Programma 2013 · valutata sui governi Letta, Renzi, Gentiloni · 13 ottobre 2012
un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari
Il peso del fisco sul lavoro e sull'impresa è stato ridotto. Il decreto-legge 66/2014 ha introdotto un credito Irpef di 640 euro per il 2014 per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 24.000 euro, decrescente fino a 26.000. La legge 190/2014 lo ha reso strutturale a 960 euro annui e ha reso deducibile dall'Irap il costo del lavoro a tempo indeterminato (vedi le schede corrispondenti di «Il conto»). La legge 208/2015 ha portato l'aliquota Ires dal 27,5% al 24% dal 2017. Sulla rendita finanziaria, lo stesso decreto-legge 66/2014 ha alzato dal 20% al 26% il prelievo sui redditi di natura finanziaria dal 1° luglio 2014, lasciando i titoli di Stato al 12,5%. Sugli immobili il prelievo è invece diminuito. Dal 2014 l'IMU non si applica all'abitazione principale non di lusso (legge 147/2013), e la legge 208/2015 ha esentato dalla Tasi l'abitazione principale, salvo le categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. La revisione del catasto prevista dalla delega fiscale (legge 23/2014) non è stata attuata. Il ridisegno ha quindi alleggerito lavoro e impresa e aumentato il prelievo sulla rendita finanziaria, ma non ha attinto alla rendita immobiliare.
- Fonte: programma elettorale, Carta d'intenti, sezione "Lavoro", p. 6
- Prova: Camera dei deputati, dossier sul decreto-legge 66/2014: credito Irpef di 640 euro (art. 1) e aumento dal 20% al 26% del prelievo sui redditi di natura finanziaria dal 1° luglio 2014, con titoli di Stato al 12,5% (art. 3)
Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026