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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati), 2022

Principali partiti: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati

Governi valutati: Governo Meloni

  • 21 mantenute
  • 15 in parte
  • 3 non mantenute
  • 23 in corso
  • 0 non valutabili
Leggi le 112 promesse troppo generiche per essere verificate

Una promessa ripete un'altra già in elenco: la contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

62 schede

in corsoesteri

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito all'adeguamento degli stanziamenti per la difesa

Il programma non indica cifre: il riferimento è l'impegno preso dagli alleati in Galles nel 2014 di tendere al 2 per cento del PIL per la difesa entro il 2024. Secondo i dati NATO elaborati dal Servizio studi della Camera, la spesa italiana era all'1,52 per cento del PIL nel 2024 e ha superato il 2 per cento nel 2025 (2,09 per cento), con un 2,10 per cento nel 2026; i dati 2025 e 2026 sono stime. Il Documento programmatico pluriennale della Difesa 2025-2027 attribuisce il raggiungimento del 2 per cento a una riqualificazione delle spese e ad alcuni rifinanziamenti; il conteggio comunicato alla NATO comprende, tra l'altro, le pensioni del personale pagate dall'INPS e le spese per la mobilità militare. Al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025 gli alleati si sono impegnati a portare la spesa al 5 per cento del PIL entro il 2035, di cui almeno il 3,5 per cento per la difesa in senso stretto: per l'Italia la distanza è di circa 1,4 punti. La legislatura non è finita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutaEuropa

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Accordo con la Commissione europea, così come previsto dai Regolamenti europei, per la revisione del PNRR

Il governo ha presentato alla Commissione europea la richiesta di revisione del PNRR il 7 agosto 2023, ai sensi dell'art. 21 del regolamento (UE) 2021/241. La Commissione ha dato valutazione positiva il 24 novembre 2023 e il Consiglio dell'Unione europea ha approvato il piano modificato con decisione di esecuzione dell'8 dicembre 2023. Altre revisioni sono state concordate con le istituzioni europee e approvate con le decisioni di esecuzione del Consiglio del 14 maggio 2024, del 18 novembre 2024, del 20 giugno 2025, del 27 novembre 2025 e del 30 marzo 2026.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsoinfrastrutture

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

realizzando il ponte sullo Stretto

Il ponte non è stato realizzato e i lavori non sono iniziati. Il CIPESS ha approvato il progetto definitivo il 6 agosto 2025 (delibera n. 41/2025), ma il 29 ottobre 2025 la Corte dei conti ha rifiutato il visto di legittimità sulla delibera. Il progetto è stato poi sottoposto al Consiglio superiore dei lavori pubblici, che il 6 agosto 2026 ha dato parere favorevole con oltre cento tra prescrizioni e raccomandazioni. Al 7 ottobre 2026 si attendeva una nuova delibera del CIPESS, prevista dalla società Stretto di Messina entro ottobre, a cui dovrà seguire un nuovo esame della Corte dei conti.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Elezione diretta del Presidente della Repubblica

Il programma prometteva l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Il Governo ha scelto un'altra riforma: il Consiglio dei ministri del 3 novembre 2023 (n. 57) ha approvato un disegno di legge costituzionale sull'elezione diretta del presidente del Consiglio (premierato), approvato in prima deliberazione dal Senato il 18 giugno 2024 e ora all'esame della I Commissione della Camera (C. 1921). Il testo lascia l'elezione del Capo dello Stato al Parlamento, alzando il quorum (maggioranza assoluta solo dopo il sesto scrutinio, art. 83), e gli toglie la nomina dei senatori a vita. Nella scheda di «Il conto» sul discorso di fiducia l'esito è «in corso» perché quel discorso lasciava aperte «altre soluzioni»; il programma indicava invece solo l'elezione diretta del presidente della Repubblica, che la riforma scelta dal Governo esclude.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsoistituzioni

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Attuare il percorso già avviato per il riconoscimento delle Autonomie ai sensi dell'art. 116, comma 3 della Costituzione

La legge 26 giugno 2024, n. 86 ha fissato la procedura per attribuire alle Regioni a statuto ordinario forme di autonomia ai sensi dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192 del 2024, ha dichiarato illegittime alcune sue disposizioni. Il Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 ha approvato in via definitiva gli schemi di intesa con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto (protezione civile, professioni, previdenza complementare, tutela della salute) e quattro disegni di legge, uno per Regione. Per l'efficacia servono le leggi di approvazione, a maggioranza assoluta di ciascuna Camera: al 20 ottobre 2026 il Parlamento non le ha ancora votate e nessuna funzione è stata trasferita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Riforma della giustizia e dell'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere

