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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrodestra

Casa delle Libertà, 2001

Principali partiti: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, CCD-CDU, Nuovo PSI

Governi valutati: Governo Berlusconi II, Governo Berlusconi III

Il Piano era pubblicato in 51 file; l'impronta digitale si riferisce al testo completo ricomposto nell'ordine dell'indice. Le copie d'archivio del Piano sono del 2003-2005, quella del Contratto è del 2002.

  • 38 mantenute
  • 74 in parte
  • 80 non mantenute
  • 0 in corso
  • 6 non valutabili
Leggi le 217 promesse troppo generiche per essere verificate

111 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

80 schede

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Riorganizzare e costruire nuove carceri

Il decreto-legge 11 settembre 2002, n. 201 (convertito dalla legge 14 novembre 2002, n. 259), art. 6, ha previsto un piano straordinario pluriennale per acquisire e adeguare edifici penitenziari, anche con la locazione finanziaria, per 93,3 milioni di euro. Nel dicembre 2004 il ministro della giustizia indicava come interventi più qualificanti del piano i nuovi istituti di Varese e di Pordenone; per Pordenone era in corso la gara, bandita nel marzo 2004. Secondo la Corte dei conti, dopo la legge finanziaria per il 2002 (legge 28 dicembre 2001, n. 448) non sono stati stanziati altri fondi sul capitolo dell'edilizia penitenziaria. Non risultano nuovi istituti realizzati con il piano del governo entro la fine del mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Tutelare anche economicamente le vittime con la creazione di un fondo nazionale

Non risultano atti del governo che abbiano creato un fondo nazionale per indennizzare le vittime dei reati in generale. Nel mandato sono state adottate solo tutele settoriali, come la legge 3 agosto 2004, n. 206 per le vittime del terrorismo e delle stragi. La direttiva europea 2004/80/CE, che chiedeva un sistema di indennizzo per le vittime di reati intenzionali violenti operativo dal 1° luglio 2005, non è stata recepita entro il mandato. La Commissione europea ha emesso il parere motivato il 28 giugno 2006 e la Corte di giustizia ha accertato l'inadempimento dell'Italia nel novembre 2007 (causa C-112/07).

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Introduzione esplicita del “principio di non offensività”

Il Piano prometteva di introdurre esplicitamente nel codice penale il principio di non offensività. Non risultano atti del governo che lo abbiano introdotto. Nel mandato una commissione ministeriale presieduta da Carlo Nordio ha elaborato un progetto di riforma della parte generale del codice penale, che non è diventato legge. La riforma è stata ripresa nell'estate 2006, dopo la fine del governo, da un'altra commissione ministeriale presieduta da Giuliano Pisapia.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Disciplina rigorosa in tema di intercettazioni telefoniche ed ambientali

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto una disciplina generale più rigorosa delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Il 29 settembre 2005 il governo ha presentato al Senato un disegno di legge sulle intercettazioni e sulla pubblicità degli atti (A.S. 3612), che restringeva i presupposti delle intercettazioni nel codice di procedura penale; assegnato alla Commissione giustizia, non è mai stato esaminato. Nel mandato sono state approvate solo norme su aspetti specifici: la legge 20 giugno 2003, n. 140, sull'uso delle intercettazioni che riguardano i parlamentari, e il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155), che per il contrasto al terrorismo ha esteso le intercettazioni preventive e regolato l'acquisizione urgente dei dati del traffico telefonico.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Potenziamento dell'intervento del giudice per le indagini preliminari con funzione di controllo e garanzia e collegialità nell'adozione delle misure cautelari

