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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

  • 82 mantenute
  • 79 in parte
  • 88 non mantenute
  • 0 in corso
  • 1 non valutabile
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59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

82 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una riforma della legislazione turistica che delegiferi tutti gli aspetti programmatici e si limiti a fissare alcune essenziali regole

La legge 29 marzo 2001, n. 135, «Riforma della legislazione nazionale del turismo» (GU n. 92 del 20 aprile 2001), approvata durante il governo Amato II, fissa i principi fondamentali della politica del turismo e le competenze di Stato e Regioni, e disciplina strumenti di programmazione, sistemi turistici locali, tutela del turista e semplificazioni per le imprese. L'articolo 2, comma 4 affida a un decreto del Presidente del Consiglio, d'intesa con le Regioni, i principi e gli obiettivi per lo sviluppo del sistema turistico, con terminologie e standard minimi comuni; l'articolo 11, comma 6 abroga la vecchia legge quadro (legge 17 maggio 1983, n. 217) dall'entrata in vigore di quel decreto. Il decreto è stato adottato il 13 settembre 2002, dopo la fine del mandato, ma la riforma legislativa promessa è stata approvata nel mandato.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

mantenutawelfare

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

procedere nella liberalizzazione delle locazioni

La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (governo D'Alema I, in vigore dal 30 dicembre 1998) ha superato l'equo canone: l'art. 14 abroga gli artt. 12-26 e altri articoli della legge 392/1978 e l'art. 11 del decreto-legge 333/1992 (patti in deroga). I contratti in corso sono proseguiti con le vecchie regole fino alla scadenza.

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mantenutaambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

assicurando in particolare piena operatività ed efficienza all'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

Il regolamento sull'organizzazione dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (ANPA) è stato adottato con il DPR 4 giugno 1997, n. 335, in vigore dal 21 ottobre 1997. Ha articolato l'agenzia in cinque dipartimenti e in un'area dei servizi giuridici, amministrativi e gestionali. Il d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300 (art. 38) ha poi istituito l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, a cui sono trasferite le funzioni dell'ANPA e dei servizi tecnici nazionali. Non è stato possibile verificare l'organico effettivo dell'Agenzia negli anni successivi. L'esito è coerente con la scheda corrispondente di «Il conto» sulla stessa misura.

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mantenutaambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

avviare e/o completare una mappatura delle aree di rischio idrogeologico con una diffusa rete di prevenzione

Il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180 (convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, dopo le frane di Sarno) ha imposto alle autorità di bacino e alle Regioni di individuare e perimetrare le aree a rischio idrogeologico, con piani stralcio da adottare entro il 30 giugno 1999 e misure di salvaguardia immediate; scaduto il termine, la competenza passava al Consiglio dei ministri. Lo stesso decreto ha previsto un programma per il potenziamento delle reti di monitoraggio meteoidropluviometrico, con funzioni di preallarme e allarme (art. 2, comma 7). Il Ministero dell'ambiente ha classificato nel 1999 tutti i comuni italiani per livello di attenzione al rischio idrogeologico e scrive che la redazione dei piani straordinari con la perimetrazione delle aree esposte a rischio si è completata nella quasi totalità dei casi entro il 1999. La mappatura nazionale del rischio idrogeologico è quindi stata avviata e in gran parte realizzata nel mandato.

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mantenutainfrastrutture

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Occorre altresì rifinanziare ed assegnare le risorse per la realizzazione di sistemi per il trasporto rapido di massa (legge 211/92)

La promessa era rifinanziare e assegnare le risorse per i sistemi di trasporto rapido di massa della legge 26 febbraio 1992, n. 211. La legge 18 giugno 1998, n. 194 (art. 3, comma 4) ha previsto la prosecuzione degli interventi della legge 211/1992, con proposte al CIPE per il finanziamento dei piani. Ha destinato 75 miliardi di lire già stanziati e autorizzato un ulteriore limite di impegno trentennale di 20 miliardi di lire per il 1998. Una quota è riservata all'integrazione del contributo statale a interventi già approvati.

