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Tutte le promesse elettorali

Il programma · centrosinistra

L'Unione, 2006

Principali partiti: Democratici di Sinistra, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Federazione dei Verdi, Popolari UDEUR

Governi valutati: Governo Prodi II

Il file porta la data del 10 febbraio 2006, giorno della presentazione.

  • 64 mantenute
  • 114 in parte
  • 287 non mantenute
  • 0 in corso
  • 13 non valutabili
Leggi le 822 promesse troppo generiche per essere verificate

106 promesse ripetono altre già in elenco: le contiamo una volta sola.

Le schede

Promessa per promessa

287 schede

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

modifiche al modello contrattuale, individuando un comparto unico, ma diviso in due aree, una per le forze armate ed una per le forze dell’ordine

Il modello contrattuale non è stato modificato nel mandato del governo Prodi II. Il decreto legislativo 195/1995 prevede procedure distinte: accordo sindacale per le Forze di polizia a ordinamento civile, concertazione per quelle a ordinamento militare e per le Forze armate, con la conclusione in decreti del Presidente della Repubblica separati. I contratti 2006-2009 sono stati recepiti con il d.P.R. 11 settembre 2007, n. 170, per le Forze di polizia, e con il d.P.R. 11 settembre 2007, n. 171, per le Forze armate; il Consiglio dei ministri aveva approvato l'accordo e lo schema di concertazione per le Forze di polizia il 3 agosto 2007. Non risultano atti del governo che istituiscano un comparto unico diviso in due aree o che attribuiscano in modo unitario le procedure alla Presidenza del Consiglio.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ripensamento del sistema della rappresentanza militare, attribuendo soggettività giuridica ai Cocer [...] Devono invece poter prendere parte alla contrattazione

Non risultano atti del governo Prodi II che abbiano attribuito soggettività giuridica ai Cocer o dato loro un ruolo nella contrattazione: tra i disegni di legge presentati dal governo non ce ne sono in materia. La rappresentanza militare è rimasta regolata dalla legge 11 luglio 1978, n. 382, che esclude per i suoi organi il ruolo di parte nella contrattazione collettiva. Dalla XIII legislatura le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno esaminato progetti di revisione senza arrivare a una legge. La legge 382/1978 è stata abrogata solo con il codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), che ne ha ripreso il contenuto, dopo la fine del governo.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

contrattualizzazione della dirigenza, alla stregua di quanto avviene nelle amministrazioni ministeriali

Nel periodo del governo Prodi II la dirigenza delle forze di polizia e delle forze armate è rimasta fuori dalla contrattualizzazione. L'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 lascia il personale militare e delle Forze di polizia di Stato nei rispettivi ordinamenti di diritto pubblico, e la legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 576) tratta ancora quel personale come «non contrattualizzato». Non risultano atti del governo che abbiano esteso il regime contrattuale ai dirigenti.

Verificata da Redazione NFN il 21 ottobre 2026

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

riapertura del canale di ingresso attraverso il concorso pubblico, e intervento sui meccanismi di scivolo dalle forze armate a quelle dell’ordine

La legge 23 agosto 2004, n. 226 (art. 16) riserva dal 2006 al 2020 i posti dei concorsi per le carriere iniziali delle forze di polizia ai volontari delle Forze armate in ferma prefissata di un anno. Il governo Prodi non ha riaperto quei concorsi agli esterni. La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, comma 98) ha confermato la riserva per le assunzioni straordinarie del 2008: prima i volontari già in graduatoria, poi concorsi riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno. Ha cambiato il meccanismo di passaggio solo per far entrare tutti i vincitori direttamente nelle forze di polizia, senza la ferma quadriennale che la legge del 2004 chiedeva a una parte di loro.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto regole per rendere riconoscibili gli operatori delle forze dell'ordine durante le operazioni di ordine pubblico. Tra i disegni di legge presentati dal governo Prodi II nel 2006, nel 2007 e nel 2008 non ce n'è nessuno su questo tema. Ancora nel 2024 una proposta di legge presentata alla Camera ricordava che gli agenti devono identificarsi solo quando operano in borghese e che la tessera di riconoscimento va portata con sé ma non esibita, e chiedeva di introdurre codici identificativi per i servizi di ordine pubblico.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

2006-2007: “No allo Status Quo - No a Nizza” [...] presentare proposte al Consiglio europeo di giugno 2006

