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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Lega, 2018

Principali partiti: Lega

Governi valutati: Governo Conte I, Governo Draghi

  • 33 mantenute
  • 68 in parte
  • 224 non mantenute
  • 0 in corso
  • 9 non valutabili
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57 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

224 schede

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) in non meno di uno per ogni Regione

Le Regioni con un centro per i rimpatri non sono aumentate durante i governi Conte I e Draghi. Il decreto-legge 113/2018 (art. 2, comma 2) ha permesso per tre anni di affidare senza bando di gara i lavori per costruire, completare e ristrutturare i centri. Durante il governo Conte I il centro di Trapani-Milo è stato trasformato da hotspot in centro per i rimpatri (settembre 2018) e a Roma-Ponte Galeria è tornata in funzione la sezione maschile (fine maggio 2019), ma in Regioni che avevano già un centro. Il centro di Palazzo San Gervasio era stato aperto nel gennaio 2018, prima del governo. Gradisca d'Isonzo (dicembre 2019), Macomer e Milano (2020) sono stati aperti durante il governo Conte II, e sotto il governo Draghi non ne risultano di nuovi. Secondo il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, nel 2022 erano in funzione dieci centri in otto Regioni su venti: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Trasferire le competenze per il controllo e la gestione dei CIE alle Regioni con il coordinamento delle forze dell’ordine sul territorio

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che trasferiscano alle Regioni il controllo e la gestione dei centri di permanenza per il rimpatrio (i CIE della citazione), né disegni di legge del governo in questo senso. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 2) ha invece portato da 90 a 180 giorni la durata massima del trattenimento in questi centri e ha autorizzato per tre anni la procedura negoziata per costruirli o ristrutturarli, senza modificarne la gestione. Lo schema di capitolato per i servizi dei centri, approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018, comprende anche i centri di permanenza per il rimpatrio e ne affida i servizi con gara delle Prefetture.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Gestione dei centri di accoglienza da parte delle Regioni e non con affidamento a privati in specie cooperative.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che affidino alle Regioni la gestione dei centri di accoglienza o ne escludano le cooperative. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 12) ha riservato il sistema di protezione degli enti locali (ex SPRAR) ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati: i richiedenti asilo sono rimasti nei centri governativi e straordinari, i cui servizi sono affidati con gara dalle Prefetture. Il nuovo schema di capitolato, approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018, ha cambiato servizi e costi dei centri senza toccare chi li gestisce, e la legge 1° dicembre 2018, n. 132 (art. 12-ter) ha imposto alle cooperative sociali che lavorano con gli stranieri obblighi di trasparenza, senza escluderle. Si veda anche la scheda corrispondente di «Il conto».

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

potranno affidarsi nella gestione dei richiedenti asilo solo a soggetti di esperienza certificata e consolidata [...] che saranno raccolti in un apposito albo

Non risulta istituito alcun albo dei soggetti ammessi a gestire l'accoglienza dei richiedenti asilo. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132, ha introdotto solo obblighi di trasparenza: l'art. 2, comma 2-quater, impone ai gestori dei centri di pubblicare ogni sei mesi il rendiconto delle spese di gestione, e l'art. 12-ter impone alle cooperative sociali che lavorano con gli stranieri di pubblicare ogni tre mesi l'elenco dei soggetti a cui versano somme. Lo schema di capitolato approvato con decreto del Ministro dell'interno del 20 novembre 2018 disciplina l'affidamento con gare delle Prefetture, senza un albo. Nel periodo del governo Draghi non risultano atti diversi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Denuncia degli accordi internazioni di aiuto per i Paesi non collaborativi

