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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

77 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Circa il modello organizzativo, proponiamo l'adozione di una legge generale sulle Authorities

Il governo Prodi ha proposto una disciplina generale delle autorità indipendenti con il disegno di legge S. 1366 «Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e di funzionamento delle Autorità indipendenti», presentato al Senato il 5 marzo 2007. Il testo è rimasto in esame in commissione e non è stato approvato prima dello scioglimento anticipato delle Camere. Non risulta quindi alcuna legge generale sulle autorità indipendenti adottata nel mandato del governo (17 maggio 2006 – 8 maggio 2008). L'esito è coerente con quello della scheda corrispondente di «Il conto» sul riordino delle autorità.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Prevediamo infatti l'istituzione di un'apposita commissione bicamerale per i rapporti con le Authorities

Il governo Prodi ha proposto la commissione, ma non è stata istituita. Il disegno di legge sulle Autorità indipendenti, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio 2007 (S. 1366, presentato al Senato il 5 marzo 2007), prevedeva all'art. 21 una Commissione parlamentare per le politiche della concorrenza e i rapporti con le Autorità indipendenti, di 20 senatori e 20 deputati, con parere vincolante sulle nomine. Il testo non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere del febbraio 2008 e non è diventato legge. Non risultano atti del governo che abbiano istituito la commissione nel suo mandato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riduzione del 50% dell'organico degli uffici di diretta collaborazione delle amministrazioni centrali

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano dimezzato l'organico degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri. Il decreto-legge 181/2006 (art. 1, commi 24-quater e 25-quater, inseriti dalla legge di conversione 233/2006) ha fatto rientrare il personale dei viceministri nel contingente complessivo degli uffici di diretta collaborazione di ciascun ministro, con una riduzione corrispondente delle risorse, e ha stabilito che la spesa per questi uffici non superi quella dell'assetto precedente: un tetto di spesa, non un taglio del 50%. Il decreto-legge 223/2006 (art. 31, comma 2) ha limitato al 10% del contingente degli uffici di diretta collaborazione il personale addetto al controllo strategico. La legge 244/2007 (art. 2, commi 632-633) ha vietato gli uffici di diretta collaborazione nelle amministrazioni i cui vertici non sono espressione di rappresentanza politica, facendo decadere quelli esistenti alla scadenza dell'incarico: la norma non riguarda i ministeri. Nessuna di queste norme fissa una riduzione del 50% degli organici.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

effettiva distinzione tra funzioni politiche e funzioni amministrative [...] l'impossibilità per il personale “chiamato” dal Ministro su base fiduciaria di essere posto a dirigere uffici amministrativi

Il programma chiedeva di impedire che il personale chiamato dal ministro su base fiduciaria fosse posto a dirigere uffici amministrativi. Il 16 maggio 2007, rispondendo a un'interrogazione nella commissione Affari costituzionali del Senato, il governo ha dichiarato solo l'intenzione di proporre un'organica riforma della dirigenza pubblica per rafforzare la separazione tra politica e amministrazione. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto quel divieto, né una riforma della dirigenza presentata alle Camere prima della fine del mandato. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche riguardava la responsabilità e il trattamento accessorio dei dirigenti, non questo divieto. Il decreto-legge n. 262 del 2006, richiamato nella stessa seduta, ha fatto cessare gli incarichi dei dirigenti non appartenenti ai ruoli dell'amministrazione che li impiegava, ma è una misura diversa dal divieto promesso.

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in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

affermazione piena del principio di trasparenza, attraverso la pubblicazione on line dei curricula dei dirigenti, degli stipendi superiori a 200.000 euro l'anno