Al Consiglio europeo del 15-16 giugno 2006, a cui partecipò il Presidente del Consiglio Prodi, il governo non presentò proprie proposte di riforma istituzionale. Il 14 giugno, alla vigilia del vertice, il ministro degli Esteri D'Alema illustrò alle commissioni Esteri di Camera e Senato la posizione italiana: evitare che la pausa di riflessione diventasse una paralisi, salvare per quanto possibile l'essenza del trattato costituzionale e sostenere la proposta della Commissione europea di una dichiarazione solenne per i cinquant'anni dei Trattati di Roma; indicò nella primavera del 2007 il momento per rilanciare il progetto costituzionale. Il Consiglio europeo concordò un doppio approccio, con risultati concreti nei trattati esistenti e una relazione della presidenza nel primo semestre 2007, e invitò ad adottare a Berlino il 25 marzo 2007 una dichiarazione politica per l'anniversario. Le conclusioni non citano proposte italiane.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo di convocare una conferenza "economica e sociale" europea da organizzare per il 2007

Non risultano atti del governo che abbiano proposto in sede europea la convocazione di una conferenza «economica e sociale» europea nel 2007. Nelle conclusioni dei tre Consigli europei del 2007 (8-9 marzo, 21-22 giugno, 14 dicembre) non compare alcuna conferenza di questo tipo. La promessa aveva una scadenza esplicita, il 2007, interamente compresa nel mandato del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo quindi una “evoluzione” degli indirizzi di massima per le politiche economiche comunitarie perché diventino un vero e proprio documento di programmazione

Non risultano atti del governo che abbiano proposto in sede europea di trasformare gli indirizzi di massima per le politiche economiche in un vero e proprio documento di programmazione. Nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011, presentato nel giugno 2007, il governo descrive la strategia di Lisbona, con i programmi nazionali di riforma triennali, i rapporti annuali di attuazione e le raccomandazioni del Consiglio dell'Unione, come «quadro di riferimento permanente» delle politiche per la crescita dell'Unione europea, senza proporre di cambiarne gli strumenti.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo quindi l'istituzione di un seggio comune europeo nel Consiglio di Sicurezza

Il governo non ha proposto l'istituzione di un seggio comune europeo nel Consiglio di sicurezza. Dopo l'elezione dell'Italia a membro non permanente per il 2007-2008 (16 ottobre 2006), ha lanciato un'iniziativa per rafforzare il ruolo dell'Unione europea nel Consiglio di sicurezza e per una «valorizzazione europea» del seggio italiano. Il dossier del Ministero degli esteri, pubblicato nell'estate 2007, definisce il seggio europeo una prospettiva di lungo periodo e ricorda che, secondo l'ordinamento attuale, solo gli Stati possono essere membri delle Nazioni Unite.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

saremo impegnati a integrare la delegazione italiana con il rappresentante del Consiglio europeo e con il rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune

L'Italia è stata membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell'ONU nel biennio 2007-2008, quindi la condizione posta dall'impegno si è verificata. Non risultano atti del governo che abbiano integrato la delegazione italiana con il rappresentante del Consiglio europeo e con quello della politica estera e di sicurezza comune. Il Ministero degli Affari esteri ha descritto la «valorizzazione europea» del seggio italiano come un rafforzamento del coordinamento tra i Paesi dell'Unione presenti nel Consiglio e con gli organi del Consiglio dell'UE, nei limiti dei trattati, senza indicare rappresentanti europei nella delegazione.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo la costituzione di un Consiglio di Sicurezza economico-sociale

Non risultano atti o iniziative formali del governo Prodi per costituire un Consiglio di sicurezza economico-sociale nelle Nazioni Unite. Nei due interventi del presidente del Consiglio all'Assemblea generale (20 settembre 2006 e 25 settembre 2007) la riforma proposta riguarda il ruolo dell'Assemblea generale e la composizione e i metodi di lavoro del Consiglio di sicurezza. Sullo sviluppo il governo chiede che l'Onu lo tenga in cima all'agenda internazionale e che si rispettino gli Obiettivi di sviluppo del millennio, senza proporre un nuovo organo per le questioni economiche e sociali.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Proponiamo la convocazione per il 2007 di una Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione Mediterranea

Non risulta che nel 2007 il governo abbia convocato una Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo, né che l'abbia proposta formalmente in sede internazionale. La raccolta ufficiale del Ministero degli Esteri sulla politica estera italiana del 2007 (cronologia, discorsi e comunicati dell'anno) non registra alcuna iniziativa di questo tipo. Tra le conferenze internazionali promosse dall'Italia quell'anno figura invece quella di Roma sullo Stato di diritto in Afghanistan (2-3 luglio 2007).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

proponiamo la creazione di una Banca di Sviluppo euro-mediterranea nell’ambito del processo di revisione del FEMIP

La promessa era di proporre la creazione di una banca di sviluppo euro-mediterranea nella revisione del FEMIP, lo strumento della Banca europea per gli investimenti per i Paesi del Mediterraneo, prevista per la fine del 2006. Non risultano atti o documenti pubblici con cui il governo Prodi abbia presentato questa proposta nelle sedi europee. Le conclusioni sulla revisione del FEMIP preparate dal Comitato economico e finanziario, iscritte all'ordine del giorno del Consiglio Ecofin del 28 novembre 2006, stabilivano che per il momento la via migliore era sviluppare ulteriormente lo strumento esistente, all'interno della BEI. Nessuna banca euro-mediterranea è stata creata durante il mandato.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

un nuovo quadro legislativo che superi quello stabilito dalla legge 49/87 e la costituzione di un ente distinto

