Programma 2022 · valutata sul governo Meloni · 11 agosto 2022
Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito all'adeguamento degli stanziamenti per la difesa
Il programma non indica cifre: il riferimento è l'impegno preso dagli alleati in Galles nel 2014 di tendere al 2 per cento del PIL per la difesa entro il 2024. Secondo i dati NATO elaborati dal Servizio studi della Camera, la spesa italiana era all'1,52 per cento del PIL nel 2024 e ha superato il 2 per cento nel 2025 (2,09 per cento), con un 2,10 per cento nel 2026; i dati 2025 e 2026 sono stime. Il Documento programmatico pluriennale della Difesa 2025-2027 attribuisce il raggiungimento del 2 per cento a una riqualificazione delle spese e ad alcuni rifinanziamenti; il conteggio comunicato alla NATO comprende, tra l'altro, le pensioni del personale pagate dall'INPS e le spese per la mobilità militare. Al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025 gli alleati si sono impegnati a portare la spesa al 5 per cento del PIL entro il 2035, di cui almeno il 3,5 per cento per la difesa in senso stretto: per l'Italia la distanza è di circa 1,4 punti. La legislatura non è finita.
- Fonte: programma elettorale, punto 1 "Italia, a pieno titolo parte dell'Europa, dell'Alleanza Atlantica e dell'Occidente", p. 2
- Prova: Servizio studi della Camera, «Le spese per la difesa in ambito NATO» (aggiornato al 31 luglio 2026): serie NATO dell'Italia (1,52% nel 2024, 2,09% nel 2025 e 2,10% nel 2026, stime), impegno del Galles 2014, DPP 2025-2027 (2% raggiunto «attraverso una riqualificazione delle spese»; voci aggiunte e detratte nel bilancio in chiave NATO), impegno dell'Aia del 25 giugno 2025 (5% e 3,5% entro il 2035).
Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026