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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
Leggi le 283 promesse troppo generiche per essere verificate

57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

224 schede

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

preveda, nelle ipotesi di stalking in cui l’indagato risulti già ammonito dal Questore, la facoltà per il PM di richiedere il giudizio immediato

Non risulta che nei periodi del governo Conte I e del governo Draghi sia stata introdotta la facoltà per il pubblico ministero di richiedere il giudizio immediato nei casi di stalking con indagato già ammonito dal questore. La legge 19 luglio 2019, n. 69 (Codice rosso) non modifica gli articoli sul giudizio immediato, e l'art. 453 del codice di procedura penale è rimasto, nel testo in vigore al 22 ottobre 2022, quello del 2008. Nemmeno la norma sull'ammonimento del questore (art. 8 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11) è stata modificata nel periodo. Il pubblico ministero poteva già chiedere il giudizio immediato nei casi generali previsti dalla legge.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Castrazione chimica per chi abusa di minori e per chi reitera il reato di violenza sessuale.

Non risultano atti del governo né leggi approvate nei periodi del governo Conte I e del governo Draghi che introducano la castrazione chimica per chi abusa di minori o reitera la violenza sessuale. La legge 19 luglio 2019, n. 69, che ha inasprito le pene per la violenza sessuale, non la prevede. La proposta di legge della Lega (Camera, n. 272, prima firma Molteni, presentata il 23 marzo 2018) sul trattamento farmacologico di blocco androgenico per i condannati per violenza sessuale è stata assegnata alla commissione Giustizia il 26 giugno 2018 e non risulta esaminata né approvata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

porre come questione prioritaria nell’agenda di Governo l’ottenimento [...] di maggiore autonomia, in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione

Nei periodi valutati non è stata firmata alcuna intesa definitiva né approvata la legge prevista dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione. Con il governo Conte I le trattative con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, avviate con gli accordi preliminari del febbraio 2018, sono riprese con un ampliamento delle materie richieste. Nel febbraio 2019 il ministro per gli affari regionali ha illustrato al Consiglio dei ministri i contenuti delle intese, che però non sono state concluse. Il governo Draghi ha scelto di far precedere le intese da una legge-quadro e ha istituito una commissione di studio (decreto del 25 giugno 2021), ma il disegno di legge non è stato presentato alle Camere entro la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

si proporrà una modifica della Costituzione volta a rafforzare e consolidare l’autonomia delle Regioni

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che rafforzino l'autonomia delle Regioni. Nella XVIII legislatura sono entrate in vigore solo le leggi costituzionali sul taglio dei parlamentari (n. 1/2020), sull'età per eleggere i senatori (n. 1/2021) e sull'ambiente (n. 1/2022); la riforma sull'insularità, approvata il 28 luglio 2022, riguarda gli svantaggi delle isole. Nessuna delle proposte costituzionali esaminate e non concluse ampliava l'autonomia regionale: quella sugli articoli 116 e 117 (S. 1825) prevedeva invece una clausola di supremazia della legge statale. Una proposta di senatori della Lega per uno Stato federale (S. 1869) è stata presentata il 4 luglio 2020, durante il governo Conte II, e non è mai stata esaminata.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

garantire la rappresentanza democratica con l’elezione diretta del Presidente

L'elezione diretta del presidente della Provincia non è stata ripristinata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 la legge 56/2014 (Delrio) prevede ancora che il presidente sia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia (art. 1, comma 58). Il disegno di legge S. 294, di iniziativa di senatori della Lega (primo firmatario Romeo, tra i firmatari Salvini, Centinaio e Calderoli), reintroduceva il suffragio universale per Province e città metropolitane. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Superamento del ruolo del Prefetto e delle Prefetture, le cui competenze saranno ripartite tra gli Enti Locali e i vertici delle Forze dell’Ordine.

