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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Ulivo, 1996

Principali partiti: Partito Democratico della Sinistra, Partito Popolare Italiano, Rinnovamento Italiano, Federazione dei Verdi, Socialisti Italiani

Governi valutati: Governo Prodi I, Governo D'Alema I, Governo D'Alema II, Governo Amato II

La copia d'archivio è del 1998; il testo porta la data del 6 dicembre 1995.

  • 82 mantenute
  • 79 in parte
  • 88 non mantenute
  • 0 in corso
  • 1 non valutabile
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59 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

79 schede

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la radicale riorganizzazione: [...] della imposta sul possesso di autoveicoli, natanti e aeromobili

La tassa di possesso degli autoveicoli è stata riorganizzata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 17). Dal 1° gennaio 1998 i veicoli a motore sono tassati in base alla potenza effettiva anziché ai cavalli fiscali, con nuove tariffe uguali in tutte le Regioni; dal 1° gennaio 1999 riscossione, accertamento e contenzioso passano alle Regioni a statuto ordinario, e i tabaccai possono incassare la tassa. Dal 1998 cessa anche l'obbligo di esporre il contrassegno di pagamento. Per i natanti la tassa annuale di stazionamento sulle imbarcazioni da diporto era ancora dovuta nel 2003 con le regole precedenti, e non risultano interventi del governo sull'imposta sugli aeromobili.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

L'amministrazione deve inoltre creare nelle grandi città uffici a livello territoriale, per rispondere alle richieste dei contribuenti

La promessa chiedeva uffici territoriali nelle grandi città per rispondere ai contribuenti e offrire consulenza e assistenza tributaria. Gli uffici delle entrate, che riuniscono in un solo ufficio le competenze prima divise per imposta, erano previsti dal DPR 27 marzo 1992, n. 287, ma la loro attivazione è iniziata solo dalla metà del 1997. Secondo un documento della Commissione Finanze della Camera, il processo è stato poi accelerato e completato con le Agenzie fiscali, operative dal 1° gennaio 2001; l'Agenzia delle Entrate colloca la fine di questa fase nel 2002, con quasi 400 uffici al posto di oltre 1.000. I nuovi uffici dedicavano ampio spazio ad assistenza e informazione, ma alla fine del mandato la rete non era completa e non risulta un programma specifico per le grandi città.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

di riorganizzare l'amministrazione finanziaria secondo criteri aziendalistici, con operatori opportunamente selezionati e qualificati, pagati a prezzi di mercato

La promessa era riorganizzare l'amministrazione finanziaria con criteri aziendali, con personale selezionato, qualificato e pagato a prezzi di mercato. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 ha istituito le agenzie fiscali (entrate, dogane, territorio, demanio) con autonomia organizzativa e contabile e criteri di efficienza ed economicità. Le agenzie sono diventate operative il 1° gennaio 2001, con il decreto ministeriale 28 dicembre 2000, n. 1390. Il personale è regolato dal contratto collettivo e dalle norme sul lavoro privato, ma tra gli atti consultati non risulta una retribuzione a prezzi di mercato: la parte organizzativa è attuata, quella sul trattamento del personale no.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

l'introduzione di una norma generale antielusiva, alla stessa stregua di altri paesi europei

La promessa chiedeva una norma generale antielusiva, come in altri paesi europei. L'articolo 7 del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358 (G.U. n. 249 del 24 ottobre 1997) ha inserito nel d.P.R. 600/1973 l'articolo 37-bis. Esso rende inopponibili al fisco gli atti privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti e a ottenere risparmi di imposta altrimenti indebiti. La norma si applica però solo a un elenco di operazioni (trasformazioni, fusioni, scissioni, conferimenti, cessioni di crediti e altre), quindi non copre tutti i comportamenti elusivi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

prevede trasferimenti perequativi di tipo orizzontale tra Regioni, in cui quelle più ricche contribuiscono ad integrare le risorse di quelle meno dotate

Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56 (Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2000) ha soppresso dal 2001 i trasferimenti erariali alle regioni a statuto ordinario e li ha sostituiti con una compartecipazione regionale all'IVA. Una parte di questo gettito confluisce in un Fondo perequativo nazionale per la «solidarietà interregionale»: le regioni con maggiore capacità fiscale concorrono al fondo e le quote spettanti a ciascuna regione dipendono dalla capacità fiscale, le cui distanze dalla media sono ridotte del 90%, e da fabbisogni sanitari, popolazione e dimensione. Il meccanismo però passa dallo Stato, che trattiene e redistribuisce il gettito, e non da trasferimenti diretti tra regioni: le analisi della SVIMEZ (2001) e di Strusi e Sabbadini (2005) lo descrivono come perequazione sostanzialmente verticale, con elementi orizzontali. La promessa è attuata in parte.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una riduzione degli scaglioni da sette a non più di quattro, con l'innalzamento dell'aliquota iniziale e l'abbassamento di quelle più elevate

Fino al 1997 l'IRPEF aveva sette scaglioni, con aliquote dal 10 al 51 per cento. Il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 46), adottato in base alla delega della legge 662/1996, ha ridotto gli scaglioni a cinque dal 1998, con aliquote del 18,5, 26,5, 33,5, 39,5 e 45,5 per cento (circolare del Ministero delle finanze n. 3 del 9 gennaio 1998). L'aliquota iniziale è stata quindi alzata e quelle più elevate abbassate, come promesso, ma gli scaglioni sono scesi a cinque e non «a non più di quattro». Nel 2001 gli scaglioni erano ancora cinque: le leggi finanziarie successive hanno ridotto singole aliquote, non il loro numero.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Le aliquote vanno tendenzialmente uniformate

Il decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 (governo Prodi I, in vigore dal 1° luglio 1998) ha riordinato la tassazione dei redditi finanziari, introducendo un'imposta sostitutiva sulle plusvalenze del 12,5%, elevata al 27% per le partecipazioni qualificate (art. 5). Le aliquote non sono state però uniformate: dopo la riforma gli interessi su conti correnti e depositi bancari restavano soggetti a una ritenuta del 27%, quelli sulle obbligazioni con scadenza di almeno diciotto mesi al 12,5%. Nel mandato non è stata adottata un'aliquota unica; l'avvicinamento ha riguardato soprattutto le plusvalenze.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partefisco

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Per le case date in affitto, proponiamo: [...] la riduzione della percentuale di tassabilità del reddito effettivo

La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15 dicembre 1998, governo D'Alema I) ha ridotto di un ulteriore 30 per cento il reddito imponibile del proprietario per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa (art. 8, comma 1). Per tutti gli altri affitti la quota imponibile è rimasta quella precedente: il canone ridotto forfettariamente del 15 per cento (art. 34 del testo unico delle imposte sui redditi). La riduzione promessa è quindi arrivata solo per una parte dei contratti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partefisco

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Per le case date in affitto, proponiamo: [...] la riduzione dell'imposta di registro sui contratti

La promessa era ridurre l'imposta di registro sui contratti di affitto. La legge 9 dicembre 1998, n. 431 (art. 8, c. 1) ha previsto che, per i contratti a canone concordato stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa, la base imponibile dell'imposta proporzionale di registro sia assunta nella misura minima del 70% del canone annuo. La riduzione vale solo per questi contratti e non per le locazioni in generale.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in partefisco

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' urgente la revisione del catasto, oggi fonte di sperequazioni e ingiustizie, facendovi partecipare i Comuni

La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 3, commi 154 e 155) ha disposto la revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d'estimo. La revisione è regolata dal DPR 23 marzo 1998, n. 138, che affida ai Comuni la delimitazione delle microzone (art. 2) e li fa partecipare alla determinazione delle tariffe (art. 6). Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 66) ha poi attribuito ai Comuni la conservazione e l'aggiornamento degli atti del catasto e la revisione degli estimi e del classamento. Le nuove tariffe d'estimo non sono però entrate in vigore. Le rendite sono rimaste fondate sui valori di mercato del biennio 1988-1989, rivalutate del 5% dalla stessa legge 662/1996 (art. 3, comma 48) in attesa delle nuove tariffe.