Il Piano prometteva la collegialità nell'adozione delle misure cautelari. Durante i governi Berlusconi II e III il giudice per le indagini preliminari è rimasto un giudice monocratico anche per le misure cautelari: non risultano atti del governo che ne abbiano introdotto la collegialità. La riforma dell'ordinamento giudiziario (legge 25 luglio 2005, n. 150) è intervenuta sugli uffici del pubblico ministero: il decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, in vigore dal 4 aprile 2006, richiede l'assenso scritto del procuratore della Repubblica per le richieste di misure cautelari dei magistrati del suo ufficio, ma non cambia la composizione del giudice che le decide. La decisione collegiale del giudice per le indagini preliminari sulla custodia cautelare in carcere è stata prevista solo dalla legge 9 agosto 2024, n. 114, che ha aggiunto il comma 1-quinquies all'articolo 328 del codice di procedura penale.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Previsione di un risarcimento delle vittime in stato di necessità e agevolazioni fiscali per i costi derivanti dal reato e dalla difesa

Il Piano prometteva un risarcimento per le vittime di reati in stato di bisogno e agevolazioni fiscali per i costi del reato e della difesa. Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un indennizzo generale a carico dello Stato per le vittime di reato o agevolazioni fiscali per queste spese. La legge 25 gennaio 2006, n. 29 ha delegato il governo a recepire la direttiva europea 2004/80, che chiedeva un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti entro il 1° gennaio 2006, ma il decreto è stato adottato solo il 9 novembre 2007 (n. 204), dal governo successivo. Un diritto generale all'indennizzo è stato introdotto con la legge 7 luglio 2016, n. 122. Nel mandato sono state ampliate soltanto tutele per categorie specifiche, come le vittime del terrorismo (legge 3 agosto 2004, n. 206).

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Obbligo di un'attività lavorativa, legata alla “liberazione per buona condotta”, e realizzazione di “circuiti penitenziari differenziati”

Il Piano prometteva un obbligo di attività lavorativa legato alla liberazione per buona condotta e circuiti penitenziari differenziati. L'ordinamento penitenziario prevedeva già che il lavoro fosse obbligatorio per i condannati (articolo 20 della legge 26 luglio 1975, n. 354). Non risultano atti del governo che abbiano legato il lavoro alla liberazione anticipata o che abbiano istituito circuiti differenziati per tipo di detenuti. La legge 23 dicembre 2002, n. 279 ha reso stabile il regime detentivo speciale dell'articolo 41-bis per i detenuti di criminalità organizzata e terrorismo, che riguarda le restrizioni del regime e non la distinzione dei detenuti nelle carceri. Il 21 novembre 2002 il ministro della Giustizia ha riferito alla Camera sul lavoro dei detenuti (da 12.085 a 14.348 occupati tra dicembre 2001 e giugno 2002) e ha richiamato l'obiettivo di distinguere i detenuti per tipo di reato, età e durata della pena, senza indicare atti che lo attuassero.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Distinzione di competenze fra i capi degli uffici e i dirigenti amministrativi. Istituzione di ausiliari del giudice

Nel mandato la distinzione di competenze non è entrata in vigore. La legge 25 luglio 2005, n. 150 (art. 2, comma 1, lettera s) ha delegato il governo a ripartire le competenze tra il magistrato capo dell'ufficio giudiziario e il dirigente amministrativo, e il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema del decreto in via preliminare il 18 novembre 2005. Il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 è stato però deliberato in via definitiva il 14 luglio 2006 dal governo successivo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2006. Non risultano atti del governo che istituiscano gli «ausiliari del giudice».

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Aumento degli organici e creazione di sezioni stralcio a termine garantito

Il Piano prometteva più organici e sezioni stralcio a termine nella giustizia amministrativa. Le sezioni stralcio (due al Consiglio di Stato, una al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e venticinque ai Tar) erano previste dal decreto-legge 18 maggio 2001, n. 179, adottato prima dell'insediamento del governo e mai convertito in legge, come ha rilevato la Corte costituzionale nel 2002. Non risultano atti del governo che le abbiano istituite. Quanto agli organici dei magistrati amministrativi, l'ultimo aumento consistente era stato disposto dalla legge 21 luglio 2000, n. 205, con effetto dal 1° gennaio 2001; nel mandato la tabella è stata modificata solo dal decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 354 (art. 6-bis), che ha creato il posto di presidente aggiunto del Consiglio di Stato: un'unità in più.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