Le leggi finanziarie del governo hanno introdotto l'obbligo di pubblicare sul web i compensi pagati con denaro pubblico. La legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1) ha posto come tetto il trattamento del primo presidente della Corte di cassazione per dirigenti con incarico esterno, consulenti e amministratori delle società partecipate dallo Stato, e ha vietato di dare attuazione ai relativi atti di spesa senza prima pubblicare sul sito il nome del destinatario e l'importo (comma 593). Lo stesso articolo ha imposto di pubblicare incarichi e compensi degli amministratori delle società partecipate dagli enti pubblici (comma 735). La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3) ha esteso tetto e pubblicazione nominativa dei compensi a chiunque sia pagato da amministrazioni statali, enti pubblici e società pubbliche non quotate, dirigenti compresi (comma 44). Ha inoltre reso efficaci i contratti di consulenza solo dalla pubblicazione di nominativo, oggetto e compenso (comma 18). Non è stato invece introdotto l'obbligo di pubblicare on line i curricula dei dirigenti. Il disegno di legge del governo «Misure per la promozione della trasparenza» (A.C. 3254), presentato il 15 novembre 2007, estendeva la pubblicità sui siti al trattamento economico dei dirigenti senza menzionare i curricula, e non è stato esaminato dalla commissione competente prima della fine della legislatura.

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in parteistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Interverremo anche sulle indennità dei parlamentari e delle altre autorità o cariche pubbliche [...] con misure di riduzione e con tetti non valicabili.

Il governo ha introdotto tetti ai compensi di molte cariche pubbliche. La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007) ha fissato a 500.000 euro annui, più una parte variabile fino al 50 per cento, il compenso degli amministratori con particolari cariche nelle società non quotate partecipate dal Ministero dell'economia (art. 1, comma 466). Ha stabilito che amministratori, consulenti e titolari di incarichi pagati da Stato, enti pubblici e società pubbliche non quotate non superino la retribuzione del primo presidente della Corte di cassazione (comma 593), e ha limitato i compensi nelle società degli enti locali (commi 725-728). La legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008) ha esteso lo stesso tetto a chiunque sia pagato dalle pubbliche finanze, comprese le società pubbliche non quotate e le loro controllate (art. 3, comma 44). Per i parlamentari non risulta una riduzione dell'indennità: la legge 244/2007 (art. 1, comma 375) ha solo escluso per cinque anni, nel calcolo dell'indennità, l'adeguamento automatico previsto dalla legge 448/1998, cioè ne ha bloccato gli aumenti.

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non mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'attivazione di una task force di giovani funzionari sulle azioni del piano per l'amministrazione [...] 1000 giovani laureati

Non risultano atti del governo che istituiscano una task force di 1.000 giovani laureati selezionati dall'esterno. Le norme sul personale pubblico della legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) riguardano il turn-over, la stabilizzazione dei precari (comma 519) e il riordino della formazione: il comma 580 istituisce l'Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche e sopprime dal 31 marzo 2007 la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Non prevedono un reclutamento mirato di giovani laureati né una task force sul piano per l'amministrazione. Neppure il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) contiene una misura di questo tipo, e non ne risultano nella legge finanziaria 2008.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l'impegno a rendere, entro la metà della legislatura, ogni singolo servizio erogato dall'amministrazione nazionale valutabile dal suo diretto utente

Il programma fissava il traguardo «entro la metà della legislatura»: per una legislatura di cinque anni iniziata il 28 aprile 2006, l'autunno del 2008. Il governo Prodi II è rimasto in carica fino all'8 maggio 2008, prima della scadenza indicata, quindi il traguardo non si può giudicare sul suo operato. Nel mandato l'atto più vicino è la direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 19 dicembre 2006, «Una pubblica amministrazione di qualità» (G.U. n. 226 del 28 settembre 2007). La direttiva indica le indagini sulla soddisfazione degli utenti tra gli strumenti di miglioramento e annuncia un piano d'azione triennale del Dipartimento della funzione pubblica, ma non rende obbligatoria la valutazione di ogni servizio da parte degli utenti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

un intervento normativo che riprenda la riforma della struttura del bilancio dello stato e delle regole di contabilità pubblica

Il governo Prodi non presentò un disegno di legge per riformare le regole di contabilità pubblica (legge 468/1978): non ne compare alcuno nell'elenco ufficiale dei disegni di legge del governo. Rifece però la struttura del bilancio dello Stato a partire dal 2008, in via amministrativa: secondo la circolare della Ragioneria generale del 5 giugno 2007, il progetto di bilancio 2008 era organizzato in 34 missioni e 169 programmi, costruiti a legislazione vigente. La legge finanziaria 2008 (l. 244/2007, art. 3, commi 67-71) richiama la «nuova struttura del bilancio per missioni e per programmi» e lega a missioni e programmi l'analisi della spesa e le relazioni annuali dei ministri. Restarono invece fuori le regole di contabilità: il DPEF 2008-2011 indicava come passi successivi una nuova unità di gestione al posto del capitolo e una contabilità economico-patrimoniale, che non risultano adottati entro maggio 2008. La nuova legge di contabilità è la l. 196/2009, successiva al governo valutato.