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in partelavoro

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

l'istituzione di una Agenzia pubblica, che sostituisca le attuali strutture del collocamento

Il programma prometteva un'Agenzia pubblica, con statuto autonomo dalla pubblica amministrazione, al posto delle strutture del collocamento. Il decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 (GU n. 5 dell'8 gennaio 1998) ha trasferito il collocamento a Regioni e Province: i servizi sono gestiti dalle Province tramite «centri per l'impiego», da organizzare entro il 31 dicembre 1998, e ogni Regione affida assistenza tecnica e monitoraggio a una propria struttura con personalità giuridica (art. 4). L'art. 8 sopprime, dalla costituzione dei centri e comunque non oltre il 1° gennaio 1999, gli uffici periferici del Ministero del lavoro, tra cui le sezioni circoscrizionali per l'impiego. Le vecchie strutture sono state quindi sostituite, ma da uffici provinciali e non da un'Agenzia autonoma come indicava il programma.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

una chiara definizione dei doveri di responsabilità degli amministratori e sull'effettiva possibilità di accesso degli azionisti al giudizio dei tribunali

Il testo unico della finanza (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in vigore dal 1° luglio 1998) ha dato agli azionisti di minoranza delle società quotate due strumenti per rivolgersi ai tribunali: la denuncia al tribunale per gravi irregolarità di amministratori e sindaci, con almeno il 5% del capitale (art. 128), e l'azione sociale di responsabilità contro amministratori, sindaci e direttori generali, esercitabile da soci iscritti da almeno sei mesi che rappresentino almeno il 5% del capitale o la minor quota fissata dall'atto costitutivo (art. 129). Non risultano invece atti adottati nel mandato che abbiano ridefinito in modo organico i doveri degli amministratori: il disegno di legge delega sulla riforma del diritto societario, presentato dal governo alla Camera il 20 giugno 2000, non è stato approvato entro la fine della legislatura.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

assegnandole tutte le competenze antitrust (quelle sui media e il credito [...]) ed estendendo la sua sfera di azione anche ai settori soggetti a regolazione

La legge 31 luglio 1997, n. 249 (governo Prodi I) ha abrogato la norma che affidava al Garante per la radiodiffusione e l'editoria l'applicazione delle regole antitrust nei settori della radiodiffusione e dell'editoria: da allora le applica l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con il parere obbligatorio della nuova Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha assorbito le altre funzioni del Garante e vigila sulle posizioni dominanti nel settore. Nel credito, invece, la tutela della concorrenza è rimasta alla Banca d'Italia: è passata all'Autorità garante solo con la legge 28 dicembre 2005, n. 262, dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Governare con gli incentivi [...] favorendo, in particolare: - l'adeguamento dimensionale, la riconversione aziendale e la mobilità sul territorio delle imprese commerciali

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, di riforma del commercio, ha previsto un indennizzo per i titolari di piccoli esercizi che cessano l'attività, per favorirne la ricollocazione professionale (art. 25, commi 7-9: 20 miliardi di lire per il 1998 e 40 per ciascuno degli anni 1999 e 2000), finanziamenti alle società dei consorzi di garanzia fidi, anche per favorirne le fusioni (art. 24, fino a 80 miliardi nel 1998), e centri di assistenza tecnica per l'ammodernamento della rete distributiva (art. 23). La legge 7 agosto 1997, n. 266 (art. 16) aveva istituito un fondo per cofinanziare interventi regionali nel commercio e nel turismo e aumentato il fondo per il credito agevolato al commercio. Sono stati quindi introdotti incentivi alla riconversione e all'ammodernamento. Il decreto favorisce anche le concentrazioni di esercizi, ma con regole sulle autorizzazioni e non con incentivi, e non risultano incentivi dedicati alla mobilità sul territorio delle imprese commerciali.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteeconomia

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Modificare la politica di concessione delle licenze per grandi superfici, che devono procedere sulla base della presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 1998, in vigore dal 9 maggio 1998) ha cambiato il regime delle autorizzazioni per le grandi strutture di vendita. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento richiedono un'autorizzazione del comune, decisa da una conferenza di servizi con rappresentanti di regione, provincia e comune, con il parere favorevole necessario del rappresentante della regione. La decisione si basa sulla conformità ai criteri di programmazione regionali, che comprendono la compatibilità dell'impatto territoriale e ambientale (mobilità, traffico, inquinamento), i criteri urbanistici e la salvaguardia della rete distributiva esistente. La domanda dell'impresa, però, indica solo i requisiti, i settori merceologici, l'ubicazione e la superficie di vendita: la legge non richiede la presentazione di un progetto di impatto urbanistico ed economico.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteinfrastrutture

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

semplificare le procedure nei cambiamenti di destinazione d'uso, negli accorpamenti e nei frazionamenti