La separazione delle carriere è stata approvata dal Parlamento come legge costituzionale recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025. Nel referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 ha prevalso il No. Il 17 aprile 2026 l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha proclamato che il risultato «non è stato favorevole» all'approvazione del testo. La riforma non è quindi entrata in vigore.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

riforma del CSM

La riforma del Csm proposta dal governo è stata la legge costituzionale «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025: separava le carriere, creava due Consigli superiori con componenti estratti a sorte e un'Alta Corte disciplinare. Nel referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026 hanno prevalso i No, con 15.079.809 voti contro 13.254.836 Sì (53,2 per cento dei voti validi). Il 17 aprile 2026 l'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha proclamato che il risultato «non è stato favorevole» all'approvazione del testo, che quindi non è entrato in vigore. Le elezioni del nuovo Csm, indette per il 25 e 26 ottobre 2026, si svolgono con il sistema elettorale della legge 17 giugno 2022, n. 71, approvata dal governo precedente.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsogiustizia

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

riforma del diritto penale dell'economia

Il governo ha riformato una parte del diritto penale dell'economia: i reati tributari. Il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87, attuativo della delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111, art. 20), ha modificato il decreto legislativo 74/2000: ha distinto i crediti «non spettanti» da quelli «inesistenti» nell'indebita compensazione, ha riscritto i reati di omesso versamento di ritenute e di IVA (artt. 10-bis e 10-ter) e ha rivisto le cause di non punibilità e gli effetti del pagamento del debito tributario (artt. 13 e 13-bis). Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge, con delega al governo, di revisione della responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi nel loro interesse (decreto legislativo 231/2001); l'iter non è concluso. Non risultano adottate riforme dei reati societari o fallimentari.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutainfrastrutture

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Semplificazione del Codice degli appalti

Il governo ha attuato la semplificazione della disciplina degli appalti con il nuovo Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, in vigore dal 1° aprile 2023), adottato in base alla legge delega 21 giugno 2022, n. 78. Il decreto legislativo 31 dicembre 2024, n. 209 (Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2024) ha poi corretto e integrato il Codice con l'obiettivo dichiarato di razionalizzarlo e semplificarlo. Il giudizio sull'efficacia delle nuove regole esula dalla verifica: l'impegno riguardava l'adozione degli atti.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsofisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Riduzione della pressione fiscale per famiglie, imprese e lavoratori autonomi

La promessa si misura sulla pressione fiscale calcolata dall'Istat. Era al 41,6% del Pil nel 2022 e al 41,2% nel 2023. È poi salita al 42,2% nel 2024 e al 42,9% nel 2025 (comunicato Istat del 22 settembre 2026): 1,3 punti sopra il 2022, quindi in direzione opposta all'obiettivo. Nello stesso periodo il Governo ha adottato singole riduzioni, come il taglio dei contributi dei lavoratori dipendenti e la flat tax incrementale per il 2023. La legislatura non è finita e i dati del 2026 non sono ancora disponibili: l'esito si chiuderà a fine legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

No a patrimoniali dichiarate o mascherate

Non è stata introdotta un'imposta generale sul patrimonio. Il governo ha però alzato o esteso alcune imposte che si calcolano sul valore di beni posseduti. La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 144 e 146) ha sottoposto dal 2023 le cripto-attività al 2 per mille annuo del loro valore, con l'imposta di bollo o con una nuova imposta sul valore delle cripto-attività. La legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 91) ha portato dallo 0,76 all'1,06 per cento l'imposta sul valore degli immobili all'estero (IVIE) e al 4 per mille, dal 2024, l'imposta sulle attività finanziarie detenute in Stati a fiscalità privilegiata (IVAFE). Sono prelievi limitati a beni specifici, ma sono imposte sul patrimonio.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsofisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Abolizione dei micro tributi che comportano eccessivi oneri di gestione per lo Stato

