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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

43 schede

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il CONI debba tornare ad occuparsi del suo fondamentale compito di formazione olimpica dei nostri migliori atleti

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 629-633) ha ridisegnato i ruoli: Sport e salute Spa, società controllata dal Governo, che ne nomina il presidente, riceve almeno 368 milioni all'anno e riparte i fondi alle federazioni, mentre al CONI vanno 40 milioni all'anno per il funzionamento e gli oneri della preparazione olimpica. Il d.lgs. 242/1999 continua però a attribuire al CONI anche la promozione della pratica sportiva, e la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021, art. 1, comma 917) ha dato al CONI maggiore autonomia organizzativa, con il passaggio di personale di Sport e salute. Il ritorno del CONI alla sola formazione olimpica è dunque solo parziale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

stabilire la decadenza dei membri che non rispettino i nuovi criteri;

Non risultano atti del governo o leggi del periodo che stabiliscano la decadenza dei componenti degli organi delle federazioni sportive privi di nuovi requisiti. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a riordinare i limiti ai mandati e a fissare un sistema di incompatibilità per gli organi del CONI e degli enti sportivi, ma non prevedeva la decadenza. I cinque decreti legislativi del 28 febbraio 2021 hanno attuato solo gli articoli da 5 a 9 della legge. La delega dell'articolo 1 non risulta esercitata. La legge 11 gennaio 2018, n. 8 sul limite dei mandati è precedente al periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre criteri di candidabilità stringenti, che garantiscano la presenza di soggetti non condannati, che non presentino conflitti di interessi e doppi incarichi

Non risultano leggi o atti del governo del periodo che fissino criteri di candidabilità per le cariche federali, cioè l'assenza di condanne, di conflitti di interessi e di doppi incarichi. La legge 8 agosto 2019, n. 86 (articolo 1, comma 1, lettera m) delegava il governo a stabilire un sistema di incompatibilità tra gli organi del CONI e degli enti sportivi. Quella delega non risulta esercitata: i decreti legislativi del 28 febbraio 2021 attuano altri articoli della legge. Il limite di tre mandati per i presidenti federali è della legge 8/2018, anteriore al periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle ritiene necessaria una nuova strategia e un’unica cabina di regia

Il decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 (governo Draghi, convertito dalla legge 22 aprile 2021, n. 55) ha riordinato la governance del digitale. L'articolo 8 attribuisce alla Presidenza del Consiglio la promozione, l'indirizzo e il coordinamento dell'azione del governo su innovazione tecnologica, agenda digitale, strategia per la banda ultralarga e digitalizzazione. Ha istituito il Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD) per coordinare e monitorare l'attuazione. Il decreto ha dato così al governo una sede unica di coordinamento sulla materia, come chiedeva il programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

modificando la procedura di nomina del consiglio di amministrazione [...] e prevedendo un modello con avviso pubblico, sorteggio e parere parlamentare

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che cambino la nomina del consiglio di amministrazione RAI: restano le regole introdotte dalla legge 220/2015, riprese dall'art. 63 del decreto legislativo 208/2021 (in vigore dal 25 dicembre 2021), che prevedono un consiglio di sette membri, di cui due eletti dalla Camera, due dal Senato, due designati dal Consiglio dei ministri e uno dai dipendenti. Il disegno di legge S. 1415, presentato il 15 luglio 2019 dai senatori del M5S (primo firmatario Di Nicola), prevedeva invece un consiglio di cinque membri scelti dall'AGCOM tramite avviso pubblico e sorteggio, con il parere delle Commissioni parlamentari. Assegnato all'8ª Commissione del Senato in sede redigente il 19 dicembre 2019, dal maggio 2021 è stato esaminato insieme ad altri disegni di legge sulla riforma della RAI e non è stato approvato: la scheda del Senato lo indica ancora in corso di esame in commissione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Bisogna dedicare quindi al Turismo un Ministero ad hoc

Il Ministero del turismo è stato istituito dal decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22 (articolo 6), che ha inserito nel decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 il nuovo Capo XII-bis (articoli 54-bis e seguenti). Al nuovo ministero sono state trasferite le funzioni statali in materia di turismo, prima esercitate dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, ridenominato Ministero della cultura. Il decreto è stato convertito con la legge 22 aprile 2021, n. 55, durante il governo Draghi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

istituendo allo stesso tempo anche un’eccellente cabina di regia che coinvolga tutte le Istituzioni locali e regionali