La legge 23 dicembre 1996, n. 662 (art. 2, comma 60), in vigore dal 1° gennaio 1997, ha esteso la denuncia di inizio attività a una serie di interventi edilizi, tra cui la manutenzione straordinaria e le opere interne alle singole unità immobiliari, e ha affidato alle leggi regionali la scelta di quali mutamenti d'uso subordinare a concessione e quali ad autorizzazione. Per gli accorpamenti e i frazionamenti non è stata introdotta una procedura semplificata specifica: la definizione di manutenzione straordinaria (art. 31 della legge 457/1978, rimasta invariata nel periodo e ripresa nel testo unico dell'edilizia del 6 giugno 2001) escludeva gli interventi che alterano le superfici delle singole unità immobiliari o ne cambiano la destinazione d'uso. La semplificazione è quindi parziale.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

a preparare e realizzare un piano di difesa delle acque nell'intero territorio nazionale

Il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267 (governo Prodi I), ha imposto ad autorità di bacino e regioni di adottare piani stralcio per l'assetto idrogeologico, con la perimetrazione delle aree a rischio; per il bacino del Po il piano è stato approvato con decreto del Presidente del Consiglio 24 maggio 2001. Il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (governo D'Alema I) ha previsto piani di tutela delle acque per la qualità dei corpi idrici, con obiettivi di bacino entro il 2001 e piani regionali entro il 31 dicembre 2003, dopo la fine dei governi valutati. Non è stato adottato un piano nazionale di difesa delle acque.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Proponiamo quindi un grande piano nazionale di opere di pubblica utilità a difesa del suolo e dei bacini idrogeografici

La promessa era un grande piano nazionale di opere di pubblica utilità a difesa del suolo e dei bacini. Dopo le frane in Campania del maggio 1998, il governo adottò il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla legge 3 agosto 1998, n. 267. La legge chiedeva alle autorità di bacino e alle Regioni di adottare entro il 30 giugno 1999 piani stralcio per l'assetto idrogeologico, con la perimetrazione delle aree a rischio, e affidava al Comitato dei ministri previsto dalla legge sulla difesa del suolo, d'intesa con le Regioni, programmi di interventi urgenti per ridurre il rischio. Autorizzò 100 miliardi di lire per il 1998 per la perimetrazione delle aree a rischio e, per gli interventi, 110 miliardi per il 1998 e 495 miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000. Il decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, aggiunse 110 miliardi per il 2000 per gli stessi interventi e misure per le aree a rischio molto elevato. Fu un insieme di programmi urgenti e di piani di bacino, non un unico piano nazionale di opere; non sono disponibili dati verificati su quante opere siano state realizzate nel periodo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

in parteambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

recepire pienamente la direttiva europea sulla valutazione di impatto ambientale

Il d.P.R. 12 aprile 1996, atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40 della legge 146/1994, ha esteso la valutazione di impatto ambientale ai progetti dell'allegato II della direttiva 85/337/CEE, affidandola alle regioni. Fu deliberato dal Consiglio dei ministri il 1° aprile 1996, prima del mandato, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7 settembre 1996. Il decreto del Presidente del Consiglio 3 settembre 1999 (G.U. n. 302 del 27 dicembre 1999) lo ha modificato e integrato. La Corte di giustizia europea, con la sentenza del 23 novembre 2006 (causa C-486/04), ha però stabilito che il decreto del 1999 violava la direttiva: consentiva di esentare dalla valutazione impianti di recupero di rifiuti oltre 100 tonnellate al giorno e fissava un criterio inadeguato per decidere quali progetti dell'allegato II sottoporre alla procedura. Il recepimento è stato quindi ampliato, ma non è stato pieno.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

E' qui opportuno intervenire con il riconoscimento di incentivi o di benefici fiscali a chi modifichi gli impianti o esegua gli interventi di manutenzione

La legge 27 dicembre 1997, n. 449 (art. 1) ha introdotto una detrazione Irpef del 41% per le spese di recupero edilizio, ridotta al 36% per le spese del 2000. Vi rientrano espressamente le opere per il risparmio energetico e la messa a norma degli impianti, compresi quelli a metano. La circolare del Ministero delle finanze 24 febbraio 1998, n. 57 ha precisato che il risparmio energetico comprende le opere del decreto ministeriale 15 febbraio 1992, agevolate anche senza lavori edilizi. Tra queste ci sono le caldaie ad alto rendimento, i sistemi di regolazione della temperatura e la trasformazione degli impianti centralizzati in impianti autonomi a gas. Non risultano invece agevolazioni per la manutenzione ordinaria degli impianti delle singole abitazioni, ammessa solo sulle parti comuni degli edifici.

