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

comminare pene meno severe per le società nelle quali i soci amministratori rispondono in proprio

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano attenuato le pene per le società in cui i soci amministratori rispondono in proprio. Nel mandato fu adottato il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008), che corregge la riforma della legge fallimentare del 2006. I suoi 22 articoli modificano le norme su fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa, ma non toccano le disposizioni penali della legge fallimentare (articoli 216 e seguenti), che fissano le pene per la bancarotta.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attenuare le pene per l’amministratore che risarcisce o comunque aiuta il curatore a recuperare attivo

Non risultano atti del governo Prodi che attenuino le pene per l'amministratore che risarcisce o aiuta il curatore a recuperare l'attivo. Nel mandato la legge fallimentare è stata modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, che integra e corregge la riforma del 2006: il decreto interviene sulle procedure (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa) ma non modifica le disposizioni penali sulla bancarotta e sugli altri reati fallimentari (articoli 216 e seguenti della legge fallimentare), che sono rimaste quelle già in vigore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la bancarotta preferenziale va considerata reato solo quando l’amministratore ha agito per perseguire un interesse proprio

Non risultano atti del governo che limitino il reato di bancarotta preferenziale ai casi in cui l'amministratore ha agito nel proprio interesse. L'articolo 216, terzo comma, della legge fallimentare (regio decreto 267/1942) punisce il fallito che, prima o durante la procedura, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione per favorire alcuni creditori a danno degli altri, e l'articolo 223 estende la stessa pena agli amministratori di società fallite. Secondo Normattiva il testo dell'articolo 216 è rimasto quello originario dal 1942 al dicembre 2018: non lo hanno modificato né la riforma della legge fallimentare del 2006 (decreto legislativo 5/2006) né il decreto correttivo adottato dal governo nel 2007 (decreto legislativo 169/2007).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

L’unione si impegna a individuare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, gli interventi infrastrutturali da realizzare prioritariamente, in coerenza con il "Piano generale dei trasporti"

Con il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011 (Doc. LVII, n. 2) il governo ha trasmesso alle Camere l'Allegato infrastrutture, che indica le «opere prioritarie» da avviare entro il 2012 per 118 miliardi di euro. La commissione Lavori pubblici del Senato, nel parere del 12 luglio 2007, ha chiesto una selezione più rigorosa, un ordine di priorità e una maggiore coerenza con il Piano generale dei trasporti e della logistica del 2001 e con il piano della mobilità in preparazione. L'elenco esiste, ma la coerenza con il Piano e il rispetto delle risorse disponibili sono stati contestati dalla stessa commissione parlamentare.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo di modificare profondamente la "legge obiettivo", [...] per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano modificato in profondità la «legge obiettivo» (legge 21 dicembre 2001, n. 443) o reso generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale. Il decreto legislativo 31 luglio 2007, n. 113 ha corretto il capo del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006) sulle infrastrutture strategiche con ritocchi su studi di fattibilità, finanziamento, controlli antimafia e monitoraggio. Sulla VIA è intervenuto in un solo punto: la commissione speciale VIA deve riferire al ministro dell'Ambiente ogni volta che il progetto definitivo è diverso dal preliminare, non più solo quando ne è «sensibilmente» diverso. Il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, che ha riscritto le norme generali su VIA e VAS del Codice dell'ambiente, non contiene modifiche alla legge obiettivo né alla procedura speciale per le infrastrutture strategiche.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la consultazione, la partecipazione e l'informazione a livello locale verranno garantite anche attraverso il finanziamento del programma Agenda 21

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano finanziato il programma Agenda 21. Le leggi finanziarie 2007 e 2008 (legge 296/2006 e legge 244/2007) non lo nominano. La legge 296/2006 (art. 1, commi 1124-1125) ha istituito presso il Ministero dell'ambiente un Fondo per lo sviluppo sostenibile, con 25 milioni di euro l'anno per il 2007-2009, destinato tra l'altro all'educazione e all'informazione ambientale, ma non risulta che sia stato destinato alle Agende 21 locali.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prioritario è anche il rifinanziamento degli incentivi per l’intermodalità e il sostegno alle attività delle imprese armatoriali

