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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

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  • 79 in parte
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  • 0 in corso
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59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

88 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] delle imposte di bollo

Nel mandato l'imposta di bollo è stata ritoccata ma non riorganizzata. Il decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 473 (in vigore dal 1° aprile 1998) ne ha rivisto le sanzioni. L'art. 55 della legge 21 novembre 2000, n. 342 (governo Amato II) ha affidato a decreti del ministro delle Finanze, da adottare entro novanta giorni, una nuova tariffa del bollo e delle tasse di concessione governativa, e ha introdotto alcune esenzioni puntuali; quei decreti non risultano adottati, e nel 2006 l'Agenzia delle entrate applicava ancora la tariffa approvata con decreto ministeriale 20 agosto 1992. L'impianto del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 è rimasto invariato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una revisione dell'ulteriore detrazione oggi esistente commisurandola al reddito complessivo del contribuente

Nel 1995 l'«ulteriore detrazione» Irpef (art. 13, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi) spettava ai lavoratori dipendenti con un reddito di lavoro dipendente fino a 14,5 milioni di lire, con importi decrescenti fino a 14.825.000 lire. Era quindi commisurata a una sola componente del reddito, come rilevava il programma. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 48) ha riscritto l'art. 13 dal 1998 e ha fuso l'ulteriore detrazione con quella base in un'unica detrazione per lavoro dipendente. La nuova detrazione è però graduata sull'ammontare dei soli redditi di lavoro dipendente, non sul reddito complessivo del contribuente. Le leggi finanziarie per il 2000 e il 2001 ne hanno aumentato gli importi senza cambiare la base di calcolo. Sono graduate sul reddito complessivo solo due detrazioni minori introdotte nel 1999 e nel 2000 (art. 13, commi 2-ter e 2-quater), riservate a chi possiede esclusivamente alcuni tipi di reddito. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano commisurato l'ulteriore detrazione, o la detrazione che l'ha sostituita, al reddito complessivo.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

La Cassa integrazione guadagni deve essere ricondotta ai suoi compiti propri, di ammortizzatore per le sole crisi aziendali di natura temporanea

La promessa chiedeva di limitare la Cassa integrazione alle crisi aziendali temporanee. Come nelle schede corrispondenti di «Il conto», la riforma degli ammortizzatori sociali non è stata fatta nel periodo. La legge 17 maggio 1999, n. 144 (art. 45) ha delegato il Governo a ridefinire incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali entro il 30 aprile 2000: sono stati adottati decreti su altre parti della delega, come quelli sui lavori socialmente utili (decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81) e sull'incontro tra domanda e offerta di lavoro (decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181), ma non sugli ammortizzatori. Il governo Amato II ha adottato solo misure temporanee per il 2001, con il decreto-legge 3 maggio 2001, n. 158 (convertito dalla legge 2 luglio 2001, n. 248). Alla fine del mandato (11 giugno 2001) la Cassa integrazione non era stata ridefinita.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Nel caso di crisi aziendali non temporanee, la cassa integrazione viene sostituita da un Fondo per la mobilità

La promessa era sostituire la cassa integrazione, nelle crisi aziendali non temporanee, con un Fondo per la mobilità. La legge 17 maggio 1999, n. 144 (art. 45) ha delegato il Governo a riordinare incentivi all'occupazione e ammortizzatori sociali, prevedendo anche fondi di categoria per l'integrazione salariale. I decreti legislativi adottati in base a quella delega (21 aprile 2000, n. 181 e n. 185) riguardano l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e l'autoimpiego; non risultano decreti che abbiano riformato la cassa integrazione o istituito un Fondo per la mobilità. L'indennità di mobilità esisteva già dalla legge 23 luglio 1991, n. 223, che la legge 144 richiama come istituto vigente. L'esito è lo stesso delle schede corrispondenti di «Il conto».