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in parteambiente

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

attuare la recente legge quadro sul rumore (28/10/95, n. 447), sia attraverso la tempestiva emanazione della normativa (tecnica ed amministrativa) di esecuzione

La promessa chiedeva di attuare la legge quadro sul rumore (legge 26 ottobre 1995, n. 447) con i decreti di esecuzione. Nel periodo sono stati adottati, tra gli altri, il DPCM 14 novembre 1997 (valori limite delle sorgenti sonore), il DPCM 5 dicembre 1997 (requisiti acustici degli edifici), il DPR 11 dicembre 1997, n. 496 (aeromobili civili), il decreto ministeriale 16 marzo 1998 (tecniche di misura), il DPCM 31 marzo 1998 (tecnico competente) e il DPR 18 novembre 1998, n. 459 (rumore ferroviario). Il regolamento sul rumore del traffico stradale è arrivato solo con il DPR 30 marzo 2004, n. 142, cioè dopo il mandato. L'attuazione è dunque avanzata ma non completa.

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in parteinfrastrutture

Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

Va lanciato un grande progetto merci [...] Il progetto merci va quindi chiaramente definito nel contratto di programma con le Ferrovie dello Stato

La promessa chiedeva un grande progetto per aumentare in modo significativo le merci trasportate su ferro, da definire nel contratto di programma con le Ferrovie dello Stato. Gli atti del periodo hanno inserito nel contratto voci dedicate alle merci: il primo addendum al contratto 1994-2000, firmato il 16 luglio 1998, ha destinato 854 milioni di euro su 3.763 all'intermodalità e alle linee trasversali, e il secondo addendum ha finanziato interventi per lo sviluppo del traffico merci e per impianti e terminali merci (165 milioni su 4.235). Il contratto di programma 2001-2005, firmato il 2 maggio 2001, prima attuazione del nuovo Piano generale dei trasporti e della logistica, comprende tra i criteri di priorità degli investimenti il potenziamento della rete per il trasporto delle merci in logica intermodale. Non risulta però un progetto merci definito come tale, con obiettivi propri: gli interventi sono voci di programmi di investimento più ampi.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

rendendo obbligatorio l'uso di beni prodotti con materiali riciclati nella costruzione di opere pubbliche e nelle forniture alle Amministrazioni e agli Enti pubblici

Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (decreto Ronchi, art. 19, comma 4) ha imposto alle Regioni di emanare entro sei mesi norme perché gli uffici pubblici coprano almeno il 40 per cento del fabbisogno annuale di carta con carta riciclata. È un obbligo limitato alla carta e indiretto, perché passa dalle Regioni. Non risulta un obbligo di usare beni di materiali riciclati nelle opere pubbliche né nelle altre forniture. La quota minima del 30 per cento di manufatti e beni in materiale riciclato per uffici pubblici e società a prevalente capitale pubblico è stata prevista dalla legge 28 dicembre 2001, n. 448 (art. 52, comma 56) e regolata dal decreto ministeriale 8 maggio 2003, n. 203, quindi dopo la fine dei governi valutati.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 1996 · valutata sui governi Prodi I, D'Alema I, D'Alema II, Amato II · 6 dicembre 1995

la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica, metalli, materiali domestici pericolosi (siamo al 2,5%, occorre arrivare almeno al 15%)

La promessa era di portare la raccolta differenziata dal 2,5% ad almeno il 15%. Il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 ha fissato gli obiettivi di raccolta differenziata: 15% entro marzo 1999, 25% entro marzo 2001 e 35% entro marzo 2003. Secondo il rapporto sui rifiuti dell'APAT e dell'Osservatorio nazionale sui rifiuti, la raccolta differenziata è passata dal 7,2% del 1996 al 14,4% del 2000, restando sotto il 15% e lontana dal 25% previsto per il 2001. Secondo l'ISPRA ha poi toccato il 17,4% nel 2001, anno in cui il mandato è terminato a giugno. L'obiettivo è stato quindi inserito nella legge e la raccolta è raddoppiata, ma la soglia del 15% è stata superata solo nei dati del 2001, e non alla scadenza fissata dal decreto.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026