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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

55 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale [...] Le competenze di tale ufficio devono riguardare le persone recluse

Il programma prometteva di istituire il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Il 4 aprile 2007 la Camera ha approvato un testo unificato di proposte di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 626 e abbinate) che istituiva una Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani e la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Trasmesso al Senato il 5 aprile 2007 (S. 1463), il testo non è diventato legge prima della fine anticipata della legislatura. Il Garante nazionale è stato istituito solo con l'art. 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, convertito dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Occorrerà avviare modifiche normative per conseguire due obiettivi [...] nessun bambino in carcere

Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) non risultano disegni di legge del governo né leggi per escludere i bambini dal carcere: gli elenchi dei disegni di legge presentati dal governo non ne contengono. In quel periodo il codice di procedura penale escludeva la custodia cautelare in carcere, salvo esigenze di eccezionale rilevanza, solo per le madri di figli sotto i tre anni. La legge 21 aprile 2011, n. 62, sotto un governo successivo, ha portato il limite a sei anni e previsto case famiglia protette e istituti a custodia attenuata per detenute madri, con applicazione dal 2014.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

noi crediamo opportuno l’affidamento al giudice di un effettivo ruolo di controllo a tutela degli interessi generali

Il governo non ha rafforzato il ruolo di controllo del giudice nella procedura fallimentare. Il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (correttivo della riforma fallimentare, in vigore dal 1° gennaio 2008) ha anzi spostato l'approvazione del programma di liquidazione dal giudice delegato al comitato dei creditori (art. 104-ter della legge fallimentare) e ha affidato al comitato anche l'autorizzazione delle deleghe del curatore (art. 32). Al giudice è rimasto il compito di autorizzare l'esecuzione degli atti conformi al programma approvato, insieme al reclamo contro gli atti di curatore e comitato già previsto dalla riforma del 2006. La gestione della liquidazione è rimasta quindi affidata soprattutto al curatore e ai creditori.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

comminare pene meno severe per le società nelle quali i soci amministratori rispondono in proprio

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano attenuato le pene per le società in cui i soci amministratori rispondono in proprio. Nel mandato fu adottato il decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169 (Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008), che corregge la riforma della legge fallimentare del 2006. I suoi 22 articoli modificano le norme su fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa, ma non toccano le disposizioni penali della legge fallimentare (articoli 216 e seguenti), che fissano le pene per la bancarotta.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

attenuare le pene per l’amministratore che risarcisce o comunque aiuta il curatore a recuperare attivo

Non risultano atti del governo Prodi che attenuino le pene per l'amministratore che risarcisce o aiuta il curatore a recuperare l'attivo. Nel mandato la legge fallimentare è stata modificata dal decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 169, che integra e corregge la riforma del 2006: il decreto interviene sulle procedure (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa) ma non modifica le disposizioni penali sulla bancarotta e sugli altri reati fallimentari (articoli 216 e seguenti della legge fallimentare), che sono rimaste quelle già in vigore.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la bancarotta preferenziale va considerata reato solo quando l’amministratore ha agito per perseguire un interesse proprio

Non risultano atti del governo che limitino il reato di bancarotta preferenziale ai casi in cui l'amministratore ha agito nel proprio interesse. L'articolo 216, terzo comma, della legge fallimentare (regio decreto 267/1942) punisce il fallito che, prima o durante la procedura, esegue pagamenti o simula titoli di prelazione per favorire alcuni creditori a danno degli altri, e l'articolo 223 estende la stessa pena agli amministratori di società fallite. Secondo Normattiva il testo dell'articolo 216 è rimasto quello originario dal 1942 al dicembre 2018: non lo hanno modificato né la riforma della legge fallimentare del 2006 (decreto legislativo 5/2006) né il decreto correttivo adottato dal governo nel 2007 (decreto legislativo 169/2007).

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Tra i nostri obiettivi vi è innanzitutto una riforma del Codice Civile con riguardo alla disciplina degli enti collettivi

Non risultano atti del governo che abbiano riformato la disciplina degli enti collettivi nel Codice civile (associazioni, fondazioni e comitati, titolo II del libro primo). Nella XV legislatura fu istituita una commissione presieduta dal viceministro dell'Economia Roberto Pinza, che elaborò indicazioni per la riforma. La proposta di legge che ne è derivata è stata presentata solo nella legislatura successiva (atto Camera n. 3683) e poi di nuovo nel 2013. Nel mandato del governo Prodi restano quindi solo lavori preparatori.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026