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

definire un sistema di incentivi volto a rendere conveniente per le parti sociali redistribuire [...] i frutti dell'aumento di produttività [...] di riduzioni di orario

La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 13, comma 2) ha previsto che un decreto del Ministro del lavoro, da emanare entro sessanta giorni, riducesse o rimodulasse i contributi previdenziali in funzione delle riduzioni d'orario stabilite nei contratti collettivi, per fasce fino a 40 ore settimanali, nei limiti delle risorse del Fondo per l'occupazione. Non risulta emanato un decreto che abbia reso operativi questi sgravi per le riduzioni d'orario dei lavoratori a tempo pieno. Il decreto interministeriale del 12 aprile 2000 (Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 2000), adottato in base al decreto legislativo n. 61 del 2000 sul lavoro a tempo parziale, ha concesso sgravi solo per le nuove assunzioni a tempo parziale e indeterminato stipulate entro il 30 giugno 2000. Non è stato attuato un sistema di incentivi che renda conveniente alle parti sociali tradurre gli aumenti di produttività in riduzioni d'orario.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

favorisca il movimento dei lavoratori all'interno dell'impresa, rendendo più elastica la determinazione delle mansioni all'interno di qualifiche definite

Non risultano atti del governo che abbiano reso più elastica la determinazione delle mansioni nel lavoro privato. L'art. 2103 del codice civile, nella formulazione data dall'art. 13 dello Statuto dei lavoratori (1970), è rimasto in vigore fino al d.lgs. 81/2015. Nel periodo gli unici interventi sulle mansioni inferiori riguardavano casi specifici, come i lavoratori disabili con la legge 12 marzo 1999, n. 68. La legge 196/1997 (pacchetto Treu) ha introdotto altre forme di flessibilità, ma non ha toccato la disciplina delle mansioni.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

adotti una disciplina dei cosiddetti "contratti atipici", per [...] ampliare l'ambito di applicazione del lavoro a termine

Non risultano atti del governo che abbiano ampliato in via generale i casi in cui si può apporre un termine al contratto di lavoro, allora fissati dalla legge 18 aprile 1962, n. 230. La legge 24 giugno 1997, n. 196 è intervenuta sul contratto a termine solo con l'articolo 12, che ha modificato le conseguenze della prosecuzione del rapporto dopo la scadenza. La legge 8 marzo 2000, n. 53 (articolo 10) ha aggiunto solo ipotesi circoscritte: l'assunzione a termine con un mese di anticipo per sostituire chi è in astensione per maternità e la sostituzione delle lavoratrici autonome in maternità. Il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che ha sostituito la legge del 1962 ammettendo il termine per ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive, è stato deliberato in via preliminare il 28 giugno 2001 e in via definitiva il 9 agosto 2001, dopo la fine del governo Amato II.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' pertanto necessario introdurre una previsione analoga per quanto riguarda il mercato italiano

La legge 10 ottobre 1990, n. 287 consente all'Autorità garante della concorrenza e del mercato di segnalare al Parlamento e al Governo le norme che distorcono la concorrenza (art. 21) e di esprimere pareri (art. 22), ma non prevede un controllo sugli aiuti pubblici alle imprese. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano introdotto una disciplina nazionale analoga a quella europea per limitare gli aiuti che distorcono la concorrenza. Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (governo Prodi I) ha fissato i principi per le procedure di concessione e il monitoraggio degli incentivi alle imprese, senza un controllo dei loro effetti sul mercato.