Il ruolo delle Prefetture non è stato superato. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 il decreto legislativo 300/1999 (art. 11) prevede ancora la Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, con funzioni di coordinamento degli uffici periferici dello Stato e di raccordo con gli enti locali. Il disegno di legge S. 294, presentato da senatori della Lega, delegava il Governo a riorganizzare funzioni e competenze degli uffici periferici dello Stato e delle prefetture. Assegnato alla commissione il 26 giugno 2018, secondo la scheda del Senato il suo esame non è mai iniziato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre un capo dell’esecutivo forte, direttamente scelto dal popolo, che non debba passare dalla fiducia delle Camere e che possa nominare e revocare i ministri.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi costituzionali che introducano un capo dell'esecutivo scelto direttamente dal popolo e senza fiducia delle Camere. L'unica proposta di elezione diretta esaminata nella legislatura, la proposta di legge costituzionale C. 716 (Meloni e altri, presentata l'11 giugno 2018), prevedeva l'elezione diretta del Presidente della Repubblica ed è stata respinta dalla Camera il 10 maggio 2022. Una proposta di senatori della Lega su Stato federale e forma di governo presidenziale (S. 1869), presentata il 4 luglio 2020 durante il governo Conte II, non è mai stata esaminata. L'articolo 94 della Costituzione continua a richiedere la fiducia delle due Camere al Governo.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Occorre poter consentire al Parlamento e Governo di sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato

Il programma chiedeva di consentire a Parlamento e Governo di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale ogni volta che la Cassazione interpreti una legge in modo contrario alla volontà del legislatore. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi che lo prevedano. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 la legge 11 marzo 1953, n. 87, che all'articolo 37 regola i conflitti tra poteri dello Stato, non reca modifiche approvate nella legislatura. Tra le revisioni costituzionali approvate o esaminate elencate dalla Camera nessuna riguarda i conflitti di attribuzione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I giudici costituzionali devono essere nominati oltreché dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento, per il restante terzo da una Conferenza delle regioni.

La composizione della Corte costituzionale non è cambiata. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 135 della Costituzione prevede ancora quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né proposte costituzionali approvate che affidino un terzo delle nomine a una Conferenza delle regioni.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

I giudici ordinari non possono disapplicare leggi vigenti sulla base di una pretesa contrarietà con la giurisprudenza della Corte di giustizia europea

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi né leggi che vietino ai giudici ordinari di disapplicare leggi italiane per contrasto con la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Le leggi costituzionali della XVIII legislatura riguardano altri temi e l'articolo 117, primo comma, della Costituzione, che vincola il legislatore all'ordinamento europeo, è rimasto invariato nel testo vigente al 12 ottobre 2022. Tra le proposte costituzionali esaminate nella legislatura, l'unica sul rapporto con l'ordinamento europeo è la C. 298, il cui esame in commissione è iniziato l'11 ottobre 2018 e non si è concluso.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaEuropa

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Abrogare il comma 1 dell’art.117 nella parte in cui sottomette sempre e necessariamente la legislazione italiana alle norme europee.

Il vincolo europeo all'articolo 117, primo comma, della Costituzione non è stato toccato. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 la potestà legislativa dello Stato e delle Regioni deve rispettare ancora i «vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario». La proposta di legge costituzionale C. 298 (Meloni e altri, presentata il 23 marzo 2018), che modificava gli articoli 97, 117 e 119 sul rapporto con l'ordinamento europeo, è rimasta in esame in commissione e non è stata approvata. Una proposta di senatori della Lega che sopprimeva lo stesso vincolo (S. 1838), presentata il 3 giugno 2020 durante il governo Conte II, non è mai stata esaminata. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questa riforma.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

rendere obbligatoria la pronuncia del Parlamento sui disegni di legge di iniziativa popolare, con obbligo di rapida calendarizzazione

L'obbligo per il Parlamento di pronunciarsi sulle leggi di iniziativa popolare non è stato introdotto. La proposta di legge costituzionale C. 1173, che modificava gli articoli 71 e 75, prevedeva che una proposta popolare firmata da 500.000 elettori andasse a referendum se le Camere non l'avessero approvata entro diciotto mesi. È stata approvata dalla Camera in prima deliberazione il 21 febbraio 2019 (Conte I), ma il Senato (S. 1089) non l'ha approvata prima della fine della legislatura e nessuna modifica è entrata in vigore. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questo punto.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

innalzando a 200.000 il numero di sottoscrizioni necessarie per la loro proponibilità

La soglia di 200.000 firme per le leggi di iniziativa popolare non è stata introdotta. Nel testo vigente al 12 ottobre 2022 l'articolo 71 della Costituzione richiede ancora la proposta di almeno cinquantamila elettori. La proposta di legge costituzionale C. 1173, approvata in prima deliberazione dalla Camera il 21 febbraio 2019 e non conclusa, usava le 200.000 firme solo come soglia per il controllo preventivo della Corte costituzionale; per le proposte rinforzate ne richiedeva 500.000. Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi su questa soglia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione del Vincolo di Mandato con la riforma dell’art. 67 del Costituzione.