La legge delega fiscale (legge 111/2023, art. 2, comma 1, lettera d, n. 2) prevedeva l'individuazione e l'eliminazione dei micro-tributi con costi di adempimento elevati a fronte di un gettito trascurabile. Il decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 174 (Gazzetta Ufficiale n. 279 del 28 novembre 2024) ha raccolto le norme sui tributi erariali minori in un testo unico di 100 articoli. Il testo riordina le norme vigenti senza sopprimere tributi: l'articolo 99 abroga le disposizioni d'origine confluite nel testo unico. Non risulta adottato un atto che elimini micro-tributi, e il termine per i decreti attuativi della delega è scaduto il 29 agosto 2026. Non risulta avviato alcun iter in questo senso: l'esito resta «in corso» solo perché la legislatura non è finita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Pace fiscale e "saldo e stralcio": accordo tra cittadini ed Erario per la risoluzione del pregresso

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1) ha introdotto la «tregua fiscale», che comprende i debiti affidati alla riscossione. I commi 222-230 hanno annullato automaticamente i debiti residui fino a 1.000 euro affidati dal 2000 al 2015 da amministrazioni statali, agenzie fiscali ed enti previdenziali; per quelli degli altri enti l'annullamento riguarda solo sanzioni e interessi, e gli enti potevano escluderlo. I commi 231-252 hanno permesso di estinguere i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio, in unica soluzione o in 18 rate; il termine per aderire è stato poi spostato al 30 giugno 2023 dal decreto-legge n. 51/2023 (legge n. 87/2023). La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha riaperto la definizione agevolata per i carichi affidati fino al 31 dicembre 2023, con un massimo di 54 rate. Non è stato invece introdotto un «saldo e stralcio» legato alla situazione economica del contribuente.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Politiche fiscali ispirate al principio del "chi più assume, meno paga"

Il decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 (art. 4) ha previsto per il periodo d'imposta 2024 una maggiorazione del 20 per cento del costo del personale ammesso in deduzione, riferibile all'aumento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato rispetto all'anno precedente, con coefficienti più alti per alcune categorie di lavoratori svantaggiati. La legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 399-400) ha esteso la misura ai periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027. Il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117) ha abrogato l'art. 4 e ne riprende la disciplina nell'art. 104. La misura riguarda le imprese e i professionisti: chi aumenta i dipendenti stabili paga meno imposte sul reddito.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Estensione della flat tax per le partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 54) ha alzato da 65.000 a 85.000 euro la soglia di ricavi o compensi del regime forfettario. Per chi supera 100.000 euro nell'anno il regime cessa subito. La soglia di accesso non è arrivata a 100.000 euro: la legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) non l'ha modificata e resta a 85.000 euro.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 55-57) ha introdotto la flat tax incrementale. Per il solo anno 2023, imprenditori e professionisti fuori dal regime forfettario potevano pagare un'imposta sostitutiva del 15% sull'aumento del reddito rispetto al più alto dei redditi 2020-2022, ridotto del 5%, su una base massima di 40.000 euro. Le leggi di bilancio successive non l'hanno riproposta: il 29 dicembre 2025 la Camera ha approvato un ordine del giorno, non vincolante, che impegna il Governo a valutarne il ripristino. La misura non riguarda i lavoratori dipendenti.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutafisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

superamento dell'eccesso di afflittività del sistema sanzionatorio

Il decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87 (Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2024), in attuazione dell'art. 20 della legge delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), ha rivisto le sanzioni tributarie amministrative e penali. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (art. 5) la sanzione per dichiarazione infedele passa da una forbice del 90-180 per cento a una misura fissa del 70 per cento dell'imposta, e quella per omesso versamento scende dal 30 al 25 per cento (art. 2, che modifica gli articoli 1 e 13 del decreto legislativo 471/1997). Le norme sono state poi raccolte nel testo unico delle sanzioni tributarie (decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 173).

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsofisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Introduzione del "conto unico fiscale" per la piena e immediata compensazione dei crediti e dei debiti verso la PA

Non risulta adottato, né avviato con un disegno di legge o uno schema di decreto, alcun atto che introduca un «conto unico fiscale» per compensare per intero e subito crediti e debiti verso la pubblica amministrazione. La compensazione tra crediti verso la PA e somme iscritte a ruolo esisteva già prima del governo; il decreto-legge 50/2022 (art. 20-ter) l'aveva estesa ai crediti da prestazioni professionali. Nel mandato la compensazione dei crediti d'imposta in F24 è stata ristretta. Dal 1° luglio 2024 la legge di bilancio 2024 (legge 213/2023, art. 1, comma 94) la vieta a chi ha debiti iscritti a ruolo scaduti oltre 100.000 euro; la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 116) ha abbassato la soglia a 50.000 euro. L'esito resta «in corso» solo perché la legislatura non è finita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsowelfare

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Allineamento alla media europea della spesa pubblica per infanzia e famiglia

Secondo Eurostat (spesa delle amministrazioni pubbliche per la funzione «famiglia e figli», in percentuale del PIL) l'Italia è passata dall'1,3 per cento del 2022 all'1,4 del 2023 e all'1,5 del 2024. Nello stesso periodo la media dell'Unione europea è rimasta tra l'1,9 e il 2,0 per cento. Il divario è quindi di circa mezzo punto di PIL e l'allineamento non è stato raggiunto. Il 2024 è l'ultimo anno disponibile e la legislatura non è finita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partewelfare

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Piano di sostegno alla natalità, prevedendo anche asili nido gratuiti, asili nido aziendali, ludoteche

Il governo ha rafforzato il buono per le rette degli asili nido, ma non ha reso gratuiti i nidi. La legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, commi 177-178) ha portato il buono (legge 232/2016, art. 1, comma 355) fino a 3.600 euro l'anno per i nati dal 2024 nelle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro e almeno un altro figlio sotto i dieci anni. La legge 30 dicembre 2024, n. 207 (art. 1, commi 209-211) ha tolto la condizione dell'altro figlio ed escluso l'assegno unico dal calcolo dell'ISEE per il buono; la stessa legge (commi 206-208) ha introdotto un bonus di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal 2025 nelle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro. Il buono resta un contributo alla retta entro un tetto, non la gratuità del servizio. Non risultano atti specifici su asili nido aziendali o ludoteche.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in partefisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti e servizi per l'infanzia

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 72) ha portato al 5 per cento l'IVA su latte e alimenti per lattanti e bambini nella prima infanzia, pannolini per bambini e seggiolini auto; secondo la relazione tecnica, pannolini e seggiolini pagavano prima il 22 per cento, latte e alimenti il 10. Dal 1° gennaio 2024 la legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 45) ha eliminato l'aliquota del 5 per cento per questi prodotti: latte e alimenti per la prima infanzia sono tornati al 10 per cento e i seggiolini al 22, come prima del 2023. I pannolini per bambini sono invece rimasti in un'aliquota ridotta, del 10 per cento (circolare dell'Agenzia delle entrate n. 3/E del 16 febbraio 2024). La scheda di «Il conto» sul discorso di fiducia ha esito diverso perché riguardava solo l'allargamento dell'aliquota del 5 per cento.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Aumento dell'assegno unico e universale

La legge di bilancio 2023 (legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 357-358) ha aumentato l'assegno unico dal gennaio 2023. L'importo è salito del 50% per i figli sotto un anno e, nei nuclei con almeno tre figli e ISEE fino a 40.000 euro, per ogni figlio da uno a tre anni. La maggiorazione forfettaria per i nuclei con almeno quattro figli è passata da 100 a 150 euro al mese. La stessa legge ha reso stabili gli importi più alti previsti nel 2022 per i nuclei con figli disabili. L'INPS ha illustrato le modifiche nella circolare n. 41 del 7 aprile 2023.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsofisco

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Progressiva introduzione del quoziente familiare

Il quoziente familiare non è stato introdotto e nessun atto lo prevede. La legge delega fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111, art. 5) chiede di tener conto, nel riordino dell'IRPEF, della composizione del nucleo familiare e dei costi per i figli, ma non cita il quoziente. La legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 10) lega il tetto alle detrazioni per i redditi sopra 75.000 euro al numero di figli, con coefficienti da 0,50 a 1: considera la famiglia, ma non è un quoziente. L'impegno parlava di introduzione progressiva e la legislatura non è conclusa: al 20 ottobre 2026 nessun atto è stato adottato né risulta un disegno di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

in corsowelfare

Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022

Sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l'incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale

Il decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 (attuazione della legge delega 227/2021) ha introdotto la valutazione di base e il progetto di vita individuale per le persone con disabilità, con un fondo di 25 milioni di euro l'anno dal 2025 per attuare i progetti. La sperimentazione in alcuni territori dura dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026, e la piena applicazione in tutta Italia è prevista dal 1° gennaio 2027. L'articolo 37 dello stesso decreto affida a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa intesa in Conferenza unificata, l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni per le persone con disabilità, in via graduale e nei limiti delle risorse disponibili. Quel decreto non risulta ancora adottato. La legislatura non è finita.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026