Gli incentivi all'intermodalità sono stati rifinanziati nelle due leggi finanziarie del governo. La legge 296/2006 (art. 1, c. 916) ha destinato il 40 per cento del fondo per l'autotrasporto alle strutture logistiche intermodali di primo livello. La legge 244/2007 ha autorizzato 77 milioni di euro l'anno per il 2008-2010 per gli incentivi che spostano il traffico pesante dalla strada al mare (art. 2, c. 232) e 15 milioni l'anno per lo stesso triennio per il fondo sul trasporto ferroviario combinato (c. 243). La stessa legge ha sostenuto anche le imprese armatoriali: ha prorogato per il 2008 gli sgravi contributivi per le imprese di cabotaggio marittimo «per la salvaguardia dei livelli occupazionali e della competitività delle navi italiane» (c. 221) e ha istituito un fondo per l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni delle navi passeggeri (c. 210).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

regolare e finanziare i "Piani urbani delle mobilità" da attuare da parte delle amministrazioni locali

Non risultano atti del governo che abbiano regolato o finanziato i Piani urbani della mobilità in quanto tali: l'articolo 22 della legge 24 novembre 2000, n. 340, che li disciplina e ne prevede il cofinanziamento statale, non è stato modificato nel mandato. La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha istituito il Fondo per la mobilità sostenibile, con 90 milioni di euro l'anno per il 2007, il 2008 e il 2009, destinato a misure per la qualità dell'aria nelle aree urbane e il trasporto pubblico (commi 1121-1122), e un fondo di 100 milioni l'anno per l'acquisto di mezzi del trasporto pubblico locale (comma 1031). Nessuno dei due fondi è legato ai Piani urbani della mobilità o ne finanzia l'attuazione.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo inoltre l'adozione di un programma pluriennale di investimento sul materiale rotabile

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha istituito presso il Ministero dei trasporti un fondo per gli investimenti nel trasporto pubblico locale, con 100 milioni di euro l'anno per il 2007, 2008 e 2009 (art. 1, comma 1031). I contributi, fino al 75 per cento, vanno all'acquisto di veicoli ferroviari per i servizi regionali, di veicoli per metropolitane, tram e filobus e di autobus a minore impatto ambientale. Il comma 1032 prevede un piano di riparto tra le regioni, approvato con decreto del Ministro, con priorità alla vetustà dei parchi veicolari.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

procedere ad una riforma organica del nuovo Codice della Strada, secondo i princìpi e i criteri direttivi della legge-delega del governo di centrosinistra

Il governo ha presentato alla Camera il 29 marzo 2007 un disegno di legge sulla sicurezza stradale (A.C. 2480) che conteneva anche una delega per la revisione complessiva del codice della strada. Il testo è stato approvato dalla Camera il 27 giugno 2007 e, con modifiche, dal Senato il 19 settembre 2007, ma il nuovo esame alla Camera non si è concluso prima della fine anticipata della legislatura. Nel frattempo il decreto-legge 117 del 3 agosto 2007, convertito nella legge 160 del 2 ottobre 2007, ha ripreso alcune norme del disegno di legge e modificato in modo mirato il codice (sanzioni per velocità, alcol e droga, limiti per i neopatentati). La riforma organica del codice non è stata adottata.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

rifinanziare il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale, destinando annualmente ad esso le risorse

Il Piano nazionale della sicurezza stradale è stato rifinanziato. L'articolo 1, comma 1035, della legge finanziaria 2007 (legge 296/2006) ha disposto l'aggiornamento del Piano e autorizzato la spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 247) ha autorizzato altri stanziamenti per attuare il Piano: 35 milioni nel 2008, 25 nel 2009, 30 nel 2010, 49 nel 2011, 56 nel 2012 e 4 nel 2013.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ripristinare l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, cancellato dal Ministro Lunardi

L'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale non è stato ricostituito con questo nome. Il regolamento di organizzazione del nuovo ministero dei Trasporti (D.P.R. 8 dicembre 2007, n. 271, in vigore dal 24 febbraio 2008) ha però istituito una direzione generale per la sicurezza stradale (art. 6, comma 3). Le sono affidati l'adozione e l'attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, la regolamentazione della circolazione e il coordinamento dei servizi di polizia stradale di competenza. Nel regolamento del 2004 (D.P.R. 184/2004) queste funzioni erano divise tra la direzione generale per la motorizzazione e quella per le strade. Il governo ha quindi creato una struttura dedicata alla sicurezza stradale con i poteri sul Piano, ma non ha ripristinato l'Ispettorato come tale.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

abolire tutte le recenti disposizioni che hanno innalzato i limiti di velocità degli autoveicoli

