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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
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106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

69 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le società che gestiscono la rete di trasporto siano separate dalle imprese produttrici di energia e mantenute pubbliche

Il programma chiedeva che le società delle reti di trasporto dell'energia fossero separate dai produttori e restassero pubbliche. Per l'elettricità, l'unificazione di proprietà e gestione della rete era stata disciplinata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 maggio 2004, prima del mandato. Per il gas, la legge in vigore all'inizio del mandato vietava alle imprese del settore di detenere più del 20% delle società proprietarie della rete nazionale di trasporto dal 31 dicembre 2008 (art. 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, con la proroga della legge 23 dicembre 2005, n. 266). La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, commi 905 e 906) ha sostituito quel termine con un periodo di 24 mesi dall'entrata in vigore di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, senza fissare una scadenza per il decreto. Il governo Prodi non lo ha adottato: nel 2012 il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (art. 15) ne imponeva ancora l'emanazione entro sei mesi, e la separazione proprietaria di Snam da Eni è stata disposta con il decreto del 25 maggio 2012.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

crediamo che l'Enel debba cedere all'asta capacità di generazione

Il programma sosteneva che l'Enel dovesse cedere all'asta capacità di generazione. Il 20 dicembre 2006 l'Autorità garante della concorrenza ha chiuso un'istruttoria sull'Enel rendendo obbligatori gli impegni dell'azienda. Si è servita dello strumento degli impegni (art. 14-ter della legge 287/1990), introdotto dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 del governo Prodi. Gli impegni prevedevano la vendita di capacità produttiva virtuale con contratti differenziali nella macrozona Sud: 1.000 MW nel 2007 e 700 MW nel 2008, questi ultimi subordinati a una verifica del potere di mercato dell'Enel. Secondo l'Autorità per l'energia, per il 2008 una parte di questa capacità è stata assegnata all'Acquirente Unico con una procedura di assegnazione. La misura però riguarda capacità virtuale e non la cessione di impianti, ed è stata decisa da un'autorità indipendente, non dal governo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

restituire all'Autorità garante per il gas e l'energia elettrica la pienezza dei suoi poteri originari

Il programma chiedeva di restituire all'Autorità per l'energia elettrica e il gas i poteri intaccati da provvedimenti degli anni precedenti. Il governo ha presentato al Senato, il 28 giugno 2006, un disegno di legge (A.S. 691) che ridefiniva i poteri dell'Autorità e abrogava, tra l'altro, il potere sostitutivo del governo previsto dall'art. 1, comma 14, della legge 23 agosto 2004, n. 239; la commissione ha concluso l'esame il 23 maggio 2007 togliendo quell'abrogazione, e il testo non è mai stato votato dall'Aula. Il comma 14 è rimasto in vigore per tutto il mandato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 (art. 1, comma 3) ha affidato all'Autorità compiti nuovi e specifici, come indicare condizioni standard e prezzi di riferimento per le forniture ai clienti domestici, senza un ripristino generale dei poteri.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

vogliamo un sistema di regolazione che preveda, attraverso appropriati soggetti istituzionali, la tutela tariffaria e la sicurezza del servizio per gli utenti domestici

Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, convertito dalla legge 3 agosto 2007, n. 125, art. 1, ha aperto dal 1° luglio 2007 la scelta del fornitore di elettricità ai clienti domestici e ha mantenuto per chi non cambia un regime di tutela: l'Acquirente Unico continua a svolgere l'approvvigionamento e l'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa le condizioni standard del servizio e, in via transitoria, prezzi di riferimento in base ai costi effettivi, sia per l'elettricità sia per il gas naturale dei clienti domestici. La tutela comprende anche le piccole imprese in bassa tensione (meno di 50 dipendenti e fino a 10 milioni di fatturato). Il comma 4 prevede inoltre un servizio di salvaguardia per i clienti senza fornitore.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo inoltre una riforma della tariffa sociale dell'elettricità che aggiorni l'attuale meccanismo

