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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

55 schede

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessario, inoltre, sopprimere il fondo per le tv locali, finanziato anche con una parte del canone Rai, e riassegnare le risorse

Il fondo per l'emittenza locale non è stato soppresso. La legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 616) ha anzi stabilizzato dal 1° gennaio 2021 la destinazione di 110 milioni di euro annui del canone Rai al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. Nel Fondo confluiscono anche le risorse del Ministero dello sviluppo economico per i contributi alle emittenti radiofoniche e televisive locali. Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che sopprimano il fondo e ne riassegnino le risorse ad altre finalità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Terna o l'azienda che avrà la concessione pubblica per la trasmissione dell'energia elettrica torni ad essere di proprietà pubblica

Non risultano atti del governo che riportino Terna, o il futuro concessionario della trasmissione elettrica, in mano pubblica. La quota pubblica è rimasta quella indiretta di CDP Reti, il 29,851% del capitale, sia nella relazione di Terna sul governo societario approvata il 21 marzo 2018 sia in quella relativa al 2022. CDP Reti è controllata da Cassa depositi e prestiti, a sua volta partecipata dal Ministero dell'economia, ma ha tra i soci anche State Grid Europe con il 35%, come risulta dalla relazione 2020 di CDP Reti.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la costituzione obbligatoria di un organismo di gestione della crisi all’interno di ciascun ente locale e ente pubblico, in particolar modo per le amministrazioni centrali

Non risulta alcun obbligo, per gli enti locali e gli enti pubblici, di costituire un organismo di gestione della crisi da sovraindebitamento. Nella legge 3/2012 (art. 15) gli enti pubblici "possono" costituire tali organismi, che si iscrivono in un registro del Ministero della giustizia. Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (decreto legislativo 14/2019, GU n. 38 del 14 febbraio 2019, nel testo vigente al 22 ottobre 2022) richiama gli stessi organismi (OCC), disciplinati dal decreto ministeriale 202/2014, senza imporne la costituzione a ogni ente. Il Codice ha ridisegnato le procedure di sovraindebitamento, ma non contiene l'obbligo promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

prevenzione della crisi [...] sul modello della cosiddetta riforma Rordorf (compresa procedura d’allerta), da estendersi anche alle grandi società ed a quelle quotate in borsa

Il Codice della crisi d'impresa (decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14) ha escluso dalle procedure di allerta le grandi imprese, i gruppi di rilevante dimensione e le società quotate (art. 12, comma 4), cioè l'opposto di quanto promesso; la procedura di allerta non è mai entrata in vigore ed è stata soppressa dal decreto legislativo 17 giugno 2022, n. 83. Restano però strumenti di prevenzione validi anche per le grandi società e le quotate: l'obbligo di assetti adeguati a rilevare tempestivamente la crisi (art. 2086 c.c., come modificato dal d.lgs. 14/2019) e la composizione negoziata della crisi, aperta a ogni imprenditore commerciale (decreto-legge 118/2021 e d.lgs. 83/2022).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la fissazione di stringenti parametri di liquidità, di solidità finanziaria, di trasparenza, d’informazione, di pubblicità dei bilanci e degli investimenti da parte delle cooperative

Non risultano atti del governo nel periodo che fissino per le cooperative parametri di liquidità, solidità finanziaria, trasparenza e pubblicità dei bilanci e degli investimenti. La legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017, art. 1, comma 936), precedente al mandato, aveva rafforzato la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, con cancellazione dall'albo e scioglimento per le cooperative che si sottraggono ai controlli o non rispettano la mutualità, e aveva reso collegiale l'organo amministrativo, senza introdurre parametri di questo tipo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

eliminare il criterio del massimo ribasso per l'aggiudicazione degli appalti pubblici

Il criterio del minor prezzo, il «massimo ribasso» del programma, non è stato eliminato. Lo «sblocca cantieri» (decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito dalla legge 14 giugno 2019, n. 55) ha abrogato due delle ipotesi in cui il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 50/2016, art. 95, comma 4) lo ammetteva, ma lo ha lasciato per i servizi e le forniture standardizzati. Ha inoltre introdotto l'art. 36, comma 9-bis, che per i contratti sotto soglia consente di aggiudicare con il minor prezzo o con l'offerta economicamente più vantaggiosa. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (art. 1, comma 3) ha poi permesso alle stazioni appaltanti di scegliere il prezzo più basso nelle procedure negoziate sotto soglia, con esclusione automatica delle offerte anomale, e il regime è stato prorogato fino al 30 giugno 2023. La legge delega per il nuovo codice (legge 21 giugno 2022, n. 78, art. 1, comma 2, lettera t) chiede di individuare i casi in cui si può usare il solo criterio del prezzo, non di eliminarlo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre politiche di incentivo per le aziende per favorire la produzione locale, non intensiva, più attenta alla tutela degli animali e dell'ambiente

La legge 9 marzo 2022, n. 23 (di iniziativa parlamentare, in vigore dal 7 aprile 2022) ha istituito il Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, alimentato da una quota del contributo annuale sulla vendita di prodotti fitosanitari e fertilizzanti di sintesi, e altri strumenti di sostegno alla filiera biologica. La legge 17 maggio 2022, n. 61 (in vigore dal 26 giugno 2022) promuove i prodotti a chilometro zero e da filiera corta con un logo e con un criterio di valutazione nelle gare per la ristorazione collettiva, senza nuovi oneri per lo Stato. Il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (art. 224-bis, inserito dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77) ha istituito il Sistema di qualità nazionale per il benessere animale, una certificazione volontaria e non un incentivo. Sono state quindi adottate misure a favore della produzione biologica e locale, ma un incentivo economico diretto esiste solo per il biologico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026