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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

103 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la necessità di maggiori forme di controllo finanziario compreso l’obbligo di rendicontazione di contributi elettorali da parte dei gestori ambientali (AC 4786)

Non risultano atti che impongano ai gestori dei servizi ambientali l'obbligo di rendicontare i contributi elettorali. La legge 9 gennaio 2019, n. 3 (legge «spazzacorrotti»), all'articolo 1, comma 11, ha introdotto regole generali di pubblicità per i contributi superiori a 500 euro l'anno a partiti e movimenti politici, valide per qualsiasi erogatore. Non è un obbligo specifico per il settore dei rifiuti e la proposta citata dal programma (AC 4786) era decaduta con la XVII legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La nostra proposta prevede la modifica dell'art. 238 del codice ambientale nella direzione di una vera tariffazione commisurata al peso e alla tipologia dei rifiuti

Non risultano atti del governo che modifichino l'articolo 238 del codice dell'ambiente per introdurre una tariffa commisurata al peso e al tipo di rifiuti. Il testo vigente a ottobre 2022 resta basato su quantità e qualità medie ordinarie per unità di superficie. L'unica modifica rilevante è il comma 10, introdotto dal decreto legislativo 116/2020, che esclude dalla parte variabile della tariffa le utenze non domestiche che avviano i rifiuti al recupero fuori dal servizio pubblico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riteniamo necessario intervenire in questo settore introducendo degli standard più precisi e stringenti per una maggior tutela dell'ambiente e della salute.

L'articolo 41 del decreto-legge 109/2018, convertito dalla legge 16 novembre 2018, n. 130 (Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2018), ha fissato limiti più precisi per i fanghi di depurazione usati in agricoltura. Tra questi, 1.000 mg/kg per gli idrocarburi C10-C40 e soglie per IPA, PCB, diossine, toluene, selenio, berillio, arsenico e cromo. La norma vale però «nelle more di una revisione organica» della materia. Non risulta adottata una revisione generale né uno standard di misurazione e tracciabilità dei fanghi nel periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Tale pratica andrà regolamentata, sulla base fra l’altro della necessità di escludere fanghi industriali

L'articolo 37-bis del decreto-legge 77/2021, aggiunto dalla legge di conversione 29 luglio 2021, n. 108, ha vietato l'uso dei fanghi di depurazione come materia di partenza per il «gesso di defecazione» e il «carbonato di calcio di defecazione» elencati nel decreto legislativo 75/2010. La norma va oltre i soli fanghi industriali indicati nel programma. Resta però la voce separata «gesso di defecazione da fanghi», che il D.Lgs. 75/2010 continuava ad ammettere nel 2022, per cui la pratica non è stata del tutto regolamentata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

libretto dell’amianto”, che obbliga alla mappatura di tutte le eventuali strutture in amianto in caso di vendita di edifici

Non risulta adottato alcun «libretto dell'amianto» che obblighi a mappare le strutture in amianto in caso di vendita di edifici. Il tema è stato ripreso in proposte parlamentari della XVIII legislatura, tra cui l'atto Camera 50 dei deputati M5S presentato il 23 marzo 2018, la cui scheda riporta solo l'assegnazione, senza ulteriori passaggi. Nella legislatura non risultano leggi o decreti che istituiscano questo strumento.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Intendiamo poi procedere all’ottimizzazione della filiera di smaltimento nazionale, con l’individuazione di idonei siti di discarica

Non risultano atti dei governi del periodo che individuino siti di discarica idonei per i rifiuti contenenti amianto. Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 121 ha aggiornato i criteri tecnici per conferire questi rifiuti in discarica, anche in celle dedicate, senza indicare siti. Il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, approvato con decreto ministeriale 24 giugno 2022, n. 257, conta 19 discariche operative per i rifiuti di amianto e indica la necessità di potenziare gli impianti, ma rinvia alle regioni la stima del fabbisogno di smaltimento e degli impianti necessari.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessaria una rapida bonifica del MCA, partendo dalle scuole (sono oltre 2.400 quelle contaminate da amianto secondo l’ONA) e dagli altri edifici pubblici.