Il decreto del ministro dello Sviluppo economico del 28 dicembre 2007, firmato di concerto con i ministri dell'Economia, delle Politiche per la famiglia e della Solidarietà sociale e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2008, ha attuato l'art. 1, comma 375, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Quella norma chiedeva di riservare le tariffe agevolate dell'elettricità ai clienti economicamente svantaggiati, rivedendo la «fascia di protezione sociale». Il decreto ha introdotto il «bonus elettrico», una compensazione della spesa per le famiglie in disagio economico individuate con l'ISEE e per chi usa apparecchiature medicali salvavita. Secondo l'Autorità di regolazione (ARERA), la soglia iniziale era di 7.500 euro di ISEE e lo sconto indicativo del 20% della spesa netta, finanziato da una componente in bolletta applicata dal 2008. Le modalità operative sono state fissate dall'Autorità con la deliberazione del 6 agosto 2008, dopo la fine del mandato, ma la riforma è stata decisa con l'atto del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

coordinato da un Consiglio superiore per l’energia, supportato a sua volta dall’azione di un’Agenzia nazionale per l’energia e per l’ambiente

Il disegno di legge delega del governo sull'energia (A.S. 691, approvato dal Consiglio dei ministri il 9 giugno 2006 e presentato al Senato il 28 giugno 2006) non prevedeva né un Consiglio superiore per l'energia né un'Agenzia nazionale per l'energia e l'ambiente: all'articolo 2 delegava il governo, tra l'altro, al riordino dei soggetti pubblici che operano per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Il disegno di legge è rimasto all'esame del Senato e non è stato approvato. Il decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73 e le leggi finanziarie 2007 e 2008 non istituiscono questi organismi. Non risultano atti del governo che li abbiano creati; l'ENEA è stata trasformata in Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile solo con la legge 23 luglio 2009, n. 99, dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la costituzione di un "Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali"

Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, ha incluso tra i ministeri il «Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali». La denominazione ha sostituito, ovunque presente, quella di «Ministero delle politiche agricole e forestali». La denominazione è la stessa indicata nel programma.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la promozione di una nuova concertazione [...] anche attraverso la ridefinizione della composizione del Tavolo Agroalimentare

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano ridefinito la composizione del Tavolo agroalimentare, istituito presso la Presidenza del Consiglio dall'art. 20 del d.lgs. 228/2001. Il disegno di legge delega del governo sul riordino dell'agricoltura (S. 933, presentato il 4 settembre 2006 e rimasto all'esame della commissione) richiama la concertazione prevista da quell'articolo senza modificare la composizione del Tavolo. Il regolamento sul riordino degli organismi del ministero delle Politiche agricole (D.P.R. 4 aprile 2007, n. 70, art. 3) conferma il Tavolo tra gli organismi che continuano a operare, con rinvio al decreto del 2001.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il riordino degli Enti tecnico-strumentali vigilati dal Ministero delle politiche agricole e forestali (AGEA, ISMEA, CRA, UNIRE, INEA, INRAN)

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riordinato i sei enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole indicati nel programma (AGEA, ISMEA, CRA, UNIRE, INEA, INRAN). Il governo ha previsto solo strumenti generali per tutte le amministrazioni: la legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1, comma 482) ha affidato a regolamenti, da emanare entro il 30 giugno 2007, il riordino, la fusione o la soppressione degli enti pubblici, e la finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, commi 634-636) ha riproposto lo stesso strumento con scadenza dopo la fine del mandato. Il disegno di legge del governo per il riordino e lo sviluppo dell'agricoltura, presentato al Senato nel settembre 2006 e non approvato, non riguardava questi enti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo di rifinanziare la legge che ha istituito il “Fondo per il prestito e il risparmio turistico” e creato i “buoni vacanza”

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano rifinanziato il Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico (art. 10 della legge 135/2001). Né la legge finanziaria per il 2007 (L. 296/2006) né quella per il 2008 (L. 244/2007) contengono uno stanziamento per il Fondo. La finanziaria per il 2008 (art. 2, comma 193) si limita a prevedere decreti del Presidente del Consiglio che definiscano le modalità di impiego delle risorse già presenti nel Fondo per i «buoni-vacanza» destinati alle fasce sociali più deboli, senza aggiungere nuove risorse.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la recente riforma dell’ENIT è insufficiente e deve essere completata con regole e modalità di carattere privatistico