Non risultano atti adottati dal governo Prodi che abbiano abrogato le norme sull'innalzamento dei limiti di velocità. Tra queste c'è la possibilità, per gli enti proprietari o i concessionari, di portare il limite fino a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza, introdotta dal decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9 (art. 9), cioè dal governo Berlusconi II; il testo dell'art. 142 del codice della strada in vigore all'8 maggio 2008 la riporta ancora. Il disegno di legge del governo sulla sicurezza stradale (A.C. 2480, presentato il 29 marzo 2007) non toccava i limiti; il Senato, approvandolo con modifiche il 19 settembre 2007, vi inserì tra i criteri di una delega per la riforma del codice l'«esclusione della facoltà» di elevare il limite massimo in autostrada oltre 130 km/h, ma il testo tornato alla Camera (A.C. 2480-B) rimase all'esame della commissione Trasporti e decadde con la fine anticipata della legislatura. Con il decreto-legge 117/2007 (convertito dalla l. 160/2007, art. 3) il governo intervenne sulla velocità solo per inasprire le sanzioni oltre i limiti e ammettere la rilevazione della velocità media, senza toccare i limiti massimi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

potenziare gli organici della Polizia Stradale

Non risultano atti del governo Prodi rivolti a potenziare gli organici della Polizia stradale, né dati pubblici sugli addetti nel 2006-2008. La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha autorizzato per il 2007 assunzioni nei Corpi di polizia per un massimo di 2.000 unità, comprensive di 1.316 agenti della Polizia di Stato già trattenuti in servizio, senza alcuna destinazione alla Polizia stradale (comma 513). La stessa legge ha chiesto, per ridurre la spesa, di razionalizzare i presidi dei settori specialistici della Polizia di Stato (comma 431) e di riorganizzare i presidi territoriali delle forze di polizia (comma 435). Il decreto-legge 117/2007 sulla sicurezza stradale non contiene norme sugli organici.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che vada istituita una "Autorità dei trasporti", che abbia lo scopo di definire le tariffe autostradali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito una «Autorità dei trasporti». Il disegno di legge del governo sul riordino delle autorità indipendenti (A.S. 1366, «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti preposte ai medesimi», presentato il 5 marzo 2007) è rimasto all'esame della commissione del Senato e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere. Nel periodo del governo la disciplina delle tariffe autostradali è rimasta affidata al ministero: l'art. 2, commi 82 e 83, del decreto-legge 262/2006 (convertito dalla legge 286/2006) prevede una convenzione unica con ciascun concessionario, curata dal ministro delle Infrastrutture di concerto con il ministro dell'Economia, che fissa tra l'altro il saggio di adeguamento annuo delle tariffe. Un'Autorità di regolazione dei trasporti, competente anche sui pedaggi autostradali, è stata istituita solo dal governo successivo, con l'art. 37 del decreto-legge 201/2011 nel testo modificato nel 2012. L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità indipendenti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutainfrastrutture

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riguardo al ponte sullo Stretto di Messina, proponiamo di sospendere l’iter procedurale in atto

Il governo Prodi non ha dato avvio ai lavori del ponte sullo Stretto, il cui contratto con il contraente generale era stato firmato il 27 marzo 2006. Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, nel testo convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 (art. 2, commi 91-93), ha previsto il passaggio della società Stretto di Messina da Fintecna ad altre società pubbliche e ha attribuito al Ministero dell'economia le risorse che Fintecna aveva impegnato per il ponte, destinandole a opere infrastrutturali e a interventi ambientali in Sicilia (70 per cento) e in Calabria (30 per cento). Secondo la Corte dei conti quelle risorse ammontavano a circa 1,5 miliardi di euro e, per effetto di queste norme, la società non ha potuto impartire al contraente generale l'ordine di inizio attività. Il contratto non è stato però risolto e dal 2007 la società è passata sotto il controllo dell'Anas: il progetto è ripartito con il governo successivo, dal maggio 2008.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo dunque che il Protocollo di Kyoto venga immediatamente attuato, [...] con misure interne che consentano di raggiungere almeno l’80 % degli obblighi di riduzione

Il governo Prodi ha fatto proprio il criterio del programma nel Piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 per il 2008-2012, presentato alla Commissione europea nel dicembre 2006: le riduzioni da ottenere con misure nazionali devono essere almeno l'80 per cento dello sforzo richiesto (76 milioni di tonnellate di CO2 l'anno). La legge finanziaria per il 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1110-1115) ha istituito un fondo rotativo da 200 milioni di euro l'anno nel 2007-2009 per le misure di attuazione del Protocollo, ma le modalità per erogare i finanziamenti sono state fissate solo con un decreto del novembre 2008, dopo la fine del governo. Il periodo di impegno di Kyoto (2008-2012) si è chiuso dopo il mandato: il criterio è stato adottato, le misure per raggiungerlo non erano ancora operative.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

favorire la diffusione dell’iniziativa delle ESCO [...] per l’accesso al credito bancario, attraverso un fondo di rotazione