Con decreto del 6 dicembre 2019, n. 467, il Ministero dell'ambiente ha adottato un piano da 385 milioni di euro per rimuovere l'amianto dagli edifici pubblici, con priorità a scuole e ospedali (comunicato del 14 gennaio 2020). Le risorse provengono dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, già assegnate con la delibera CIPE n. 11 del 2018, prima dell'insediamento del governo Conte I; sono ripartite tra regioni e province autonome, che scelgono gli interventi da completare entro il 31 dicembre 2025. Le fonti ministeriali non riportano il numero di scuole bonificate entro la fine della legislatura: il piano è stato avviato, ma la bonifica «rapida» non è dimostrata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si istituisce, inoltre, il Registro economico dell’amianto (REA), presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

Non risulta istituito il Registro economico dell'amianto presso il Ministero dell'ambiente. La proposta è stata ripresentata nella XVIII legislatura come atto Camera 50 dei deputati M5S (23 marzo 2018), la cui scheda riporta solo l'assegnazione del 26 giugno 2018, senza altri passaggi. La pagina del Ministero sull'amianto non cita nel periodo alcun registro di questo tipo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

È necessario smettere di produrre PFAS, esistono alternative produttive.

Non risultano atti dei governi del periodo che vietino la produzione di PFAS in Italia. Nel periodo la principale norma nazionale su queste sostanze era il decreto legislativo 13 ottobre 2015, n. 172, che fissa standard di qualità per alcuni PFAS nelle acque e non riguarda la produzione. I limiti per le acque destinate al consumo umano sono arrivati con il decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, dopo la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le ceneri pesanti devono essere tracciate e verificate le condizioni di recupero più adeguate.

Non risultano atti dei governi del periodo che introducano una tracciabilità specifica delle ceneri pesanti degli inceneritori o criteri nazionali sulle condizioni del loro recupero. Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116 (in vigore dal 26 settembre 2020) ha riscritto le norme generali su tracciabilità, registri e formulari dei rifiuti, che valgono anche per queste ceneri, senza disposizioni dedicate. Anche il registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, istituito dal decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, è uno strumento generale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Occorre stabilire norme più stringenti e più rispettose dell'ambiente.

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che rendano più restrittiva la disciplina delle terre e rocce da scavo. Il decreto citato dal programma (d.m. 161/2012) era già stato sostituito dal d.P.R. 13 giugno 2017, n. 120, rimasto invariato per tutto il periodo: le uniche modifiche al suo testo sono del decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, e il decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13 (art. 48) ne ha previsto l'abrogazione solo dall'entrata in vigore di un nuovo regolamento. Gli interventi del periodo vanno nel senso della semplificazione: il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120), all'art. 52 ha inserito nel d.lgs. 152/2006 l'art. 242-ter, che consente opere nei siti oggetto di bonifica e rinvia al d.P.R. 120/2017 per la gestione dei terreni scavati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Un processo di revisione della normativa e di innalzamento dei canoni appare necessario e urgente

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che innalzino i canoni di concessione delle acque minerali o ne rivedano la disciplina. Come ricorda lo stesso programma, a incassare i canoni sono le Regioni, che li fissano con proprie leggi. Disposizioni sui canoni non compaiono nelle leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022, nel testo originario, né nei principali decreti-legge del periodo, e nessun disegno di legge presentato dal governo nella legislatura riguarda la materia. Il decreto-legge 77/2021 cita le acque minerali solo in una precisazione sulla valutazione di impatto ambientale, aggiunta in sede di conversione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

che il servizio idrico sia inteso quale insieme delle attività di captazione [...] come servizio pubblico locale di interesse generale, privo di rilevanza economica.