È necessario un Testo unico del processo

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un testo unico del processo amministrativo nel mandato. La legge di semplificazione approvata nel mandato (legge 29 luglio 2003, n. 229), che delegava il governo a riordinare e codificare diverse materie, non comprendeva il processo amministrativo. Il riordino organico è arrivato dopo, con la legge delega 18 giugno 2009, n. 69 (art. 44) e il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, che ha approvato il Codice del processo amministrativo (GU n. 156 del 7 luglio 2010, in vigore dal 16 settembre 2010). Quel codice è stato dunque opera di un governo successivo.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Una legge quadro deve essere basata su alcuni principi

Nel mandato il Parlamento non ha approvato una legge quadro sulle professioni. La relazione a un disegno di legge presentato il 28 aprile 2006 da senatori della maggioranza uscente (Senato, XV legislatura, n. 9) riconosce che nella XIV legislatura, «pur non essendo mancate iniziative parlamentari e governative», i progetti di riforma «non hanno fatto significativi progressi» e che i contrasti tra le forze politiche «hanno impedito l'approvazione di una legge in materia». Il decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 30 si limita a individuare i principi fondamentali in materia di professioni già desumibili dalle leggi vigenti, per delimitare la competenza legislativa delle Regioni, ed esclude dal suo ambito l'ordinamento degli Ordini, gli albi, il tirocinio e l'esame di Stato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione dell'informazione sui servizi secondo regole deontologiche elaborate dagli Ordini

Il Piano prometteva di liberalizzare l'informazione sui servizi dei professionisti, con regole deontologiche degli Ordini. Non risultano atti del governo che l'abbiano fatto nel mandato. I divieti di pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi sono stati abrogati dall'art. 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, cioè dopo la fine del governo (17 maggio 2006).

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Regolamentazione delle società fra professionisti, con possibilità di soci finanziatori in limiti ristretti

Non risultano atti del governo che abbiano regolato le società tra professionisti. Il governo ha elaborato ipotesi di riforma delle professioni: una bozza di disegno di legge delega nel novembre 2004 e una riforma presentata agli Ordini nel 2005 e poi tolta dal decreto-legge 35/2005 sulla competitività. Nessuna è diventata legge entro il mandato. Le società interdisciplinari tra professionisti sono state ammesse dal decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 248/2006, dopo la fine dei governi valutati.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Più investimenti e meno vincoli per la ricerca

Il Piano chiedeva più investimenti per la ricerca. Secondo l'Istat la spesa per ricerca e sviluppo è rimasta all'1,09 per cento del Pil sia nel 2001 sia nel 2005. La spesa delle istituzioni pubbliche e delle università è passata da 6,91 a 7,41 miliardi di euro correnti, il 7,3 per cento in più in quattro anni, mentre la spesa totale, trainata dalle imprese, è cresciuta del 14,9 per cento, all'incirca quanto il Pil: in rapporto al Pil la spesa pubblica e universitaria è quindi diminuita. Nel mandato non risulta l'aumento degli investimenti promesso. La seconda parte della promessa, «meno vincoli», è troppo generica per essere misurata.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

progressivo adeguamento delle retribuzioni al livello europeo

Il Piano prometteva un progressivo adeguamento degli stipendi degli insegnanti al livello europeo. Secondo l'OCSE, lo stipendio tabellare di un docente di scuola media con 15 anni di anzianità era in Italia di 31.072 dollari a parità di potere d'acquisto nel 2001, contro una media dei paesi OCSE di 31.968 (il 97 per cento). Nel 2005 era di 31.917 dollari, contro una media OCSE di 40.322 (il 79 per cento) e una media di 40.177 dollari per i 19 paesi dell'Unione europea. Il rapporto con la media OCSE è sceso anche per la scuola primaria (dal 95 al 78 per cento) e per la secondaria superiore (dal 93 al 76 per cento). Le due edizioni non sono del tutto confrontabili, perché cambiano i paesi compresi nella media e le parità di potere d'acquisto, ma in tutti i livelli di scuola il divario dalla media non si è ridotto: è aumentato.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Occorre promuovere un tavolo di concertazione fra Università e Fondazioni di origine bancaria