Nel periodo valutato l'articolo 67 della Costituzione non è stato modificato: il testo in vigore a fine legislatura prevede ancora che ogni membro del Parlamento eserciti le sue funzioni «senza vincolo di mandato». Le leggi costituzionali approvate nella legislatura hanno riguardato altri temi, come la riduzione del numero dei parlamentari (legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1). Non risultano disegni di legge costituzionale del governo sull'articolo 67. La proposta di legge costituzionale A.C. 3297 (Fascina), presentata il 28 settembre 2021 per introdurre il vincolo di mandato, è rimasta all'esame della commissione Affari costituzionali (iniziato il 25 novembre 2021) e la legislatura si è chiusa senza una sua approvazione.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Eliminazione del quorum per la validità dei referendum popolari, rendendone così più facile l’esercizio.

Il quorum di partecipazione per i referendum abrogativi (articolo 75 della Costituzione) è ancora in vigore. La Camera ha approvato il 21 febbraio 2019, in prima deliberazione, la proposta costituzionale A.C. 1173 (D'Uva, Molinari e altri, di M5S e Lega), che sostituiva il quorum con una soglia: maggioranza dei voti validi, purché superiore a un quarto degli aventi diritto. Al Senato (A.S. 1089) l'esame in commissione non è andato oltre il 23 luglio 2019 e non c'è stata la seconda deliberazione. Il disegno di legge costituzionale del senatore Calderoli sulla validità dei referendum (A.S. 516) è stato ritirato il 6 marzo 2019.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaistituzioni

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Introduzione della figura del “difensore del popolo/avvocato del popolo” che difenda i cittadini davanti agli abusi delle grandi imprese private [...] della pubblica amministrazione

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che istituiscano un difensore civico nazionale o un «difensore del popolo». Nella legislatura sono state presentate alla Camera due proposte di legge per istituire il Difensore civico nazionale, entrambe di iniziativa parlamentare: la A.C. 145 (Paolo Russo), assegnata alla commissione Affari costituzionali il 26 giugno 2018 senza che ne iniziasse l'esame, e la A.C. 1415 (Francesco Silvestri), presentata il 5 dicembre 2018 e mai assegnata a una commissione. Non risultano disegni di legge del governo sul tema. Come ricorda la relazione della proposta A.C. 1415, la figura del difensore civico esiste solo a livello locale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

La Lega, per opera del Sen. Candiani, ha già presentato un DDL al Senato per l’istituzione dell’Agenzia interregionale per le erogazioni in agricoltura.

L'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) non è stata soppressa e non è stata istituita un'Agenzia interregionale. Il disegno di legge del senatore Candiani e di altri senatori della Lega (A.S. 278), presentato nel 2018, è stato ritirato il 25 febbraio 2019. Il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74 (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2018, in vigore dall'8 luglio 2018) ha riordinato Agea mantenendola come ente di diritto pubblico vigilato dal ministero delle Politiche agricole, con funzioni separate di organismo di coordinamento e organismo pagatore. Il decreto era stato deliberato dal governo precedente.

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non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Riforma delle Authority di vigilanza: Banca d’Italia e Consob.

