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Tutte le promesse elettorali

Il programma · M5S

Movimento 5 Stelle, 2018

Principali partiti: Movimento 5 Stelle

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Conte II, Governo Draghi

Il programma era pubblicato in 24 file, uno per capitolo; l'impronta digitale si riferisce all'elenco delle impronte dei singoli file.

  • 65 mantenute
  • 153 in parte
  • 445 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 810 promesse troppo generiche per essere verificate

105 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

55 schede

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Prevediamo che almeno il 30% degli emolumenti dei vertici bancari, e il 3% dell’utile [...] di ogni banca, venga versato in questo fondo

Non risultano atti del governo che abbiano istituito un fondo alimentato con almeno il 30% degli emolumenti dei vertici bancari e il 3% dell'utile delle banche. La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 493-507) ha istituito un Fondo indennizzo risparmiatori, ma con una dotazione nel bilancio dello Stato di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, non con contributi dei vertici e degli utili delle banche. Il fondo riguarda solo i risparmiatori di banche poste in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Per questo non è l'attuazione della misura proposta.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Un’altra nostra proposta prevede che il questionario venga obbligatoriamente redatto presso la Consob e non più dalle stesse società interessate alla vendita.

Non risultano atti del governo che abbiano affidato alla Consob la redazione del questionario di profilatura dei clienti al posto degli intermediari. Il Regolamento intermediari della Consob, adottato nel febbraio 2018 e aggiornato fino al luglio 2022, continua a stabilire che sono gli intermediari a raccogliere dal cliente le informazioni sulla sua conoscenza ed esperienza, sulla situazione finanziaria e sugli obiettivi di investimento, secondo le regole europee (regolamento UE 2017/565). Non risultano disegni di legge del governo sul tema nella legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

risarcire interamente delle loro perdite gli obbligazionisti subordinati retail [...] Il costo è di circa 400 milioni di euro

La legge di bilancio 2019 (legge 145/2018, art. 1, commi 493-507, in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2018) ha istituito un Fondo indennizzo risparmiatori con 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021. Agli obbligazionisti subordinati spetta un indennizzo del 95% del costo di acquisto, entro 100.000 euro per risparmiatore e al netto di altri rimborsi ottenuti; agli azionisti il 30%. Il fondo copre i clienti di banche poste in liquidazione coatta dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Il decreto-legge 34/2019 (30 aprile 2019) ha previsto un indennizzo forfettario, con verifica dei soli requisiti, per chi ha un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro o un reddito sotto 35.000 euro; gli altri passano dall'esame di una commissione tecnica. L'indennizzo è quindi ampio ma non è il risarcimento integrale promesso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Riportando le quote in mano al Mef e, quindi, eliminando le pretese da parte dei soci privati, indirizzeremo queste somme all’interno del fondo garanzia PMI

Non risultano atti del governo che abbiano riportato le quote della Banca d'Italia al Ministero dell'economia o destinato i relativi utili al fondo di garanzia per le PMI. Una proposta di legge parlamentare per attribuire a soggetti pubblici la proprietà della Banca d'Italia (Camera n. 313, prima firmataria Giorgia Meloni) ha concluso l'esame in commissione Finanze il 9 luglio 2019 ed è arrivata in Aula il 23 luglio 2019, ma non è mai stata votata. Le quote possono ancora appartenere solo a banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, enti previdenziali e fondi pensione. La legge 5/2014 aveva fissato al 3% il limite di possesso per partecipante; la legge di bilancio 2022 (legge 234/2021) lo ha portato al 5% dal 1° gennaio 2022, cioè nella direzione opposta alla promessa. Lo Stato continua a ricevere solo la parte residua dell'utile.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Abbiamo intenzione di creare una commissione speciale permanente. [...] eleggerà 12 dei 13 membri del Consiglio superiore di Banca d’Italia

Non risultano atti che abbiano creato una commissione parlamentare permanente di vigilanza con il potere di eleggere 12 dei 13 membri del Consiglio superiore della Banca d'Italia. La legge 26 marzo 2019, n. 28 (Gazzetta Ufficiale n. 77 del 1° aprile 2019) ha istituito una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ma per la sola durata della XVIII legislatura e con compiti di inchiesta e di analisi. La legge non le attribuisce la nomina dei membri del Consiglio superiore. La nomina dei vertici della Banca d'Italia segue ancora le regole dello Statuto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

I manager di un Istituto bancario non potranno più sottoscrivere strumenti, prestiti o fidi personali che provengano dalle banche che loro stessi amministrano.