Il Piano indicava la necessità di promuovere un tavolo di concertazione tra Università e Fondazioni di origine bancaria, perché una parte delle risorse delle Fondazioni finanziasse programmi di ricerca. Non risultano atti del governo che abbiano istituito un tavolo di questo tipo nel mandato. Il rapporto annuale dell'associazione delle Fondazioni (ACRI) del 2004 descrive interventi a favore delle università decisi dalle singole Fondazioni, come il ritorno dell'università a Treviso, senza riferimenti a un tavolo o a un protocollo con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Liberalizzazione delle iniziative imprenditoriali dei docenti e ricercatori

Non risultano atti del governo che abbiano reso compatibile la partecipazione azionaria con il ruolo di dipendente di università ed enti di ricerca. Il decreto legislativo 297/1999 prevedeva solo il finanziamento delle iniziative di spin-off. Il riordino della docenza della legge 4 novembre 2005, n. 230 non contiene norme sulle società o sull'incompatibilità con l'attività d'impresa. L'eccezione per le società spin-off o start-up universitarie è arrivata con la legge 30 dicembre 2010, n. 240 (art. 6, comma 9), dopo la fine del governo.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Incentivazioni economiche alle Università che dimostrino capacità di trasferimento tecnologico verso il mondo dell'impresa

Il Piano chiedeva incentivi alle università in base alla capacità di trasferimento tecnologico, misurata con brevetti, contratti con le imprese, imprese create da ricercatori e licenze. Non risultano atti dei governi che abbiano legato il finanziamento degli atenei a indicatori di questo tipo: il modello di riparto del fondo di finanziamento ordinario adottato nel 2004 (decreto ministeriale 28 luglio 2004, n. 146) misura la ricerca soprattutto con i progetti PRIN valutati positivamente, e i criteri del 2005 (decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139) destinano le quote di incentivazione ad altri scopi, come la mobilità dei docenti. Il decreto ministeriale 5 agosto 2004, n. 262 (art. 12) ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2005 e 2,5 milioni per il 2006 per cofinanziare fino a dieci uffici di trasferimento tecnologico negli atenei: un sostegno alla loro creazione, assegnato sui progetti presentati, non un premio ai risultati.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Gli istituti del CNR, dello INFN e dell'ENEA saranno collegati organicamente ai centri universitari di eccellenza

Non risultano atti del governo che colleghino «organicamente» gli istituti di CNR, INFN ed ENEA a centri universitari di eccellenza. Il riordino del CNR (decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127) ha previsto strumenti di collaborazione con le università: l'integrazione con le reti della ricerca universitaria, unità di ricerca presso gli atenei sulla base di convenzioni e la mobilità del personale. Il riordino dell'ENEA (decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257) prevede collaborazioni con le università, tramite convenzioni, per la formazione dei ricercatori. Per l'INFN non risultano atti di riordino nel mandato. Nessuno di questi atti lega in modo stabile gli istituti degli enti a centri universitari di eccellenza.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Redigere un Piano energetico nazionale

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un Piano energetico nazionale. La legge 23 agosto 2004, n. 239 (legge Marzano, GU n. 215 del 13 settembre 2004) ha riordinato il settore. Fissa gli obiettivi generali della politica energetica e attribuisce allo Stato la definizione del «quadro di programmazione di settore» (art. 1, comma 7, lettera b), ma non prevede né adotta un documento denominato piano energetico nazionale.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Blocco istantaneo [...] della riforma universitaria