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mantenutaistituzioni

Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

approvare il “budget di ministero” [...] riducendo le unità di voto sulle spese di funzionamento

Il bilancio dello Stato per il 2008 è stato presentato e approvato (legge 24 dicembre 2007, n. 245) con una nuova struttura: per ogni ministero uno stato di previsione articolato in missioni e programmi. Le unità votate dal Parlamento sono diventate i macroaggregati di ciascun programma, uno dei quali raccoglie le spese di funzionamento. Secondo la nota del Ministero dell'economia di novembre 2007, nel disegno di legge di bilancio per il 2008 le unità di voto della spesa sono scese da 1.492 a 630 rispetto al bilancio 2007 (da 1.656 a 690 contando anche l'entrata). Il cambiamento è stato introdotto nel quadro delle leggi vigenti e non ha toccato il potere del Parlamento sulle leggi di settore.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

predisposizione, entro il primo anno di vita del governo, di uno strumento quadro [...] di un contratto di servizio con i cittadini

Il programma chiedeva, entro il primo anno di governo (cioè entro il 17 maggio 2007), uno strumento quadro per definire in ogni amministrazione un contratto di servizio con i cittadini, le imprese e le associazioni, con strumenti di esigibilità e sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Non risultano atti del governo che lo abbiano introdotto. La direttiva del ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 19 dicembre 2006 «Una pubblica amministrazione di qualità» (registrata alla Corte dei conti il 26 febbraio 2007, G.U. n. 226 del 28 settembre 2007) promuove l'autovalutazione e la partecipazione degli utenti, ma cita la Carta dei servizi solo tra gli strumenti disponibili e non prevede contratti di servizio con i cittadini. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007), che prevedeva tra l'altro il risarcimento del danno e una somma a titolo di sanzione per i ritardi nei procedimenti, è stato approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 ma non dal Senato (A.S. 1859) prima dello scioglimento delle Camere. L'unica norma affine approvata è l'art. 2, comma 461, della legge 244/2007 (24 dicembre 2007), che impone una «Carta della qualità dei servizi» nei contratti di servizio dei soli servizi pubblici locali, a carico dei gestori: dopo la scadenza indicata e con un campo più ristretto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la realizzazione degli sportelli unici del cittadino, che evitino le peregrinazioni tra amministrazioni

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano creato sportelli unici del cittadino presso i Comuni. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche e sulla riduzione degli oneri burocratici (A.C. 2161, presentato il 24 gennaio 2007) interveniva sui tempi dei procedimenti, sul protocollo informatico, sulle certificazioni e sulla carta d'identità, ma nel testo presentato non prevedeva un punto unico di accesso agli uffici presso il Comune. Approvato dalla Camera il 24 ottobre 2007 e trasmesso al Senato (S. 1859), non è diventato legge prima della fine della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

apertura dei tavoli di consultazione con le parti sociali e con le Regioni e le autonomie locali 60 giorni

Il programma prometteva di aprire entro 60 giorni, cioè intorno a metà luglio 2006, i tavoli di consultazione sulla semplificazione con le parti sociali, le Regioni e le autonomie locali. Il governo ha istituito il comitato interministeriale per la semplificazione con un decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Il Tavolo permanente per la semplificazione, sede stabile di consultazione con le categorie produttive, le associazioni di utenti e consumatori, le Regioni e gli enti locali, è stato costituito presso la Conferenza unificata con il decreto del Presidente del Consiglio dell'8 marzo 2007 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio 2007), quasi otto mesi dopo il termine; il 29 marzo 2007 Governo, Regioni e autonomie locali hanno firmato in Conferenza unificata un accordo sulla semplificazione. Il Piano di azione per la semplificazione è stato preparato con la consultazione svolta nel Tavolo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