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi con cui l'Italia abbia denunciato accordi di aiuto con Paesi che non collaborano sui rimpatri. Secondo dati del Ministero dell'interno elaborati da Pagella Politica, tra il 6 giugno 2018 e il 9 settembre 2019 i rimpatri forzati sono stati 8.383, circa 18 al giorno, lo stesso ritmo del periodo precedente. Oltre il 60% riguardava Tunisia, Albania e Marocco, con cui gli accordi di riammissione erano già in vigore. Il decreto-legge 113/2018 (art. 6) ha destinato al Fondo rimpatri somme già stanziate dalla legge di bilancio 2018.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Divieto comunque di sbarco dalle navi ONG per i passeggeri che non sono muniti di documenti identificativi.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che vietino lo sbarco dalle navi ONG delle persone prive di documenti di identità. Il decreto-legge 53/2019 (art. 1) consente al Ministro dell'interno di vietare l'ingresso delle navi nel mare territoriale per ragioni di ordine e sicurezza pubblica o per violazioni delle leggi sull'immigrazione, senza collegare il divieto al possesso di documenti da parte dei passeggeri. Il decreto-legge 113/2018 (art. 3) tratta la mancanza di identità con il trattenimento del richiedente asilo, non con il divieto di sbarco.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Approvare il DDL 3657/2016 [...] che prevede la cancellazione delle commissioni territoriali e la competenza del Giudice Onorario di Pace

La procedura d'asilo non è stata affidata al giudice onorario di pace e le commissioni territoriali non sono state soppresse. La proposta di legge C. 3657 della XVII legislatura (Fedriga e altri, presentata il 4 marzo 2016) non è mai stata esaminata oltre l'assegnazione alla commissione ed è decaduta con la fine della legislatura; il governo non ha presentato disegni di legge con lo stesso contenuto. Il decreto-legge 113/2018 ha invece mantenuto le commissioni: l'art. 10 ha introdotto un procedimento immediato davanti alla commissione territoriale per i richiedenti sotto procedimento penale o condannati per reati gravi, e l'art. 9 ha consentito di istituire fino a cinque sezioni aggiuntive per le domande presentate alla frontiera o nelle zone di transito.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

nonchè revoca dei benefici anche in caso di inosservanza delle regole del centro di accoglienza

I governi Conte I e Draghi non hanno esteso la revoca dell'accoglienza a ogni inosservanza delle regole del centro. L'art. 23, comma 1, lettera e), del d.lgs. 142/2015 ha continuato a prevedere la revoca solo per «violazione grave o ripetuta» delle regole della struttura, compreso il danneggiamento doloso di beni e i comportamenti gravemente violenti. Il decreto-legge 113/2018 (art. 12) ha modificato l'art. 23 solo nei riferimenti alle strutture di accoglienza, e il testo della lettera e) era lo stesso anche nell'ottobre 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutaesteri

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Effettuare accordi anche con le Tribù del sud della Libia

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano concluso accordi con le tribù del sud della Libia. Gli incontri documentati del ministro dell'Interno con interlocutori libici nel Conte I sono con il governo di Tripoli: a Tripoli il 25 giugno 2018 (ministro dell'Interno Ashour e vicepremier Maitig) e al Viminale il 28 febbraio 2019 (ministro dell'Interno Bashagha). Le note ufficiali parlano di controllo delle coste e dei confini, non di tribù. L'intesa con i capi tribù del Fezzan (Tebu, Tuareg, Awlad Suleiman) era stata siglata a Roma nel marzo 2017, sotto il governo precedente.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Applicazione del protocollo spagnolo per il controllo rigoroso delle frontiere sul mare, con strumenti tecnologici e conseguente esternalizzazione delle frontiere

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che adottino un sistema di controllo delle frontiere marittime sul modello spagnolo. Nel Conte I la cooperazione con la Libia è proseguita nel quadro del memorandum d'intesa del 2 febbraio 2017, firmato dal governo precedente: il decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84 (convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 98) ha autorizzato la cessione gratuita al governo libico di un massimo di 12 motovedette per il controllo delle coste e il contrasto all'immigrazione illegale. Le altre misure del Conte I sul mare sono state di tipo diverso: il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 8 agosto 2019, n. 77) ha dato al ministro dell'Interno il potere di limitare o vietare l'ingresso delle navi nel mare territoriale.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

vincolo di bilancio secondo il quale per il “rifugiato” lo Stato non potrà impegnare risorse superiori a quelle destinate ad una pensione d’invalidità al 100%