Non risultano atti del governo che abbiano vietato ai manager delle banche di contrarre prestiti o fidi con la banca che amministrano. L'articolo 136 del testo unico bancario consente ancora agli esponenti di assumere obbligazioni con la propria banca, a condizione di una delibera unanime dell'organo di amministrazione, senza il voto dell'interessato, e del voto favorevole di tutti i componenti dell'organo di controllo. Il testo in vigore non è stato modificato dal 2015.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

faremo in modo che vertici e personale di Bankitalia non debbano più fare operazioni con “parti correlate”

Non risultano atti del governo che abbiano vietato ai vertici e al personale della Banca d'Italia di compiere operazioni con parti correlate. Le regole in materia restano quelle interne adottate dalla Banca stessa prima del periodo valutato: il codice etico del personale del 2010 e il codice di comportamento per i membri del Direttorio del 2016, che tratta tra l'altro conflitti di interesse e investimenti finanziari. Un disegno di legge parlamentare di Fratelli d'Italia sui conflitti di interesse alla Banca d'Italia (Senato n. 1411, luglio 2019) è rimasto assegnato alla commissione senza che l'esame iniziasse.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

proponiamo la creazione di una vera banca dati dei rating dei prenditori, ossia un’unica centrale rischi pubblica

Non risultano atti del governo che abbiano creato una centrale rischi pubblica unica con una banca dati dei rating dei prenditori. La Centrale dei rischi della Banca d'Italia continua a funzionare come archivio dei debiti segnalati da banche e intermediari sopra una soglia, senza un punteggio dei prenditori; la Banca d'Italia precisa che essere segnalati non vuol dire essere cattivi pagatori. Accanto a essa operano sistemi privati di informazioni creditizie, che la Banca d'Italia non regola: la centrale unica pubblica promessa non esiste.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è prevista la cancellazione automatica del debitore dalla Centrale dei rischi detenuta dalla Banca d'Italia, all'avvenuto pagamento [...] del debito

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto la cancellazione automatica del debitore dalla Centrale dei rischi al pagamento del debito. Secondo la Banca d'Italia, l'intermediario smette di segnalare il debito dal mese in cui è pagato, ma le segnalazioni precedenti non vengono cancellate: restano negli archivi e gli intermediari possono consultare le ultime 36 date mensili. Questa regola non deriva da un atto del governo del periodo valutato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

I compiti di Vigilanza Bancaria verranno affidati anche alla Guardia di Finanza e alla Magistratura

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano affidato la vigilanza bancaria alla Guardia di Finanza o alla magistratura. Nel testo unico bancario, in vigore a ottobre 2022, la vigilanza resta alla Banca d'Italia, che opera come parte del meccanismo di vigilanza unico europeo (articoli 4, 6 e 7). L'articolo 7 prevede che le informazioni della vigilanza siano coperte da segreto d'ufficio e che l'autorità giudiziaria possa averle solo se servono a indagini su violazioni penali. La parte dell'articolo 7 che riguarda questo punto è rimasta uguale tra il 2018 e il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

estendendo inoltre i poteri della Guardia di Finanza al controllo su insider trading ora svolto da Consob

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano tolto alla Consob il controllo sull'insider trading per affidarlo alla Guardia di Finanza. Al contrario, il decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 107 (Gazzetta Ufficiale del 14 settembre 2018), con cui il governo ha adeguato le norme italiane al regolamento europeo sugli abusi di mercato, ha riscritto l'articolo 187-octies del testo unico della finanza indicando la Consob come autorità nazionale competente. In quel testo, in vigore dal 29 settembre 2018 e ancora a ottobre 2022, la Guardia di Finanza ha solo un ruolo di supporto: la Consob può avvalersene per eseguire gli accertamenti (comma 12) e le informazioni raccolte vanno comunicate esclusivamente alla Consob (comma 13).

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Desideriamo introdurre l’obbligo di presenza delle associazioni di consumatori all’interno di Banca d'Italia, con funzioni consultive vincolanti su tutela del risparmio.

