Programma 2018 · valutata sui governi Conte I, Draghi · 7 febbraio 2018
Rifondare e implementare il numero dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) in non meno di uno per ogni Regione
Le Regioni con un centro per i rimpatri non sono aumentate durante i governi Conte I e Draghi. Il decreto-legge 113/2018 (art. 2, comma 2) ha permesso per tre anni di affidare senza bando di gara i lavori per costruire, completare e ristrutturare i centri. Durante il governo Conte I il centro di Trapani-Milo è stato trasformato da hotspot in centro per i rimpatri (settembre 2018) e a Roma-Ponte Galeria è tornata in funzione la sezione maschile (fine maggio 2019), ma in Regioni che avevano già un centro. Il centro di Palazzo San Gervasio era stato aperto nel gennaio 2018, prima del governo. Gradisca d'Isonzo (dicembre 2019), Macomer e Milano (2020) sono stati aperti durante il governo Conte II, e sotto il governo Draghi non ne risultano di nuovi. Secondo il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, nel 2022 erano in funzione dieci centri in otto Regioni su venti: Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna.
- Fonte: programma elettorale, sezione "IMMIGRAZIONE", paragrafo "REGOLAMENTAZIONE DELL’IMMIGRAZIONE E RIMPATRI", p. 6
- Prova: Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Relazione al Parlamento 2023: elenca i dieci centri per i rimpatri in funzione (Bari, Brindisi, Caltanissetta, Gradisca d'Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino, Trapani) con i dati 2020-2022, e nella nota 42 l'anno di apertura dei centri nuovi (l'ultimo nel 2020).
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