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano introdotto un vincolo di bilancio che leghi la spesa per ciascun rifugiato all'importo di una pensione di invalidità al 100%. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha cambiato il sistema di accoglienza, e la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145, art. 1, comma 767) ha chiesto al Ministero dell'interno di ridurre il costo giornaliero dell'accoglienza e la spesa per i centri, con risparmi di almeno 400 milioni di euro nel 2019, 550 nel 2020 e 650 dal 2021. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 approvata nel periodo del governo Draghi, fissa un tetto per persona collegato alla pensione di invalidità.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Non sarà inoltre possibile stabilire maggiori contributi per l’accoglienza degli stranieri rispetto a quelli rivolti alle politiche a sostegno degli italiani in povertà

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano vietato di destinare all'accoglienza dei migranti contributi superiori a quelli per gli italiani in povertà. Nel Conte I la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha istituito il fondo per il reddito di cittadinanza, con 7,1 miliardi di euro per il 2019 (art. 1, comma 255), e ha chiesto risparmi sulla spesa per i centri di accoglienza (comma 767); il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 ha ristretto il sistema di protezione e accoglienza. Nessuna di queste norme, né la legge di bilancio 2022 del periodo Draghi, collega però le due spese con un vincolo, e il reddito di cittadinanza non è riservato ai cittadini italiani.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere una nuova fattispecie di reato specifica finalizzata a sventare le organizzazioni internazionali per la tratta degli esseri umani

Non risulta che il governo Conte I o il governo Draghi abbiano introdotto una nuova fattispecie di reato specifica contro le organizzazioni internazionali della tratta. Nel Conte I il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 (convertito dalla legge 77/2019) è intervenuto sulle indagini: con l'articolo 3 ha attribuito alle procure distrettuali anche le indagini sulle associazioni finalizzate al favoreggiamento semplice dell'immigrazione clandestina (art. 12, comma 1, del testo unico), rendendo possibili le intercettazioni preventive. È una modifica di competenza e di strumenti d'indagine, non un nuovo reato.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutagiustizia

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

ampliare la facoltà di utilizzo di prove anche al di fuori di quelle raccolte dalla polizia giudiziaria

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che abbiano ampliato la possibilità di usare nei processi per immigrazione clandestina prove raccolte da soggetti diversi dalla polizia giudiziaria italiana; il programma precisava che si trattava anche delle prove della polizia giudiziaria di altri Paesi europei. La misura più vicina è l'articolo 4 del decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, che ha stanziato fondi per il concorso di operatori di polizia di Stati esteri, sulla base di accordi, nelle operazioni sotto copertura in Italia, anche contro il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È però un'autorizzazione di spesa: non cambia le regole sull'uso delle prove.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Stabilire la facoltà per la polizia giudiziaria di raccogliere prove sul contrasto all’immigrazione clandestina attraverso la presenza di personale sulle navi ONG

Non risultano atti del governo Conte I o del governo Draghi che consentano alla polizia giudiziaria di raccogliere prove con proprio personale a bordo delle navi delle ONG. Il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53, il principale intervento del Conte I sulle navi, ha invece dato al ministro dell'Interno il potere di vietarne l'ingresso nel mare territoriale (articolo 1) e ha previsto sanzioni per chi viola il divieto (articolo 2). Il dossier parlamentare sul decreto non contiene una norma sulla presenza di personale di polizia giudiziaria a bordo.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Rivedere il sistema delle quote per adottare meccanismi di mercato, subordinando le richieste alla verifica della disponibilità dei cittadini italiani

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che abbiano sostituito il sistema delle quote con meccanismi di mercato. Gli ingressi per lavoro sono rimasti regolati dai decreti annuali sui flussi: il DPCM 12 marzo 2019 (governo Conte I, 30.850 ingressi) e il DPCM 21 dicembre 2021 (governo Draghi, Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2022, 69.700 ingressi). La richiesta nominativa del datore di lavoro e la verifica preventiva al centro per l'impiego che non ci siano lavoratori disponibili già presenti in Italia erano previste dal testo unico sull'immigrazione (art. 22, comma 2) già prima del 2018. Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (artt. 42 e 44) ha accelerato il rilascio del nulla osta e semplificato le verifiche sui datori di lavoro, senza cambiare il sistema delle quote.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Affidare ai Comuni, con il coordinamento delle Regioni e non alle Questure, la competenza a rilasciare il permesso di soggiorno di breve periodo