La legge 49/1987 sulla cooperazione allo sviluppo non è stata sostituita e l'ente distinto non è stato costituito. Il governo ha presentato al Senato, per la prima volta, un proprio disegno di legge delega sull'intera materia (A.S. 1537), che prevedeva anche un'agenzia per la cooperazione. La commissione Esteri non lo ha assunto come testo base: un comitato ristretto, costituito il 30 maggio 2007, ha lavorato a un testo unificato dei vari disegni di legge, presentato dal relatore il 5 dicembre 2007, nel quale la parte sull'agenzia restava la più controversa. Il 26 febbraio 2008 la commissione ha chiuso l'indagine conoscitiva sulla riforma osservando che non era ancora conclusa, e nessuna nuova legge è stata approvata prima dello scioglimento anticipato delle Camere.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Quando saremo al governo daremo impulso alla seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano convocato o avviato l'organizzazione della seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari. Nella legislatura la Commissione Difesa della Camera aveva deliberato nell'agosto 2006 un'indagine conoscitiva sulle servitù militari, che non è stata conclusa per la fine anticipata della legislatura. Nel dicembre 2008, con il governo successivo, la stessa Commissione ha approvato una risoluzione che impegnava il governo a organizzare la seconda Conferenza entro il 2009. La Conferenza si è poi svolta a Roma il 18 e 19 giugno 2014; la prima risaliva al 1981.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Non possiamo rinviare la riforma dei codici militari

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano riformato i codici penali militari di pace e di guerra, che sono rimasti quelli del 1941. Il governo non ha presentato disegni di legge sui codici: quelli presentati riguardavano l'ordinamento giudiziario militare (A.S. 1447-quinquies, 13 luglio 2007, mai esaminato), e la legge finanziaria 2008 (legge 244/2007, art. 2, comma 603) ha soppresso dal 1° luglio 2008 sei tribunali militari, intervenendo sull'organizzazione degli uffici e non sui codici. L'unica proposta di riforma, la delega per un nuovo codice penale militare di pace (A.C. 2098, on. Pinotti e altri, presentata il 21 dicembre 2006), era di iniziativa parlamentare: esaminata dalle commissioni Giustizia e Difesa della Camera tra ottobre e novembre 2007, non è stata approvata.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

non tagli ma riqualificazione della spesa, cioè più agli investimenti, meno alla spesa corrente

Il programma prometteva di non tagliare la spesa ma di riqualificarla, dando più risorse agli investimenti e meno alla spesa corrente, senza un traguardo numerico. Secondo il conto consolidato delle amministrazioni pubbliche dell'ISTAT, lo spostamento non c'è stato. Gli investimenti fissi lordi sono passati da 33,7 miliardi di euro nel 2005 a 34,7 nel 2006 e a 36,0 nel 2007, ma in rapporto al PIL sono rimasti fermi o in lieve calo: 2,4 per cento nel 2005, 2,3 per cento nel 2006 e nel 2007. Nel 2007, primo anno intero del governo, sono cresciuti del 3,7 per cento, quasi come la spesa corrente al netto degli interessi (+3,5 per cento), e la quota degli investimenti sul totale delle due voci è rimasta intorno al 5,6 per cento, come nel 2005. In rapporto al PIL la spesa corrente al netto degli interessi è scesa dal 39,8 per cento del 2005 al 39,3 per cento del 2007, ma perché il PIL è cresciuto più in fretta, non perché le risorse siano state spostate verso gli investimenti. Nel 2008, anno in gran parte del governo successivo, gli investimenti sono diminuiti del 2,8 per cento.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

concordiamo sulla necessità di ampliare il sistema degli indicatori [...] attraverso l'adozione dell'Indice di Sviluppo Umano

Non risultano atti del governo che adottino l'Indice di Sviluppo Umano tra gli indicatori ufficiali accanto al PIL. L'iniziativa più vicina è il disegno di legge delega per un sistema integrato di contabilità ambientale (A.C. 3276), presentato dal governo il 29 novembre 2007 e mai esaminato, che riguarda conti e indicatori ambientali e non l'Indice di Sviluppo Umano. L'ISTAT colloca l'avvio del percorso italiano sugli indicatori di benessere, il progetto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), nel 2010, insieme al CNEL, cioè dopo la fine del governo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

l’istituzione di un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio con il compito di individuare e monitorare i progetti strategici

Non risulta che il governo Prodi abbia istituito un comitato interministeriale presieduto dal Presidente del Consiglio per individuare e monitorare i progetti strategici per la competitività. Per i progetti di innovazione industriale (Industria 2015) la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha affidato i contenuti al Ministro dello Sviluppo economico, che nomina un responsabile per ogni progetto e li adotta con propri decreti (art. 1, commi 843 e 844). Il monitoraggio spetta a una sede di concertazione con le regioni e le amministrazioni centrali presso lo stesso ministero (comma 846). Solo i progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate passano al CIPE, comitato già esistente, in una seduta presieduta dal Presidente del Consiglio (comma 844).