completa eliminazione dei certificati entro la legislatura

La promessa fissa il traguardo «entro la legislatura», che sarebbe terminata nel 2011. Il governo Prodi II ha perso la fiducia al Senato il 24 gennaio 2008 e le Camere sono state sciolte il 6 febbraio 2008: è rimasto in carica meno di due anni, fino all'8 maggio 2008. L'eliminazione completa dei certificati non può quindi essere giudicata sul periodo previsto, come per gli altri obiettivi con scadenza a fine legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

rimozione degli ostacoli normativi che impediscono di effettuare on line le procedure amministrative entro 1 anno

Il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, art. 9, ha introdotto la comunicazione unica per la nascita dell'impresa: un solo atto presentato al registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico, che sostituisce gli adempimenti per l'iscrizione e vale anche ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali e per ottenere codice fiscale e partita IVA; si applica anche alle modifiche e alla cessazione dell'attività. Il modello è stato approvato con il decreto ministeriale 2 novembre 2007 (Gazzetta Ufficiale del 21 dicembre 2007) e la procedura è partita in via facoltativa il 19 febbraio 2008, oltre un anno dopo l'insediamento del governo. Riguarda però una sola procedura: non risulta una norma generale che rimuova gli ostacoli all'on line per le altre procedure amministrative. Il disegno di legge del governo sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (A.C. 2161), approvato dalla Camera nell'ottobre 2007, era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali del Senato (A.S. 1859) nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima dello scioglimento delle Camere (6 febbraio 2008).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

messa a regime dell'Air entro 1 anno

Il programma prevedeva di portare a regime l'analisi di impatto della regolamentazione (AIR) entro un anno, cioè entro la primavera del 2007. Il regolamento attuativo previsto dall'art. 14, comma 5, della legge 28 novembre 2005, n. 246 non è stato adottato dal governo Prodi II. Lo schema fu presentato nella riunione preparatoria del Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2008 e comunicato al Consiglio dei ministri il 25 gennaio; il Consiglio di Stato diede il parere favorevole il 21 aprile 2008. Il regolamento è stato emanato solo con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170, dal governo successivo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

dobbiamo introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza

Il governo ha inserito il voto amministrativo agli stranieri nel disegno di legge delega sull'immigrazione (A.C. 2976), presentato alla Camera il 30 luglio 2007. L'articolo unico prevedeva elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative per i titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, previa ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992. Il disegno di legge è stato assegnato alla commissione Affari costituzionali il 10 settembre 2007, che ne ha avviato l'esame fino al 6 novembre 2007 senza concluderlo prima dello scioglimento delle Camere. Nessuna norma sul voto agli stranieri è stata approvata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione

Il disegno di legge del governo A.C. 1607, presentato alla Camera il 30 agosto 2006, dava la cittadinanza per nascita a chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno residente legalmente da almeno cinque anni, o a sua volta nato in Italia, con un requisito di reddito; riduceva inoltre da dieci a cinque anni la residenza legale richiesta per la naturalizzazione. Assegnato alla commissione Affari costituzionali il 19 settembre 2006, ha portato a un testo unificato adottato come testo base il 7 febbraio 2007, ma l'esame in commissione non si è concluso e il testo non è arrivato al voto dell'Assemblea prima dello scioglimento anticipato delle Camere. La legge 91/1992 non è stata modificata nel mandato. L'esito coincide con quello della scheda corrispondente di «Il conto».