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che affidino ai Comuni il rilascio del permesso di soggiorno di breve periodo. Il testo unico sull'immigrazione (art. 5, comma 2), nella versione in vigore sia nel 2019 sia a fine legislatura, prevede che il permesso sia richiesto al questore della provincia in cui si trova lo straniero. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (convertito dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132) e il decreto-legge 14 giugno 2019, n. 53 non hanno toccato questa competenza, né risultano disegni di legge del governo in materia.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Affidare alla Direzioni provinciali del Ministero del Lavoro [...] e non alle Prefetture le funzioni di disbrigo delle pratiche di prima assunzione dei lavoratori stranieri

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che trasferiscano alle Direzioni provinciali del lavoro, o alle Regioni, le pratiche di prima assunzione dei lavoratori stranieri. Nel testo unico sull'immigrazione in vigore dal 2018 a fine legislatura il responsabile dell'intero procedimento è lo sportello unico per l'immigrazione istituito presso la prefettura (art. 22, comma 1). Il decreto-legge 21 giugno 2022, n. 73 (governo Draghi) ha fissato tempi più brevi per il nulla osta (art. 42) e ha affidato le verifiche sui requisiti del datore di lavoro all'asseverazione di professionisti e associazioni datoriali, lasciando all'Ispettorato nazionale del lavoro i controlli a campione (art. 44). La competenza sulle pratiche è rimasta allo sportello unico.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Prevedere che le Questure rilascino le informative ai Comuni

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che prevedano informative delle Questure ai Comuni ai fini del rilascio del permesso di soggiorno. Nel programma la misura serviva al passaggio ai Comuni della competenza sul permesso, che non è avvenuto: il rilascio è rimasto al questore (art. 5 del testo unico sull'immigrazione). Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 18) ha consentito alla polizia municipale dei comuni con più di 100.000 abitanti, e nel 2019 progressivamente degli altri capoluoghi, di consultare il Centro elaborazione dati interforze durante i controlli, per verificare eventuali provvedimenti di ricerca: è uno strumento di controllo di polizia, non riguarda il permesso di soggiorno.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

bocciatura per gli studenti che rifiutano di partecipare a determinate materie obbligatorie

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano la bocciatura degli studenti che rifiutano di partecipare a materie obbligatorie. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

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non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di occupare il suolo pubblico per pregare

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di occupare il suolo pubblico per pregare. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

divieto di prevedere trattamenti diversi in ragione di assunte regole religiose nei servizi pubblici, come ospedali, pubbliche amministrazioni, mense ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano un divieto di trattamenti diversi per ragioni religiose nei servizi pubblici, come ospedali, uffici e mense. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026

non mantenutasicurezza

Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

revoca, quindi, dell’accordo tra Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) ed Ente Nazionale per il Microcredito

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi, né dell'Ente nazionale per il microcredito, che abbiano revocato il protocollo d'intesa con la Coreis (Comunità religiosa islamica italiana), firmato nel luglio 2017 secondo le cronache dell'epoca. Il protocollo è un accordo amministrativo dell'Ente e il suo testo non è pubblicato: per questo la verifica si basa sull'assenza di notizie di una revoca e di atti del governo sul tema, non su un documento che attesti che l'accordo è rimasto in vigore.

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Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018

Obbligo di trasparenza degli investimenti provenienti da alcuni Paesi come Qatar, Arabia Saudita, ecc.

Non risultano atti dei governi Conte I e Draghi che introducano obblighi di trasparenza sugli investimenti provenienti da Paesi come Qatar e Arabia Saudita. Nei due periodi il governo non ha presentato alle Camere disegni di legge sul tema, e la misura non compare nelle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2022. Il governo Draghi ha rafforzato i poteri speciali sulle operazioni nei settori strategici (decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, artt. 24-28), ma si tratta di un controllo del governo sulle singole operazioni, valido per tutti gli investitori, non di un obbligo di trasparenza per gli investimenti di determinati Paesi.

Verificata da Redazione NFN il 30 ottobre 2026