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano reso obbligatoria la presenza delle associazioni dei consumatori in Banca d'Italia con funzioni consultive vincolanti. Nel 2022 il governo ha proposto e il Presidente della Repubblica ha approvato un nuovo Statuto della Banca d'Italia (decreto del 27 giugno 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 4 agosto 2022). Gli organi centrali restano l'Assemblea dei partecipanti, il Consiglio superiore, il Collegio sindacale, il Direttorio, il Governatore, il Direttore generale e i Vice Direttori generali; il Consiglio superiore è composto dal Governatore e da tredici consiglieri nominati dall'assemblea dei partecipanti. Lo Statuto non prevede alcun ruolo per le associazioni dei consumatori. Nessuno dei disegni di legge sulla Banca d'Italia presentati nella legislatura, tutti di iniziativa parlamentare, è stato approvato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

limitare il segreto d’ufficio sulle ispezioni svolte da Banca d’Italia, rendendo obbligatoria per tutti gli ispettori, la comunicazione all’autorità giudiziaria in caso di reato sospetto

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano esteso la comunicazione obbligatoria all'autorità giudiziaria per gli ispettori della Banca d'Italia. L'articolo 7, comma 2, del testo unico bancario dice che i dipendenti della Banca d'Italia, quando esercitano la vigilanza, hanno l'obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio le irregolarità constatate, anche quando sono reati. Questa regola è identica nel testo in vigore tra il 2016 e il 2021 e in quello in vigore dal 1° febbraio 2022. Il comma 1 consente di opporre il segreto d'ufficio all'autorità giudiziaria, salvo che le informazioni servano a indagini su violazioni penali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introdurremo la separazione bancaria [...] la raccolta dei depositi venga permessa in via esclusiva alle “banche commerciali”.

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano introdotto la separazione tra banche commerciali e banche d'affari. Il 1° febbraio 2019 il vicepremier Di Maio annunciò norme in questo senso, da presentare nei mesi successivi e non incluse nel decreto su Banca Carige, ma il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. Le proposte di legge sulla separazione presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, lascia alle banche la raccolta del risparmio e ogni altra attività finanziaria. Non riserva i depositi alle sole banche commerciali.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Le proposte commerciali di “prodotti finanziari strutturati” non potranno più essere effettuate dalle banche commerciali

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano vietato alle banche commerciali di proporre prodotti finanziari strutturati. Le banche possono svolgere, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria (articolo 10 del testo unico bancario). La vendita di questi prodotti ai clienti al dettaglio resta regolata dalle norme europee su servizi di investimento e informativa (MiFID II, MiFIR, regolamento PRIIPs). Con l'avviso del 3 febbraio 2022 la Consob ha anzi revocato le proprie comunicazioni del 2009 e del 2014 sui prodotti illiquidi e complessi, perché assorbite da quelle norme europee.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

creare una Banca pubblica per gli investimenti dotata di un capitale iniziale di 10 miliardi

Il decreto-legge 16 dicembre 2019, n. 142 (convertito dalla legge 7 febbraio 2020, n. 5) ha assegnato fino a 900 milioni di euro nel 2020 a Invitalia per rafforzare il capitale della Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale. L'obiettivo era promuovere attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, con partecipazioni in altre banche. Non è nata però una nuova banca pubblica per gli investimenti con 10 miliardi di capitale iniziale: è stato rafforzato un istituto già esistente, con risorse inferiori a un decimo di quelle promesse e con un ambito legato al Mezzogiorno. L'esito è lo stesso della scheda corrispondente di «Il conto» sul governo Conte II.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Ogni cittadino italiano avrà a disposizione un conto online totalmente gratuito [...] Ogni rapporto con la pubblica amministrazione sarà saldabile direttamente dal proprio smartphone.

La promessa ha due parti. Un conto online totalmente gratuito per ogni cittadino non è stato introdotto: non risultano atti del governo che lo prevedano. Sulla seconda parte, i pagamenti alla pubblica amministrazione da smartphone, i governi della legislatura hanno invece adottato misure concrete, sulla base della piattaforma pagoPA già prevista dal Codice dell'amministrazione digitale. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 ne ha trasferito la gestione alla Presidenza del Consiglio, con una società pubblica creata allo scopo. Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 ha obbligato le amministrazioni a rendere fruibili i propri servizi in rete anche tramite applicazione su dispositivi mobili, attraverso il punto di accesso telematico nazionale, e ha fissato al 28 febbraio 2021 il termine per l'uso esclusivo di pagoPA da parte dei prestatori di servizi di pagamento e per l'adesione delle amministrazioni. Nel testo in vigore a ottobre 2022 il Codice obbliga le amministrazioni ad accettare tramite pagoPA i pagamenti dovuti a qualsiasi titolo; restano però fuori i versamenti unitari con modello F24.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Pensioni e stipendi potranno essere accreditati direttamente sul nuovo conto di pagamento, mentre i costi per le transazioni saranno pari allo 0,008%