Il Comitato permanente di promozione del turismo in Italia è l'organo di raccordo tra il governo, le Regioni e gli enti locali previsto dall'articolo 58 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, che ne rinviava l'istituzione a un decreto d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Il decreto è arrivato nel periodo: il decreto del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo n. 73 del 5 febbraio 2020 (intesa della Conferenza Stato-Regioni del 29 gennaio 2020) ha istituito il Comitato, e il decreto del 6 ottobre 2020 (n. 442) ne ha nominato i componenti, tra cui rappresentanti delle Regioni, dell'ANCI, dei Comuni e delle Province. Dopo la nascita del Ministero del turismo, il decreto del ministro del turismo del 23 giugno 2021 (intesa del 17 giugno 2021) lo ha sostituito: tra i suoi compiti c'è il raccordo tra Regioni, Province, Comuni e istituzioni di governo, e ne fanno parte i presidenti dell'ANCI e dell'UPI e otto rappresentanti delle Regioni (designati il 9 settembre 2021). Secondo il Ministero, il Comitato si è riunito per la prima volta il 20 luglio 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le disposizioni generali e comuni sul turismo tornano di competenza statale [...] occorre superare il modello di competenze sul turismo delineato dal Titolo V della Costituzione

Non risultano atti del governo né leggi costituzionali del periodo che riportino allo Stato le disposizioni generali sul turismo o ne facciano una materia concorrente. Le leggi costituzionali approvate tra il 2018 e il febbraio 2022 riguardano altri articoli (56, 57 e 59 sul numero dei parlamentari; 58 sull'elettorato del Senato; 9 e 41 sull'ambiente) e non l'articolo 117. L'unico disegno di legge del governo sul turismo nella legislatura è la delega per il riordino del codice del turismo (atto Camera 1698, presentato il 22 marzo 2019 e approvato dalla Camera il 10 luglio 2019): opera «nei limiti delle competenze statali» e non cambia il riparto di competenze; al Senato (atto 1413) non è stato approvato. Il Ministero del turismo, istituito nel 2021, esercita le funzioni statali già esistenti, fatte salve quelle di Regioni ed enti locali, senza modificare il riparto di competenze.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

adottare nuove Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

Nel periodo valutato l'Agenzia per l'Italia digitale non ha adottato nuove Linee guida sulla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico: l'ultima edizione delle Linee guida nazionali risaliva al 2017. Il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 200, che ha recepito la direttiva europea sugli open data, ha introdotto nel decreto legislativo 36/2006 l'art. 12, che affida all'AgID l'adozione entro 180 giorni di Linee guida con le regole tecniche. L'AgID ha svolto una consultazione pubblica dal 16 giugno al 17 luglio 2022, ma le nuove Linee guida sono state adottate con la determinazione n. 183/2023, pubblicata nell'agosto 2023, dopo la fine del periodo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

anche prevedendo l'esercizio di poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni inadempienti

Il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (art. 41, convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108) ha inserito nel Codice dell'amministrazione digitale l'art. 18-bis sulle violazioni degli obblighi di transizione digitale. L'AgID vigila e sanziona le amministrazioni inadempienti, con sanzioni da 10.000 a 100.000 euro. In caso di inottemperanza il Presidente del Consiglio o il ministro delegato esercita poteri sostitutivi e può nominare un commissario ad acta; per le amministrazioni locali si applica il potere sostitutivo previsto dagli artt. 117 e 120 della Costituzione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

andranno previsti alcuni benefici per chi svolge esclusivamente o prevalentemente l’attività editoriale senza collegamenti diretti o indiretti con società operanti in settori estranei

Non risultano atti del governo che attribuiscano benefici specifici agli editori «puri», cioè senza legami con società di settori estranei. Le misure sull'editoria del periodo non distinguono in base a questo requisito: ad esempio la legge 178/2020 (art. 1, commi 608-609) ha esteso per il 2021 e il 2022 il credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari e quello per le edicole, e nessuna di queste misure prevede il requisito di editore «puro». Nell'elenco dei disegni di legge del governo presentati alla Camera nella XVIII legislatura non compare alcuna proposta in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre l’obbligo, in capo a tutte le testate registrate – cartacee, online e televisive –, di indicare l'assetto proprietario completo

Non risultano atti del governo che introducano l'obbligo, per tutte le testate registrate, di indicare l'assetto proprietario completo. Il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, in vigore dal 25 dicembre 2021) richiama come principio la «massima trasparenza degli assetti societari» (art. 5, comma 1), ma non prevede un nuovo obbligo di pubblicazione dell'assetto proprietario sulle testate, cartacee, online o televisive. Nell'elenco dei disegni di legge del governo alla Camera non c'è alcuna proposta sul tema.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Il Movimento 5 Stelle vuole riformare tale disciplina, nel pieno rispetto dei diritti dei giornalisti