Non risultano atti del governo che abbiano completato la riforma dell'ENIT con regole di carattere privatistico. L'ente era stato trasformato in Agenzia nazionale del turismo dal decreto-legge 35/2005 (convertito dalla legge 80/2005) e il suo regolamento di organizzazione è il d.P.R. 6 aprile 2006, n. 207, adottato prima dell'insediamento del governo Prodi II e pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 giugno 2006; il regolamento non è stato modificato durante il mandato e le leggi finanziarie 2007 e 2008 non contengono norme sull'ente. L'ENIT è rimasta un'agenzia di diritto pubblico; la trasformazione in ente pubblico economico è arrivata soltanto con il decreto-legge 83/2014.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo inoltre un rafforzamento della dotazione finanziaria finalizzato a sostenere iniziative pubbliche-private sul terreno della promozione

Il programma proponeva di rafforzare la dotazione finanziaria per le iniziative pubblico-private di promozione e commercializzazione turistica. Non risultano norme del governo Prodi che abbiano aumentato i fondi per la promozione. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha autorizzato 10 milioni all'anno per il sostegno del settore turistico (art. 1, comma 1227), 48 milioni all'anno per l'adeguamento delle imprese ricettive (comma 1228) e 2 milioni all'anno per l'Osservatorio nazionale del turismo (comma 1229), non per la promozione. Il contributo statale all'ENIT, l'agenzia per la promozione turistica, è passato da 48,9 milioni nel 2007 a 45,9 milioni nel 2008, secondo i dati dell'ente.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Fare chiarezza sul reale stato della finanza pubblica [...] sarà il primo atto del governo dell’Unione. Verrà per questo effettuata una due diligence

Il Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, approvato dal Consiglio dei ministri il 7 luglio 2006, riferisce che all'atto dell'insediamento del governo è stata effettuata una ricognizione sulla situazione dei conti pubblici del 2006, indicata con il termine «due diligence». L'aggiornamento delle stime ha portato il rapporto tra deficit e PIL tendenziale al 4,1 per cento e ha messo in evidenza rischi sull'efficacia della manovra per il 2006, stimati al massimo nello 0,3 per cento del PIL come effetto netto di maggiori spese per 5,8 miliardi (sanità, patto di stabilità interno, personale e altre spese obbligatorie) e maggiori entrate per 2,5 miliardi. Sulla base di questi risultati il governo ha emanato una direttiva sul controllo della spesa e ha adottato il decreto-legge di correzione dei conti di luglio 2006.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

il Governo, d’intesa con l’Unione Europea, confermerà l’obiettivo del graduale rientro del deficit entro i parametri del Patto

Il programma prometteva di confermare il graduale rientro del deficit entro i parametri del Patto di stabilità, cioè il 3% del Pil. Secondo la notifica Istat dell'ottobre 2008, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, al 4,3% del Pil nel 2005, è sceso al 3,4% nel 2006 e all'1,6% nel 2007. Nel primo anno intero del mandato il deficit è quindi tornato sotto la soglia del 3%.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riprenderà il processo di riduzione del debito da realizzare innanzi tutto attraverso la ricostituzione dell’avanzo primario

Il programma prometteva di riprendere la riduzione del debito ricostituendo prima di tutto l'avanzo primario. Secondo la notifica Istat dell'ottobre 2008, l'avanzo primario delle amministrazioni pubbliche, sceso allo 0,3% del Pil nel 2005, è risalito all'1,3% nel 2006 e al 3,4% nel 2007. Il debito pubblico, salito al 105,9% del Pil nel 2005 e al 106,9% nel 2006, è sceso al 104,1% nel 2007. L'indebitamento netto è passato dal 3,4% del Pil del 2006 all'1,6% del 2007. Nel primo anno intero del mandato il debito ha ripreso a scendere e l'avanzo primario è stato ricostituito.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

le previsioni macroeconomiche su cui impostare le politiche di finanza pubblica saranno oggetto annualmente della procedura di “consenso condiviso”