Non risultano atti del governo che abbiano riformato la vigilanza di Banca d'Italia e Consob nel periodo valutato. Il riparto delle competenze è rimasto quello dell'articolo 5 del testo unico della finanza, identico nel 2018 e nel 2022: alla Banca d'Italia il contenimento del rischio, la stabilità patrimoniale e la sana e prudente gestione degli intermediari, alla Consob la trasparenza e la correttezza dei comportamenti. Il nuovo Statuto della Banca d'Italia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 2022 dopo che la legge di bilancio per il 2022 aveva alzato la quota massima di capitale per ciascun partecipante, riguarda il capitale, gli organi e l'organizzazione della Banca e non tocca il riparto con la Consob. Un disegno di legge dei senatori Romeo (Lega) e Patuanelli (M5S) sulle modifiche allo statuto e agli organi della Banca d'Italia (A.S. 1332, presentato il 28 maggio 2019) è stato assegnato alla commissione il 24 giugno 2019 senza che ne iniziasse l'esame.

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non mantenutaeconomia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Istituto di diritto pubblico le cui quote possono essere detenute solo dallo Stato e sono inalienabili.

Le quote del capitale della Banca d'Italia non sono state riservate allo Stato. L'articolo 4 del decreto-legge 133/2013 (convertito dalla legge 5/2014), nel testo in vigore a ottobre 2022, prevede ancora che le quote possano appartenere a banche, assicurazioni, fondazioni bancarie, enti di previdenza e fondi pensione con sede in Italia. Con il governo Draghi la legge di bilancio per il 2022 (legge 30 dicembre 2021, n. 234, articolo 1, commi 715-717) ha anzi alzato dal 3 al 5 per cento la quota massima di capitale che ciascun partecipante può possedere, con effetto dal 1° gennaio 2022, e lo Statuto della Banca è stato adeguato con decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 2022. Alla Camera una proposta di Fratelli d'Italia per attribuire la proprietà della Banca d'Italia a soggetti pubblici (A.C. 313) è stata esaminata in commissione Finanze tra febbraio e luglio 2019 e portata in Assemblea il 23 luglio 2019, senza essere approvata. Non risultano disegni di legge del governo in materia.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

chi lavora in Banca d’Italia non può né lavorare né fornire servizi di consulenza [...] per un periodo non inferiore a 5 anni

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino a chi ha lavorato in Banca d'Italia di lavorare o prestare consulenza per almeno cinque anni dopo la cessazione. La norma in vigore per tutta la legislatura, l'articolo 29-bis della legge 262/2005, è rimasta identica tra il 2018 e il 2022. Per i componenti degli organi di vertice e i dirigenti della Banca d'Italia prevede il divieto di rapporti di collaborazione, consulenza o impiego con i soggetti vigilati per un periodo non superiore a due anni, da fissare con decreto del Presidente del Consiglio. Il divieto non riguarda tutto il personale e la sua durata massima è meno della metà di quella promessa.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per le banche commerciali [...] di effettuare attività legate alla negoziazione e all’intermediazione dei valori mobiliari

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino alle banche commerciali di svolgere attività di negoziazione e intermediazione di valori mobiliari. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale [...] con i seguenti soggetti: banche d’affari

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino alle banche commerciali di detenere partecipazioni in banche d'affari o di stipulare accordi di collaborazione commerciale con esse. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d’affari [...] di ricoprire cariche direttive [...] nelle banche commerciali

Non risultano atti del governo né leggi approvate nel periodo valutato che vietino a rappresentanti, direttori, soci di riferimento e impiegati delle banche d'affari di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali. Le proposte di legge sulla separazione tra banche commerciali e banche d'affari presentate nella legislatura (Senato n. 78 e n. 343, Camera n. 311 e n. 1574) erano tutte di iniziativa parlamentare e sono rimaste in commissione senza che l'esame iniziasse; il governo non ha presentato disegni di legge sul tema. L'articolo 10 del testo unico bancario, nel testo in vigore a ottobre 2022 e invariato dal 1994, consente alle banche di esercitare, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere un diverso trattamento fiscale tra le banche commerciali e le banche d’affari al fine di favorire le prime

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano un trattamento fiscale diverso per le banche commerciali e per le banche d'affari. Le leggi di bilancio adottate nei due periodi (legge 30 dicembre 2018, n. 145, e legge 30 dicembre 2021, n. 234) non contengono norme fiscali che distinguano i due tipi di banca. Nemmeno la separazione tra banche commerciali e banche d'affari è stata introdotta: le proposte presentate in Parlamento nella legislatura, come il disegno di legge A.S. 78 di delega al Governo per la separazione, non sono state esaminate.

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