La disciplina dell'Ordine dei giornalisti non è stata riformata. La legge 3 febbraio 1963, n. 69, che istituisce l'Ordine e gli affida albo e disciplina degli iscritti, non ha avuto modifiche dopo il maggio 2017: per tutto il periodo 2018-2022 è rimasta in vigore nel testo precedente. Non risultano disegni di legge del governo per affidare l'accesso alla professione e il rispetto del codice deontologico a un soggetto terzo, come chiedeva il programma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

così come quello dell’obbligo di rettifica da estendere anche al web e alle televisioni

L'obbligo di rettifica per telegiornali e giornali radio esisteva già (art. 32-quinquies del decreto legislativo 177/2005) e quello per i giornali a stampa risale alla legge 47/1948, art. 8, rimasto invariato dal 1981. Nel periodo non risulta una norma che lo estenda alle testate online: il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 208/2021, art. 35, in vigore dal 25 dicembre 2021) riprende la rettifica per le trasmissioni e la riferisce ai fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, senza più la precisazione «lineari» del testo precedente. Non c'è invece alcun obbligo specifico per il web giornalistico.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

revisione delle soglie del paniere del mercato delle comunicazioni, il cd. SIC della legge Gasparri

Le soglie del sistema integrato delle comunicazioni (SIC) sono state riviste, ma non nel modo indicato dal programma. Dopo la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 3 settembre 2020 (causa C-719/18), il decreto-legge 125/2020 (art. 4-bis, aggiunto dalla legge di conversione 27 novembre 2020, n. 159) ha affidato in via transitoria all'AGCOM una verifica caso per caso per chi opera insieme nelle comunicazioni elettroniche e in altri mercati del SIC. Il testo unico dei servizi di media audiovisivi (decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, art. 51, in vigore dal 25 dicembre 2021) ha poi trasformato i limiti di ricavo, compreso quello del 20% del SIC, da divieti in soglie che obbligano a notificare all'Autorità, chiamata a valutare anche la convergenza dei mercati e il controllo dei dati. Il paniere dei ricavi è rimasto in sostanza quello precedente e non risulta lo studio con tutti i soggetti interessati che il programma indicava come primo passo.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

la revisione della soglia di concentrazione della stampa, che oggi è del 20% della tiratura nazionale e del 50% della tiratura interregionale

Le soglie di concentrazione della stampa quotidiana non sono state riviste. L'articolo 3 della legge 67/1987, nel testo vigente al 22 ottobre 2022, considera ancora dominante chi supera il 20% della tiratura nazionale dei quotidiani o il 50% di quella di un'area interregionale. Il testo è in vigore dal 2004 senza modifiche successive. Non risultano né studi promossi dal governo né disegni di legge governativi sul tema.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

mediante l'abrogazione del quarto comma dell'articolo 5 della citata legge 1261/65

L'articolo 5, ultimo comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 stabilisce che l'indennità mensile e la diaria dei parlamentari non possono essere sequestrate o pignorate. Nel periodo 1 giugno 2018 - 22 ottobre 2022 quel comma è rimasto in vigore nel testo originario: Normattiva indica l'ultimo aggiornamento dell'atto al 1967. Non risultano atti del governo né leggi approvate dal Parlamento che lo abroghino.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

potenziamento dell’Autorità Nazionale Anti-corruzione e del piano di prevenzione anticorruzione

La legge 23 dicembre 2021, n. 238 (legge europea 2019-2020; GU n. 12 del 17 gennaio 2022, in vigore dal 1 febbraio 2022), art. 45, ha autorizzato l'ANAC ad assumere a tempo indeterminato fino a 28 persone (25 funzionari e 3 impiegati), con modifica della dotazione organica. Il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, art. 6, ha inserito gli obiettivi anticorruzione delle amministrazioni nel nuovo Piano integrato di attività e organizzazione, secondo gli indirizzi del Piano nazionale anticorruzione dell'ANAC. In senso opposto, il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32 (convertito dalla legge 14 giugno 2019, n. 55), art. 1, ha previsto che molte linee guida dell'ANAC sui contratti pubblici fossero sostituite da un regolamento del governo e ha sospeso fino al 31 dicembre 2020 l'obbligo di scegliere i commissari di gara dall'albo dell'ANAC. Le leggi di bilancio dal 2019 al 2022 non contengono misure per l'ANAC.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

introdurre un regime di incompatibilità tra incarico politico-istituzionale e carica di amministratore e/o dirigente di società cooperativa o consorzio di cooperative

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo che introducano un regime di incompatibilità tra incarico politico-istituzionale e carica di amministratore o dirigente di cooperative o consorzi. La legge di bilancio per il 2018 (legge 205/2017, art. 1, comma 936), precedente al mandato, aveva rafforzato la vigilanza sulle cooperative e imposto un organo di amministrazione collegiale di almeno tre persone, ma non prevede incompatibilità con cariche politiche, e nel periodo valutato non risultano norme che le abbiano aggiunte.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026