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non mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

costituzione di un'Agenzia delle innovazioni

Non risultano atti dei governi Prodi, D'Alema e Amato che abbiano istituito un'Agenzia delle innovazioni per le piccole imprese, con una struttura centrale ridotta e punti di assistenza tecnica decentrati. Il d.lgs. 9 gennaio 1999, n. 1 ha creato Sviluppo Italia S.p.A., società per la promozione di attività produttive e nuova imprenditorialità, tra i cui scopi figura lo sviluppo della domanda di innovazione. Si tratta però di una società di sviluppo generale, con particolare riferimento al Mezzogiorno, non dell'agenzia descritta dalla promessa.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Obiettivo finale é consentire ad ogni editore di avere un solo canale generalista via etere terrestre e di cedere quelli in più

La promessa era portare ogni editore a un solo canale generalista via etere terrestre, con la cessione dei canali in più. La legge 31 luglio 1997, n. 249 ha vietato di rilasciare a uno stesso soggetto concessioni per più del 20 per cento delle reti televisive nazionali analogiche su frequenze terrestri (art. 2, c. 6): un tetto percentuale, non il limite di un solo canale. Le reti eccedenti potevano continuare a trasmettere su frequenze terrestri, in contemporanea via satellite o via cavo, fino a un termine da fissare dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in base allo sviluppo dell'utenza via satellite e via cavo (art. 3, c. 6-7). Alla RAI la legge chiedeva un piano per trasformare una delle sue reti in un'emittente senza pubblicità, non la cessione di una rete (art. 3, c. 9). Il termine per il passaggio delle reti eccedenti al satellite o al cavo fu fissato dall'Autorità al 31 dicembre 2003 solo con la delibera n. 346 del 7 agosto 2001, dopo la fine dei governi valutati. La Corte costituzionale (sent. n. 466/2002) ha giudicato illegittima la mancanza nella legge di un termine certo e ha stabilito che non potesse superare il 31 dicembre 2003.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

L'obiettivo intermedio consiste nella contestuale cessione di una delle reti generaliste da parte sia della RAI che di Fininvest

La legge 31 luglio 1997, n. 249 ha fissato un limite del 20 per cento delle reti televisive nazionali analogiche per soggetto (art. 2, comma 6) e ha obbligato le reti in eccesso a trasmettere esclusivamente via satellite o via cavo, ma solo dalla data che l'Autorità avrebbe indicato in seguito (art. 3, commi 6 e 7). Nessuna rete generalista è stata ceduta né da RAI né da Fininvest durante il mandato. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha indicato il 31 dicembre 2003 come termine con la delibera n. 346 del 7 agosto 2001, dopo la fine del governo Amato II. La Corte costituzionale ha poi dichiarato illegittima la norma nella parte in cui non fissava un termine finale certo e non prorogabile (sentenza n. 466 del 2002).

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Il canone annuo coprirà i costi del servizio pubblico [...] la rete generalista della RAI potrà competere sul libero mercato della pubblicità solo per una parte

La legge 31 luglio 1997, n. 249 (art. 3, comma 9) ha imposto alla RAI di presentare all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 30 aprile 1998, un piano per trasformare una delle sue reti in un'emittente senza risorse pubblicitarie, entro un termine da fissare poi dall'Autorità. La RAI presentò il progetto «Nuova Rai Tre», su cui la Commissione parlamentare di vigilanza diede parere favorevole. Il termine fu fissato solo dopo il mandato, con la delibera dell'Autorità n. 346 del 7 agosto 2001, al 31 dicembre 2003: nel mandato nessuna rete RAI ha rinunciato alla pubblicità. Non risultano inoltre atti che abbiano fatto coprire dal canone i costi del servizio pubblico, premessa della limitazione promessa.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

è necessario un nuovo statuto che recepisca le linee strategiche del servizio pubblico, e le fonti di nomina degli organi di governo della RAI

Non risultano atti, tra il 1996 e il 2001, che abbiano dato alla RAI un nuovo statuto con le linee strategiche del servizio pubblico o cambiato le fonti di nomina dei suoi organi. Il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650, ha riscritto in via transitoria le regole sul consiglio di amministrazione. Ha lasciato però la nomina dei cinque consiglieri ai Presidenti di Camera e Senato d'intesa, aggiungendo la revoca su proposta di due terzi della Commissione di vigilanza. Il disegno di legge del governo sul sistema delle comunicazioni (Atto Senato n. 1138), presentato nel luglio 1996 e contenente norme sulla RAI, non è stato approvato entro la fine della legislatura. Le regole di nomina sono cambiate solo con la legge 3 maggio 2004, n. 112.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

attraverso la definizione di criteri più selettivi per il loro riconoscimento, innalzando i limiti quantitativi e qualitativi per la concentrazione dell'offerta