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mantenutaambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

il recupero, riutilizzo e riciclaggio degli imballaggi, adeguando anche il recepimento della direttiva comunitaria

Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, governo Prodi I) ha attuato la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, insieme alle direttive 91/156/CEE e 91/689/CEE sui rifiuti. Il Titolo II (artt. 34-43) disciplina la gestione degli imballaggi. L'art. 37 obbliga produttori e utilizzatori a raggiungere obiettivi finali e intermedi di recupero e di riciclaggio, fissati nell'allegato E, e a comunicare ogni anno i dati dal 1998. Alla data del voto la direttiva non era ancora recepita.

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mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Legge quadro per l'istruzione che preveda: estensione dell'obbligo scolastico, riordino dei cicli formativi, riforma della scuola per l'infanzia

La legge 10 febbraio 2000, n. 30 (governo D'Alema II) è la legge quadro sul riordino dei cicli dell'istruzione. Articola il sistema in scuola dell'infanzia, di durata triennale (art. 2), scuola di base e scuola secondaria, e fissa l'obbligo scolastico dal sesto al quindicesimo anno di età (art. 1). L'obbligo di istruzione era già stato elevato da otto a dieci anni, nove in prima applicazione, con la legge 20 gennaio 1999, n. 9. La legge 30/2000 prevedeva un'attuazione graduale ed è stata abrogata dalla legge 28 marzo 2003, n. 53.

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mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Attuazione dell'autonomia scolastica, autonomia che si esprime su tre piani: didattica, di bilancio [...] gestione del personale

La legge 15 marzo 1997, n. 59 (art. 21, governo Prodi I) ha avviato l'autonomia scolastica, attuata dal regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1999, governo D'Alema I): autonomia didattica e organizzativa e, dal 1° settembre 2000, funzioni di amministrazione e gestione, anche sullo stato giuridico ed economico del personale (art. 14). Reclutamento a tempo indeterminato, graduatorie e mobilità tra scuole sono rimasti all'amministrazione (art. 15). L'autonomia di bilancio è stata disciplinata dal decreto interministeriale 1° febbraio 2001, n. 44 (Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 2001, governo Amato II), con il programma annuale di ogni scuola. La scheda corrispondente di «Il conto» per il governo Prodi I è «in parte» perché comprende anche il prolungamento dell'obbligo scolastico, che qui non è in esame.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Provvedimenti urgenti per la formazione degli insegnanti dei vari ordini e gradi di scuola (come previsto dalla Legge 341)

Il corso di laurea in scienze della formazione primaria e le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS), previsti dagli artt. 3 e 4 della legge 341/1990 e rimasti senza attuazione dal 1990, sono stati resi operativi con il decreto del ministro dell'università, di concerto con il ministro della pubblica istruzione, del 26 maggio 1998 (Gazzetta Ufficiale n. 153 del 3 luglio 1998), che ne ha fissato i criteri generali. Secondo la Società italiana per lo studio della storia contemporanea, le SSIS sono partite nell'anno accademico 1999/2000, con 10.229 posti disponibili e 8.038 immatricolati. La formazione degli insegnanti prevista dalla legge è quindi entrata in funzione durante il mandato dei governi valutati.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Sono da valorizzare inoltre i periodi di tirocinio sul lavoro, prevedendo anche forme di sostegno economico alle imprese

La legge 24 giugno 1997, n. 196 (art. 18) ha introdotto i tirocini formativi e di orientamento, regolati dal decreto ministeriale 25 marzo 1998, n. 142 (G.U. n. 108 del 12 maggio 1998). L'art. 18, comma 1, lettera g), prevede il rimborso, totale o parziale, degli oneri sostenuti dalle imprese per i tirocini di giovani del Mezzogiorno presso imprese di altre regioni, compresi vitto e alloggio. L'art. 26, comma 6, prevede il rimborso del premio INAIL pagato dai datori di lavoro che hanno attivato tirocini. Un decreto direttoriale del Ministero del lavoro del 22 gennaio 2001 ha disciplinato i rimborsi alle imprese. Il sostegno è però circoscritto ai tirocini dei giovani del Sud e al premio assicurativo.