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che qualifichino il servizio idrico come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) è stata esaminata dalla commissione Ambiente della Camera fino al 6 marzo 2019, senza che l'esame si concludesse. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), art. 8, ha invece delegato il governo al riordino dei servizi pubblici locali «di rilevanza economica», prevedendo la revisione delle discipline settoriali, in particolare per i rifiuti e per la gestione del servizio idrico. Il decreto legislativo attuativo (d.lgs. 23 dicembre 2022, n. 201) è stato adottato dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

che la gestione del servizio idrico integrato venga nuovamente affidato ad Enti di diritto pubblico, cioè aziende speciali di diritto pubblico e consorzi tra comuni

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che riaffidino la gestione del servizio idrico integrato a enti di diritto pubblico (aziende speciali e consorzi tra comuni), né disegni di legge del governo su questo tema. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) non ha concluso l'esame nella commissione Ambiente della Camera. Il decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 14) ha imposto agli enti di governo dell'ambito di completare entro 90 giorni gli affidamenti nelle forme già previste dall'art. 149-bis del d.lgs. 152/2006, con poteri sostitutivi delle Regioni e del governo. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, chiedendo tra l'altro una motivazione qualificata per scegliere o confermare l'autoproduzione del servizio negli affidamenti sopra le soglie europee.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il governo e la tutela del ciclo naturale dell’acqua, dovrà essere affidato in esclusiva al Ministero dell'Ambiente

Non risultano atti che affidino in esclusiva al Ministero dell'ambiente il governo e la tutela del ciclo naturale dell'acqua, né che tolgano le competenze di regolazione all'autorità di settore. La regolazione del servizio idrico è rimasta all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA, già AEEGSI, ridenominata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, comma 528). La legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 153) le ha anzi affidato la raccolta dei dati sulle dispersioni idriche e sugli interventi per ridurle. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8, comma 2, lettera c) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali «ferme restando le competenze delle autorità indipendenti in materia di regolazione economico-tariffaria e della qualità».

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le funzioni di controllo dovranno essere affidate ad una autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche presso il Ministero dell'Ambiente.

Non risultano atti che istituiscano un'autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche presso il Ministero dell'ambiente, né disegni di legge del governo con questo contenuto. Le funzioni di regolazione e controllo del servizio idrico sono rimaste all'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), a cui la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 153) ha affidato anche la raccolta dei dati sulle dispersioni idriche e sugli interventi per ridurle. La legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) ha delegato il riordino dei servizi pubblici locali lasciando ferme le competenze delle autorità indipendenti in materia di regolazione economico-tariffaria e della qualità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Si deve urgentemente avviare una fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendo la decadenza degli affidamenti in essere

Non risultano atti dei governi Conte I, Conte II e Draghi che avviino la ripubblicizzazione del servizio idrico o stabiliscano la decadenza degli affidamenti in essere, né disegni di legge del governo su questo tema. La proposta di legge sull'acqua pubblica presentata dal M5S (A.C. 52, Daga, 23 marzo 2018) non ha concluso l'esame nella commissione Ambiente della Camera. La delega sui servizi pubblici locali di rilevanza economica della legge 5 agosto 2022, n. 118 (art. 8) prevede la revisione delle discipline settoriali sulla gestione del servizio idrico, ma non la decadenza degli affidamenti: tra i criteri c'è anzi un'adeguata tutela del gestore uscente in caso di subentro. Il decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (art. 14) ha sollecitato il completamento degli affidamenti nelle forme già previste dalla legge.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

chiarendo che gli atti pianificatori non determinano in alcun modo la nascita di un diritto edificatorio ma solo una previsione della gestione del territorio.

Il programma voleva chiarire per legge che gli atti di pianificazione non fanno nascere alcun diritto edificatorio. Non risultano atti del governo o leggi del periodo 2018-2022 con questo contenuto, né disegni di legge del governo sul consumo di suolo o sulla pianificazione urbanistica. Le proposte parlamentari sul consumo di suolo, comprese quelle presentate da parlamentari del M5S (Senato n. 164, Camera n. 63), non sono state approvate: al Senato l'esame in commissione non si è concluso entro la fine della legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

si prevede la possibilità di richiedere la non edificabilità dei terreni in proprio possesso a chi ne facesse richiesta

Il programma prevedeva la possibilità per i proprietari di chiedere la non edificabilità dei propri terreni. Non risultano atti del governo o leggi del periodo 2018-2022 che introducano questa facoltà a livello nazionale, né disegni di legge del governo sul consumo di suolo o sull'urbanistica. Le proposte parlamentari sul consumo di suolo, comprese quelle di parlamentari del M5S (Senato n. 164, Camera n. 63), non sono state approvate entro la fine della legislatura.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Nello specifico si propone l’inserimento nella L. 10/2013 all’Articolo 6-bis dell'introduzione "dell’unità di misura arboricola”.