Il programma prometteva che ogni anno le previsioni macroeconomiche della finanza pubblica sarebbero state oggetto di una procedura di «consenso condiviso» con i principali istituti indipendenti. Non risultano atti del governo che abbiano istituito questa procedura: il Documento di programmazione economico-finanziaria 2007-2011, quello 2008-2011 e la Nota di aggiornamento del settembre 2007 non la descrivono e non indicano istituti coinvolti. Il 4 ottobre 2007, in Senato, il sottosegretario all'economia Sartor ha detto che le previsioni «rappresentano un atto di consenso che coinvolge i principali istituti di analisi pubblici e privati», ma non sono pubblici atti, regole o risultati di una procedura formale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la Ragioneria generale dello Stato dovrà enunciare i criteri di costruzione del bilancio a legislazione vigente

Non risultano atti con cui la Ragioneria generale dello Stato abbia enunciato i criteri di costruzione del bilancio a legislazione vigente. Il documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, presentato dal governo nel giugno 2007, nel paragrafo «Legislazione vigente e altre spese» ha spiegato in sintesi la convenzione del quadro tendenziale a legislazione vigente, che esclude gli effetti delle leggi in scadenza e gli impegni non ancora tradotti in legge, e ha classificato le spese non incluse; non ha però esposto i criteri con cui sono costruite le previsioni, ed è un documento del governo, non della Ragioneria. L'obbligo di illustrare analiticamente in una nota metodologica i criteri di formulazione delle previsioni tendenziali è stato introdotto solo dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196 (art. 10, comma 4), dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

In sede europea l’Italia avanzerà la proposta che nel board dell’ISTAT e dei corrispondenti organismi nazionali degli altri Paesi membri sieda un rappresentante di Eurostat

Non risultano atti del governo che abbiano avanzato in sede europea la proposta di far sedere un rappresentante di Eurostat negli organi dell'ISTAT e degli altri istituti statistici nazionali. Nel periodo il consiglio dell'ISTAT ha mantenuto la composizione fissata dall'articolo 18 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322: il presidente, tre membri designati dal comitato di indirizzo, cinque membri nominati dal Presidente del Consiglio e il presidente della Commissione per la garanzia dell'informazione statistica. Nessuna norma del mandato ha previsto la presenza di Eurostat.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

i dati di gestione del bilancio e i dati di tesoreria saranno accessibili da parte dei Servizi bilancio di Camera e Senato

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano reso accessibili ai Servizi bilancio della Camera e del Senato i dati di gestione del bilancio e i dati di tesoreria. Le leggi finanziarie per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) e per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) non contengono norme su questo accesso. Tra i disegni di legge presentati dal governo alle Camere nel mandato non ce ne sono sulla contabilità pubblica o sui dati di finanza pubblica a disposizione del Parlamento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il bilancio dello Stato sarà classificato al fine di rappresentare l’impatto sociale delle politiche fiscali e di spesa evidenziandone anche l’impatto di genere

Il bilancio dello Stato non è stato classificato per impatto sociale né per impatto di genere. La legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, commi 481-484) ha previsto per il 2008 una sperimentazione del bilancio di genere in quattro ministeri (Salute, Pubblica istruzione, Lavoro e previdenza sociale, Università e ricerca), con 2 milioni di euro per corsi ai dirigenti e una relazione alle Camere entro il 31 marzo 2009. I criteri della sperimentazione dovevano essere fissati con un decreto del ministro per i Diritti e le pari opportunità: non risultano atti che, entro la fine del mandato, l'abbiano avviata o abbiano classificato il bilancio dello Stato nel modo promesso. La norma è un primo passo, non l'attuazione della promessa.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Intendiamo dare al sistema territoriale la prospettiva pluriennale dei vincoli di bilancio

La legge finanziaria 2007 (legge 296/2006, art. 1) ha dato ai vincoli del patto di stabilità interno un orizzonte pluriennale: per le regioni le regole valgono per il triennio 2007-2009 (commi 655-672), con limiti di spesa fissati anno per anno, e per province e comuni l'obiettivo di saldo è fissato per ciascun anno del periodo, con coefficienti diversi per il 2007, il 2008 e il 2009 (commi 676-695). La finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 1, comma 379) ha esteso la disciplina degli enti locali al 2010. Regioni ed enti locali hanno quindi avuto vincoli noti per più anni.

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