Durante i governi valutati il Parlamento ha approvato la legge 5 marzo 2001, n. 57, che all'articolo 7 ha delegato il governo a modernizzare il settore agricolo, indicando tra i fini quello di favorire la concentrazione dell'offerta, senza fissare criteri per il riconoscimento delle associazioni di produttori. Il decreto legislativo emanato in base a questa delega (18 maggio 2001, n. 228), che fissa requisiti nazionali per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, come l'obbligo per i soci di far vendere all'organizzazione almeno il 75% del prodotto e soglie minime di produttori e di volume commercializzato, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 15 giugno 2001, dopo la fine del governo Amato II (11 giugno 2001). Non risultano altri atti del governo che abbiano reso più selettivi i criteri di riconoscimento entro quella data.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

un'agenzia, a capitale misto pubblico-privato, rivolta a sostenere i prodotti delle piccole e medie imprese

La promessa era di creare, sull'esempio di Francia e Germania, un'agenzia a capitale misto pubblico-privato per sostenere all'estero i prodotti agroalimentari delle piccole e medie imprese. Non risultano atti del governo, tra il 1996 e il 2001, che l'abbiano istituita. L'atto più vicino è l'art. 59, comma 4-bis, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, aggiunto dall'art. 123 della legge 23 dicembre 2000, n. 388: istituisce presso il Ministero delle politiche agricole e forestali un comitato per la valorizzazione e la tutela del patrimonio alimentare italiano, costituito con decreto ministeriale del 28 marzo 2001. È un organismo ministeriale con compiti di censimento e tutela, non un'agenzia con capitale privato che offra servizi commerciali alle imprese.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

il passaggio lento e graduale dall'imposizione basata sulle tariffe catastali alla tassazione a bilancio

Non risultano atti del governo che abbiano avviato il passaggio dalla tassazione agricola basata sulle tariffe catastali a quella a bilancio. Il reddito agrario e quello dominicale sono rimasti determinati su base catastale. La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, comma 50) ha mantenuto questo sistema e, in attesa delle nuove tariffe d'estimo, ha rivalutato i redditi dominicali dell'80 per cento e quelli agrari del 70 per cento ai fini delle imposte sui redditi.

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non mantenutaeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

occorre quindi un insieme di nuove norme, confluenti in un apposito "statuto" per l'imprenditore artigiano

Non risulta che il governo abbia proposto o approvato uno statuto dell'impresa artigiana al posto della legge quadro 8 agosto 1985, n. 443. Sono state approvate solo modifiche puntuali alla legge del 1985: la legge 20 maggio 1997, n. 133 (artigiane le s.r.l. con socio unico e le società in accomandita semplice) e l'art. 13 della legge 5 marzo 2001, n. 57 (s.r.l. artigiane). Non è stata fatta la riforma organica promessa.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Il primo obiettivo è quindi portare l'acqua da bere in tutte le case

L'obiettivo era portare l'acqua potabile in tutte le case. Al censimento del 21 ottobre 2001, quattro mesi dopo la fine del mandato, le abitazioni occupate da residenti servite da acqua potabile erano il 99,0 per cento in Italia, il 98,6 al Sud e il 96,5 nelle Isole: circa una casa su cento ne era ancora priva. Anche i problemi di rifornimento, che la tesi indicava come la ragione dell'obiettivo, restavano diffusi: secondo l'ISTAT nel 2002 il 14,7 per cento delle famiglie lamentava irregolarità nell'erogazione dell'acqua.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