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mantenutaistruzione

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va istituito un vero e proprio sistema di Istruzione Tecnica Superiore, cioè un canale post-secondario parallelo all'università

L'art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144 ha istituito il sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), a cui si accede di norma dopo il diploma. È rivolto a giovani e adulti, occupati e non. I corsi sono programmati dalle Regioni e progettati da università, scuole superiori, enti di ricerca, centri di formazione accreditati e imprese, e rilasciano una certificazione valida su tutto il territorio nazionale. Il regolamento attuativo è il decreto interministeriale 31 ottobre 2000, n. 436, che disciplina anche il riconoscimento dei crediti nei percorsi universitari.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Affiancare agli strumenti di tipo diretto per il finanziamento della ricerca e sviluppo, strumenti indiretti e automatici tramite l'utilizzo della leva fiscale

La legge 27 dicembre 1997, n. 449 (governo Prodi I), all'art. 5 «Incentivi per la ricerca scientifica», ha introdotto un credito d'imposta per le piccole e medie imprese e le imprese artigiane che investono in ricerca. Dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 1998 spetta un credito di 15 milioni di lire per ogni nuovo assunto con titolo di ricerca, fino a 60 milioni, se aumenta il personale, e pari al 60 per cento dei nuovi contratti di ricerca con università ed enti pubblici. Lo strumento riguarda solo alcune imprese, ma è un incentivo fiscale che affianca i finanziamenti diretti, come la tesi chiedeva.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

si dovranno creare istituzioni di reale interfaccia, riformando adeguatamente enti come il CNR e l'ENEA

Il decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 19 (GU n. 29 del 5 febbraio 1999) ha riordinato il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), definito ente nazionale di ricerca con competenza scientifica generale. Il decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 36 (GU n. 46 del 25 febbraio 1999) ha riordinato l'ENEA, Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, che svolge anche funzioni di agenzia con servizi alla pubblica amministrazione. Entrambi sono stati adottati dal governo D'Alema I in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59. La riforma dei due enti indicati nella promessa è quindi avvenuta nel mandato.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la costituzione di un servizio civile: [...] che preveda l'accesso ai giovani di leva che optano per il servizio civile, agli obiettori di coscienza, alle ragazze

La legge 6 marzo 2001, n. 64 (governo Amato II, in vigore dal 6 aprile 2001) ha istituito il servizio civile nazionale. Per il periodo in cui la leva restava obbligatoria, l'art. 5 vi ammette gli obiettori di coscienza, i giovani abili alla leva che preferiscono il servizio civile a quello militare e, su base volontaria per dodici mesi, le cittadine tra i 18 e i 26 anni. Dopo la sospensione della leva il servizio si presta solo su base volontaria, aperto a uomini e donne (art. 2).

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

prevedere la possibilità per tutti, donne e uomini, di prendersi delle pause attraverso i congedi parentali, familiari, per progetti personali

La legge 8 marzo 2000, n. 53 (governo D'Alema II, Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2000) ha introdotto per lavoratrici e lavoratori i congedi parentali: nei primi otto anni di vita del figlio ciascun genitore può astenersi dal lavoro, fino a dieci mesi in totale tra i due (undici se il padre ne usa almeno tre). L'art. 4 prevede congedi per gravi motivi familiari, fino a due anni, e l'art. 5 congedi per la formazione, fino a undici mesi nell'arco della vita lavorativa, per chi ha almeno cinque anni di anzianità. Queste pause non sono retribuite, tranne l'indennità del 30 per cento per una parte del congedo parentale. Nessuna norma parla di «progetti personali», ma il congedo formativo copre attività scelte dal lavoratore.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

adeguare l'Assegno sociale per i meno abbienti e, in particolare, per gli anziani

