Programma 2008 · valutata sul governo Berlusconi IV · 14 marzo 2008
riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche
Il governo ha adottato due misure sui mutui per l'abitazione principale. L'articolo 3 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 126) ha previsto, con una convenzione tra Ministero dell'economia e ABI aperta all'adesione delle banche, la rinegoziazione senza costi dei mutui a tasso variabile stipulati prima del decreto: la rata scende al livello calcolato con il tasso medio del 2006 e resta fissa, mentre la differenza va su un conto accessorio che il mutuatario rimborsa in seguito, con interessi. La misura riduce la rata, non il costo complessivo del mutuo. L'articolo 2 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 (convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2) ha poi stabilito che le rate 2009 dei mutui a tasso non fisso per l'abitazione principale fossero calcolate al massimo al 4 per cento, o al tasso contrattuale iniziale se più alto, con la differenza a carico dello Stato. La riduzione effettiva del costo ha riguardato quindi solo le rate del 2009.
- Fonte: programma elettorale, missione "Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro", punto 2 "Una casa per tutti", p. 9
- Prova: Normattiva, articolo 2 del decreto-legge 185/2008: rate 2009 dei mutui a tasso non fisso per la prima casa calcolate al 4 per cento con la differenza a carico dello Stato, estese ai mutui rinegoziati ai sensi dell'articolo 3 del DL 93/2008.
Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026