con imposte di fabbricazione sui beni non significativamente riciclabili

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto imposte di fabbricazione sui beni poco riciclabili. Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 1997) ha riorganizzato la gestione degli imballaggi con il Consorzio nazionale imballaggi e un contributo ambientale a carico di produttori e utilizzatori, destinato al recupero, che non è un'imposta di fabbricazione. Lo stesso decreto (art. 56) ha abrogato quasi per intero il decreto-legge n. 397 del 1988, compreso l'articolo che aveva introdotto l'imposta di fabbricazione sui sacchetti di plastica: l'unico tributo di questo tipo esistente è stato quindi soppresso, non esteso.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

ad un piano nazionale di approvvigionamento di gas naturale liquefatto che, attraverso la valutazione di impatto ambientale, individui gli attracchi per le metaniere

Non risultano atti del governo che abbiano adottato un piano nazionale per l'approvvigionamento di gas naturale liquefatto con l'individuazione degli attracchi per le metaniere. Il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, che ha recepito la direttiva europea sul mercato del gas, disciplina l'accesso e le tariffe dei terminali di GNL. Prevede inoltre che le opere per i terminali, compresi gli impianti di rigassificazione, siano dichiarate di pubblica utilità dopo l'approvazione del singolo progetto, ma non contiene una pianificazione dei punti di approdo. Non risulta altro atto che abbia indicato i punti di approdo delle navi metaniere.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Occorre una nuova legge urbanistica che sostituisca la legge 1150 del 1942

Nei mandati dei governi valutati non è stata approvata una nuova legge urbanistica: la legge 17 agosto 1942, n. 1150 (GU n. 244 del 16 ottobre 1942) è ancora in vigore, con le modifiche successive. Nella XIII legislatura sono state discusse in Parlamento proposte di legge sul governo del territorio, ma nessuna è diventata legge prima della fine della legislatura. Non risultano atti dei governi valutati che abbiano sostituito la legge del 1942 con una nuova legge-quadro urbanistica.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Aumento delle risorse in percentuale sul PIL

Secondo la serie del Ministero dell'istruzione, la spesa pubblica per istruzione e formazione è scesa dal 4,87% del PIL nel 1995 al 4,86% nel 1996, al 4,57% nel 1997 e al 4,55% sia nel 1998 sia nel 1999; per il 2000 il dato provvisorio è 4,63%. Anche i conti delle amministrazioni pubbliche per funzione dell'ISTAT danno una quota ferma o in lieve calo: 4,5% del PIL nel 1996 e 4,4% nel 2000 e nel 2001. L'aumento delle risorse per l'istruzione in percentuale del PIL non è stato realizzato.

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non mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

bisogna realizzare l'obiettivo 'europeo' di portare alla laurea 350.000-400.000 studenti all'anno (contro i 100.000 attuali)

La promessa era portare a 350.000-400.000 i laureati all'anno, contro i 100.000 indicati dal programma. Secondo l'ISTAT i laureati dell'anno solare 1998 sono stati 129.307. Secondo i dati del Ministero dell'università, nell'intero anno solare 2001 sono stati 171.806, meno della metà dell'obiettivo. La riforma che ha introdotto la laurea triennale (decreto ministeriale n. 509 del 1999) ha prodotto i primi 1.267 laureati nel 2001: i suoi effetti sul numero complessivo sono successivi al periodo dei governi valutati.

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non mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

un meccanismo di preferenze espresse e di graduatorie assicura a ciascun candidato l'ammissione in una delle sedi universitarie

La legge 2 agosto 1999, n. 264 (GU n. 183 del 6 agosto 1999) ha programmato a livello nazionale gli accessi a medicina, odontoiatria, architettura e altri corsi. L'art. 4 prevede l'ammissione con prove di cultura generale e verifica dell'attitudine, e i risultati vanno comunicati entro quindici giorni. Non prevede però un meccanismo di preferenze e graduatorie che assicuri a ogni candidato un posto in una sede universitaria: chi non rientra nei posti programmati resta escluso. Non risultano altri atti del governo in questo senso.

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