L'assegno sociale è stato aumentato tre volte con le leggi finanziarie del mandato, oltre la rivalutazione automatica. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 67) lo ha elevato di 100.000 lire al mese dal 1° gennaio 1999 e la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 52) di altre 18.000 lire al mese dal 1° gennaio 2000; gli stessi aumenti valgono per la pensione sociale. La legge 23 dicembre 2000, n. 388 (art. 70) ha poi concesso dal 1° gennaio 2001 una maggiorazione di 25.000 lire al mese sotto i 75 anni e di 40.000 lire al mese dai 75 anni in su, entro limiti di reddito.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

modulare l'importo degli assegni prendendo come base il numero dei figli minori presenti nel nucleo; maggiorare l'assegno quando c'è un solo genitore

La promessa chiedeva di modulare l'assegno al nucleo familiare sul numero dei figli minori e di maggiorarlo per i nuclei con un solo genitore. La legge 27 dicembre 1997, n. 450 (art. 3, comma 2) ha destinato le risorse della restituzione del drenaggio fiscale ad aumentare l'assegno per i nuclei con figli, «con particolare riferimento a quelli monoparentali» e a quelli con più di un figlio. Il decreto del Ministro del lavoro del 13 maggio 1998 ha applicato la norma dal 1° gennaio 1998: aumenti riservati ai nuclei con figli minori o inabili, tabelle distinte per i nuclei con un solo genitore e un ulteriore aumento per questi ultimi, limiti di reddito più alti di un milione di lire. L'assegno resta calcolato sul numero dei componenti e sul reddito, ma da allora gli importi crescono in modo distinto per i nuclei con figli e quelli con un solo genitore hanno una maggiorazione propria.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

aumentare gli assegni per i nuclei a più basso reddito; elevare le soglie di esclusione per allargare la platea dei beneficiari

La promessa era aumentare gli assegni per i nuclei a reddito più basso e alzare le soglie di esclusione per allargare la platea dei beneficiari. La legge 23 dicembre 1996, n. 663 (art. 3, comma 2, lettera a) ha usato le risorse della restituzione del drenaggio fiscale per aumentare fino al 20 per cento gli importi dell'assegno al nucleo familiare e fino al 20 per cento i beneficiari, con fasce di reddito distinte per numero di componenti. Il decreto del Ministro del lavoro del 19 marzo 1997 l'ha applicata dal 1° gennaio 1997: importi più alti per i nuclei con figli minori o con inabili e accesso all'assegno per redditi oltre le fasce fino ad allora previste. La legge 27 dicembre 1997, n. 450 (art. 3, comma 2) e il decreto del 13 maggio 1998 hanno aggiunto dal 1° gennaio 1998 nuovi aumenti per i nuclei con figli e limiti di reddito più alti di un milione di lire, ammettendo nuclei prima esclusi. Gli aumenti hanno riguardato i nuclei con figli, non quelli senza figli. La legge 23 dicembre 1998, n. 448 (art. 65) ha poi introdotto anche un assegno comunale per i nuclei con almeno tre figli minori e basse risorse.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va completato l'attuale sistema di tutela della maternità che, ad oggi, vede scoperte le casalinghe, le studentesse, le disoccupate

La promessa chiedeva di completare la tutela della maternità, che lasciava scoperte casalinghe, studentesse e disoccupate. L'articolo 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 ha istituito, per i figli nati dal 1° luglio 1999, un assegno di maternità erogato dai comuni alle madri che non ricevono l'indennità di maternità, entro un limite di reddito del nucleo familiare (ISE). La legge 23 dicembre 2000, n. 388 lo ha esteso dal 2001 alle cittadine comunitarie e alle straniere con carta di soggiorno, e la legge 23 dicembre 1999, n. 488 (art. 49) ha aggiunto un assegno per le lavoratrici atipiche e discontinue, comprese quelle che hanno perso da poco il lavoro. Il testo unico sulla maternità (decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, artt. 74 e 75) ha riunito le due misure. Le madri prive di copertura previdenziale hanno dunque una tutela economica, sottoposta a un limite di reddito.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

va affrontato il tema del valore del lavoro casalingo [...] la questione della copertura assicurativa dal rischio di incidenti domestici