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano creato un nuovo conto di pagamento pubblico su cui accreditare pensioni e stipendi con costi di transazione dello 0,008%. Il Codice dell'amministrazione digitale, nel testo in vigore a ottobre 2022, disciplina i pagamenti verso la pubblica amministrazione tramite la piattaforma pagoPA. Non fissa alcun costo dello 0,008% e non prevede un conto dedicato per l'accredito di pensioni e stipendi.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

sarà il sistema a inviare automaticamente le segnalazioni sospette “SOS”

Non risultano atti del governo né leggi che abbiano reso automatico l'invio delle segnalazioni di operazioni sospette. L'articolo 35 del decreto legislativo 231/2007, nel testo in vigore dal 4 luglio 2017 e ancora a ottobre 2022, affida la segnalazione ai soggetti obbligati, che la inviano alla UIF quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare operazioni di riciclaggio. Sono loro a descrivere le operazioni e i motivi del sospetto. La decisione di segnalare resta quindi a una valutazione umana e non a un sistema che invia in automatico.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Introdurremo il blocco dello short selling naked (intraday e overnight proveniente sia dall’Italia che dall’estero) su tutti i mercati regolamentati

Il regolamento (UE) 236/2012, in vigore dal 1° novembre 2012, vietava già le vendite allo scoperto «nude» su azioni e titoli di Stato. Tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 non risultano atti del governo o leggi che estendano il divieto agli altri strumenti negoziati su tutti i mercati regolamentati. Nel marzo 2020, in base al regolamento europeo, la Consob (autorità indipendente, non il governo) ha vietato per un periodo limitato le vendite allo scoperto su alcune azioni (delibere n. 21301 e 21302) e poi le posizioni nette corte su tutte le azioni del mercato italiano MTA (delibera n. 21303). Quest'ultimo divieto è cessato il 18 maggio 2020 (delibera n. 21367).

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

Divieto RELATIVO per la contrattazione in prodotti “derivati” per la P.A, limitato a pochissimi strumenti di copertura del rischio.

Il divieto di stipulare contratti derivati, salvo poche eccezioni, valeva solo per regioni, province autonome ed enti locali (articolo 62 del decreto-legge 112/2008, nel testo della legge 147/2013, rimasto invariato nel periodo); non si estendeva allo Stato e agli altri enti pubblici. Tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 non risultano atti del governo o leggi che lo abbiano esteso a tutta la pubblica amministrazione. Le leggi di bilancio 2019-2022 non contengono un divieto generale; quella per il 2021 (legge 178/2020, art. 1, comma 787) interviene solo sulle regole contabili di regioni ed enti locali per i derivati estinti.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

La nostra proposta pone l'obiettivo di ridurre i crediti deteriorati, prevedendo una via privilegiata per il debitore in sofferenza per il riscatto del proprio debito.

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che diano al debitore in sofferenza un diritto di riscatto o di prelazione sul proprio credito deteriorato. Il governo ha seguito un'altra strada per ridurre i crediti deteriorati delle banche: con il decreto-legge 22/2019 ha riaperto la garanzia dello Stato sulle cartolarizzazioni delle sofferenze (GACS), che ne favorisce la cessione a terzi. Le leggi di bilancio 2019, 2020, 2021 e 2022 (leggi 145/2018, 160/2019, 178/2020 e 234/2021) non contengono norme sul riscatto da parte del debitore, e le proposte di legge parlamentari sul tema presentate nella legislatura non sono state approvate.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

il creditore sarà tenuto ad accettare tale offerta accedendo al tempo stesso ad un super-regime fiscale di favore

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che obblighino il creditore ad accettare l'offerta di riscatto del debitore pari al valore netto di bilancio. Le leggi di bilancio 2019-2022 non lo prevedono. Il vantaggio fiscale introdotto nel periodo (decreto-legge 18/2020, art. 55: imposte anticipate trasformabili in credito d'imposta) riguardava la cessione a terzi dei crediti verso debitori inadempienti, non l'accettazione di un'offerta del debitore.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Conte II, Draghi · 21 febbraio 2018

è vietata la cessione a terzi del credito transatto con il debitore a valori inferiori al valore netto iscritto a bilancio al 31 dicembre 2016

Non risultano atti del governo né leggi approvate tra il 1° giugno 2018 e il 22 ottobre 2022 che vietino la cessione a terzi del credito transatto a un valore inferiore al valore netto di bilancio al 31 dicembre 2016. Il meccanismo di riscatto da parte del debitore, a cui il divieto era collegato, non è stato introdotto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026