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

adozione della disciplina per l'indennizzo del cittadino e dell'impresa in caso di mancato rispetto dei tempi di conclusione del procedimento entro 1 anno

Il governo Prodi II ha presentato alla Camera, il 24 gennaio 2007, il disegno di legge A.C. 2161 sulla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche (ministri Nicolais e Padoa-Schioppa). Il testo presentato aggiungeva alla legge 241/1990 un nuovo art. 2-bis: oltre al risarcimento del danno causato dal mancato rispetto del termine, prevedeva che l'amministrazione pagasse per il mero ritardo una somma di denaro in misura fissa, da stabilire con regolamento del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge il 24 ottobre 2007; al Senato (A.S. 1859) era ancora all'esame della commissione Affari costituzionali nel gennaio 2008 e non è stato approvato prima della fine della legislatura. Nel mandato del governo (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008) l'indennizzo non è quindi entrato in vigore. Una misura di questo tipo è stata introdotta solo nel 2013, dall'art. 28 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69: 30 euro per ogni giorno di ritardo, fino a 2.000 euro, in via sperimentale.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Vareremo inoltre una normativa per tutelare la concorrenza nel sistema della comunicazione [...] mediante la previsione di limiti alla concentrazione delle risorse economiche nei singoli mercati

Il ministro delle Comunicazioni Gentiloni presentò alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825). Il testo fissava un limite antitrust per singolo mercato: ricavi superiori al 45 per cento della pubblicità televisiva sarebbero stati considerati posizione dominante; modificava anche la definizione del sistema integrato delle comunicazioni. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo strumenti normativi specifici [...] che impediscano l’estensione delle posizioni dominanti in mercati contigui.

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 un disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro Gentiloni). Oltre a un limite antitrust del 45 per cento ai ricavi pubblicitari televisivi, il testo sostituiva il limite vigente alla raccolta di risorse per le imprese con più del 40 per cento dei ricavi delle comunicazioni elettroniche con il divieto, per queste imprese, di fondersi o collegarsi con imprese in posizione dominante nel sistema televisivo: una norma sull'estensione delle posizioni dominanti da un mercato all'altro. Le commissioni della Camera conclusero l'esame il 15 novembre 2007 e presentarono la relazione il 17 gennaio 2008, ma il testo non fu mai votato in Aula e decadde con la fine della legislatura. Non risultano altri atti del governo su questo punto.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

la costituzione di una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione

Il programma chiedeva una cabina di regia a Palazzo Chigi e una task force per la semplificazione e la qualità della regolazione. Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, all'art. 1, comma 22-bis, inserito dalla legge di conversione 17 luglio 2006, n. 233, ha previsto presso la Presidenza del Consiglio l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione, costituita con decreto del Presidente del Consiglio del 12 settembre 2006. Con un decreto della stessa data è stato istituito il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di semplificazione. Il Piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione, che affida all'Unità più compiti, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno 2007.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Introdurremo nuovi strumenti – sotto la responsabilità dell’Authority – per rilevare in modo affidabile gli ascolti multipiattaforma.

Il governo ha proposto il nuovo sistema di rilevazione nel disegno di legge sul settore televisivo presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 (A.C. 1825): l'art. 4 definiva la rilevazione degli ascolti un servizio di interesse generale, da svolgere tenendo conto delle diverse piattaforme trasmissive, e delegava il governo a regolare le rilevazioni curate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Le commissioni hanno concluso l'esame il 15 novembre 2007 e la relazione è stata depositata il 17 gennaio 2008, ma la legge non è stata approvata prima della fine della legislatura. Nel frattempo l'Autorità, indipendente dal governo, aveva dato all'Auditel indirizzi con una delibera del maggio 2006 e nel marzo 2007 ha concluso un'indagine che ha portato a modifiche del campione e dello statuto: sono atti dell'Autorità, non del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

reintrodurremo la riserva di risorse frequenziali destinate alla comunicazione e informazione locale e comunitaria

Il governo ha presentato alla Camera il 16 ottobre 2006 il disegno di legge sul settore televisivo nella transizione al digitale (A.C. 1825, ministro delle Comunicazioni Gentiloni). L'articolo 3 prevedeva che le frequenze residue tornassero al ministero e fossero riassegnate con quote di riserva a favore dell'emittenza locale, senza una quota per l'emittenza comunitaria. Il disegno di legge è arrivato allo stato di relazione il 17 gennaio 2008, ma non è stato approvato prima della fine della legislatura, e la riserva di frequenze non è diventata legge. Restava in vigore solo la norma, precedente al mandato, del testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, art. 8) che riserva all'emittenza locale un terzo della capacità trasmissiva.

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