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ritornare al falso in bilancio come reato di pericolo, abrogando la disciplina introdotta nel 2002

Il falso in bilancio come reato di pericolo non è stato ripristinato durante il governo Prodi II e non risultano disegni di legge del governo sul tema tra quelli presentati alla Camera. È rimasto in vigore l'impianto introdotto dal decreto legislativo 61/2002, con le modifiche della legge 28 dicembre 2005, n. 262 (articolo 30), approvata prima dell'insediamento del governo. L'articolo 2621 del codice civile è stato poi sostituito dall'articolo 9 della legge 27 maggio 2015, n. 69.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

ritornare ad una dual income tax (DIT) semplificata

Il governo Prodi non ha reintrodotto la dual income tax, abrogata dal 1° gennaio 2004 dal d.lgs. 344/2003 (art. 3, comma 3). La legge finanziaria 2008 (L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1) ha ridotto l'aliquota IRES dal 33 al 27,5 per cento (comma 33) e l'aliquota IRAP dal 4,25 al 3,9 per cento (comma 50). Ai commi 40-42 ha previsto per imprenditori individuali e società di persone in contabilità ordinaria l'opzione di tassare al 27,5 per cento gli utili lasciati nell'impresa, ma il decreto ministeriale di attuazione non fu emanato e il regime non è mai stato applicato. Non si tratta comunque di una DIT, che tassava con un'aliquota ridotta il rendimento ordinario del nuovo capitale investito nelle imprese.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

pensiamo all'introduzione nel nostro ordinamento del modello di finanziamento adottato in Francia, basato sul concorso paritario di investimenti pubblici e finanziamenti privati

Non risultano atti del governo che abbiano introdotto un cofinanziamento paritario tra investimenti pubblici e privati sul modello francese. La legge finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 847) ha istituito il Fondo per la finanza d'impresa, con 50 milioni per il 2007, 100 per il 2008 e 150 per il 2009, per garanzie, partecipazioni al capitale di rischio anche tramite fondi chiusi e operazioni di finanza strutturata, privilegiando gli interventi capaci di attivare altre risorse pubbliche e private. La legge non prevede però un concorso paritario tra capitale pubblico e privato. Inoltre il decreto che doveva stabilire il funzionamento del Fondo non è stato emanato né durante il governo Prodi né negli anni successivi, e il Fondo non è mai diventato operativo.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Dobbiamo infine potenziare il “Fondo antiracket e antiusura”

Non risultano atti del governo Prodi che abbiano potenziato il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, presso il Ministero dell'interno, o il Fondo per la prevenzione dell'usura. Il Fondo di solidarietà è alimentato per legge soprattutto da un contributo sui premi assicurativi e da una quota delle somme confiscate alla criminalità organizzata. Le leggi finanziarie 2007 (legge 296/2006) e 2008 (legge 244/2007) e i principali decreti economici del periodo non contengono norme che ne aumentino le entrate o la dotazione. L'unica norma sul tema è l'art. 2, commi 50 e 51, della legge 244/2007, che fa salve le aliquote IRAP ridotte decise dalle regioni per chi ha denunciato richieste estorsive, nel limite di 5 milioni di euro l'anno dal 2008: è un'agevolazione fiscale, non un rafforzamento dei fondi.

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Programma 2006 · valutata sul governo Prodi II · 10 febbraio 2006

Il governo deve dotarsi di strumenti idonei a conteggiare precisamente l’entità complessiva dei trasferimenti finanziari ad ogni singola impresa

Il programma chiedeva strumenti per conteggiare con precisione tutti i trasferimenti finanziari pubblici ricevuti da ogni singola impresa. Non risultano atti del governo Prodi che abbiano istituito un registro di questo tipo. Esisteva già un sistema di trasmissione al Ministero delle informazioni sugli aiuti concessi alle imprese, previsto dall'art. 14, comma 2, della legge 5 marzo 2001, n. 57 per verificare il divieto di cumulo delle agevolazioni. Solo nel 2015 l'art. 14 della legge 29 luglio 2015, n. 115, sostituendo l'art. 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, ha dato a quella banca dati il nome di Registro nazionale degli aiuti di Stato, con l'obbligo per chi concede o gestisce gli aiuti di trasmettere le informazioni.

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