Il programma proponeva di inserire nella legge 10/2013 un articolo 6-bis con l'«unità di misura arboricola». Il testo della legge 10/2013 vigente al 21 ottobre 2022 non contiene un articolo 6-bis né l'unità di misura arboricola. La proposta di legge che lo prevedeva, presentata alla Camera da deputati del M5S (n. 78), è stata assegnata alla commissione nel giugno 2018 ma non è mai stata esaminata.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

I progetti di nuova edificazione e gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente dovranno prevedere contatori di consumo e dispositivi

Il programma prevedeva l'obbligo, per le nuove costruzioni e il recupero edilizio, di contatori di consumo e dispositivi di riduzione del consumo d'acqua. Non risultano atti del periodo 2018-2022 che introducano questo obbligo generale. Il governo aveva proposto nel disegno di legge di bilancio 2021 contatori singoli dell'acqua per ogni unità abitativa, ma la norma è stata stralciata nel novembre 2020 e non è mai stata esaminata. La legge di bilancio 2021 (legge 178/2020, art. 1, commi 61-65) ha istituito un bonus idrico di 1.000 euro per sostituire sanitari e rubinetteria, un incentivo facoltativo con 20 milioni di euro per il 2021. I criteri ambientali minimi per l'edilizia del 23 giugno 2022, che chiedono dispositivi di risparmio idrico, valgono solo per gli appalti pubblici e riprendono criteri già in vigore dal 2017.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

nelle singole unità abitative con superficie calpestabile superiore a 100 metri quadrati bisognerà realizzare la circolazione forzata dell’acqua calda potabile

Il programma prevedeva l'obbligo della circolazione forzata dell'acqua calda potabile nelle unità abitative oltre i 100 metri quadrati (e nei condomini con più di tre unità). Non risultano atti del governo o leggi del periodo 2018-2022 che introducano questo obbligo, né disegni di legge del governo sul tema. L'unica misura sull'acqua negli edifici della legge di bilancio 2021 è un bonus per sostituire sanitari e rubinetteria, che non riguarda gli impianti dell'acqua calda.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

tutti questi interventi ed altri considerati utili al fine del recupero delle acque meteoriche potranno godere delle detrazioni fiscali del 65% previste dall’attuale disciplina dell’ecobonus.

Il programma estendeva la detrazione del 65% dell'ecobonus agli interventi per il recupero delle acque meteoriche e per il risparmio idrico. Non risultano atti del periodo 2018-2022 che prevedano un'agevolazione fiscale per la raccolta e il riuso delle acque piovane; le proposte di legge su questo incentivo, comprese quelle di parlamentari del M5S (Camera n. 51, Senato n. 620), non sono mai state esaminate. Per il risparmio idrico la legge 178/2020 (art. 1, commi 61-65) ha previsto un bonus di 1.000 euro per sanitari e rubinetteria, per spese del 2021 e con 20 milioni di euro: è un contributo diverso dalla detrazione del 65% e non riguarda le acque piovane.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

a livello Regionale risulta determinante istituire una Cabina di Regia sul dissesto Idrogeologico

Non risultano atti del governo né leggi della legislatura che abbiano istituito cabine di regia regionali sul dissesto idrogeologico a supporto dei commissari straordinari, come prevedeva la proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle nella legislatura precedente (A.C. 3342 del 2015). Il disegno di legge del governo «CantierAmbiente» (A.S. 1422, presentato il 19 luglio 2019) puntava su commissari, nuclei operativi di supporto e una segreteria tecnica presso il Ministero dell'ambiente, senza cabine di regia regionali, e si è fermato in commissione al Senato. La cabina di regia «Strategia Italia» istituita con decreto del Presidente del Consiglio del 15 febbraio 2019 è un organo nazionale presso la Presidenza del Consiglio, non regionale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026