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, commi 1110-1115) ha istituito presso la Cassa depositi e prestiti un fondo rotativo, con 200 milioni di euro l'anno nel triennio 2007-2009, per finanziare a tasso agevolato, con durata fino a 72 mesi, soggetti pubblici o privati che realizzino misure di attuazione del Protocollo di Kyoto, tra cui l'efficienza negli usi finali dell'energia. È lo strumento del fondo di rotazione, ma la legge non nomina le società di servizi energetici (ESCO) e non prevede misure specifiche per il loro accesso al credito. Le modalità di erogazione sono state fissate con il decreto del ministro dell'Ambiente del 25 novembre 2008, dopo la fine del governo, che include espressamente le ESCO tra le imprese ammesse.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le società che gestiscono la rete di trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia e mantenute pubbliche

Il programma chiedeva che le società delle reti di trasporto dell'energia fossero separate dai produttori e restassero pubbliche. Per l'elettricità, l'unificazione di proprietà e gestione della rete era stata disciplinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 maggio 2004, prima del mandato. Per il gas, la legge in vigore all'inizio del mandato vietava alle imprese del settore di detenere più del 20% delle società proprietarie della rete nazionale di trasporto dal 31 dicembre 2008 (art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, con la proroga della legge 23 dicembre 2005, n. 266). La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 905 e 906) ha sostituito quel termine con un periodo di 24 mesi dall'entrata in vigore di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, senza fissare una scadenza per il decreto. Il governo Prodi non lo ha adottato: nel 2012 il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (art. 15) ne imponeva ancora l'emanazione entro sei mesi, e la separazione proprietaria di Snam da Eni è stata disposta con il decreto del 25 maggio 2012.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che l'Enel debba cedere all'asta capacità di generazione

Il programma sosteneva che l'Enel dovesse cedere all'asta capacità di generazione. Il 20 dicembre 2006 l'Autorità garante della concorrenza ha chiuso un'istruttoria sull'Enel rendendo obbligatori gli impegni dell'azienda. Si è servita dello strumento degli impegni (art. 14-ter della legge 287/1990), introdotto dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 del governo Prodi. Gli impegni prevedevano la vendita di capacità produttiva virtuale con contratti differenziali nella macrozona Sud: 1.000 MW nel 2007 e 700 MW nel 2008, questi ultimi subordinati a una verifica del potere di mercato dell'Enel. Secondo l'Autorità per l'energia, per il 2008 una parte di questa capacità è stata assegnata all'Acquirente Unico con una procedura di assegnazione. La misura però riguarda capacità virtuale e non la cessione di impianti, ed è stata decisa da un'autorità indipendente, non dal governo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia elettrica la pienezza dei suoi poteri originari

Il programma chiedeva di restituire all'Autorità per l'energia elettrica e il gas i poteri intaccati da provvedimenti degli anni precedenti. Il governo ha presentato al Senato, il 28 giugno 2006, un disegno di legge (A.S. 691) che ridefiniva i poteri dell'Autorità e abrogava, tra l'altro, il potere sostitutivo del governo previsto dall'art. 1, comma 14, della legge 23 agosto 2004, n. 239; la commissione ha concluso l'esame il 23 maggio 2007 togliendo quell'abrogazione, e il testo non è mai stato votato dall'Aula. Il comma 14 è rimasto in vigore per tutto il mandato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 (art. 1, comma 3) ha affidato all'Autorità compiti nuovi e specifici, come indicare condizioni standard e prezzi di riferimento per le forniture ai clienti domestici, senza un ripristino generale dei poteri.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutaeconomia

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

vogliamo un sistema di regolazione che preveda, attraverso appropriati soggetti istituzionali, la tutela tariffaria e la sicurezza del servizio per gli utenti domestici

Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 125, art. 1, ha aperto dal 1° luglio 2007 la scelta del fornitore di elettricità ai clienti domestici e ha mantenuto per chi non cambia un regime di tutela: l'Acquirente Unico continua a svolgere l'approvvigionamento e l'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa le condizioni standard del servizio e, in via transitoria, prezzi di riferimento in base ai costi effettivi, sia per l'elettricità sia per il gas naturale dei clienti domestici. La tutela comprende anche le piccole imprese in bassa tensione (meno di 50 dipendenti e fino a 10 milioni di fatturato). Il comma 4 prevede inoltre un servizio di salvaguardia per i clienti senza fornitore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026