La legge 3 dicembre 1999, n. 493 (GU n. 303 del 28 dicembre 1999, in vigore dal 12 gennaio 2000) riconosce il valore sociale ed economico del lavoro svolto in ambito domestico (art. 6) e istituisce l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici, gestita dall'INAIL (art. 7). L'obbligo riguarda le persone tra 18 e 65 anni che svolgono in via esclusiva lavoro domestico, per infortuni che causano un'inabilità permanente di almeno il 33 per cento. Il premio è di 25.000 lire l'anno ed è a carico dello Stato per chi ha redditi bassi (art. 8). Con i decreti ministeriali del 15 settembre 2000 l'assicurazione è partita il 1° marzo 2001, durante il governo Amato II.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Particolare cura deve essere posta (anche con opportune modifiche alla legge 184/83 sull'adozione) per [...] favorire [...] le coppie intenzionate ad adottare minorenni all'estero

La promessa prevedeva modifiche alla legge 184/1983 sull'adozione per favorire, con rapidità, onestà e sicurezza, le coppie intenzionate ad adottare minorenni all'estero. La legge 31 dicembre 1998, n. 476 (GU n. 8 del 12 gennaio 1999) ha ratificato la Convenzione dell'Aja del 1993 sull'adozione internazionale e, all'art. 3, ha sostituito per intero il Capo I del Titolo III della legge 184/1983, dedicato all'adozione di minori stranieri. La nuova disciplina regola l'informazione degli aspiranti, il decreto di idoneità del tribunale per i minorenni, l'incarico a enti autorizzati e l'intervento di una Commissione per le adozioni internazionali. La legge è stata approvata e promulgata durante il governo D'Alema I.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

disciplinare la materia dei permessi di soggiorno in modo da consentire la convertibilità

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Turco-Napolitano) e il testo unico che ne è seguito, il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (governo Prodi I), hanno disciplinato i permessi di soggiorno prevedendone la conversione. L'art. 6, comma 1, dispone che il permesso per studio o formazione possa essere convertito, prima della scadenza, in permesso per motivi di lavoro, nei limiti delle quote di ingresso. Il testo è in vigore dal 2 settembre 1998.

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

introdurre una disciplina delle espulsioni che superi le attuali insufficienze e garantisca il controllo giurisdizionale

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (GU n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico dell'immigrazione, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (GU n. 191 del 18 agosto 1998), ha dettato una nuova disciplina dell'espulsione amministrativa. Nel testo originario dell'art. 13 l'espulsione è disposta con decreto motivato dal prefetto o, per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, dal ministro dell'interno. Contro il decreto del prefetto è ammesso ricorso al pretore, che decide entro dieci giorni; contro quello del ministro, al TAR del Lazio. Quando l'espulsione non può essere eseguita subito, il trattenimento nei centri di permanenza temporanea disposto dal questore va convalidato dal pretore entro 48 ore (art. 14). La promessa di una disciplina con controllo giurisdizionale è stata quindi attuata dal governo Prodi I.

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mantenutasicurezza

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rifinanziare la legge sulla immigrazione

La legge 6 marzo 1998, n. 40 (Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 1998), poi confluita nel testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ha riscritto la disciplina dell'immigrazione e ha abrogato gran parte della precedente legge 28 febbraio 1990, n. 39. L'articolo 43 della legge 40, ripreso dall'articolo 45 del testo unico, istituisce presso la Presidenza del Consiglio il Fondo nazionale per le politiche migratorie. Il fondo è dotato di 12.500 milioni di lire per il 1997, di 58.000 per il 1998 e di 68.000 per il 1999, oltre al gettito di un contributo previsto dalla legge 943/1986. Il governo non ha quindi rifinanziato la vecchia legge, ma l'ha sostituita con una nuova disciplina dotata di risorse proprie.

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