La riforma degli ordinamenti didattici universitari (decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, il «3+2») non è stata bloccata: secondo l'ISTAT è entrata in vigore con l'anno accademico 2001-2002, cioè nel primo anno di governo. Il governo l'ha poi rivista con il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 (Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre 2004, in vigore dal 27 novembre 2004), che sostituisce il d.m. 509/1999 ma ne conserva l'impianto su due livelli, laurea e laurea magistrale. Non risultano atti di sospensione della riforma.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Per rendere libera, senza più obbligo di ottenere “permessi” o “concessioni”, la ristrutturazione interna alle case, ai negozi, ai laboratori

Il Piano prometteva di rendere liberi, senza permessi né concessioni, i lavori interni di case, negozi e laboratori che non toccano muri portanti, volumi ed esterni. Questi lavori non richiedevano concessioni già prima del 2001: dal 1996 bastava una denuncia di inizio attività. Non risultano atti del governo che li abbiano resi liberi da ogni adempimento. La legge 21 dicembre 2001, n. 443 (art. 1, comma 6) ha esteso la denuncia di inizio attività alle ristrutturazioni più pesanti, e nel testo unico dell'edilizia (d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) vigente nel 2006 l'attività libera comprendeva solo la manutenzione ordinaria, l'eliminazione di alcune barriere architettoniche e le opere temporanee di ricerca nel sottosuolo (art. 6); gli altri interventi minori restavano soggetti a denuncia di inizio attività (art. 22).

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

privatizzazione delle reti di distribuzione (di luce, acqua, gas, ecc.)

Il Piano indicava la privatizzazione delle reti di distribuzione di luce, acqua e gas. Non risultano atti del governo che le abbiano privatizzate; per i servizi pubblici locali la legge è andata nella direzione opposta. La legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 35) ha riscritto dal 1° gennaio 2002 l'art. 113 del testo unico degli enti locali: gli enti locali non possono cedere la proprietà di impianti e reti dei servizi pubblici e possono conferirla solo a società di cui detengono la maggioranza, che è incedibile. Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (art. 14) ha poi ammesso il conferimento solo a società a capitale interamente pubblico, escludendo da queste regole i settori dell'energia elettrica e del gas, che restano disciplinati dalle loro leggi; anche per quelle reti di distribuzione non risultano privatizzazioni decise dal governo. Le quotazioni in Borsa di Snam Rete Gas (dicembre 2001) e di Terna (giugno 2004) hanno riguardato le reti nazionali di trasporto del gas e di trasmissione dell'elettricità, non quelle di distribuzione.

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Programma 2001 · valutata sui governi Berlusconi II, Berlusconi III · 7 maggio 2001

Progressiva eliminazione dell'assurdo costituito da un'imposta come l'IRAP

Nel mandato dei governi Berlusconi II e III l'Irap è rimasta in vigore con la stessa aliquota ordinaria, il 4,25 per cento. La legge delega fiscale 7 aprile 2003, n. 80 (articolo 8) prevedeva la graduale eliminazione dell'imposta, a partire dal costo del lavoro, con decreti legislativi da adottare entro due anni, cioè entro il 3 maggio 2005: per l'Irap non risultano decreti adottati. Le leggi finanziarie hanno introdotto solo deduzioni mirate. Quella per il 2003 ha aumentato le deduzioni per i contribuenti con base imponibile bassa e pochi dipendenti. Quella per il 2005 (legge 311/2004) ha aggiunto deduzioni per il personale addetto alla ricerca, per le imprese più piccole e, per tre anni, per i nuovi assunti a tempo indeterminato. L'aliquota ordinaria è stata ridotta al 3,9 per cento solo dal 2008. La scheda corrispondente di «Il conto», sull'abolizione in tre anni dell'Irap sul lavoro annunciata nel 2005, è «non valutabile» perché quel traguardo cadeva dopo la fine del governo; questa promessa non ha una scadenza e vale per l'intero mandato.

Verificata da Redazione NFN il 20 ottobre 2026